Dopo aver giocato -anzi fatto giochi e hack- con basic e assembler 6502, ho smesso di programmare che non ero neanche maggiorenne. Aldilà dei motivi, certamente l’uso dei tools di programmazione davvero primitivi di allora (si sa, in quanto ad interfacce ho gusti difficili) non ha aumentato il mio interesse verso il coding.
Incredibilmente, a venti anni di distanza, quel mondo non è poi cambiato più di tanto. Ci sono authoting tool che fanno un sacco di cose belle ma spesso pongono anche molti limiti (e si ritorna subito a line coding) e -tutto sommato- senza innovare più di tanto le tradizionali interfacce utente text based.
Poi oggi, Babele mi ha mostrato questo video.
Di certo io non tornerò a programmare ma… non avevo mai pensato prima a incrociare la programmazione a singola linea di testo con oggetti e pannelli come questi. Ho intravisto la luce.
Adesso, so che puristi e gente che programma DAVVERO, comunque guarderà con sospetto a questa applicazione iPad. Di fatto è altamente improbabile che questa sia LA soluzione. Però ha aperto uno squarcio in un mondo che pareva chiuso. E adesso… beh, vien voglia di sperimentare, no?
Il Mac App Store è proprio come l’App Store per iPhone, iPod touch e iPad. Trovare e scaricare app per il tuo Mac diventa facile come aggiungere la tua rivista preferita all’iPad o un nuovo gioco all’iPod touch. Puoi sfogliare le app per categoria, per esempio giochi, produttività, musica e altro ancora. Oppure cercare velocemente digitando una parola chiave. Leggi le descrizioni degli sviluppatori e le recensioni degli utenti. Sfoglia le schermate. E se vedi un’app che ti piace, puoi acquistarla con un clic.
Non per contraddire Apple, ma io penso che ci sia MOLTO di più.
Per punti, potremmo dire che l’intera “informatica personale” per come la conoscevamo è finita: oggi TUTTO sta divenendo mobile. iPad non è solo un ALTRO device, è l’archetipo del computer che verrà.
Quel che non è già oggi del tutto “mobile” intanto si dematerializza. I cavi e molti dei supporti svaniscono. Questo “nuovo” computer parla wireless con il resto dei device/servizi di casa, consente l’aggiornamento remoto dei suoi contenuti e delle sue applicazioni, spostando persino il baricentro dei bytes sulla Rete. Anzi nella Cloud!
In questa generale prevalenza dei bit sugli atomi, persino il numero dei bit presenti DENTRO i nostri computer fa fatica a reggere il confronto con quelli che noi stessi teniamo FUORI dal corpo fisico e locale delle nostre macchine.
E anche quando di parla di Applicazione, la si “restringe” al rango di “APP”. Beh, voglio vederlo il termine “APP” -che sin qui abbiamo usato quasi per distinguere i programmini per iPhone dai mega software che stanno sui nostri computer- affiancato ad Adobe Photoshop (CS5 costa 800 euro) o mega-strutture simili.
SE tutto questo funzionarà (ed io penso di SI), finiremo per abituarci facilmente ad avere un PC equivalente (l’iPad) sempre a disposizione sul tavolo del salotto, mentre altri PC equivalenti (AppleTV? Cubo?) staranno accanto o dentro al nostro televisore di casa.
Passare dalla informazione, alla “visione collaborativa” un programma TV e da questa alla visione di schede di dettaglio dei prodotti su iPad è un istante. E da lì all’acquisto vero e proprio, beh, penso sia solo una quesitone di DENARO, ABITUDINE ad una transazione di acquisto più significativa dell’euro speso per la applicazione iPhone, nonché di servizi che i vari store renderanno man mano disponibili.
Così mentre un computer diventa sempre di più uno “schermo” connesso a Banda Larga e ogni “schermo” diventa un negozio.
Ebbene,
io credo che prodotti come iPad e Mac APP Store, influenzeranno i nostri comportamenti di consumo più di quanto oggi non si sospetti. La vera esplosione dell’eCommerce comincia adesso! Comincia linkando gli STORE fisici con tecnologie che le persone hanno già in tasca, in auto, in ufficio, a casa.
Il campo di “battaglia” per prendere una posizione in questi nuovi consumi è già settato. I concetti da portare negli STORE già pronti nella testa. Adesso bisogna vedere chi davvero comincerà ad innovare, sapendo che:
Se attendiamo saremo -come sempre- semplici utenti di tecnologie che faranno ricchi altri/altrove
E’ inutile continuare a disquisire su quanto rapidamente di diffonderanno gli Smartphone, perché tanto questo sarà comunque un fenomeno più rapido di quanto le aziende ad accettare lo shift culturale
La vita è piena di milioni di momenti e ogni momento colmo di opportunità. Nel momento in cui siete siete dinanzi a queste tecnologie, il mondo è la banda larga. Se non l’avete -per quell’istante- vi hanno tolto tutto.
Facciamolo capire a chi (mal)governa che la RETE è la via maestra per creare ricchezza. Oppure, cambiamo chi governa oggi con qualcuno che comprenda la rilevanza di questi temi.
E adesso, due video che spiegano come sarà il prossimo Mac App Store
disclaimer: D’estate tutti i vari giornali e magazine partono con slancio alla ricerca dell’articolo più insensato, leggero, inutile, etc. Non so se lo stesso morbo ha colpito leeander.com ma questo è senz’altro un post… estivo. :)
Anche quando ho avuto in mano il primo iPhone, era estate. Ricordo mi misi subito alla ricerca di applicazioni di mappe stellari. Comprai iAstronomica, una prima applicazione utile ad alimentare la mia voglia di cielo, ma lontana dall’essere ciò che davvero desideravo poter fare.
L’idea evidente era quella di “puntare al Cielo” e sapere cosa si stesse guardando. Se avesse funzionato in quel modo, sarebbe stata una applicazione perfetta per chi -come me- è un curioso delle stelle che conosce megllio l’universo di STAR WARS che quello che ha sopra la testa.
Purtroppo “a quel tempo” non c’era ancora la BUSSOLA a dire all’iPhone da che lato fosse girato, e quindi, non c’era modo di esaudire quel mio desiderio o anche di progettarsi da sé una appliazione con simili caratteristiche.
Alcuni giorni fa, dalla stessa terrazza sul mare di Vigata, ho ripreso a smanettare su APP STORE alla ricerca della applicazione “giusta”. Ho evitato un paio di fregature “HD” che altro non sono che un libro di fotografie raccolte un po’ a casaccio e con zero interazione, infine ho trovato VITO TECHNOLOGY, che -aldilà delle facili ironie sul nome- ha prodotto due APP che ho acquistato. SOLAR WALK e STAR WALK!!!
Prima di tutto, Star Walk (l’ho preso sia per iPhone 3Gs che per iPad) usa la BUSSOLA/GPS/ACCELEROMETRI per individuare correttamente la parte del cielo che si sta “inquadrando” (anche se qui la telecamera proprio non c’entra nulla) e mostra la corrispondente MAPPA DEL CIELO.
Questa funzione, aldilà di ogni altra, è ciò che rende questa applicazione un modo fantastico di mostare lo stato dello sviluppo della tecnologia degli Umani, nonché un ottimo strumento per scrutare il cielo e scoprirne alcune meraviglie.
Un po’ come SHAZAM in ambito musicale, STAR WALK è una di quelle Applicazioni che mostri agli amici (nel mio caso a mia nonna, che ne è stata stravolta) per stupirli
Altro che dare la caccia a stella polare e orsa minore, con STAR WALK in breve si diventa abili nell’individuare la posizione delle prime stelle (o Pianeti) che emergono al tramonto e dare un nome ad ognuna di esse. Io oramai -tra le altre- sono divenuto un fan di SPICA / HR5056.
Ecco che ben presto, inquinamento luminoso e vista umana, limitano però l’esperienza e un bel vecchio telescopio (che ha anche una fisicità ed un fascino moooolto superiore ad un iPad) può fare molto molto bene il lavoro per coniugare ciò che si vede bene sullo schermo -ma sembra un bel videogioco- con la natura che sta dinanzi ai nostri occhi.
Certo, l’immagine traballante dentro visto nel mirino del telescopio, può competere poco in quanto a dettaglio e quantità di informazioni che l’iPad suggerisce ad ogni pixel di cielo, ma in una notte stellata delle vere stelle sono indispensabili. :)
Il miracolo di Star Walk, sta tutto lì, nel SUPPORTARE e non nel SOSTITUIRSI all’esperienza della osservazione delle stelle a cielo aperto. E’ evidente che la APP in questione -seppur con qualche limite- funzioni anche al chiuso o di giorno, ma -dal punto di vista dell’esperienza- NON è certo la stessa cosa. Di giorno la si accende per curiosità o per mostrarla a qualcuno (e magari scoprire casualmente la posizione della Luna mentre è resa invisibile dal Sole), ma NON ha quel piglio irresistibile che ha dopo il tramonto.
E’ quando le stelle “vere” cominciano a vedersi sopra le nostre teste che accendere l’iPad e puntare il Cielo, diventa un gesto magico.
Si sa che NON è un telescopio e che musiche (tutte molto centrate) e sfondo della Galassia sono… approssimative, ma il gesto di muovere in aria questo oggetto con questo specifico software, davvero pare magia.
E’ parsa tale alla mia nonna più anziana che ha interpretato dinanzi ai miei occhi la più celebre frase di Arthur C. Clarke, ovvero: Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic.
E’ abbastanza interessante notare un paio di aspetti di questo discorso del “magico”.
Il navigatore satellitare è un oggetto incredibile. Ma anche -come preferisco raccontarlo io- “un pazzo con una mappa, un orologio, ed un dio in cielo che gli indica dove si trova in quel momento“. L’interazione con un navigatore satellitare è tutto fuorché “magica”. Certo, ci si può stupire di quanto bene funzioni, ma la modalità con cui si interagisce con un navigatore e la sua “rozzezza” fisica, associata al fatto che “abbiamo visto evolverlo”, NON gli dona alcunché di magico.
Prodotti come iPad associato a Star Walk, innescano invece una reazione pazzesca. Lo schermo gigante, la bussola + gps + accelerometri, e la impossibilità di separare il contenuto “mappa stellare” dalla sua interfaccia… i gesti nell’aria che si realizzano con questa nuova “tavola”, beh tutto ciò è molto magico.
Avendo anche bambini di differenti età (3, 4 e 6 anni) per casa, si è potuto vedere quale incredibile potenziale didattico hanno queste applicazioni di real world. Con la stessa naturalezza con cui si “accetta” un navigatore satellitare, si apprende qualcosa dello spazio ancora prima di avere chiara l’idea di… vivere su un Pianeta!
Qualche anno fa feci tutto un discorso sul fatto che usare la parola “virtule” per distinguere contenuti e prodotti “cognitivi” digitali da quelli fisici fosse solo una questione linguistica, e sarebbe finita con lo svanire nel tempo. Oggi, questi approcci BASATI SU SENSORI ed OGGETTI CONNESSI, aumentano la nostra realtà d ampliano la nostra capacità di comprendere il mondo che ci circonda.
Passato l’anno 2000, il nostro presente è già un futuro immaginato da scrittori di altri tempi. Un futuro dove al posto delle macchine volanti abbiamo preso a costruire nuovi modi di espandere le facoltà cognitive umane. Forse, una riflessione su questo, prima o poi dovremmo farla tutti.
Pur senza la classe nel design e la suite di applicazioni di Apple, o lo store infinito… CISCO prova a giocare la carta simil-iPad centrandolo sulle caratteristiche più proprie del suo marchio, ovvero la comunicazione Business, in video.
Certo che, se iPad ha un “equivalente” di BUSINESS, due cose divengono evidenti:
1. che il formato iPad è lì per restare e SOVRAPPORSI per sostituire altri formati
2. che Apple non riesce mai del tutto a scrollarsi di dosso quel “rest of us” che l’ha contraddistinta nella lotta contro Microsoft / Office.
Insomma, in prima istanza: Cius sta ad iPad come Blackberry sta ad iPhone.
infine…
CIUS? ma chi l’ha scelto sto nome fricchettone?
Ho un iPad da una settimana.
L’ho fatto girare tra gli amici, messo in mano a tutte le persone di famiglia da 3 a 65 anni, usato nei modi più svariati, lasciato come soprammobile sul tavolo del salotto, tirato fuori al bar, usato per vedere le foto, i film, i giochi iPhone in 2x, etc.
Non è una prova esaustiva. Per farne una bisognerebbe fermare la pubblicazione di applicazioni sullo store e smettere di vivere per 15giorni.
Però qualche idea me la sono fatta.
La prima è che Apple ha trovato la pentola al fondo dell’arcobaleno e JOBS il modo di trasformare i PIXEL in DOLLARI.
La seconda è che iPad farà all’editoria della carta stampata quello che iPod ha fatto alla musica.
Ma non solo…
Se avessimo abbastanza denaro e coraggio per finanziare una operazione del genere… iPad potrebbe essere usato come la nuova pietra angolare su cui costruire la formazione scolastica. NON ovviamente come strumento che sostituisce tutto il resto (i fan della sostituzione attendano pure la scomparsa della qwerty e del libro prima di parlare) ma che cambia i fondamentali della interazione con la conoscenza. E qui, la parola “interazione” non è ovviamente messa a caso.
Ma torniamo alla prima scoperta, ovvero alla trasformazione dei pixel in denaro.
iPhone mi ha portato ad acquistare almeno 150 applicazioni e spendere -ad occhio- 100 dollari in due anni. iPad me li ha fatti spendere in tre giorni. Come è stato possibile?
Un paio di annotazioni brevi ma significative sono:
Non c’è che dire, l’acquisto di impulso funziona di più perché il device stesso per la sua ergonomia e lo schermo per qualità e dimensione, rendono ogni cosa più VICINA e GODIBILE
Aggiungo che… l’item più costoso che io abbia mai comprato da iPhone è costato 7,99$. Da iPad ho immediatamento comprato item da 29$ e -meglio che da laptop o desktop- sento avrei facilità d’acquisto da cataloghi online. Ecco, per la prima volta, ho avuto la sensazione che avrei potuto comprare persino un’auto
Concretamente parlando, le applicazioni -viste su uno schermo di queste dimensioni- sono PIU’ UTILI, e persino i giochini diventano VERO INTRATTENIMENTO. Quindi sono disposto a pagare 3,99$ per quello che su iPhone era 1,99$ o 0,99$.
Sempre lo schermo, per la sua stabilità, in complicità con una batteria che pare infinita, porta a scaricare i LIBRI (come tutti si attendevano), ma anche i FILM! E comprare AVATAR è costato 14,9$
ma soprattutto…
iPod come iPhone sono dei personal devices. iPad invece è un device che consente la condivisione e facilita la collaborazione. Vedere nonna e nipote scorrere insieme le foto o pasticciare con un giochino educativo, è una bellezza
Se posso tirare le prime somme, ecco cosa ne viene fuori:
iPad è un animale apparentemente più casalingo e stanziale di iPhone. E’ il “mac for the rest of us”. O forse -come dissi da subito- la fine del Mac per come lo abbiamo conosciuto in passato.
iPad è una pietra miliare nella storia dell’informatica. Il “computer” da far vedere anche alla nonna ottantenne (e che figo vedergli sfogliare le pagine).
Ma anche… Il primo PC con diritto d’asilo anche sul “tavolo buono” del salotto. Il sodalizio iPad-divano è stato fatto nello stesso tempo che ci ha messo la TV.
A partire da device del genere non soltanto vedremo ridisegnata l’editoria, ma persino alcuni contesti ed alcune dinamiche familiari. La TV come “nuovo focolare” è bella e che sepolta nel nostro immaginario quotidiano e INTERNET sul laptop o -peggio- desktop è un focolare da sfigati.
La forma di iPad è intrigante. Non certo definitva ma a questo punto non penso che il cilindro di Steve sia vuoto.
Vedete… qualche giorno fa sono andato a trovare il mitico Damiano, Ceo di Magnetic Media e -in quello che potrei definire solo il suo personale museo Apple- ho visto un prototipo di AppleTV ante litteram con la mela iridata. Roba che era quindi in sperimentazione dieci anni prima di quando il prodotto ha trovato la sua forma.
adesso, la killerAPP iTunes consente di sincronizzare e gestire pagamenti da praticamente qualunque genere di device ci si colleghi… Non mi aspetto minchiate domotiche o frigoriferi parlanti. Oramai Apple è una azienda Main Stream e deve giocare il ruolo che le compete. Però che sia finita qui, no. Compreremo iPad per altri due anni e poi verrà fuori uno scenario ancora più intrigante.
Per intanto comunque l’iPad c’è e la formula per il calcolo medio delle Applicazioni è presto fatto: un tot a PIXEL, ergo:
76 800 (pixel dell’iPhone) : 0,99 $ = 786 432 (pixel dell’iPad) : x
ne consegue che il prezzo iPad equivalente è di circa 9,99$
…C’è quasi da preoccuparsi.
ps. Per i lettori più “colti”, la citazione “le dimensioni contano” è dal remake più recente di GODZILLA.
#iPad… Apple ha dimostrato come al 90% della gente non serva più un mac/pc con il suo primitivo OS. Ai più basterà un device “mobile” come iPad. Credo sia una pietra miliare per l’industria nonché un nuovo enorme macchinetta mangiasoldi (non ci si staccherà più dallo Store). Certo il 3G è obbligatorio e questo ci reinfila nel girone infernale delle Telco. In ogni caso, appena funziona la video conferenza siamo a posto :D
Finalmente i “computer” saranno davvero i benvenuti in casa. Niente cavi, niente accessori sgradevoli… certo, se non si connette alla TV… E poi, a quando una reale comunicazione near field (per giocare usando più di questi aggeggi e condividendo informazioni di schermo in real time) e un mini-proiettore wifi?
Leandro Agro'
With 15 years of experience in Interaction Design (IXD), Leandro Agro' (aka leeander) is one of WIRED's ItAliens, an "Italian of the Frontiers", who won the Apple Design Project in Cupertino in 1997, and work incessantly on the frontiers of innovation.