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Questa è proprio una “singolarità fotografica”

Seguo Paolo Attivissimo su Twitter ed ho appena letto questo suo post dove segnala il video ed il paper di Ren Ng (Stanford University).

L’Argomento è la Fotografia Computazionale, ovvero come usare la matematica per ridefinire l’orizzonte (o meglio il “fuoco”) dentro una immagine. Scaricando il Paper si viene travolti da una orgia di formule, ma -usandole- le nostre foto saranno più chiare e a fuoco che mai. Un vero momento tipo “A Beautiful Mind”. Una roba che neanche in CSI si sarebbero sognati di inserire, perché… davvero incredibile. Guardatevi il video!

This paper contributes to the theory of photograph formation from light fields. The main result is a theorem that, in the Fourier do- main, a photograph formed by a full lens aperture is a 2D slice in the 4D light field. Photographs focused at different depths corre- spond to slices at different trajectories in the 4D space. The paper demonstrates the utility of this theorem in two different ways. First, the theorem is used to analyze the performance of digital refocus- ing, where one computes photographs focused at different depths from a single light field. The analysis shows in closed form that the sharpness of refocused photographs increases linearly with di- rectional resolution. Second, the theorem yields a Fourier-domain algorithm for digital refocusing, where we extract the appropriate 2D slice of the light field’s Fourier transform, and perform an in- verse 2D Fourier transform. This method is faster than previous approaches.

NOTA: ho subito sparato questa URL anche sulla nostra lista interna PURE GEEK ed ho scoperto che il buon David Orban (e chi sennò) l’aveva già vista UN ANNO FA a Singularity University.

Sembra uscito da Blade Runner. Non viene fatto vedere nelle demo, ma riesci spostare anche l’asse di ripresa. Ho visto un tronco d’albero nascondere un dettaglio e poi veniva spostato il tutto un po’ di lato perché si vedesse!

David ha fatto un bel video su IoT. Dagli Spime alle Reti Autonome

La RETE dei cellulari, composta da miliardi di elementi, è probabilmente l’ultima che potrà contare sulla cura che ne hanno gli esseri umani. Le prossime Reti, composte da centinaia di miliardi di oggetti, dovranno NECESSARIAMENTE essere autonome.

NOTA: (Mentre passeggi per il Bosco sembri un novello Piero Angela. Sulla sedia da negozio Dolce e Gabbana, invece, un vero Guru. Forza David)


Se vi state chiedendo come fa a funzionare una rete composta da centinaia di miliardi di oggetti, state cominciando ad interessarvi a quello che accade qui. La strada è segnata.

Il messaggio di RAY KURZWEIL al World Business Forum

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Le cose, buone e NON buone, che riguardano il WBF (qui ci sono le foto) penso di pubblicarle con calma nei prossimi giorni. Per adesso mi limito a dire che la mia sensazione è la seguente: Mentre gli eventi collaterali avevano qualità variabile, i personaggi e gli speech della track principale sono stati di eccellente livello. D’altro canto i nomi lo lasciavano ampiamente presagire.

In questo post però voglio interessarmi soltanto di ciò che ha detto Ray Kurweil. Premetto che non è stato nulla di diverso da quanto lui -da tempo- professa con ogni media disponibile, ma la forza delle idee è tale che avercelo difronte e sentirlo parlare dal vivo è comunque un’esperienza.

ah, non ha praticamente mai usato la parola “singolarità”. Anche se -ovviamente- in pratica non ha parlato d’altro.

btw: Per chi NON AVESSE informazioni di background su Ray Kurzweil ed il concetto di singolarità tecnologica, fate riferimento a questo post introduttivo su idearium (di GianAndrea Giacoma) o leggete le riflessioni del Gruppo italiano che si occupa di singolarità, oppure visitate il sito di David Orban.

Ecco 10 flash del pensiero di Ray Kurzweil (more…)

Wii Fit: segnali di singolarità

La rivoluzione cominciata da Nintendo non si può più fermare. La maggior parte degli oggetti che conosciamo saranno completamente ridisegnati nei prossimi 5/10 anni. Questa accelerazione targeta Nintendo è basata su elettronica divenuta standard in meno di un anno. Una testimonianza evidente di quella singolarità che potrebbe ridisegnare l’uomo a partire dagli oggetti d’uso quotidiano che utilizza.

Un oggetto NON connesso sparisce. Un oggetto che NON prevede una interazione tangible, deve essere abbastanza intelligente e avere una interfaccia ancora più avanzata (ovvero che sia superiore alla manipolazione diretta, ad esempio il dialogo), oppure sparisce anche questo.
E tutto questo mentre la nostra concezione di spazio, tempo, relazione sociale, lavoro, muta rapidamente.

Sono tempi molto eccitanti da questo punto di vista. Non distraetevi, o potreste ritrovarvi spiazzati.