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What I do: UX + Management

Awarded the Apple Design Project in 1997, Leandro has played a key role in a wide array of impactful digital projects.
His work has been recognized by numerous organizations, such as:

  • Venice Biennale of Architecture: “2050 Visionary” (2010)
  • Association for Industrial Design: Compasso D’Oro finalist (2010)
  • New York Times: Top10 Internet of Things Products (2009)
  • WIRED: Nominated ItAliens, 12 best italian innovators (2009)

The Long Tail of Gadgets

David ha fatto in tempo a fotografare questa slide mentre eravamo all’eTech. In qualche modo, questa slide raffigura la mia personale visione dello scenario Internet of Things.

Infatti, parlare di coda lunga dei gadgets connessi, è un pò come dire che: accanto ai cellulari di oggi, ed agli sfidanti iphone/androids che nel complesso occupano l’intero nostro sguardo, vanno emergendo nuove forme di comunicazione internet SENZA computer, come chumby, ambient orb, nabaztag, etc.
beh, comunque la sia metta -in prospettiva- il numero ed il genere degli oggetti connessi aumenterà enormemente, rendendo MINORITARIO il numero dei cellulari (ed affini) rispetto alla biodiversità presente nella parte lunga della coda. Ovviamente, tutta questa variabilità di oggetti, dagli spime più basilari, ad oggetti monofunzionali di ogni tipo, necessita di un linguaggio comune. Ed è questo quello che noi stiamo costruendo. In modo Aperto.

Ecco perché, sempre visto in prospettiva di medio termine e considerati i tanti player entranti in questo nuovo enviroment (es. FireEagle, SunSpot, Arduino, BugsLab ), non c’è molto da stupirsi dell’attenzione che WideTag (OpenSpime Project) sta suscitando.

Tra l’altro, gli scenari qui accennati, non si discostano da quelli più “istituzionali”, dove GREEN & GEEK siano termini sempre più sovrapponibili.

A SanDiego, ma anche su WIRED

Quest’anno sono al mio quarto eTech, e ci sono un paio di novità che vale la pena di sottolineare. Ad esempio, per la prima volta c’è un italiano che non sia io e che non venga dal Top-ix di Torino. Non l’ho ancora incontrato, ma voglio assolutamente conoscerlo.

E poi, per la prima volta, sto portando in California una mia idea che -grazie al talento di alcuni dei soliti noti- si è trasformata in azienda e sta provando a fare sul serio. Ebbene si, abbiamo dato il via alla classica startup californiana e adesso speriamo che qualcuno si accorga di noi. Ad esempio, se ne è accorto Bruce Sterling, editorialista della mitica Wired che -guardacaso- da mesi vive a Torino dove cura lo Share Festival (Grazie, Simona).

Tra gli italiani, sempre in prima fila invece Emil Abirashid ed i grandissimi di 7thFloor.

Beh, noi qui a SanDiego abbiamo il nostro primo talk (non in schedule), mentre tra poche ore c’è il meeting con Vernor Vinge, amico di David, che di spime ha colmato il suo ultimo libro.

Alcune info:
OpenSpime è il nome della tecnologia, mentre la Company si chiama WideTag, Inc. Molte delle cose che abbiamo realizzato sono nate sotto l’ala protettrice del Development Program del Top-ix di Torino. David Orban e Roberto Ostinelli sono i miei partner di avventura.

DSC08454.JPGQui a San Diego sono con David e abbiamo delle magliette con sopra un loghino tricolore e una grande scritta sulla spalle:EARTH MONITORING. Questa è la info minima da sapere riguardo al progetto OpenSpime per il monitoraggio globale della CO2. I primi partner ad aver firmato un agreement con noi, sono italiani! La CPS Group, che -tra le altre cose, distribuisce i prodotti del gigante cinese ZTE.

La lista dei ringraziamenti ai makers coinvolti è lunga: Dario (che spero pubblichi la sua terzina sugli Spime) e Foll in prima fila, ma senza dimenticare l’Hiroshima Mon Amour, con il mitico Giacomo.

OpenSpime is a project of WideTag Inc, a technology infrastructure company providing hardware and software solutions for an open Internet of Things.

Internet of Things & Virtual Enviroments

collage_comunicato_frontiersDopo le interfacce naturali (2005) e quelle emotive (2006), arriva una edizione di Frontiers che mette a confronto due diverse visioni della tecnologia, ovvero: la via del pervasive computing, degli spime di Sterling e -più in generale- dell’Interaction Design, con la via dell’immersività più o meno profonda, dei mondi virtuali alla SecondLife e della Realtà Virtuale.

Queste due prospettive una volta potevano considerarsi quasi antitetiche, perché -come è ovvio- una cosa è diffondere la tecnologa negli ambienti, rendendoli intelligenti e capaci di reagire proattivamente alle necessità umane. Altro è immergere una persona in una mondo di simulazione al computer, dandogli dunque infinito potere ma distaccandolo dalla cosidettà realtà fisica.

La separazione tra queste due prospettive è però più larga quanto più teorica rimane la discussione, mentre il gap diventa sempre più labile -e talvolta sparisce- se affrontiamo la questione a partire dagli oggetti e dalle tecnologie davvero esistenti. Questo fatto in parte è dovuto comunque ad un complessivo indebolimento delle ambizioni della Realtà Virtuale che ha abbandonato i suoi pesanti hardware per travestirsi da videogioco e sedurre interi mercati. E d’altro canto la stessa dizione di “Virtuale” ha perso parte del suo senso e della sua efficacia, in quanto di virtuale c’è quasi tutto ciò che noi usiamo per comunicare. Sarà una banalità, ma la concretezza percepita di una email si basa su Bytes dello stesso peso di quelli necessari per compiere una passeggiata in SecondLife.

SecondLife che -già introdotto pesantemente alla scorsa edizione delle Frontiere- quest’anno non sarà protagonista per via delle mode, ma strumento consolidato. Luogo che è estenzione fisica degli spazi della conferenza e che consentirà di creare opportunità di interazione verso l’esterno. E se ad ogni istant message ricevuto da inworld, un Nabaztag scuoterà le sue orecchie, la distanza tra fisico e virtuale sarà completamente colmata.

Ci proveremo in questa edizione di Frontiers, la mattina parlando soprattutto di Internet of Things mentre il pomeriggio concentrandoci sui Mondi Virtuali. Speriamo che funzioni tutto. :)

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