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What I do: UX + Management

Awarded the Apple Design Project in 1997, Leandro has played a key role in a wide array of impactful digital projects.
His work has been recognized by numerous organizations, such as:

  • Venice Biennale of Architecture: “2050 Visionary” (2010)
  • Association for Industrial Design: Compasso D’Oro finalist (2010)
  • New York Times: Top10 Internet of Things Products (2009)
  • WIRED: Nominated ItAliens, 12 best italian innovators (2009)

L’ESPRESSO parla degli Assistenti Virtuali

Articolone su l'Espresso

Personalmente sono abbastanza convinto che -nel futuro breve- avremo sempre più spesso a che fare con agenti intelligenti -o assistenti virtuali che dir si voglia- per molte delle attività che svolgiamo in self-service. Basti pensare a come abbiamo “imparato” ad usare gli ATM, l’home banking o -semplicemente- a prenderci da soli la roba dallo scaffale del supermarket (una volta il bancone del droghiere separava le robe dai clienti). Di questo parlerò anche al World Business Forum, ma -di questo- parla oggi anche l’Espresso. Un ampio articolo (3 pagine con belle foto etc) di Federico Ferrazza, racconta degli K-Human realizzati dai ragazzi della Kallideas SpA (dove -per chi non lo sapesse- faccio il “design and vision Director”), come anche cita i discorsi di Umberto Basso e la concorrente H-care.

Cover dell'Espresso del 19oct07Per certi versi è vero anche che l’italia sta -in qualche modo- facendo da capofila in questo potenziale mercato degli assistenti virtuali, soltanto che mi piace sottolineare anche le difference culturali messe in campo dal Lab nel quale lavoro. I concetti di Embodiment (che mi hanno portato come speaker al BayCHI in Silicon Valley), le interfacce emotive (che si sono meritate un articolo su UXmatters), l’intelligenza composita (altro articolo su UXmatters) e adesso il talk al World Business Forum (dove parlerò di assistenti virtuali in chiave “marketing” nell’era del Total Access), dimostrano -credo- una capacità di creare cultura che va molto oltre la semplice produzione di tecnologia.

D’altro canto, l’approccio open nel quale tutti noi crediamo, è tale per cui su slideshare, Viddler, Youtube etc, rendiamo sempre pubblici i “concept” e i “valori” nei quali crediamo. Tanto, dopo le parole che ognuno può far sue anche se è eterno secondo, poi serve saper fare davvero le cose. E lì non è una passeggiata per nessuno.

btw: Ray kurzweil è un singolarista e prevede che -già nel 2009- una gran parte delle transazioni commerciali saranno realizzate attraverso “personalità animate” e molti professionisti saranno impegnati nel design di caratteri digitali. Come al solito io sono un paio d’anni in anticipo :DD

L’Antologia dell’ Interaction Design

Bill MoggridgeBill Moggridge è uno dei fondatori della società di design di maggiore successo del pianeta, la IDEO. Ma non soltanto. Moggridge è una delle personalità che più ha creduto (e contribuito) a far crescere la schiera di coloro che -negli Stati Uniti- hanno fatto dell’Interaction Design un modo di costruire valore per l’intero mercato dell’ICT. Non è cosa banale OGGI, che la produzione è tutta stata portata all’estero e solo il know-how ovvero la capacità di fare ottima PROGETTAZIONE è il vero vantaggio competitivo della grande Silicon Valley. Perché ne parlo oggi? Perchè ho tra le mani il suo nuovo libro. (continua…)

Tony Blair a Silicon Valley per carpirne i segreti del successo

tony blair usa un pc - foto GuardianGeorge Osborne -esponente britannico del partito conservatore- si è domandato come mai la Gran Bretagna non abbia prodotto colossi come Yahoo! o Google. Ecco che il gran capo Tony Blair -praticamente alla fine del suo mandato- si è dato al “turismo” ed è riuscito a mettere attorno ad un tavolo californiano Steve Jobs, John Chambers di Cisco Systems, Hector Ruiz di Advanced Micro Devices e Jonathan Schwartz di Sun Microsystems, ed altri. Lo scopo? Capire come funziona la Silicon Valley!

beh, non è molto… Però è tanto tanto di più di quanto non facciano alcuni nostri ministri stanchi e non, ed anche alcuni premier ancora fermi a Nicholas Negroponte (e che pensano che basti invitarlo a cena una volta -strapagandolo- per sentirsi fichi e innovati).

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Trovare l’articolo intero di Blair in SV sulla REUTERS: http://tinyurl.com/khzg6.
(continua…)

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