E se i tasti emergessero dal display?


Qualche giorno fa, mi sono imbattuto in questo articolo “Pop-up buttons the future of touchscreens?” pubblicato da gizmag. Aldilà del fatto che la tecnologia in questione è ancora là da venire, l’idea in sé (e non è l’effetto di TRANSFORMER) mi è parsa davvero grandiosa.

Già una volta in passato mi sono ritrovato dinanzi un tavolo di proiezione capace di mutare la sua forma e replicare -in tempo reale- curve altimetriche e caratteristiche di un paesaggio. Non era un concept ma neanche una cosa che mi immagino di vedere replicata nel mercato consumer prima di 15anni.

Invece, una “lieve increspatura” percepibile al polpastrello e ridefinibile nella sua forma e posizione in modo da corrispondere ai tasti della GUI, mi sembra FATTIBILE e davvero molto UTILE.

I telefoni NON sono più quelli di una volta, e i tasti della GUI non sono più una banale scelta tra OK e CANCEL. Nel gaming -ad esempio- certamente sarebbe eccezionale avere dei controlli più “fisici”, e -in generale- le varie interfacce di scorrimento potrebbero avere un “fine corsa”, le pagine un bordo per essere “sfogliate”, etc.

Ma più di ogni cosa, il FEEDBACK al ogni “click” sarebbe simile a quello di un tasto fisico e questo, davvero è imperdibile.

Questa tecnica, non può certo essere limitata ai “telefonini” (che ridere chiamarli ancora così), e sarebbe estrememente utile anche in schermi pubblici (ATM) e macchine industriali, medicali, etc etc.

C’è altro di emergente nel panorama mobile?
Una altra escrescenza HCI dei telefoni di nuova generazione è molto meno fisica ma non meno importante. Le nuove tecnologie che associano schermi oled e lenti a dei “Proiettori” a led, promettono di rendere ogni device mobile capace di proiettarsi sulla parte più vicina a voi. Toshiba spera di costruire proiettori grandi appena 45mm x 17mm x 100mm !!!

Immagino che qualuno in Apple stia pensando già a come integrarlo in un iphone…
- Stop squinting - MiLi Pro gives iPhones the big picture treatment

Certo questo scenario dei device mobile che proiettano (non nuovo ma finalmente credibile), ci avvicina alle interfacce olografiche di Final Fantasy (2001) molto di più delle varie interpretazioni da wearable computing made in MIT.
Ma credo che sia proprio qui che entri in gioco -ancora una volta- il “sistema operativo” e che ANDROID possa davvero fare la differenza nel passaggio dal prototipo (ennesimo) al prodotto.

Certo, dal pnto di vista HCI, vengono fuori delle belle sfide. Certamente non facili da affrontare armati del solo animo geek.

Dato che questo post sta diventando un update sullo stato delle UI in generale, allora chiedo:Saranno dunque i multitouch con tasti ad emersione e proiettori la prossima killer app delle interfacce?

Personalmente è da un pò che mi attendo assistenti virtuali e forme di interazione ancora più “mediata” (per non dire intelligente) di quella che adoperiamo oggi. Sfortunatamente pare che gli investimenti (perché solo da questo dipendono oggi i risultati) siano fermi e che -a meno della futuristica idea di NATAL con personaggi dotati di AI- ci sarà da attendere ancora parecchio.

Di questi giorni però -e torno ai device mobili- è tornata in voga la augmented reality, con il software “Layar”. La cosa sta avendo un certo successo. Merito di un buon approccio visivo, ma anche (forse soprattuto) del fatto che finalmente -con ANDROID- si sia trovata una piattaforma con cui ha senso sviluppare questo genere di software oltre lo stadio di prototitpo.

Troveranno i soldi per andare avanti? L’intergrazione con GoogleMaps e dintorni potrebbe fare la differenza, mentre -come spesso capita alle startup- non è il caso di chiedere un business model o altro forecast economico. C’è da riconoscere alla gente di Layar la capacità di aver generato scenari d’uso con implicazioni economiche (real estate, job posting, etc) certamente intriganti (più di quanto fanno tante altre startup) ma sino a quando i telefoni Android non andranno via come il pane, resta soltanto un esercizio in excel.

Noi speriamo che gli vada bene e, per chi non lo avesse visto prima, ci godiamo il filmato. Layar, è un pezzo di futuro a portata di telefonino.

Layar: Vedi anche questo articolo

Tom Kelley a proposito di Antropologi e la Concorrenza

Tom Kelley, IDEOPass Leandro @ WM&SF
Non capita spesso di avere Tom Kelley a Milano e -soprattutto- di poterci parlare a quattro occhi per oltre venti minuti. L’occasione è stata il World Marketing & Sales Forum (HSM) svoltosi qualche giorno fa a Milano, che -come sempre- è riuscito a portare in Italia personaggi davvero notevoli e -soprattutto- che hanno un impatto per il mondo del business. (more…)

Storie di Amici, Visioni, Microfoni e Coccodrilli. Storie di Frontiers.

Frontiers of Interaction V
Quando cinque anni fa, per trovare una scusa a Dirk Knemeyer -Californiano di adozione per la prima volta in viaggio in Europa- di attraversare il confine con l’Austria, pensammo di produrre un evento originale, dal nome Frontiers of Interaction, beh… non avremmo mai immaginato come sarebbe andata. (more…)

Frontiers, prima Conferenza al mondo con l’audio streaming su Android

Frontiers of interaction running on AndroidAbbiamo rilasciato qualche ora fa sull’Android market l’app ufficiale delle Frontiere; l’applicazione e’ installabile aprendo questo link dal device Android (attenzione: se provate a cliccare dall’interno di un browser otterete una pagina vuota).

Sviluppata dal grandissimo Stefano Sanna contiene le foto piu’ significative delle passate edizioni, il programma aggiornato, i profili degli speaker storici, le informazioni sulla location e il countdown, l’aggiornamento in tempo reale dei cinguettii su Frontiers ma, soprattutto, darà modo a qualsiasi possessore di device Android di ascoltare LIVE lo streaming audio della conferenza (cosa che a me ha ricordato un sacco le Domeniche degli anni ‘80 con la radiolina all’orecchio per ascolatare le partite!), e - da quanto ci risulta - Frontiers of Interaction e’ la prima conferenza al mondo ad offrire questa opportunità a chi non possa presenziare in sala.

Personalmente ho contribuito dando una sorta di brief iniziale e facendo un pò di photoshop (anzi PixelMator), ma sono davvero stati Rob e Sté a trovare le formule più corrette per l’esperienza su Mobile. Grandi!
Ha dato una ottima mano anche Silvano Stralla, fornendo alcune componenti (ad esempio le icone) del design che lui ha ideato per il blog di Frontiers e che sono state derivate poi per Android e iPhone. Si, iPhone, perché….

Parallelamente allo sviluppo per la piattaforma di Google, Roberto Fraboni - inserito da Wired nella top ten degli sviluppatori italiani per iPhone - stà lavorando all’applicazione per il mobile phone della Apple: applicazione che vedrà la luce nelle settimane immediatamente successive all’evento e che sarà disponibile gratuitamente sull’Apple Store.

Queste Applicazioni vogliono essere il vero filo rosso tra una edizione e l’altra di Frontiers e rappresentano la prima esperienza italiana in tal senso. Beh, a dirla tutta, su Android credo sia la prima al mondo. Certamente la prima a fornire uno streaming audio live dell’evento stesso. Comunque sia, la strada è tracciata e chi vorrà fare in futuro cose simili potrà giovarsi della nostra esperienza. Come sempre Frontiers è open.

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nota: parte del testo di questo post è stato originariamente scritto da Matteo Penzo per il blog di Frontiers.

WideSpime for the 33rd America’s Cup with Green Comm Challenge!

Meeting at Wave Group
WideSpime for the 33rd America’s Cup with Green Comm Challenge!
That’s why we are so excited that at the world’s premier sailing event, the 33rd America’s Cup we’ll have the chance to lend a hand and deploy the massive data collection capabilities of WideSpime with Green Comm Challenge. It is still a long road until the races, but in the meantime, here’s the press release!

WideTag nella “The Mobile Apps Honor Roll” di Creativity Online

Prima di tutto il link all’articolo della Mobile App Honor Roll. Onore al dream team di WideNoise: Aaron, Rob, Yus e l’autore principale: Foll

Apprarire, giusto ieri, primo Giugno in una lista d’Onore che -sebbene eviti credo volontariamente le grandi produzioni- si estende sia ad Android che iPhone, è già un bel risultato. Se poi sei nella lista insieme a gente come Brian Eno (Bloom), alla curatissima RjDj, ed altri sw fighi come quella che preferisco tra queste, ovvero:”Last Minute Labs’ NRU compass”. Fuorissima!

Mi piace sottolineare che il Compass targato Last Minuti viene fuori da Marko Balabanovic, che -con sette persone di team- ha il ruolo di portare una ventata di innovazione all’interno di un Gruppo aziendale di grandi dimensioni.

A mio parere, questa cosa dovrebbe essere copiata da molti gruppi italiani. Per banale che sia, un dream team di 5/7 persone un pò libere e che operano nella logica del grande gruppo, farebbe bene a molte aziende italiane.

Ovviamente il discorso cade nel vuoto, quello di chi non ha ancora connesso il termine innovazione con il termini crisi, ovvero: Non soltanto non sai bene cosa fare in tempi di crisi perché non hai alcuna innovazione nel cassetto, ma ancora più difficilmente capisci che la crisi la hai proprio perché l’innovazione non l’hai fatta o la hai volontariamente chiuso nel cassetto di cui sopra.

WideNoise - Noise as Social Object :)Tornando a WideNoise, che fosse una APP da applausi lo sapevamo già… CORE77 l’ha proprio usata come applausomentro (LOL) : Greeren Gadget Competition 2009

Countdown: Manca una settimana esatta a Frontiers09

Tutti gli Speaker di Frontiers09
Adam, Matt, Manuel, Alex, David, Andrea ma anche Roberto, Riccardo, Daniele… sono almeno 26 le persone che -producer a parte- si avvicenderanno sullo stage di questa quinta edizione di Frontiers. Il tema, è lo spazio di sovrapposizione della Internet degli Oggetti, con le Smart Cities ed i Social network, e qualche “special guest” che ci porterà anche oltre le rotte previste per raccogliere una ventata di pensieri nuovi. Il programma della giornata.

Noi, e siamo in tanti, stiamo lavorando per voi (team). Voi spero verrete a vedere, partecipare, condividere, ma anche twitterare, flickerare, bloggare, alle Frontiere. E’ necessario registrasi. TAG: Frontiers09

leeander @ ExperienceCamp MILANO - Un Amore di Hardware

Nel 2000, la Altoprofilo SpA che avevo fondato, aveva come claim “The User Experience Company”, ma -dopo il 2004- non è che io avessi più posto la cosidetta UX al centro dei miei pensieri. Do per scontato che la UX deve essere integrata nel progetto, e sono passato ad occuparmi d’altro. Così, quando Nicola e Luca mi hanno coinvolto in questo Barcamp, non ho immediatamente ritenuto fosse la cosa giusta da fare. Poi, mentre si chiacchierava del perché e del per come forse non fosse la cosa giusta, ecco che è nata la scintilla. Se mi sto occupando di Internet degli Oggetti, e se gli oggetti hardware sono oggi alla portata di molte aziende, allora ha senso sistematizzare e raccontare alcune cose che penso da tempo, ovvero:

“Mettere in tasca, in auto, in casa, sulla scrivania dell’ufficio di ogni PERSONA propria utente, cliente, partner, affiliata, etc UN OGGETTO tramite il quale entrare in costante dialogo, all’interno di una logica bidirezionale e dentro un social network: 


Questa è la vera opportunità che la INTERNET DEGLI OGGETTI mette a disposizione. 

Un livello tutto nuovo di UserExperience.”

“Nessuna delle prossime infrastrutture può essere costituita da sole macchine o sole persone. La definizione stessa di tecnologia è da mutare ed intendere come l’output (in flusso continuo) di una rete di persone e macchine

e, se mi è consentito…

Questo è anche ciò che fa WideTag, Inc: 
gestisce la comunicazione massiva all’interno di reti condivise da macchine così come da persone.

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Widetag, Inc. sulle pagine di WIRED

Tratto dal quarto numero di WIRED:

…Wide Tag, una start up tecnologica che ha l’obiettivo di amplificare al massimo la nostra percezione del mondo. Immaginate di avere milioni di occhi e di orecchie che vedono e sentono per voi. Immaginate di poter conoscere in tempo reale la qualità dell’aria del luogo in cui vi trovate o il tasso di inquinamento acustico di una zona in cui state per comprare casa. O di avere un feedback immediato su quanta energia consumate e su quanta ne consumano i vostri vicini. Tutto magari su una mappa virtuale da aprire sul vostro iPhone….

- Ecco l’articolo completo su WIRED.it
Meglio dei Gostbusters :D

WideNoise 2.0 - Il rumore social va anche su TWITTER

WideNoise: Real Time Detections in CA (average in showed area)WideNoise: sharing noise levels via TWITTERWideNoise: Real Time Detections in Italy (average in showed area)

Di WideNoise e di come sia un modo per introdurre in concreto il concetto di Spime concepito da Bruce Sterling, ne abbiamo già parlato qui: Una rumorosa APP sullo Store.

Di fatto, il rumore percepito dall’iPhone tramite il suo microfono e -per quanto tecnicamente possibile- tradotto in decibel, viene posizionato tramite GPS e condiviso in una grande mappa planetaria del rumore. A me sembra già una ficata notevole, ma non vedevo l’ora di poter fare il passo successivo, ovvero: generare ulteriore partecipazione attraverso twitter!

WideNoise - Noise as Social Object :)La versione 2.0 di WideNoise, gratuita per chi possiede già questa APP, consente infatti di indicare l’account twitter in cui si vuole fare arrivare la notifica ogni volta che si effettua una misurazione del rumore con WideNoise. Questo semplice fatto, apre non soltanto a mashup sempre più efficaci (ad esempio qui trovare l’RSS di tutte e sole le detections), ma consente anche delle valutazioni di tipo più “filosofico”, ad esempio sul fatto che sul mio account twitter, adesso sia condiviso da persone e “macchine”. Il prossimo passo sarà infatti non solo quello di twitterare ondemand, ma di pensare a sistemi e sensori (e già ne esistono) che sono proattivi nel comunicare i valori registrati ed il loro significato.

Per chi vuol giocherellare con gli embedd, sul sito ufficiale WideNoise, c’è la possibilità di creare mappe embeddabili del rumore che più si desidera.

Che si sia pronti o meno, io credo che l’Era della Massive Data collection, spinta -tra gli altri- anche dai self tracker (di questo scriverò un’altra volta) sia prossima.

Di fatto, quando usciremo dalla crisi economica attuale, tutta una serie di tecnologie e modelli di business saranno stati cambiati. Potremmo -di colpo- ritrovarci un pò più nel futuro ed un pò meno nell’era industriale
. Noi ci stiamo duramente allenando per questo.

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..
ps. E’ sempre un piacere quando Bruce -padre di tutti gli Spime- si accorge di noi.
Bruce about WideNoise (on Twitter)

pps. Onore al principale maker di WideNoise, Foll, ed anche al resto del team, debuggers (yus | aaron) compresi.