Android (o GooglePhone): il pensiero e l’interfaccia
Prima di tutto, guardatevi il video…
Sono molte le cose da dire, ma DUE sono notevolmente più importanti delle altre:
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1) Già con l’iPhone era un bel dire, ma adesso -con il Google Phone- il popolo dell’indice ha gli strumenti per debellare quello del pollice, ovvero: siamo prossimi alla fine dell’interazione tipica con il cellulare (che usi con una sola mano e scrivendo con il pollice), e ci stiamo dirigendo alla velocità della luce verso una tecnica di interazione più “computeresca”, quella per cui reggi il device con una mano e ci interagisci con un dito (tipicamente l’indice) o più dell’altra mano.
Questo cambiamento NON è una sciocchezza. Da un lato è determinato dal genere di contenuti di cui intendiamo fruire su un telefono. Dall’altro inghiotte il telefono dentro un device che assomiglia sempre di più ad un mini-computer. Detto in altri termini: Gphone è la definitiva morte del telefonino come l’abbiamo conosciuto nonché un passo che potrebbe erodere il potere di molte telecom locali… stay tuned
2) La seconda cosa da dire è che GOOGLE ha scatenato una seconda enorme guerra anti-Microsoft. Così come il web e -più di tutto- le applicazioni web potenti, gratuite e performanti di Google (ed altri) rende quasi inutili i sistemi operativi (che servono solo per lanciare Firefox), adesso -con Androids- la battaglia è quella per eliminare Microsoft come software di basi di smartphone e dintorni e piazzarsi al suo posto. Ancora una volta non con un OS, ma con le applicazioni, ovvero quello che la gente poi usa.
Una valutazione veloce…
Microsoft NON mi piace. E’ più che altro una pessima casa di software. Un freno al progresso.
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Questo però non mi fa sembrare più bella Google. Un manipolo di tecnici pieni di soldi e che NON so se siano pronti ad accollarsi le conseguenze del loro operato. Perché Google sta ricostruendo le mappe del nostro mondo. E la mappa rischia di essere tutto ciò che del mondo noi conosciamo.
Occhi aperti gente. Google vi sta guardando.
