K-Humans a Londra
Ogni tanto qualcuno finisce per chiedersi che lavoro io faccia davvero. Beh, aldilà di Frontiers, Idearium, SecondLife, etc etc, io trascorro il tempo lavorativo occupandomi di assistenti virtuali. I migliori assistenti virtuali, ovviamente. :D
Nel video sottostante si vede una “demo flash” che mostra il funzionamento di un call center completamente automatico, dove le chiamate vengono ricevute e filtrate da “Lucy” che indirizza il cliente sul giusto “collega” che -a seconda dei casi- è un umano o un altro k-humans. …verso la fine del video, la demo flash si strasforma nellla applicazione funzionante su un bell’N73 di Nokia. Live streaming, TTS, riconoscimento vocale, etc etc. Tutto compreso. ;) Il tutto è stato presentato al G-Force di Londra circa un mese fa, ed ha causato un certo shock perché -al momento- è l’unica tecnologia sul pianeta a saper fare queste “cosine” interrogando una Knowledge base univoca, etc etc. Insomma uno sballo. Il team con cui sto lavorando è pazzesco e -ammetto- ci divertiamo anche.
Come alcuni di voi sanno, lavoro in seno al Gruppo
Da tempo sto lavorando alla definizione di interfacce emotive, ovvero che basano le loro risposte anche su input multimodali ed emotivi (tono della voce, piuttosto che livello di ansietà) e -soprattutto- sono capaci di connotare emotivamente le loro risposte.
Il punto è che, per parlare di eUI bisogna capire meglio cosa sono e -ove possibile- delineare una sorta di manifesto delle interfacce emotive. Per quest’ultimo obbiettivo è forse presto, ma in questo articolo apparso sulla eZine americana
Essere -con 