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Sicurezza fisica in salsa illustrator

5832728849549252Non mi sarei mai aspettato di scrivere di sistemi anti-intrusione e impianti di sicurezza, ma ho visto qualcosa che ha davvero attratto la mia attenzione: un sistema di allarme che si basa tutto sulle riprese da telecamera e lavora come se mettessi ingiro dei sensori. Come? Disegnando sulle immagini -come fossi in illustrator- dei confini invisibili che esistono solo nel sistema che analizza le immagini video e -nel caso- fa scattare l’allarme.

Prima raccontarvi questa storia, dico subito che -su internet- si trovano “N” soluzioni webcam + software per fare dei micro-impanti di sicurezza. Vi indico un paio di produttori ed un paio di articoli:

- HOMECAMERA
- X10 (esiste da quando c’è il web, ed è un favoloso esempio di trash-ADV)
- LIFEHACKER
- Turn your laptop into a home security system

panasonic-bl-c1Ci si può tranquillamente dotare dell’hardware da soli, come nel caso di questa camera Panasonic con rilevatore di movimento e persino la Logitech, anni fa, aggiungeva alle webcam un piccolo sw gratuito per questa funzione (io ne avevo uno), mentre oggi ha preso la cosa molto sul serio ed ha una intera sessione del sito dedicata a DIGITAL VIDEO SECURITY SYSTEM.

Di solito, sistemi del genere NON usano la telecamera fare per una analisi reale di quanto accade nell’immagine, bensì per sapere se un certo quadro di ripresa è mutato o meno. Insomma, una emulazione di un sensore di presenza che va bene soltanto nel caso che qualcuno o qualcosa di muova in uno spazio dove NULLA dovrebbe muoversi.

E’ chiaro che questa soluzione si adatta solo ad alcuni ambiti. Il sistema anti-intrusione migliore è quello che individua il “ladro” quando è ancora lontano dal vasetto di miele e -spesso- questo signifca essere ancora in un ambiente esterno dove ci possono essere mille cose che si muovono nell’inquadratura e bisognerebbe isolarne un pezzo o tracciarci sopra un “confine”.

96818-main_FullLa soluzione che ho visto fa esattamente questo. Consente -con strumenti di disegno tipo illustrator o paint- di settare dei confini sulle inmagni e di utilizzarli come confini veri e propri: determinando ad esempio che possano essere attraversati in un verso e non nell’altro. Questo sistema è sostanzialmente sw e va associato però a delle telecamere capaci di produrre immagini video con adeguata qualità e frequenza. Meglio se con un doppio cuore, a luce naturale ed infrarossa (per le riprese notturne).

NOTA: approfitto dell’occasione data dalla necessità di vedere in dettaglio il contenuto di questa immagine qui sopra e della interfaccia grafica che contiene, per mostrarvi CLOSR, ovvero un webgadget per la gestione dello ZOOM nelle foto che mettere online. Spero che FLICKR li compri subito, per la falicità di Daniele (che se ben capisco è l’autore di Closr) e mia (che non devo uploadare le foto in due posti diversi).
SE AVETE UN MAC: Scorrete con le DUE DITA sulla trackpad!

La applicazioni di questa tecnologie e delle sue varianti, sono molteplici. Ad esempio è lo stesso sistema che viene utilizzato in alcune strade ed autostrade italiane per monitorare le situazioni di sicurezza; ad esempio relativo alla invasione di corsia in incroci come quello in foto.
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Anche qui è stato sufficiente usare “l’illlustrator” per determinare delle aree dell’immagine a cui associare dei behaviour e degli allarmi.

Qui sotto, una centralina software gestisce le varie viste (telecamere) e monitora gli “allarmi”. Ad esempio, la camera in basso a destra è associata ad un “varco virtuale” ed il software gestisce il conteggio delle persone in ingresso e uscita: non male davvero.

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Tutto questo, io oggi l’ho tirato fuori soprattutto perché mi ha intrigato “l’illustrator” degli impianti di sicurezza. Il concetto che c’è sotto è molto più denso di quel che non sembri perché, se da un lato sembra ovvio mutuare ciò che il software fa in un campo (illustrator) in ciò che il software può fare in un altro (sistemi anti intrusione), è pur vero che queste comunità in genere non comunicano e collaborano e che -a livello mentale e concettuale- il salto non è breve.

Forse (io dico di SI) ha ragione Basalla, quando dice che noi non siamo ciò che riteniamo di essere, bensì il risultato degli artefatti che usiamo. Non so perché, ma penso sia soltanto l’inizio.