UXCON, Lugano: HW e/è SOCIAL (le slide)


Con Stefano Avenia ed i ragazzi di Nuzoo abbiamo speso un giorno intero a saldare, tagliare, cucire, testare e poi eisaldare ancora. :) Dario Violi e Matti Nelli hanno lavorato per giorni a rendering 3D, interfaccia flash e a ragionare su come semplificare al massimo il prototipo realizzato. Alla fine però da iCrocco siamo riusciti a gemmare iTopo, un hacking del tipico peluche IKEA da un euro, con dentro una elettronica cutting edge in ambito Internet degli Oggetti.
iTopo ha una interfaccia sw che è del tutto equivalente alla sua realtà fisica, e consente il passaggio di attività di interazione e mood in modo trasparente tra Rete e Mondo Reale.
Hacking IKEA, ne dimostra la sua grande flessiiblità e lo spirito ludico che ne è insito, e noi siamo convinti che la cultura che stiamo sviluppando in termini di hardware sociali ed i software di comunicazione parallela (widespime) che vi sono nascosti. Il mondo dei giochi offline non attende che essere evoluto e -quando utile- connesso.











Dan Saffer è uno dei volti “nuovi” di Adaptive Path, ovvero: l’azienda di JJ Garret “inventore” di Ajax e Jeff Veen, personaggio fulcro dell’ HOTWIRED degli anni d’oro, nonché alfiere della User Experience ed oggi uomo GOOGLE. Dan è andato a parlare di “cos’è l’IxD” ai microfoni di ITconversation. Terreno non facile dove ha svolto un “compitino” non brillantissimo ma non privo di spunti.
Da tempo sto lavorando alla definizione di interfacce emotive, ovvero che basano le loro risposte anche su input multimodali ed emotivi (tono della voce, piuttosto che livello di ansietà) e -soprattutto- sono capaci di connotare emotivamente le loro risposte.
Il punto è che, per parlare di eUI bisogna capire meglio cosa sono e -ove possibile- delineare una sorta di manifesto delle interfacce emotive. Per quest’ultimo obbiettivo è forse presto, ma in questo articolo apparso sulla eZine americana 