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Facebook è… una Minaccia!

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Se vi aspettate il “solito” articolo detrattivo nei confronti di Facebook, beh, questo forse è persino un opposto.
Il punto non è infatti la tutela della privacy degli utenti, il sospetto complottista che dietro facebook ci siano le agenzie di spionaggio o chissà quale altra roba.

Il punto è che stamani ho vissuto una esperienza in cui FACEBOOK è stato una UTILE MINACCIA.

Vedete quest’uomo?
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Questo signore regala alla città di Milano una merda al mattino. Ogni giorno. Puntuale. Lo vedo da almeno tre anni, ed avrà quindi già regalato alla città almeno mille merde.

(mi spiace il termine, ma questo è)

Chiamasi passeggiata mattutina per far fare i bisogni al cane. Cosa favolosa sinché -appunto- quando i cane ha prodotto, non ci si deve chinare e ripulire la strada. Allora, il signore in questione, usa una scusa con se stesso: “…ero al telefono…” ed ovviamente lo è sempre. Durante l’intera passeggiata.

Io lo vedo quasi ogni mattina e NON l’ho mai visto senza telefono.
Ho visto il suo cane produrre in molteplici occasioni, e nessuno ha mai ripulito.

Di solito lo vedo mentre tengo per mano mia figlia che -soprattutto d’estate- porta scarpe aperte e -comunque sia- si abitua all’idea che in strada si debba continuamente guardare in terra per evitar le cacche.

Stamane però è successo qualcosa di diverso.
Stamane è partita la foto e -sempre mentre lui era sl telefono- si è sentito dire:

Caro signore, io la vedo ogni mattina. Lei, il suo cane, il suo stare al telefono, il suo non raccogliere la cacca. Oggi però con questo mio telefono ho scattato foto sue e del suo cane. Quindi adesso torni indietro e ripulisca la strada, in modo che mia figlia non debba camminare sulle sue cacche. La consiglio vivamente di farlo, oppure mi sentirò autorizzato a postare questa sua foto su facebook. Avrò cura che la sua faccia si veda bene, che il suo percorso mattutino sia chiaro ed evidente. Questo basterà perché qualcuno su Facebook la riconosca e ci aggiunga sopra il nome! Il resto può immaginarlo da se.

E’ stata la MINACCIA di FACEBOOK e non -chessò- l’idea di portare le foto ai VIGILI URBANI a convincere l’uomo che -anzichè mandarmi a quel paese- era meglio tornare indietro a ripulire… tra l’altro io una sua foto riconoscibile non l’ho mai avuta. Ho solo quella postata qui sopra.

E adesso, dopo esserci occupati di quest’uomo spandi-merde, rinfranchiamoci lo spirito con qualcosa di divertente.


E’ strano come alcune persone possano sentirsi minacciate da talune tecnologie. Strano ed un po’ assurdo il comportamento che queste provocano.

Mi viene in mente quella volta che nel 1997, con tanto di richiesta della Domus Academy controfirmata dalla biblioteca che stavamo visitando, stavo studiando gli spazi della biblioteca e facendo qualche scatto (rigorosamente senza flash e in stanze vuote). Uno dei sorveglianti si avvicinò e mi disse perentorio:”le foto qui son vietate!

Ed io, di rimbalzo, anziché tirar fuori il permesso che -a dire il vero- non citava esplicitamente alcuna foto, risposi con convinzione:”ah, ma questa è una macchina fotografica digitale!!!” E lui… “ah beh allora…

amen.

ps. Se non state ridendo è perchè siete troppo giovani per sapere quanto esotica fosse una fotocamera digitale nel 1997. :D

GEOmedicina: una mappa che vale mille parole

http://www.ted.com/talks/bill_davenhall_your_health_depends_on_where_you_live.html
Questa mappa degli States, mostra come i casi di ATTACCO CARDIACO non siano scevri da valutazioni di tipo geografico. Forse, il nostro medico, oltre che chiederci del nostro stile di vita e della nostra alimentazione, dovrebbe chiedere:”hei, ma dove trascorri il tuo tempo?”.

A questi pensieri -sulla salute- forse arrivo perché ho 40anni. O forse perchè in questi giorni l’aria a Milano toglie il respiro. Certamente però, il video TED di Bill Davenhall:”Your health depends on where you live”, per quanto andrebbe messo a confronto con altre informazioni demografiche etc etc, fa parechio pensare, ed il MONITORAGGIO DAL BASSO (leggi Crowdsouced Ecology, Self Tracking, etc) resta una delle chiavi di volta del nostro futuro..

Digital Cocktail Party 7thFloor, sab 19 in TRIENNALE

Esce il nuovo numero di 7thFLOOR speciale Design, siete invitati all'evento di presentazione.

Esce il nuovo numero di 7thFLOOR speciale Design, ed è un numero fichissimo che -per gentile concessione di Andrea Genovese, deux ex machina di 7thFloor- ho potuto vedere in anteprima. Il numero speciale, con look nuovo e parecchie interviste toste, sarà presentato in TRIENNALE BOVISA a Milano. - MAPPA

Andrea ed io ci saremo, ma soprattutto ci saranno: Giulio Ceppi, Alberto Abruzzese, Carlo Infante, Monica Scanu, Robin Good, Maria Grazia Mattei ed altri personaggi.

Il messaggio di RAY KURZWEIL al World Business Forum

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Le cose, buone e NON buone, che riguardano il WBF (qui ci sono le foto) penso di pubblicarle con calma nei prossimi giorni. Per adesso mi limito a dire che la mia sensazione è la seguente: Mentre gli eventi collaterali avevano qualità variabile, i personaggi e gli speech della track principale sono stati di eccellente livello. D’altro canto i nomi lo lasciavano ampiamente presagire.

In questo post però voglio interessarmi soltanto di ciò che ha detto Ray Kurweil. Premetto che non è stato nulla di diverso da quanto lui -da tempo- professa con ogni media disponibile, ma la forza delle idee è tale che avercelo difronte e sentirlo parlare dal vivo è comunque un’esperienza.

ah, non ha praticamente mai usato la parola “singolarità”. Anche se -ovviamente- in pratica non ha parlato d’altro.

btw: Per chi NON AVESSE informazioni di background su Ray Kurzweil ed il concetto di singolarità tecnologica, fate riferimento a questo post introduttivo su idearium (di GianAndrea Giacoma) o leggete le riflessioni del Gruppo italiano che si occupa di singolarità, oppure visitate il sito di David Orban.

Ecco 10 flash del pensiero di Ray Kurzweil (more…)