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O3D: Un 3D dentro al browser by Google. Roba grossa (anche su Safari).

This is a demo that demonstrates the potential of rendering 3D graphics in the browser, using O3D, an open-source web API for creating rich, interactive 3D applications in the browser. The app shown in the video is coded in javascript and html and runs in a web browser.

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- qui potete scaricare il software e provarlo
- qui trovate delle demo interessanti, compresa quella di embrione di un vero e proprio gioco 3D. Tra gli esempi figurano anche teniche di interazione, disegno a mano libera, torte e grafici, interazione con motore fisico… Insomma, c’è di che divertirsi.
- qui la conferenza May 27 - 28, 2009 con partner interessanti pronti a scendere in campo anche in ambito O3D

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Avendo un browser ed un sistema operativo in casa… continuo a chiedermi…. perché tanta fretta con O3D di supportare safari/mac? Non è che girando dentro iPhone Safari torna utile alle strategie mobile di Google? Eppure, nel caso di LATITUDE se la stanno prendendo comoda… Chissà.

Sogni, interfacce estese ed il ritorno il SL. Shake!

Ecco una bella rimpatriata. Non so se a causa del tempo (meteo) o dei tempi, ma in SHAKE ci siamo ritrovati ad essere quindici persone scarse nel mondo fisico ed oltre 35 online su SL!
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Con Aaron, Marco, Gomma e gli altri ci siamo abbastanza presi bene e abbiam giocato con i caschi immersivi di ieri e con gli SPIME di oggi. Perché SL può anche andare su o giù, ma il metaverso è lì per restare un tempo lungo -almeno- sino a quando l’uomo avrà il sogno di volare.
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babele & Leeander, foto di TomcorsanAaron aka Babele, foto di Tomcorsan
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Qualcuno dirà che è stato solo un breve momento di revival. Io dico che più la Internet delle Cose ci spinge in avanti ed elimina gradi di separazione tra la Rete ed il mondo fisico, e più il playground e gli anni di sperimentazione nel “virtuale” ci torneranno utili. Il mondo attorno a noi va costruito un passo alla volta e data la sua complessità crescente, è necessario vada prima sperimentato.
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WORLD BUILDER: Ecco un uomo che costruisce la più imponente interfaccia estesa che un sé possa mai pensare di avere. Un intero mondo. Per evocarla. >> Da vedere.

World Builder from Bruce Branit on Vimeo.
(grazie all’immenso Andrea Benassi per avermi segnalato questo video)

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ps. Sentivo della gente parlare dell’isola di Decoder come di una delle più riconoscibili e fighe di tutta SL. Forse è un pò esagerato, ma il mio amor proprio si è ugualmente molto compiaciuto.


- Decoder Island è stata pensata e realizzata da me ed Axellbor.

Oggi ritorno alla Seconda Vita

E’ parecchio tempo che non torno operativamente ad occuparmi di SecondLife. Dopo quel “famoso” video AVATAR COME INTERFACCIA, nonché quest’altro ANTINECROLOGIO, ho parcheggiato SL per occuparmi d’altro, ma senza perderle mai di vista la prospettiva dei mondi online. Di fatto, la migliore CONCLUSIONE della mia esperienza culturale in SL, l’ho espressa disegnando decoder island e progettando il “prossimo” NEXTVERSO.

Oggi, grazie a Gomma e gli amici di SHAKE, torno ad occuparmi di SecondLife almeno per una notte. Insieme a tanta gente interessante e con una prospettiva aggiornata. Perché SL ha continuato a macinare risultati positivi e sperimentazioni ai limiti della percezione umana. Come mostra -ad esempio- questo video realizzato alla UCSD e di cui ci parlerà stasera il grande babele.

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Ci vediamo stasera all’evento SHAKE. Quale vita dopo la Seconda Vita?” Dibattito su Second Life @ ShaKe Second Life, The Hacker’s Corner, Decoder Island, 3D

Data: giovedì 5 marzo 2009
Ora: 21.00 - 23.55
Luogo: Libreria ShaKe - Interno 4
Indirizzo: viale Bligny 42, (zona P.Romana, MM3)
E-mail: info@shake.it

Wearable Computing: Dal CyberPunk alla Realtà.

MIT Wearable Computing
Il MIT Media Lab ha una lunghissima tradizione nel wearable computing. Mentre nella Science Fiction gli autori si perdono nella notte dei tempi (a me viene in mente il solito SnowCrash), nella realtà sono proprio stati loro -quelli del MIT- a percorrere per primi la strada.
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Certo, anche nella buona vecchia DOMUS ACADEMY (e penso anche a certi Concept realizzati per Motorola) si sono fatti tanti bei ragionamenti e concept, ma al MediaLab è diverso. Loro fanno prototipi funzionanti.
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nota: Il MediaLab è -da qualche anno- in forte ribasso nelle hype list. Adesso torna sulle pagine dei giornali con un suo cavallo di battaglia e -personalmente- sono molto curioso di vedere come la cosa si evolverà.
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Ah, dato che ho citato Motorola (ovvero una quasi in fallimento società che produce cellulari e che ha buttato al vento quanto l’interaction design di casa Domus gli aveva regalato), non posso fare a meno di pensare a cellulari che hanno dei piccoli proiettori embedded. Una tecnologia questa che già Nokia aveva mostrato qualche anno or sono e che -come spesso capita- è stata ricacciata in un cassetto. Tutti in attesa -magari al prezzo del fallimento- che iPhone e Android ridisegnino il mondo della telefonia per come lo abbiamo conosciuto. bah!
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From Wired.com: TED: MIT Students Turn Internet Into a Sixth Human Sense — Video
Students at the MIT Media Lab have developed a wearable computing system that turns any surface into an interactive display screen. The wearer can summon virtual gadgets and internet data at will, then dispel them like smoke when they’re done
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- Una raccolta di link sul team Wearable Computing

Lively, il nuovo metaverso nasce vecchio! Allora meglio il NEXTVERSO :)

Graphic about astrophysics. (SLAC and Nicolle Rager)Lively mi ha risvegliato l’attenzione al Metaverso. Parlandone con David Orban, altro esperto di Mondi Online nonché amico e socio in Widetag, è venuto fuori che già a prima vista, Lively:
- non c’è User Generated Content
- non c’è moneta locale e economia online
- non è dotata di API
- non ha un linguaggio di scripting
- non supporta la voce ma solo chat testuale
- non c’è integrazione con Google Earth! (eh si, che da questo stimolo pareva fossero partiti)
- non indica come affrontare tutti gli aspetti di interoperabilità tra i diversi mondi online su cui la Architectural Working Group sta lavorando da due anni

Beh, ha ragione David!
Aggiungo che l’aver tagliato fuori il mac all’inizio è una mossa profondamente sbagliata. Si sa che la comunità creativa è molto più mac che PC, e questo approccio NO UTENTI, NO APPLE, pare classica più di Microsoft che non di una star del firmamento internettiano. Oppure, come sostengo da un pò, Google non è più il posto cool dove lavorare, ma solo una Microsoft con un ristorante migliore ed un Campus più fico.

Beh, tutto questo per dire che i mondi online avevano si bisogno di una maggiore integrazione con il web e Lively è molto più Web3.0 di quanto SL sia mai stato. Aggiungo però che al solito per Google, dopo la meraviglia per l’abilità tecnica, c’è il solito rammarico per l’occasione persa per innovare.

Limitatamente a questo aspetto, ovvero il reale tasso di innovazione, Sinceramente, mi pare più interessante il lavoro fatto con Aaron in un paio di giornate uomo nel provare a ripensare la fisica del Metaverso, che non tutto questo mostrare i bicipiti da plug-in della corazzata multimiliardaria di Google.

Sapete che faccio? Adesso vi racconto un pò meglio di Nextverso.

NextVerso: Introduzione:

Questo post ha lo scopo di delineare un possibile scenario di evoluzione della fisica dei mondi online (es. SecondLife). Un metaverso che sia progettato secondo le caratteristiche qui definite avrebbe forti vantaggi come ambiente di simulazione evolutiva, nonché aspetti di vantaggio anche nella ricerca di nuove dinamiche sociali. La fisica qui delineata tiene comunque conto dei vincoli tecnologici odierni e dunque non è da intendere come una replica della fisica reale, bensì come un passo avanti nella conquista del Metaverso. Benvenuti nel NextVerso.

La nuova Fisica

Le principali innovazioni relative alla nuova fisica presente nel NextVerso sono:

1- Natura dualistica script/oggetto primitiva

2- Impostazione dello spazio su quattro dimensioni, ovvero: allo spazio tridimensionale viene aggiunta la dimensione temporale la quale –profondamente saldata nella fisica che regola il mondo stesso- ha effetto sulla sincronicità dell’universo con side effect sulla geografia dei luoghi.
L’universo è composto da region contigue, così come da region fisicamente distanti (come fossero Pianeti). Lo spostamento tra luoghi diversi è sempre potenzialmente istantaneo, e questo comporta la non contiguità spazio/temporale dell’intero NextVerso.

3- Tutte e quattro le dimensioni nel NextVerso, possono essere modificate/trasformate a livello locale attraverso una funzione. Ad esempio, una regione che trasformi la dimensione X di ogni oggetto, cambierà gli oggetti in modo che gli avatar (mai soggetti ad alcuna trasformazione) possano esperire uno spazio/tempo diverso e fluttuante.

4- Nel NextVerso lo spazio NON è vuoto.
Il NextVerso è un continuum spazio/temporale infinito dove la materia (oggetti elementari) può aggregarsi e provocare la nascita di una nuova region. In tal senso NON esiste una mappa preordinata e esplicita, che semmai sarebbe una conseguenza delle esplorazioni e della condivisione dei dati, da parte dei singoli avatar.

5- Come la fisica impatta l’economia del NextVerso
L’esplorazione è una parte integrante dell’economia del NextVerso, e la scoperta di nuove region autogenerate (formalmente indistinguibili da quelle UGC) è alla base del commercio. Esplorare e trovare nuovi luoghi, consente di acquisirne un qualche diritto temporaneo di proprietà, entro il quale si può usarla per ottenere un profitto.

Uno degli aspetti più di “sogno” che è possibile esperire in un nextverso: Oltre che volare o teleportarsi -cose che in SnowCrash erano impossibili e SL permette- con questa nuova fisica consentirà non soltanto di creare, ma persino di indurre la vita negli oggetti; lasciando poi che che ogni cosa evolva secondo le proprie regole e seguendo la fisica della region in cui si trovano.

Curiosi di saperne di più? http://www.metaverso.org

Senza Rumore: Google lancia il nuovo SecondLife che parla (davvero) con il web

Non ho avuto tempo di scrivere qualcosa di sensato, ma qui potete leggerne. Peccato per il mancato supporto del mac! Google è sempre più una nuova Microsoft. Comunque sia, viva Lively.

Un talk in Domus Academy: Il museo al tempo dei Gargoyle

Immagine 2Andrea di 7th Floor -ovvero il superconnettore del mondo innovazione italiana- mi ha coinvolto in una intrigante Master in Domus Academy (sede di Roma). Il titolo del Master è Cultural Experience Design and Management, e -in breve- si tratta di vedere come la tecnologia può garantire una user experience adeguata ai Beni Culturali.

Dalla augmented reality al social networking, da SecondLife agli Spime, ho raccontanto agli studenti un mucchio cose che qui avrebbe poco senso stare a ripetere, ma c’è una tavola che sintetizza molti di questi concetti e -questa si- forse si può provare a discutere in un post, magari aggiungendoci almeno un gargoyle e qualche altra provocazione. (more…)

Un’isola disegnata da leeander/zeelee finisce in una roba Pitti Immagine. Sarà vero?

Decoder Island (post atomic land)

Questo screenshot mostra l’isola Decoder su SecondLife. L’isola è nata da una collaborazione tra Gomma Guarneri (shake/decoder) e Idearium. L’ho disegnata in un week-end, giocando con il terraforming e le texture NERE del terreno. Poi, con Axellbor abbiamo costruito tutto quello che si vede sopra (una sorta di cittadella industriale abbandonata), divertendoci parecchio. La mostra del Prof. Bad Trip ha reso l’ambiente incredibilmente suggestivo, e -adesso- è stata selezionata per Second Live: un allestimento realizzato per Pitti Immagine che presenta Second Life agli addetti del mondo della moda attraverso video girati nelle comunità più attive e innovative del metaverso. Mica uno scherzo! ah, l’isola di Decoder è stata ribattezzata Post-Atomic

- altri screenshot di Decoder Island
- il progetto idearium in SecondLife

- la notizia dell’evento Pitti (2ndK)
- Pitti Immagine presenta “Second Live” second life creative communities (da SecondLifeBlog)
- Sito Pitti per l’evento SecondLive

La sintesi per immagini dell’Evento Pitti: Installazione davvero degna di nota. Musiche fichissime.

Infine…
voglio aggiungere questo video che GOMMA ha realizzato intervistando Gianluca Lerici aka Professor Bad Trip. Gianluca non è stata una persona facile o banale e in questo video può anche apparire come uno “sballato”. Quello che è world class è invece certamente l’arte di Bad Trip. Un’arte di derivazione americana, ma certamente tanto personale ed unica.

Controllate le vostre emissioni 2.0

SearchCrystal: ricerca per immagini, chiave -leeander-I vari canali che stiamo usando, da Twitter a SecondLife sono diverse intensità di segnali che emettiamo: twitter è un segnale debole e continuo come certi sms, mentre all’estremo opposto abbiamo SL che è “pieno” sino ad essere ridondante. Questi -tanti- diversi canali (Flickr, Facebook, LinkedIn, etc) si spandono sul web, creando anche interferenze (spesso incoerenti tra loro).
Quella che ne emerge è una sorta di nostra immagine digitale. Una immagine frammentata che nei search engine tradizionali tende a perdere la sua uniformtà. Google -ad esempio- NON è adatto a rendere “visibili” queste emissioni, mentre alcuni nuovi “engine di visualizzazione” -se non avete fretta- vi daranno una nuova visione delle vostre emissioni 2.0 (more…)

Quando giocare salva delle vite

Forterra System IncGli ambienti di gioco sono -a mio parere- l’arma MIGLIORE che la didattica abbia mai avuto a disposizione. Capisco poco le “resistenze” sia interne che esterne che vi siano rispetto a questo concetto. Quindi non comprendo chi vessa i videogiochi come “diseducativi” o chi ha poca attenzione verso opportunità enormi come SecondLife. Anche perché, una cosa è la tecnologia, ed altro sono i contenuti.

SL è un’ottima opportunità per chi vuol mettere in piedi un progetto per la didattica, così come specifici videogiochi possono sia espandere la nostra conoscenza di un argomento, ambiente, tecnica, che migliorare i nostri riflessi o la nostra capacità di usare una specifica interfaccia.

E questo è vero anche quando si tratta di salvare delle vite umane reali, come racconta questa storia cominciata l’11 settembre… (more…)