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Countdown per WIRED Italia (e vari video della colazione)

Questi video raccolgono le testimonianze di chi ha partecipato alla colazione di WIRED. Tutti “soliti noti” e molti capaci di dare un contributo significativo alla discussione. A me sono piaciute le parole di Lele con la sua frase “il mio ‘68 è stato Internet” ed anche le romanzate visioni storiche di Zampe. Poi, si sa, il mondo si divide in chi le cose le fa e chi ne parla. Quindi, lode al coraggio di chi -senza una corporate che paga lo stipendio- fa le cose che fa MariaGrazia con il suo MeetTheMediaGuru (non perdetevi il grande e simpatico Cory Doctorow, il 6 marzo) o Andrea con 7thFloor. (beh, si c’è anche Idearium e anche Frontiers)
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ah, guardando i video… in generale, delle due domande raccolte in questi brevi video, la più interessante è la seconda:”Esiste una Italia da Wired?
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Qui sotto trovate le mie risposte e -volendo completare la testimonianza- dico anche che WIRED potrebbe essere quello specchio in cui tutti noi ci si possa guardare e -visto il riflesso- potrebbe anche farci venir voglia di diventare migliori. - E adesso tutti ad attendere gli ultimi dieci giorni prima dell’edicola.
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A proposito del Manifesto Tecnologico di Barak Obama, linko ancora con piacere questa traduzione di Apogeo. Qui -invece- c’è il documento originale in Inglese (trascritto)
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Ultimi link: avevo già parlato della Colazione…
- 7thFloor racconta WIRED (e genera commenti :)
- Colazione da WIRED (foto di Gruppo)

Dalla colazione alla copertina (WeWired)

Questa autocelebrazione sembra non finire mai, ma -vi garantisco- è puro divertimento e zero fighettitudine. D’altro canto, come han ben detto Lele:
Io non ho avuto il ‘68. Il mio ‘68 è stato Internet“.

Alcuni degli altri protagonisti della colazione da Wired leeander su una cover personalizzata di WiredItalia
- tutte le altre cover
- Backstage di WeWired

7thFloor racconta WIRED (e genera commenti :)

cover da 7thFloorAndrea Genovese, padre di 7thFloor era uno dei commensali alla colazione da Wired, ed ha prodotto questo completo resoconto della mattinata. Lo potete leggere sulle pagine di 7thFloor, che -come ho detto in passato- è stato il WIRED italiano quando Wired non c’era. Leggiamo adesso cosa racconta Andrea nel suo post: WIRED Tutto Quello Che Avreste Voluto Sapere Sul Lancio Più Atteso Di Internet E Non Avete Mai Osato Chiedere.
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Se avete voglia, leggete anche i commenti. Io riscrivo qui, quello che ho già postato a valle dell’articolo.
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IL MIO PUNTO DI VISTA:

Non concordo con BoRnA, e penso che WIRED possa avere un qualche impatto persino in Italia, per una ragione fondamentale: non manca il talento in Italia. Mancano OPPORTUNITA’ (spesso sinonimo di denaro, ma non solo) ed ENTUSIASMO.

Wired è una OPPORTUNITA’, almeno di visibilità interna nonché di link (facilitato certamente rispetto a ieri) con il Wired Usa.

L’entusiasmo NON è una cosa per stupidi romantici, bensì una delle forze che plasma l’economia del Pianeta. Partire da sconfitti (o sentirsi secondi) non genera alcun vincitore.
Al contrario, per avere successo -e in special modo nell’innovazione- avere la forza mentale adeguata è necessario quanto il talento o il denaro.

Io non sono certo un economista ma quando vedo quanta parte del mercato oggi si basa sulla FIDUCIA -intesa come fiducia verso il futuro- allora penso che l’ENTUSIASMO sia un asset non trascurabile.

Wired, così come 7thFloor prima di lui, sono motori importanti per la parte di questo Paese che si occupa di innovazione tecnologica.

Purtroppo la governance vecchia e cieca che occupa i posti di potere di questa semi-repubblica-totalmente-televisica, deprime la Rete come mezzo di comunicazione ed opportunità di crescita economica. E’ quindi difficile, persino per WIRED, il futuro prossimo. Di certo però, io (come molti) non faremo mancare il nostro entusiasmo. Così come -sin dall’inizio- non l’ho fatto mancare a 7thFloor.

Coraggio!

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Continuate a seguire il dibattito su: 7thFloor

Colazione da Wired

Tutti tranne uno
Riccardo Luna, Direttore di Wired, a 99 giorni dal lancio in Italia del mensile, racconta il proprio punto di vista sul progetto editoriale in occasione di una tavola rotonda con alcuni degli esponenti italiani più autorevoli della Rete. OGGI, 12 novembre 2008. Ne hanno scritto qui.

Vedi lo streaming su Mogulus http://www.mogulus.com/colazione_da_wired

Colazione da WiredColazione da WIred

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C’è anche il gruppo su Facebook

CurrenTV, PangeaDAY, WIRED, Frontiers of Interaction IV

Pangea113x85Il giorno dopo un impalpabile Earth Day (se avete un attimo, date un occhio alla TV dedicata), ho guardato al calendario prossimo. Ci sono una serie di robe interessanti ed importanti (PangeaDay), nonché la nascita della versione italiana di due icone dell’informazione USA, ovvero: Curren TV e WIRED.

Personalmente direi che è inutile lamentarsi dell’immobilità italica se poi non si gode (e partecipa) alle cose che invece avvengono, quindi: Leggete quello che sta per accadere e… diamoci da fare. (more…)

ITconversations, Yahoo DevNet, LunchOverIP, Panorama, Inforservi, Wired (again)

C’è una forte attenzione dei media attorno al progetto OpenSpime. Personalmente ne sono davvero felice e i miei compagni di avventura stanno davvero facendo i numeri per star dietro a questa esposizione mediatica con numeri e fatti.

In particolare sono mooolto contento dell’incontro che abbiamo avuto con un mito della Silicon Valley, Phil Windley di ITconversations. Raga, manca solo la CNN… :D

Beh, nell’attesa che Phil Windley pubblichi l’intervista con David & Rob, gustatevi il video realizzato da Yahoo Dev Net.

- Wired (seconda volta)
- Panorama
- LunchOverIP
- 7thFloor
- Inforservi

Coming soon: IT conversations, BoingBoingTV
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beh, saluti dallo Xerox Parc di Palo Alto, Silicon Valley ;)

A SanDiego, ma anche su WIRED

Quest’anno sono al mio quarto eTech, e ci sono un paio di novità che vale la pena di sottolineare. Ad esempio, per la prima volta c’è un italiano che non sia io e che non venga dal Top-ix di Torino. Non l’ho ancora incontrato, ma voglio assolutamente conoscerlo.

E poi, per la prima volta, sto portando in California una mia idea che -grazie al talento di alcuni dei soliti noti- si è trasformata in azienda e sta provando a fare sul serio. Ebbene si, abbiamo dato il via alla classica startup californiana e adesso speriamo che qualcuno si accorga di noi. Ad esempio, se ne è accorto Bruce Sterling, editorialista della mitica Wired che -guardacaso- da mesi vive a Torino dove cura lo Share Festival (Grazie, Simona).

Tra gli italiani, sempre in prima fila invece Emil Abirashid ed i grandissimi di 7thFloor.

Beh, noi qui a SanDiego abbiamo il nostro primo talk (non in schedule), mentre tra poche ore c’è il meeting con Vernor Vinge, amico di David, che di spime ha colmato il suo ultimo libro.

Alcune info:
OpenSpime è il nome della tecnologia, mentre la Company si chiama WideTag, Inc. Molte delle cose che abbiamo realizzato sono nate sotto l’ala protettrice del Development Program del Top-ix di Torino. David Orban e Roberto Ostinelli sono i miei partner di avventura.

DSC08454.JPGQui a San Diego sono con David e abbiamo delle magliette con sopra un loghino tricolore e una grande scritta sulla spalle:EARTH MONITORING. Questa è la info minima da sapere riguardo al progetto OpenSpime per il monitoraggio globale della CO2. I primi partner ad aver firmato un agreement con noi, sono italiani! La CPS Group, che -tra le altre cose, distribuisce i prodotti del gigante cinese ZTE.

La lista dei ringraziamenti ai makers coinvolti è lunga: Dario (che spero pubblichi la sua terzina sugli Spime) e Foll in prima fila, ma senza dimenticare l’Hiroshima Mon Amour, con il mitico Giacomo.

OpenSpime is a project of WideTag Inc, a technology infrastructure company providing hardware and software solutions for an open Internet of Things.