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O3D: Un 3D dentro al browser by Google. Roba grossa (anche su Safari).

This is a demo that demonstrates the potential of rendering 3D graphics in the browser, using O3D, an open-source web API for creating rich, interactive 3D applications in the browser. The app shown in the video is coded in javascript and html and runs in a web browser.

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- qui potete scaricare il software e provarlo
- qui trovate delle demo interessanti, compresa quella di embrione di un vero e proprio gioco 3D. Tra gli esempi figurano anche teniche di interazione, disegno a mano libera, torte e grafici, interazione con motore fisico… Insomma, c’è di che divertirsi.
- qui la conferenza May 27 - 28, 2009 con partner interessanti pronti a scendere in campo anche in ambito O3D

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Avendo un browser ed un sistema operativo in casa… continuo a chiedermi…. perché tanta fretta con O3D di supportare safari/mac? Non è che girando dentro iPhone Safari torna utile alle strategie mobile di Google? Eppure, nel caso di LATITUDE se la stanno prendendo comoda… Chissà.

Lively, il nuovo metaverso nasce vecchio! Allora meglio il NEXTVERSO :)

Graphic about astrophysics. (SLAC and Nicolle Rager)Lively mi ha risvegliato l’attenzione al Metaverso. Parlandone con David Orban, altro esperto di Mondi Online nonché amico e socio in Widetag, è venuto fuori che già a prima vista, Lively:
- non c’è User Generated Content
- non c’è moneta locale e economia online
- non è dotata di API
- non ha un linguaggio di scripting
- non supporta la voce ma solo chat testuale
- non c’è integrazione con Google Earth! (eh si, che da questo stimolo pareva fossero partiti)
- non indica come affrontare tutti gli aspetti di interoperabilità tra i diversi mondi online su cui la Architectural Working Group sta lavorando da due anni

Beh, ha ragione David!
Aggiungo che l’aver tagliato fuori il mac all’inizio è una mossa profondamente sbagliata. Si sa che la comunità creativa è molto più mac che PC, e questo approccio NO UTENTI, NO APPLE, pare classica più di Microsoft che non di una star del firmamento internettiano. Oppure, come sostengo da un pò, Google non è più il posto cool dove lavorare, ma solo una Microsoft con un ristorante migliore ed un Campus più fico.

Beh, tutto questo per dire che i mondi online avevano si bisogno di una maggiore integrazione con il web e Lively è molto più Web3.0 di quanto SL sia mai stato. Aggiungo però che al solito per Google, dopo la meraviglia per l’abilità tecnica, c’è il solito rammarico per l’occasione persa per innovare.

Limitatamente a questo aspetto, ovvero il reale tasso di innovazione, Sinceramente, mi pare più interessante il lavoro fatto con Aaron in un paio di giornate uomo nel provare a ripensare la fisica del Metaverso, che non tutto questo mostrare i bicipiti da plug-in della corazzata multimiliardaria di Google.

Sapete che faccio? Adesso vi racconto un pò meglio di Nextverso.

NextVerso: Introduzione:

Questo post ha lo scopo di delineare un possibile scenario di evoluzione della fisica dei mondi online (es. SecondLife). Un metaverso che sia progettato secondo le caratteristiche qui definite avrebbe forti vantaggi come ambiente di simulazione evolutiva, nonché aspetti di vantaggio anche nella ricerca di nuove dinamiche sociali. La fisica qui delineata tiene comunque conto dei vincoli tecnologici odierni e dunque non è da intendere come una replica della fisica reale, bensì come un passo avanti nella conquista del Metaverso. Benvenuti nel NextVerso.

La nuova Fisica

Le principali innovazioni relative alla nuova fisica presente nel NextVerso sono:

1- Natura dualistica script/oggetto primitiva

2- Impostazione dello spazio su quattro dimensioni, ovvero: allo spazio tridimensionale viene aggiunta la dimensione temporale la quale –profondamente saldata nella fisica che regola il mondo stesso- ha effetto sulla sincronicità dell’universo con side effect sulla geografia dei luoghi.
L’universo è composto da region contigue, così come da region fisicamente distanti (come fossero Pianeti). Lo spostamento tra luoghi diversi è sempre potenzialmente istantaneo, e questo comporta la non contiguità spazio/temporale dell’intero NextVerso.

3- Tutte e quattro le dimensioni nel NextVerso, possono essere modificate/trasformate a livello locale attraverso una funzione. Ad esempio, una regione che trasformi la dimensione X di ogni oggetto, cambierà gli oggetti in modo che gli avatar (mai soggetti ad alcuna trasformazione) possano esperire uno spazio/tempo diverso e fluttuante.

4- Nel NextVerso lo spazio NON è vuoto.
Il NextVerso è un continuum spazio/temporale infinito dove la materia (oggetti elementari) può aggregarsi e provocare la nascita di una nuova region. In tal senso NON esiste una mappa preordinata e esplicita, che semmai sarebbe una conseguenza delle esplorazioni e della condivisione dei dati, da parte dei singoli avatar.

5- Come la fisica impatta l’economia del NextVerso
L’esplorazione è una parte integrante dell’economia del NextVerso, e la scoperta di nuove region autogenerate (formalmente indistinguibili da quelle UGC) è alla base del commercio. Esplorare e trovare nuovi luoghi, consente di acquisirne un qualche diritto temporaneo di proprietà, entro il quale si può usarla per ottenere un profitto.

Uno degli aspetti più di “sogno” che è possibile esperire in un nextverso: Oltre che volare o teleportarsi -cose che in SnowCrash erano impossibili e SL permette- con questa nuova fisica consentirà non soltanto di creare, ma persino di indurre la vita negli oggetti; lasciando poi che che ogni cosa evolva secondo le proprie regole e seguendo la fisica della region in cui si trovano.

Curiosi di saperne di più? http://www.metaverso.org

Metaverse U: Il Summit per i mondi virtuali organizzato dalla Stanford University (SHL)

Metaverse U aims to challenge traditional conference models with more collaborative and inclusive opportunities for participants, both virtual and physical. To ensure that its impact extends well beyond the actual conference, video from Metaverse U will be streamed live to the web, free of charge. After the conference, these videos will be archived and become part of a global conversation on virtual worlds.

Il 16 e 17 di Febbraio (si, sono sabato e domenica!) si tiene un evento di grande interesse culturale, il METAVERSE U. Il programma della due giorni vede interventi di notevole spessore. Da Howard Rheingold a Mike Liebhold (Institute for the Future), passando per Raph Koster (Metaplace, e di cui vi avevo parlato ai tempi dello scorso eTech per la sua Theory of fun), Rebecca Moore (Google Earth), Reuben Steiger (Millions of Us), Ginsu Yoon (Linden Lab).

Metaverse U, in SLBeh, forse non saremo al Metaverse U, ma una piccolo contributo intellettuale ai metaversi futuri lo stiamo dando anche dalle nostre italiche parti. Come? Quando? beh, Aaron ed io abbiamo aperto un blog che vuole raccogliere i suggerimenti per i futuri costruttori di mondi virtuali. Noi due ci abbiamo messo dentro la radice della nuova fisica del NextVerso. Chiunque altro potrà postarci delle altre idee.

ah, se avrò altre news sull’andamento del Metaverse U, farò un altro post. Nel frattempo basti sapere che potete vederlo aggggratis via SecondLife. Beh, un grazie al mitico Jeffrey Schnapp -già keynote speaker della scorsa Frontiers of Interaction Conference- per avermi reso partecipe di quanto sta avvenendo agli Stanford Humanities Lab.

Internet of Things & Virtual Enviroments

collage_comunicato_frontiersDopo le interfacce naturali (2005) e quelle emotive (2006), arriva una edizione di Frontiers che mette a confronto due diverse visioni della tecnologia, ovvero: la via del pervasive computing, degli spime di Sterling e -più in generale- dell’Interaction Design, con la via dell’immersività più o meno profonda, dei mondi virtuali alla SecondLife e della Realtà Virtuale.

Queste due prospettive una volta potevano considerarsi quasi antitetiche, perché -come è ovvio- una cosa è diffondere la tecnologa negli ambienti, rendendoli intelligenti e capaci di reagire proattivamente alle necessità umane. Altro è immergere una persona in una mondo di simulazione al computer, dandogli dunque infinito potere ma distaccandolo dalla cosidettà realtà fisica.

La separazione tra queste due prospettive è però più larga quanto più teorica rimane la discussione, mentre il gap diventa sempre più labile -e talvolta sparisce- se affrontiamo la questione a partire dagli oggetti e dalle tecnologie davvero esistenti. Questo fatto in parte è dovuto comunque ad un complessivo indebolimento delle ambizioni della Realtà Virtuale che ha abbandonato i suoi pesanti hardware per travestirsi da videogioco e sedurre interi mercati. E d’altro canto la stessa dizione di “Virtuale” ha perso parte del suo senso e della sua efficacia, in quanto di virtuale c’è quasi tutto ciò che noi usiamo per comunicare. Sarà una banalità, ma la concretezza percepita di una email si basa su Bytes dello stesso peso di quelli necessari per compiere una passeggiata in SecondLife.

SecondLife che -già introdotto pesantemente alla scorsa edizione delle Frontiere- quest’anno non sarà protagonista per via delle mode, ma strumento consolidato. Luogo che è estenzione fisica degli spazi della conferenza e che consentirà di creare opportunità di interazione verso l’esterno. E se ad ogni istant message ricevuto da inworld, un Nabaztag scuoterà le sue orecchie, la distanza tra fisico e virtuale sarà completamente colmata.

Ci proveremo in questa edizione di Frontiers, la mattina parlando soprattutto di Internet of Things mentre il pomeriggio concentrandoci sui Mondi Virtuali. Speriamo che funzioni tutto. :)

- Il programma e tutte le info sul sito dedicato