PICNIC TIME in Amsterdam
Mai messo piede fuori dell’Aeroporto di Amsterdam prima di oggi, mi trovo precipitato prima dinanzi uno starbucks e poi nelle mani di un tassista indiano pazzo. Per un pò penso di essere a NYC, poi vedo i canali, il verde e la gente in bicicletta. Ci siamo.
Entrato a PICNIC dalla porta sbagliata (grazie al tassista pazzo che litigava con il suo TomTom) ho attraversato una serie di strutture da mini-quartiere di design. Fichissimo. Poi ho trovato Gianfranco Chicco (o meglio, lui ha trovato me) ed è partita la visita dentro PICNIC. La plenaria parte alle 13,00 e la sala sembra quella di un concerto rock. La “vita” sino ad allora scorre dentro ad una struttura industriale (un maxi container che potreste immaginare essere parte di una raffineria) così grande che dentro c’è la “piazza” di Picnic, le aree vip, la zona stampa, la radio ed il ristorante coperto (da cui vi scrivo queste note).
Prima che sia tempo di dedicarsi al cibo e networking, ci tenevo a dire la seguente cosa: Qui l’ambiente è davvero sensorialmente straricco. Ogni angolo c’è qualcosa di interessante, scenograficamente curato e -spesso- clamorosamente geek. Persino l’ERBA, che potete vedere in alcune foto, è ERBA VERA con tanto di zolla trasportata sin qui (e qui, sull’erba di amsterdam, immagino le spiritosaggini che verranno fuori).
Alcuni esempi delle robe che ho trovato ingiro: C’è l’albero dei twit da cui penzolano numerosi cavi ethernet (funzionanti), le fotocamere che riconosco il tuo tag rfid e invitano il pubblico passante a fotografarsi insieme (mettendo al volo online il tutto), nonché le due gabbiette della sfida a chi è più visibile su google che -udite udite- leggono il vostro tag rfid e quello di un amico/sfidante e vi fanno salire sempre più in alto (in base alle hit) sino a sette metri da terra.
Essere visibile su Google, in questi casi può dare alla testa. :DD
ps. hei, qui l’helpdesk tecnico è quasi tutto al femminile! e la AUGMENTED REALITY è la tecno-star del festival.
PAUSA PRANZO

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