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PICNIC & foi10

Lo scorso anno ho fatto il mio primo PICNIC ad Amsterdam ed è stato davvero divertente. Adesso è fuori il nuovo programma e penso proprio ci tornerò.

Quello che però mi piace sottolineare in questo post è la lunga marcia della “piccola” Frontiers of Interaction Conference che -partita in UniMib nel 2005- oggi è parte integrante del network europeo delle conferenze come LIFT e PICNIC.

PICNIC newsletterAd esempio, avete ricevuto la newsletter di PICNIC oggi, avrete visto che lancia l’evento Frontiers del 3 e 4 Giugno a Roma. Come anche, se avete fatto un giro sul sito di Frontiers, avrete incrociato il video di Laurent Haug (Founder di Lift Conference) che anticipa la sua presenza attiva alle Frontiere (farà le interviste al balcone).

In conclusione: Benvenuto PICNIC 2010, non vedo l’ora di esserci e benvenuti agli ospiti che da PICNIC verranno a godere dell’estate romana. Ma soprattutto, benvenuta FoI tra le grandi d’Europa, e se lo dico è per cominciare a condividere i meriti con quel piccolo grande esercito di persone che stanno facendo Frontiers. Erjka & Amedo, nel team di Carlo Maria. Il “maestro delle conferenze” Gianfranco. Le persone di Daniele in ViSup. I soliti supporters concreti e pensanti a Torino. L’ottimo Silvano. Per non parlare del supporto allo scouting venuto da Irada, Flavia, Marco, Etc etc. E’ troppo presto per fare tutti i nomi e le affiliazioni, ma basti sapere che a Frontiers of Interaction 2010, in un modo o nell’altro, hanno già contribuito più di cinquanta persone.

I biglietti sono già in vendita. :)

PICNIC TIME in Amsterdam

Mai messo piede fuori dell’Aeroporto di Amsterdam prima di oggi, mi trovo precipitato prima dinanzi uno starbucks e poi nelle mani di un tassista indiano pazzo. Per un pò penso di essere a NYC, poi vedo i canali, il verde e la gente in bicicletta. Ci siamo.

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Entrato a PICNIC dalla porta sbagliata (grazie al tassista pazzo che litigava con il suo TomTom) ho attraversato una serie di strutture da mini-quartiere di design. Fichissimo. Poi ho trovato Gianfranco Chicco (o meglio, lui ha trovato me) ed è partita la visita dentro PICNIC. La plenaria parte alle 13,00 e la sala sembra quella di un concerto rock. La “vita” sino ad allora scorre dentro ad una struttura industriale (un maxi container che potreste immaginare essere parte di una raffineria) così grande che dentro c’è la “piazza” di Picnic, le aree vip, la zona stampa, la radio ed il ristorante coperto (da cui vi scrivo queste note).

Prima che sia tempo di dedicarsi al cibo e networking, ci tenevo a dire la seguente cosa: Qui l’ambiente è davvero sensorialmente straricco. Ogni angolo c’è qualcosa di interessante, scenograficamente curato e -spesso- clamorosamente geek. Persino l’ERBA, che potete vedere in alcune foto, è ERBA VERA con tanto di zolla trasportata sin qui (e qui, sull’erba di amsterdam, immagino le spiritosaggini che verranno fuori).

Alcuni esempi delle robe che ho trovato ingiro: C’è l’albero dei twit da cui penzolano numerosi cavi ethernet (funzionanti), le fotocamere che riconosco il tuo tag rfid e invitano il pubblico passante a fotografarsi insieme (mettendo al volo online il tutto), nonché le due gabbiette della sfida a chi è più visibile su google che -udite udite- leggono il vostro tag rfid e quello di un amico/sfidante e vi fanno salire sempre più in alto (in base alle hit) sino a sette metri da terra.

Essere visibile su Google, in questi casi può dare alla testa. :DD

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ps. hei, qui l’helpdesk tecnico è quasi tutto al femminile! e la AUGMENTED REALITY è la tecno-star del festival.

PAUSA PRANZO
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