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leeander @ ExperienceCamp MILANO - Un Amore di Hardware

Nel 2000, la Altoprofilo SpA che avevo fondato, aveva come claim “The User Experience Company”, ma -dopo il 2004- non è che io avessi più posto la cosidetta UX al centro dei miei pensieri. Do per scontato che la UX deve essere integrata nel progetto, e sono passato ad occuparmi d’altro. Così, quando Nicola e Luca mi hanno coinvolto in questo Barcamp, non ho immediatamente ritenuto fosse la cosa giusta da fare. Poi, mentre si chiacchierava del perché e del per come forse non fosse la cosa giusta, ecco che è nata la scintilla. Se mi sto occupando di Internet degli Oggetti, e se gli oggetti hardware sono oggi alla portata di molte aziende, allora ha senso sistematizzare e raccontare alcune cose che penso da tempo, ovvero:

“Mettere in tasca, in auto, in casa, sulla scrivania dell’ufficio di ogni PERSONA propria utente, cliente, partner, affiliata, etc UN OGGETTO tramite il quale entrare in costante dialogo, all’interno di una logica bidirezionale e dentro un social network: 


Questa è la vera opportunità che la INTERNET DEGLI OGGETTI mette a disposizione. 

Un livello tutto nuovo di UserExperience.”

“Nessuna delle prossime infrastrutture può essere costituita da sole macchine o sole persone. La definizione stessa di tecnologia è da mutare ed intendere come l’output (in flusso continuo) di una rete di persone e macchine

e, se mi è consentito…

Questo è anche ciò che fa WideTag, Inc: 
gestisce la comunicazione massiva all’interno di reti condivise da macchine così come da persone.

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Internet delle cose, dalla teoria alla startup (Seminario, UniMiB)

Quello che segue è l’abstract del Seminario OpenSpime in Bicocca (ore 15,00 - oggi, in U14)
di Roberto Ostinelli & Leeander

Abstract
Aldilà delle visioni di medio o lungo periodo su ubiquitus computing ed altri paradigmi, gli oggetti intelligenti stanno già emergendo persino nella elettronica di consumo. Il panorama delle tecnologie ben identificabili e chiuse sta rapidamente evolvendo in un ecosistema dove macchine fotografiche “senzientI” che scattano solo se chi è inquadrato sorride (e non hai gli occhi chiusi) convivono e comunicano con numerosi oggetti internet-connessi che non sono ne computer ne telefoni.
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Gli aspetti tecnologici e progettuali da affrontare sono molteplici e non possono essere risolti da un solo attore. Nata nel marzo 2008, WideTag, Inc. è una azienda “italiana” fondata in California: una design driven company che si occupa di architetture software e protocolli di comunicazione per la Internet delle Cose. Ispirato agli SPIME di Bruce Sterling, il primo prodotto di WideTag si chiama OpenSpime. E’ un protocollo ed una architettura OpenSource che gestice le comunicazioni tra oggetti, occupandosi della sicurezza, della certificazione del mittente, della ricerca di uno spime etc.
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Questo Seminario ha lo scopo di mostrare un approccio alla Internet of Things attento al mercato ed alle sue dinamiche. Le applicazioni a cui faremo accenno, faranno emergere spunti come il “Social Hardware” e temi pratici come la “concurrency nella programmazione”. La parte di presentazione, volutamente breve, vuole lasciare ampio spazio alle domande ed al dibattito.

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Countdown per WIRED Italia (e vari video della colazione)

Questi video raccolgono le testimonianze di chi ha partecipato alla colazione di WIRED. Tutti “soliti noti” e molti capaci di dare un contributo significativo alla discussione. A me sono piaciute le parole di Lele con la sua frase “il mio ‘68 è stato Internet” ed anche le romanzate visioni storiche di Zampe. Poi, si sa, il mondo si divide in chi le cose le fa e chi ne parla. Quindi, lode al coraggio di chi -senza una corporate che paga lo stipendio- fa le cose che fa MariaGrazia con il suo MeetTheMediaGuru (non perdetevi il grande e simpatico Cory Doctorow, il 6 marzo) o Andrea con 7thFloor. (beh, si c’è anche Idearium e anche Frontiers)
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ah, guardando i video… in generale, delle due domande raccolte in questi brevi video, la più interessante è la seconda:”Esiste una Italia da Wired?
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Qui sotto trovate le mie risposte e -volendo completare la testimonianza- dico anche che WIRED potrebbe essere quello specchio in cui tutti noi ci si possa guardare e -visto il riflesso- potrebbe anche farci venir voglia di diventare migliori. - E adesso tutti ad attendere gli ultimi dieci giorni prima dell’edicola.
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A proposito del Manifesto Tecnologico di Barak Obama, linko ancora con piacere questa traduzione di Apogeo. Qui -invece- c’è il documento originale in Inglese (trascritto)
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Ultimi link: avevo già parlato della Colazione…
- 7thFloor racconta WIRED (e genera commenti :)
- Colazione da WIRED (foto di Gruppo)

Digital Cocktail Party 7thFloor, sab 19 in TRIENNALE

Esce il nuovo numero di 7thFLOOR speciale Design, siete invitati all'evento di presentazione.

Esce il nuovo numero di 7thFLOOR speciale Design, ed è un numero fichissimo che -per gentile concessione di Andrea Genovese, deux ex machina di 7thFloor- ho potuto vedere in anteprima. Il numero speciale, con look nuovo e parecchie interviste toste, sarà presentato in TRIENNALE BOVISA a Milano. - MAPPA

Andrea ed io ci saremo, ma soprattutto ci saranno: Giulio Ceppi, Alberto Abruzzese, Carlo Infante, Monica Scanu, Robin Good, Maria Grazia Mattei ed altri personaggi.

Il messaggio di RAY KURZWEIL al World Business Forum

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Le cose, buone e NON buone, che riguardano il WBF (qui ci sono le foto) penso di pubblicarle con calma nei prossimi giorni. Per adesso mi limito a dire che la mia sensazione è la seguente: Mentre gli eventi collaterali avevano qualità variabile, i personaggi e gli speech della track principale sono stati di eccellente livello. D’altro canto i nomi lo lasciavano ampiamente presagire.

In questo post però voglio interessarmi soltanto di ciò che ha detto Ray Kurweil. Premetto che non è stato nulla di diverso da quanto lui -da tempo- professa con ogni media disponibile, ma la forza delle idee è tale che avercelo difronte e sentirlo parlare dal vivo è comunque un’esperienza.

ah, non ha praticamente mai usato la parola “singolarità”. Anche se -ovviamente- in pratica non ha parlato d’altro.

btw: Per chi NON AVESSE informazioni di background su Ray Kurzweil ed il concetto di singolarità tecnologica, fate riferimento a questo post introduttivo su idearium (di GianAndrea Giacoma) o leggete le riflessioni del Gruppo italiano che si occupa di singolarità, oppure visitate il sito di David Orban.

Ecco 10 flash del pensiero di Ray Kurzweil (more…)