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DEAD LINK! Per far ripartire il paese cominciamo a seguire le regole della rete

City Desert
Spinti dall’entusiamo che arriva dagli States, diversi amici mi hanno sottoposto delle idee per tentare di far qualcosa per questo martoriato paese. Ognuno a suo modo ovviamente. Chi parla di politica. Chi parte dai network internettiani.
Personalmente non intendo sottrarmi al supporto di ogni eventuale tentativo, ma ho una posizione ben chiara: E’ un compito impossibile. Sapete perché? Perchè noi italiani NON abbiamo la SPERANZA. Non ne abbiamo perché siamo un popolo individualista e -da soli- è difficilissimo (sopravvivere) in tempi di crisi. Non ne abbiamo perché non c’è un sogno “italiano” a cui appellarci. Quindi, chi vuol tentare di cambiare questo paese, deve prima unirlo.

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E’ proprio qui che entra in campo la tecnologia. Non è solo un fatto di MEZZI, ma di MODELLI per la MENTE!
Nell’era industriale la società si vedeva come una catena di montaggio e ogni persona come un ingranaggio. Il buon dovere di ingranaggio era evidente: eseguire il task adeguatamente e NON spostarsi mai dalla propria posizione nella catena.
Oggi, il modello è la Rete. Il buon dovere di ognuno di noi è ESSERE CONNESSI e -soprattutto- accertarsi di essere un ANELLO DI CONNESSIONE e non un DEAD LINK.
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La TV ci separa, la Rete ci unisce. La TV (e spesso i telegiornali) raccontano un mondo virtuale. Il paese reale sta altrove e sta ancora perdendo tempo a chattare su Facebook! E’ un male? Forse NO. Forse è solo il necessario training!
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Allo stato attuale, è persino inutile sperare che arrivi un Obama italiano. Così come è inutile (ed anche grottesco) sperare che gli Usa ci invadano militarmente (link) per trasformarci in modo consensuale in una altra copia dell’america.
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Semmai sensato cominciare a far qualcosa TUTTI. Ognuno di noi.
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Cosa possiamo fare?
Ad esempio condividere le proprie conoscenze. Sia esse in senso culturale che in senso di relazione interpersonale.
Vedo crescere molto -rispetto al passato- la voglia di condivisione. Ma è ancora troppo poco.
Grazie ai Social Network stiamo imparando la lezione, e penso potremo presto capire che: NESSUNO VERRA’ A SALVARE NOI, come entità singola. Dobbiamo salvarci da soli, come NETWORK.

Quindi:
1) Entrate nei social network e cominciate a discutere, ma METTENDOCI LA FACCIA. Bando alle chat con “bellatopolona_39
2) Partecipare alla vita sociale ed agli eventi! Stare connessi non può essere sufficiente. Serve il contatto.
3) Condividete in profondità ogni vostra conoscenza culturale, scientifica, tecnica, etc.

ma soprattutto:
4) NON siate mai un DEAD LINK
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Colui il quale isoli i propri contatti, o difenda strenuamente le proprie relazioni sociali a scapito degli altri è il veleno che uccide la nostra capacità di creare ricchezza dal basso.
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Finiamola con i circuiti chiusi di industriali finto-ricchi, manager fintamente eccellenti, di politici per la vita, di circoli viziosi retti da head-hunter e responsabili delle HR, di medici e informatori farmaceutici, di vallette e calciatori, di baroni di ogni settore e grado, di blogger e innovatori che non parlano mai con nessuno che non conoscano già (e se lo fanno, se la tirano), etc etc.
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C’è una sola minutissima speranza: Aprisi completamente alle dinamiche tipiche della Rete. Ibridare le proprie conoscenze e metterle a disposizione di chiunque ne faccia richiesta. Diventare un NODO o un HUB della Rete di persone che vive e lavora per l’Italia e “vantarsi” di quanta conoscenza e link si fanno scorrere anziché di quanto esclusivo sia il proprio orto.
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Unirsi serve non solo ad informarsi (ed in italia sarebbe già un vanto), ma a crescere.
Aiutate chi potete! Aiutate un semplice conoscente a trovare un lavoro. Un estraneo a trovare un pasto. Un giovane a comprendere e raccogliere una opportunità. Non per spirito umanitario. Fatelo per salvare voi stessi.
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Oggi la scelta è: Combattere per irrorare ognuno un poco questo deserto o camminarci sopra da in desolata solitudine. Lamentarsi è inutile quanto attendere un messia nero o un duce.
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Infine,
questo semplice link al Manifesto di Obama per l’ambito Tecnologia & Ricerca chiarisce la siderale distanza tra gli abbranzati scherzosissimi tizi che governano l’italia (credo neanche conoscano i termini contenuti nel doc di Obama) e la vision di cui abbiamo bisogno.
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Coraggio.

Un GPS, un Social Network, un iPhone

- Il GPS non funziona negli spazi interni.
- Un riconoscimento dell’immagine è troppo intenso sotto al profilo computazionale.
- Andare ingiro con uno schermo in faccia non è banale, ma…

Nonostante tutto questa forma di Augmented Reality si aggiunge alle altre. La AR comincia ad affacciarsi seriamente come la “Prossima cosa” a cui interessarsi. Questo non solo sotto forma di schermi dinanzi gli occhi, ma anche di layer di informazioni che apprendiamo dal mondo attraverso reti di sensori. Spero che David, scriva un post ad-hoc su questo approccio. Nel frattempo, questo video è sufficiente a far capire le potenzialità del SW e dei Social Network quando applicate a device mobili always on.

(ne parlano anche qui)

VideoGames tra Socialità e Marketing

foto from flickr - http://flickr.com/photos/29608584@N07/2830544546
Questo post parla di videogiochi e di come il web 2 ha cambiato alcune consolidate abitudini e definizioni. Prima di partire però è meglio che io chiarisca la mia parzialità, ovvero: in generale trovo la socialità come positiva e il marketing come… variabile. Infatti, la mia personale molto generica definizione di marketing è: tutto quello che, dalla TRUFFA alla buona progettazione passando per ogni forma di comunicazione o inbonimento.. Insomma, tutto, ma proprio TUTTO quello che puoi fare per vendere di più e meglio.

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Ma adesso, parliamo di videogiochi e -in particolare- di due mie esperienze recenti con: SPORE e RAPALA.
Spore, lanciato all’E3 del 2006 è candidato ad essere IL super-videogioco di simulazione e -con tale autore- non potrebbe essere diversamente. L’attualità di SPORE è legata alla sua attualissima versione macintosh e persino alla sua comparsa su iPod / iPhone.

Rapala l’ho invece incontrato un annetto fa, alla comparsa della sua versione per Wii. L’acquisto mi lasciò molto insoddisfatto ed il motivo è che… beh, si fa lunga, leggetevi il post. (more…)

Un talk in Domus Academy: Il museo al tempo dei Gargoyle

Immagine 2Andrea di 7th Floor -ovvero il superconnettore del mondo innovazione italiana- mi ha coinvolto in una intrigante Master in Domus Academy (sede di Roma). Il titolo del Master è Cultural Experience Design and Management, e -in breve- si tratta di vedere come la tecnologia può garantire una user experience adeguata ai Beni Culturali.

Dalla augmented reality al social networking, da SecondLife agli Spime, ho raccontanto agli studenti un mucchio cose che qui avrebbe poco senso stare a ripetere, ma c’è una tavola che sintetizza molti di questi concetti e -questa si- forse si può provare a discutere in un post, magari aggiungendoci almeno un gargoyle e qualche altra provocazione. (more…)

Controllate le vostre emissioni 2.0

SearchCrystal: ricerca per immagini, chiave -leeander-I vari canali che stiamo usando, da Twitter a SecondLife sono diverse intensità di segnali che emettiamo: twitter è un segnale debole e continuo come certi sms, mentre all’estremo opposto abbiamo SL che è “pieno” sino ad essere ridondante. Questi -tanti- diversi canali (Flickr, Facebook, LinkedIn, etc) si spandono sul web, creando anche interferenze (spesso incoerenti tra loro).
Quella che ne emerge è una sorta di nostra immagine digitale. Una immagine frammentata che nei search engine tradizionali tende a perdere la sua uniformtà. Google -ad esempio- NON è adatto a rendere “visibili” queste emissioni, mentre alcuni nuovi “engine di visualizzazione” -se non avete fretta- vi daranno una nuova visione delle vostre emissioni 2.0 (more…)