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WideNoise a Bruxelles (FOSDEM Conference)

Alex Papanastassiou è un membro dell’Advisory Board di WideTag. Alex è un esperto di modelli di business e di finanza, che ha ricoperto differenti ruoli in aziende medio grandi, compreso il ruolo di CEO in una società che produce -guardacaso- sensori. Patito di nuove tecnologie, affezionato al pensiero Creative Commons (come l’altro nostro advisor Joi Ito) nonché di OpenSource, Alex ha registrato al FOSDEM questo breve video. Parole e rumori sono ormai oggetti sociali.
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foto by Roberto Ostinellifoto by Roberto Ostinelli

nota: FOSDEM ‘09 is a free and non-commercial event organized by the community, for the community. Its goal is to provide Free and Open Source developers a place to meet.
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Quest’altro invece l’ha registrato Henrik, degli Stanford Humanities Lab, mentre girava per Tokyo in cerca di un wifi aperto. :)

Metaverse U: Il Summit per i mondi virtuali organizzato dalla Stanford University (SHL)

Metaverse U aims to challenge traditional conference models with more collaborative and inclusive opportunities for participants, both virtual and physical. To ensure that its impact extends well beyond the actual conference, video from Metaverse U will be streamed live to the web, free of charge. After the conference, these videos will be archived and become part of a global conversation on virtual worlds.

Il 16 e 17 di Febbraio (si, sono sabato e domenica!) si tiene un evento di grande interesse culturale, il METAVERSE U. Il programma della due giorni vede interventi di notevole spessore. Da Howard Rheingold a Mike Liebhold (Institute for the Future), passando per Raph Koster (Metaplace, e di cui vi avevo parlato ai tempi dello scorso eTech per la sua Theory of fun), Rebecca Moore (Google Earth), Reuben Steiger (Millions of Us), Ginsu Yoon (Linden Lab).

Metaverse U, in SLBeh, forse non saremo al Metaverse U, ma una piccolo contributo intellettuale ai metaversi futuri lo stiamo dando anche dalle nostre italiche parti. Come? Quando? beh, Aaron ed io abbiamo aperto un blog che vuole raccogliere i suggerimenti per i futuri costruttori di mondi virtuali. Noi due ci abbiamo messo dentro la radice della nuova fisica del NextVerso. Chiunque altro potrà postarci delle altre idee.

ah, se avrò altre news sull’andamento del Metaverse U, farò un altro post. Nel frattempo basti sapere che potete vederlo aggggratis via SecondLife. Beh, un grazie al mitico Jeffrey Schnapp -già keynote speaker della scorsa Frontiers of Interaction Conference- per avermi reso partecipe di quanto sta avvenendo agli Stanford Humanities Lab.

Giorni di varia visibilità

Stanford Humanities Lab (homepage)Finire su una pagina web di Stanford University è qualcosa di davvero inusuale per me. E’ successo quasi per caso, nel senso che la notizia è che il fondatore degli Stanford Humanities Lab -Jeffrey Schnapp- tiene il keynote di Frontiers of Interaction III. Però, nella notizia è finita dentro anche la mia faccia (all’interno di un collage di immagini che rappresenta un abstract visivo della conferenza) e persino una mia citazione. Sarò stupido io… ma a me sembra una bella cosa.

Contemporaneamente…
Tra pochissimo parte l’edizione 2007 del Siena Design Project e -come tradizione- sono parte della commissione di valutazione. Quest’anno non sarò fisicamente presente, ma stiamo organizzando la diretta in SecondLife per il pomeriggio di giorno 20, dalle 15,45 in poi. Lo so, non è un orario facile per stare inworld, ma di solito a Siena c’è molto da imparare, quindi: consideratelo un lavoro.

C’è dell’altro… Venerdì è uscita in edicola la versione italiana della Guida Ufficiale a SecondLife. La traduzione è di Arianna Dagnino e Stefano Gulmanelli (grandi :) e c’è anche un piccolo contributo dato da leeander, Aaron, Andre e Eligio Greco.

…e sempre Venerdì, questo articolo “Internet delle cose e ambienti virtuali: Le frontiere dell’interazione” campeggiava in homepage a 7thFloor.

Infine,
ah si… Mart 19 (domani) c’è lo speech “Avatars come Interfaccia” ai MONDI VIRTUALI a TORINO. Così si chiude una settimanella bella tosta, che era cominciata con questo lungo articolo/intervista su Punto Informatico.

Umanisti Digitali

Stanford Humanities Lab
Immaginatevi di entrare in un Lab di Stanford e vedere gente intenta a fare cose su SecondLife. Scoprite poi che il circuito di corsa per moto che state vedendo sullo schermo è una intera SIM di SL e che le moto che vi garaggiano sono state scriptate in modo da simulare quasi alla perfezione una reale dinamica fisica. Il giro è cominciato così, con un professore di Stanford che girava in moto per provare i nuovi ammortizzatori (si, in SL). Per raccontare il resto ci vorrebbe troppo tempo…

Is That Just Some Game? No, It’s a Cultural Artifact

SHL teamTempo fa ho scritto un post che parlava della Fondazione Valore Italia e del suo progetto di Museo del design e del made in Italy.
In quella occasione ho incontrato il Jeffrey T. Schnapp, docente di Stanford University e direttore dello Stanford Humanities Lab. Per uno -come me- che parla sempre di culture ibride, vedere un lab di stanford che ha come mission:”SHL, the Stanford Humanities Lab, is a Center for Transdiciplinary Post-Disciplinary Study. We discover fascinating futures to be explored in ignoring and crossing disciplinary borders.” è stato fan-ta-sti-co.
Ecco che, grazie all’invito di Jeffrey, sono molto lieto di poter andare -settimana prossima- a vedere di presenza il loro lab californiano. Dati i loro numerosi progetti, non so neanche da dove cominciare l’esplorazione. Certo che questi titoli sono moooolto ispiranti:

- Artificial Eyes.
Investigating the relationship between natural science and art in the early modern period through reconstructing observational instruments and the skills required to use them

- How They Got Game.
The History and Culture of Interactive Simulations and Video Games

Musei 2.0 & Moderni Ciceroni

Esposizione Permanente del Made in Italy e del Design ItalianoQualche settimana fa sono stato contattato dalla FONDAZIONE VALORE ITALIA. Il tema era una loro iniziativa è finalizzata alla creazione dell’Esposizione Permanente del Made in Italy e del Design Italiano. Per raggiungere questo ambizioso risultato, la Fondazione ha lanciato alcuni workshop, il primo tra questi è titolato:”Tecniche e modelli per l’archiviazione e l’esposizione nell’era digitale“.

Dopo aver fatto due chiacchiere con l’organizzazione, ho accettato con interesse di tenere uno degli interventi del workshop. Parlerò di Musei 2.0 e di Moderni Ciceroni, ovvero: un mash-up di assistenti virtuali e meccanismi da social networking. Naturalmente evitando con cura di finire nel paradossi “Killer Wireless Museum” e senza occuparmi di installazioni e architetture interattive (c’è chi sa farlo meglio di me). Il workshop si terrà a Roma il 12 febbraio.

Tra gli altri partecipanti… Andrea Carignano (Seac02), Jeffrey Schnapp (Stanford University), Andrea Granelli (KANSO) e molti esponenti del mondo accademico e dell’architettura.