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Un link da Google a WideTag passando per il Corriere

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Nei vari giri Californiani ci sono tre italiani che cerco di incontrare sempre, perché stare con loro è una festa per il cuore ed i neuroni. Uno dei tre è Alberto Savoia: un italiano in California dal ‘77, ed anche Googler davvero speciale per mentalità ed incarico.

Alberto è -infatti- Director of Engineering a Google e ha la missione di accelerare il già impressionante record di innovazione di Google. D’altro canto, il garage di casa Savoia è imbarazzante: Stracolmo di premi! The 2005 Wall Street Journal Technical Innovator Award, InfoWorld Top 25 CTOs Award, AlwaysOn Top Innovators Award (2004, 2005, 2006) and InfoWorld’s Technology of the Year Award (2005, 2006).

Questo l’abstract del suo ultimo talk dello scorso 13 Maggio.

In his presentation “Innovation at Google”, Google’s Engineering Director Alberto Savoia will introduce three basic models for innovation: Top-Down, Democratic and “eXtreme”. He will describe how Google’s core beliefs, culture, organization and infrastructure have successfully enabled Democratic innovation throughout its growth, and conclude by discussing “Unleash the Innovators”, a practical manifesto to leverage eXtreme Innovation in any organization.

corriere_savoiaPerché tutto questo panegirico?
E’ doveroso e anche interessato, perché Alberto ha rilasciato una intervista al Corriere e -senza avvisarmi- ha buttato dentro me e Widetag, citandoci come esempio di quelle Companies self-funded che attraversano l’Oceano e provano a costruire da soli il proprio spazio nella culla dell’innovazione. Per usare le stesse parole di Alberto…

These days, with open-source software and cheap hardware, entrepreneurs don’t need to raise a lot of money (or any money) to get started. As a result, I am seeing more self-funded Italian start-ups (with two or three people) coming to Silicon Valley to get funding and form partnerships for their next stage of growth after they’ve completed initial product development and have already some customers. One such example is a very interesting and exciting Italian start-up called WideTag

A voi sembrerà sciocco, ma a me questi riconoscimenti da persone così speciali, non solo mi rendono orgoglioso di quanto stiamo facendo, ma mi fanno anche pensare che questo paese ha ancora un speranza.

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ps. E’ abbastanza rilevante e prende robustezza ogni giorno maggiore, questo fronte di nuovi Italiani alla Frontiera (come li chiamerebbe Roberto Bonzio), composto da BAIA, SVST, Mind The Bridge, e poi personaggi che ben rappresentano tutto questo movimento, come Fabrizio Capobianco.

Google Local Business Center

A me ha convinto. Avessi un negozio di frutta o qualsivoglia attività su strada, penso mi “listerei”.

ciao ciao Pagine Gialle.

Wolfram|Alpha Sneak Preview. Anche Google -un tempo- era solo un motore di ricerca…

Dopo mesi di informazioni superficiali e sparpagliate, le tessere cominciano a far emergere il soggetto del mosaico. Signore e signori ecco Wolfram Alfa, raccontato dal suo creatore. Finalmente ad UNA RICERCA CORRISPONDERA’ UNA SOLA RISPOSTA.

E non pensiate che stiano scherzando…

O3D: Un 3D dentro al browser by Google. Roba grossa (anche su Safari).

This is a demo that demonstrates the potential of rendering 3D graphics in the browser, using O3D, an open-source web API for creating rich, interactive 3D applications in the browser. The app shown in the video is coded in javascript and html and runs in a web browser.

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- qui potete scaricare il software e provarlo
- qui trovate delle demo interessanti, compresa quella di embrione di un vero e proprio gioco 3D. Tra gli esempi figurano anche teniche di interazione, disegno a mano libera, torte e grafici, interazione con motore fisico… Insomma, c’è di che divertirsi.
- qui la conferenza May 27 - 28, 2009 con partner interessanti pronti a scendere in campo anche in ambito O3D

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Avendo un browser ed un sistema operativo in casa… continuo a chiedermi…. perché tanta fretta con O3D di supportare safari/mac? Non è che girando dentro iPhone Safari torna utile alle strategie mobile di Google? Eppure, nel caso di LATITUDE se la stanno prendendo comoda… Chissà.

Google & IBM insieme per evolvere ciò che sappiamo della medicina (usando la Internet delle Cose)

Even if the Internet appears ubiquitous, still the number of connected objects or devices is vastly inferior to those which are not connected. The coming revolution will raise from the necessity of substituting disconnected objects with connected ones, and making these more and more intelligent, and aware.

Mi scuserete se la prendo larga… In questo blog, con la piccola startup WideTag, con il sito OpenSpime, con i workshop di SpimeDesign e con tutte le nostre partecipazioni alle conferenza mondiali (e non conosco nessuna azienda “italiana” altrettanto presente), da mesi stiamo dicendo una cosa sola: La Internet delle Cose è l’abilitatore delle prossime ondate di cambiamento. Queste saranno enormi e rivolteranno come un calzino tutti i principali settori dell’economia. L’Energia prima di tutto (e speriamo presto di poter parlare del nostro Social Energy Meter), ma anche la tutela dell’ambiente, i consumi, e la Salute.

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…brevemente…
Evoluzione della Rete, dal web 1 alla Internet of Things
Non è stato sufficiente mettere in Rete i dati, come nel web 1, perché la Rete divenisse un crogiolo di attività Sociali. Con i soli dati remotizzati, il web è rimasto comunque in ottica broadcast, mentre con il web 2 e l’arrivo delle APPLICAZIONI remote, l’attività che le persone hanno potuto svolgere sono state molteplici e l’emersione di attività sociali è stata la naturale conseguenza. Adesso, è il momento della Internet delle Cose, ovvero di un nuovo livello di abilitatore fisico e interoperabile, che scatenerà le potenziali di Internet ben oltre i limiti del “digitale” e incorporerà la Rete nella nostra fisicità.
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images from blogspotMa veniamo alla notizia di oggi
L’accordo di oggi, con cui IBM e GOOGLE hanno deciso di convergere verso la piattaforma Google Health -che già permette di archiviare, gestire e condividere i dati medici su rete internet- e di farci convergere dentro i dati rilevati da centinaia di migliaia di singoli dispositivi elettronici PHR (personal health records), rischia di riscrivere ciò che sappiamo della medicina.

La capacità di elaborazione dei dati e di estrazione di informazioni utili, con un sistema di monitoraggio così esteso, aumenta enormemente. La possibilità che ciò reindirizzi il modo di effettuare una diagnosi è forte e -sembra forte a dirlo- anche della cura.

Faccio un esempio:
dal comunicato ufficiale “Google Inc., moving to improve its online health-record service, is teaming with International Business Machines Corp. to allow patients to add data generated from home-health monitoring products, such as blood-pressure cuffs and glucose meters.

Adesso, leggete questo:
- Under Skin Glucose Monitor is Painless and Acccurate

Ebbene, se è vero che da tempo sono disponibili sistemi per l’infusione sottocutanea e continua di insulina, è altresì vero che sarebbe rischioso lasciare che un piccola macchinetta con la potenza di calcolo di un orologio da polso decidesse quanta insulina iniettare in modo trasparente ed automatico al paziente.
Tutta un’altra cosa è se un dispositivo iniettivo CONNESSO, potesse ricevere ordini di SE e COSA fare, e questi ordini tengano conto delle casistiche di decine o centinaia di migliaia di pazienti che sono monitorati in real-time.

E questo è tanto un obiettivo dichiarato del progetto che IBM e Google dicono:”‘Il nostro software sarà di grande aiuto soprattutto nelle situazioni di emergenza, quando lo scambio tempestivo di informazioni può risultare fondamentale per salvare vite“.

E sapete una cosa? Saremo forse solo all’inizio, ma al connubbio tra IoT, web e Healthcare guardando queste mappe qui, comincio a crederci.

ps. sempre a proposito di insulina, ecco anche:Chewing gum all’insulina per curare il diabete

google health

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L’internet delle Cose, in questo caso, diventa un abilitatore trasparente per il campo medico. Così come può esserlo nel monitoraggio della produzione e dei consumi energetici (questi due concetti di produzione e consumo saranno spesso sovrapposti e comunque non più scindibili).
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L’internet delle Cose, così come ogni altra ondata di innovazione, porterà “vecchi player” ad accomodarsi al tavolo del grande nuovo business, ma -come sempre- ad ogni onda entraranno nuovi player. Yahoo ha regnato nel web 1, Facebook, Youtube ed altri sono stati i player fondamentali del web 2, anche detto GoogleKingdom. Adesso, per la Internet delle Cose, hanno già preso posizione Cisco, Sun, Google, IBM ed altri. Ma anche stavolta ci sarà spazio per nuovi player. E’ sufficiente crederci e trovare i finanziamenti giusti.

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ps. per chi ha voglia di deprimersi con le valutazioni sulla situazione del capitale di rischio che fanno coloro che sono riusciti a realizzare startup “italiane” di successo, date un occhio alla edizione di questa settimana di Economy. Penso che dia i brividi, ma anche il mood dell’ambiente, la frase di Paolo Ainio (fondatore di Matrix e Virgilio) che ha testualmente detto:”Meglio andare in California e fallire che riuscire a metà in Italia”.

Google Friend Connect: Mountain View diventa davvero Social


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…visto il video (grazie Foll), mi pare convincente (più delle altre tecnologie che fanno “community” dall’esterno del tuo blog e propongono face-cloud varie) e sto quindi sperimentando questa tecnologia anche qui su leeander.com - Detto tra noi, mi pare SUPER-facile da usare!
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QUI SOTTO (ma poi anche stabilmente in colonna a DX) c’è il link per fare JOIN. Non so ancora bene a cosa servirà, ma -nel dubbio- se passate da qui, il JOIN è gradito. :))



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Lettera di Invito al JOIN
Carissimi,

Vacanze di Natale significa famiglia, regali, cene, riflessione, ma anche quell’ora libera che non si ha mai e che ti porta a sperimentare robe che non avresti mai tempo di vedere. Come quella in cui mi sono imbattuto oggi: Google Friend Connect

Mi pare abbia una buona impostazione e sia molto semplice da usare e quindi la sto sperimentando in prima persona. Anche questo invito è parte del test e spero non vi arrechi disturbo.

Se vi capita di passare dalle pagine di LEEANDER.com potete dare un occhio a Google Friends Connect in azione e -se vi va- cliccare sul tasto JOIN

In ogni caso: BUONE FESTE e un GRANDE 2009 a tutti.

Lo so che è un augurio un pò stridente e che è previsto un anno durissimo. Comunque sia stare fermi e tirare a campare non serve a molto: La crisi siamo tutti noi, quando non innoviamo.

A presto,
leeander

Tutto quello che avreste voluto sapere di GOOGLE e non avete mai osato chiedere.

NO, non sono io ad avere le risposte a questa domanda.
Le risposta -o presunte tali- le ho trovate in questa presentazione slideshare. E la giudico molto interessante. Non svela certo dei segreti, ma fornisce quel quadro di insieme che spesso è sfuggente o di difficile visualizzazione.

Dreche -autore di questa presentazione- io non so proprio chi sia. Il suo profilo Slideshare dice che è appena entrato e che è di Barcellona (Spagna). L’azienda però è chiaramente la FaberNovel (che mi sembra una ficata di azienda) e queste slide sono linkate da questa pagina del loro sito aziendale.

Le domanda alle quali questa presentazione fornisce delle risposte, sono del tipo:

  • Il PageRank è davvero un vantaggio competitivo?
  • Perché Google non mette a pagamento un maggior numero (o tutti) i suoi servizi?
  • Google vuole davvero competere con FaceBook?
  • Perché Microsoft teme Google?
  • Perché Google compra dei Satelliti?!!?
  • Perché Google sta cambiando il mondo del Mobile?
  • Perché YouTube con è un portale di content?
  • Google è affetta dalla CRISI GLOBALE?

Questa è migliore della mia :)

Il 20 Novembre porto alla QU-ID Conference un breve speech il cui titolo rivisita un articolo di SmartPlanet che ho letto mesi fa, e recita:”Può la Internet delle Cose salvare questo Pianeta?“.
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Le slide (eccole online in anteprima) sono simili a quelle presentate a Innovation Circus, ma il modo con cui intendo raccontarle è quello di chi volge lo sguardo a -come le ha definite qualcuno in questi giorni- Crisi Climatica ed altre applicazioni verticali.
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Questo post però, oltre a fare da reminder dello speech, serve a dare visibilità ad una presentazione sulla Internet of Things come evoluzione di quella che -in WideTag/OpenSpime- chiamiamo mobilità avanzata, che mi è piaciuta molto di più delle slide che ho fatto io. :)
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Ed allora, godetevela.

Future Of Mobile
View SlideShare presentation or Upload your own. (tags: countries developing)

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Non siete ancora stanchi? Allora questo video vi stenderà! Noioso da morire, ma maledettamente istruttivo:
Google,iPhoneWebDev.com,Skype,Telco 2.0 & Vodafone - What Will Drive Wireless Innovation?
NB. Nel 2009 eComm parte da un titolo davvero forte: Defining the Post-Telecom Era. Nel nostro piccolo, ne abbiamo scritto qui:”Neither telecoms, nor computing: people

Lively, il nuovo metaverso nasce vecchio! Allora meglio il NEXTVERSO :)

Graphic about astrophysics. (SLAC and Nicolle Rager)Lively mi ha risvegliato l’attenzione al Metaverso. Parlandone con David Orban, altro esperto di Mondi Online nonché amico e socio in Widetag, è venuto fuori che già a prima vista, Lively:
- non c’è User Generated Content
- non c’è moneta locale e economia online
- non è dotata di API
- non ha un linguaggio di scripting
- non supporta la voce ma solo chat testuale
- non c’è integrazione con Google Earth! (eh si, che da questo stimolo pareva fossero partiti)
- non indica come affrontare tutti gli aspetti di interoperabilità tra i diversi mondi online su cui la Architectural Working Group sta lavorando da due anni

Beh, ha ragione David!
Aggiungo che l’aver tagliato fuori il mac all’inizio è una mossa profondamente sbagliata. Si sa che la comunità creativa è molto più mac che PC, e questo approccio NO UTENTI, NO APPLE, pare classica più di Microsoft che non di una star del firmamento internettiano. Oppure, come sostengo da un pò, Google non è più il posto cool dove lavorare, ma solo una Microsoft con un ristorante migliore ed un Campus più fico.

Beh, tutto questo per dire che i mondi online avevano si bisogno di una maggiore integrazione con il web e Lively è molto più Web3.0 di quanto SL sia mai stato. Aggiungo però che al solito per Google, dopo la meraviglia per l’abilità tecnica, c’è il solito rammarico per l’occasione persa per innovare.

Limitatamente a questo aspetto, ovvero il reale tasso di innovazione, Sinceramente, mi pare più interessante il lavoro fatto con Aaron in un paio di giornate uomo nel provare a ripensare la fisica del Metaverso, che non tutto questo mostrare i bicipiti da plug-in della corazzata multimiliardaria di Google.

Sapete che faccio? Adesso vi racconto un pò meglio di Nextverso.

NextVerso: Introduzione:

Questo post ha lo scopo di delineare un possibile scenario di evoluzione della fisica dei mondi online (es. SecondLife). Un metaverso che sia progettato secondo le caratteristiche qui definite avrebbe forti vantaggi come ambiente di simulazione evolutiva, nonché aspetti di vantaggio anche nella ricerca di nuove dinamiche sociali. La fisica qui delineata tiene comunque conto dei vincoli tecnologici odierni e dunque non è da intendere come una replica della fisica reale, bensì come un passo avanti nella conquista del Metaverso. Benvenuti nel NextVerso.

La nuova Fisica

Le principali innovazioni relative alla nuova fisica presente nel NextVerso sono:

1- Natura dualistica script/oggetto primitiva

2- Impostazione dello spazio su quattro dimensioni, ovvero: allo spazio tridimensionale viene aggiunta la dimensione temporale la quale –profondamente saldata nella fisica che regola il mondo stesso- ha effetto sulla sincronicità dell’universo con side effect sulla geografia dei luoghi.
L’universo è composto da region contigue, così come da region fisicamente distanti (come fossero Pianeti). Lo spostamento tra luoghi diversi è sempre potenzialmente istantaneo, e questo comporta la non contiguità spazio/temporale dell’intero NextVerso.

3- Tutte e quattro le dimensioni nel NextVerso, possono essere modificate/trasformate a livello locale attraverso una funzione. Ad esempio, una regione che trasformi la dimensione X di ogni oggetto, cambierà gli oggetti in modo che gli avatar (mai soggetti ad alcuna trasformazione) possano esperire uno spazio/tempo diverso e fluttuante.

4- Nel NextVerso lo spazio NON è vuoto.
Il NextVerso è un continuum spazio/temporale infinito dove la materia (oggetti elementari) può aggregarsi e provocare la nascita di una nuova region. In tal senso NON esiste una mappa preordinata e esplicita, che semmai sarebbe una conseguenza delle esplorazioni e della condivisione dei dati, da parte dei singoli avatar.

5- Come la fisica impatta l’economia del NextVerso
L’esplorazione è una parte integrante dell’economia del NextVerso, e la scoperta di nuove region autogenerate (formalmente indistinguibili da quelle UGC) è alla base del commercio. Esplorare e trovare nuovi luoghi, consente di acquisirne un qualche diritto temporaneo di proprietà, entro il quale si può usarla per ottenere un profitto.

Uno degli aspetti più di “sogno” che è possibile esperire in un nextverso: Oltre che volare o teleportarsi -cose che in SnowCrash erano impossibili e SL permette- con questa nuova fisica consentirà non soltanto di creare, ma persino di indurre la vita negli oggetti; lasciando poi che che ogni cosa evolva secondo le proprie regole e seguendo la fisica della region in cui si trovano.

Curiosi di saperne di più? http://www.metaverso.org

Senza Rumore: Google lancia il nuovo SecondLife che parla (davvero) con il web

Non ho avuto tempo di scrivere qualcosa di sensato, ma qui potete leggerne. Peccato per il mancato supporto del mac! Google è sempre più una nuova Microsoft. Comunque sia, viva Lively.