Stai attualmente visualizzando gli archivi per il tag "Fabrizio Capobianco".

A proposito di Silicon Valley: Un bell’articolo cartaceo invecchiato il giusto

Sino a pochi giorni fa non conoscevo www.businessgentlemen.it/
Un loro giornalista ha seguito l’evento MIND THE BRIDGE / POLIMI “Un Ponte tra Italia e Silicon Valley” in cui sono stato speaker. Ne è venuto fuori questo buon articolo dove sono in compagnia di due amici come Fabio Violante e Fabrizio Capobianco -con cui ho condiviso il palco- nonché di molti altri in sala.

L’articolo non da spazio allo splendido speech di Roberto Bonzio di IdF, e neanche la gente dell’Acceleratore del Polimi che -personalmente- trovo veramente tosta.

WideTag Updates: Spime Design Workshop! Il futuro di OpenSpime. Il nuovo sito. Le applicazioni WideSPIME e SEM, nonché un WideNoise… da applausi

Ogni tanto ritengo sia cosa utile aggiornarvi su quanto accade sul fronte WideTag, ovvero la nostra startup californiana che opera in ambito Internet of Things. :)

Questo update (quasi un keynote testuale), comprende i seguenti capitoli:

  • CULTURA
  • OPENSPIME
  • NUOVO SITO WIDETAG
  • PRODOTTI & APPLAUSOMETRO
  • ADVISORS

.
.
CULTURA
logo Spime Design WorkshopVa detto: WideTag contiene uno dei team che si stanno operando di più e meglio per delineare la cultura della Internet delle Cose. Considerato che siamo una piccola company in bootstrap (non finanziata da esterni) direi che è oggettivamente lodevole la nostra presenza alle maggiori conferenze mondiali, da Los Angeles alla Silicon Valley, da Amsterdam a Ginevra. Ma non contenti di ciò -grazie al nostro ottimo David- ci siamo inventati gli SPIME DESIGN WORKSHOP che stanno avvenendo sia nel mondo fisico -ad esempio a Lisbona- che in Second Life.

Il ciclo di eventi SPIME DESIGN WORKSHOP che è in calendario in varie isole di SL è notevole e i partecipanti sono pazzeschi. Qui -ad esempio- potete leggere di CISCO e della sua partecipazione attiva. Scrive Cisco:

Knowing how to create Spimes has a competitive advantage whether your a designer, developer, engineer, analyst or in sales and marketing. Strategic branding can use Spimes in real or virtual tradeshows and events to reveal and link an object to allow interactive or passive experiences to acquire historical knowledge about everything you wanted to know about it.

.
.
OPENSPIME
OpenSpime è stato per quasi un anno il centro della attività WideTag. Questo protocollo, 100% OpenSource, è il nostro primo contributo al nascente mondo della IoT. E’ un contributo intrigante, utile per i makers, ma per fare un passo davvero importante in avanti, ci vorrebbe qualcosa di più.

OpenSpime, per giungere alla sua versione completa e davvero importante, deve trovare degli alleati e svilupparsi nella direzione di una architettura P2P. Deve tenere la base XMPP attuale ma aprirsi anche ad altro. Deve comunicare -come già fa oggi- ma essere in grado di discendere in profondità nella catena Iso->osi e fare discovery degli oggetti vicini nonché collaborare con loro.

Questi sono obiettivi ammirevoli, ma non possono essere perseguiti dalla sola WideTag. Ecco che è nata una prima collaborazione con gli RFID LAB della Sapienza di Roma, ed altri ne verranno.

Stiamo pensando alla OpenSpime P2P Evolution. Sempre OpenSource ed aperto. Capace di rispondere a molte più esisgenze di quanto non si faccia con il solo layer di comunicazione. Capace -magari- un giorno di ambire al ruolo di Fondazione.
.
.
Homepage WideTag, Inc - marzo 2009

NUOVO SITO WIDETAG
WideTag cresce come azienda e nei prodotti software, come wideSPIME, il nostro core product per la Massive Data Collection. Ha dunque avuto senso splittare i website che usiamo per comunicare, in due grandi aree: .COM e .ORG

Sotto il punto ORG ci sono i siti di documentazione di OpenSpime e la community dei Developers OpenSpime. Sotto al punto COM, tutte le attività di business, compresi i contenuti di vision che erano nel blog openspime.COM. Essendo oggi OPENSPIME un progetto che tende alla fondazione, il suo .COM non ha più senso e rimanda al main website aziendale.
.
.
PRODOTTI & APPLAUSOMETRO
WideTag è una azienda dedita al software. L’hardware che costruiamo -a livello di prototipi- serve a dimostrare la fattibilità tecnica e di business di alcuni progetti avanzati che abbiamo in mente e che -senza la prova sul tavolo- sembrano appartenere al futuro ed invece sono già qui.

Come ho detto poco sopra, wideSPIME il nostro core product per la Massive Data Collection. A questo framework, che sarà poi fornito anche in modalità Software as a Services, si aggiungeranno dei moduli. Il primo tra questo gestirà end-to-end le transazioni economiche online.

A chi serve?
WideNoise, il nostro programmino per iPhone, ha dimostrato come può avere senso fare data collection su scala planetaria di uno specifico valore. Non importa se sia il mood di quando ci svegliamo la mattina o una rilevazione puntuale di precisissimi sensori. Il punto è indirizzare e gestire milioni di transazioni e comunicazioni al giorno. Mapparle, aggregarle, predisporle per il data mining, etc.

Dal punto di vista delle società che vendono prodotti world wide, la nostra tecnologia -a cui va aggiunto un dispositivo HW di collegamento- apre al monitoraggio continuo della posizione, attività ed efficienza dei macchinari. Una ricetta ideale non soltanto per chi deve tenere in perfetta affidabilità macchinari distribuiti su un vasto territorio, ma anche per coloro che -più che alla vendita- sono interessati al loro noleggio.

Questo fa WideSPIME. Massive data collection. Un MILIONE di comunicazioni in near real time con pochi server a gestire il tutto. Per questo c’è anche il modulo di pagamento, perché il cliente finale del macchinario noleggiato -o acquistato con contratto di manutenzione- possa completare i suoi acquisti o cambiare i piani tariffari in real-time.
.
Punta di diamante tra le applicazioni basate su wideSPIME è il nostro Social Energy Meter: Una applicazione HW/SW completa che si occupa del monitoraggio dei consumi residenziali, opera in near real time, consente di gestire milioni di punti di lettura, è bidirezionale, criptato e fa anche il caffé. (citazione del primo Ballmer quando vendeva windoz urlando “a clock!”)

SEM, come lo chiamiamo noi, non è un prodotto B2C, ma una soluzione B2B che va veicolata attraverso le Energy Companies (meglio se locali). SEM ha notevoli vantaggi rispetto a qualsivoglia altra soluzione noi si sia vista sul mercato, perché consente una serie di attività di cross ed up selling.

SEM è fatto per quelle energy companies che vogliono abbassare i consumi dei loro clienti e -al tempo stesso- aumentarne il valore intrinseco, fornendo nuovi prodotti e servizi. Perché essere SOLO una commodity alla lunga stanca.
.
Questa è la IoT che stiamo contribuendo a fare. Perché non di soli conigli si vive :)
.
.
.
On more thing.
…di WideNoise si sanno un sacco di cose. E’ un giocattolino per iPhone che è stato recensito da una tonnellata di blog e che piace ai più per via della sua UI accattivante. Certo, qualcuno ha detto che misurare la quantità di rumore che c’è in un dato luogo e momento -in fondo- non è la più indispensabile delle attività umane… E anche noi di WideTag -in fondo- abbiamo scelto il rumore perché era una delle cose che si poteva realisticamente fare e che consentiva di mostrare bene questo concetto di monitoraggio globale.


.
Però la fantasia degli utilizzatori supera spesso (beh, quasi sempre) quella degli autori, ed ecco che ieri ricevo una email che dice le testuali parole:

Greetings,
We just wrapped up the Greener Gadgets Design Competition on Friday, and I’ve got a sweet story about using your app onstage at the conference. I’m at 917-XXX-XXXX if you want to chat. Here’s the link though:

- http://www.core77.com/blog/…

Best,
Allan Chochinov (editor-in-chief of Core77)

Di cosa sta parlando? Di una competition che prevede premi in denaro (piccoli) e che ha raccolto proposte da oltre 60 Paesi attorno al mondo. La premiazione finale è stata durante un evento fisico.
Beh, hanno usato WIDENOISE come applausometro, ed assegnato i loro premi per acclamazione del pubblico in sala.:DD

che dire… CORE77 è fighissima e l’idea di usare wideNoise come applausometro mi è parsa davvero intelligente e divertente! Chissà, forse un giorno metteremo una funzione ad-hoc per la gestione degli applausi, nel frattempo, come dire… ci accontentiamo del suono che hanno evocato nella nostra mente.

.

.
NOTA: Avete visto quanti concept fighi nel video di CORE77 ?? Think Green è -per definizione- Think Global :)
.
.
ADVISORS
Come risaputo, i soci di WideTag sono Leandro Agrò, Roberto Ostinelli, David Orban. Attorno a queste tre persone, si sono aggregati talenti che aiutano non poco a rendere concreta la visione dei founders. Ma tutto ciò non sarebbe comunque abbastanza. Ecco perché abbiamo voluto con noi le persone che sto per citarvi:
.
Giuseppe Taibi, Boston (USA)
Ovvero la star del software, l’italiano più noto tra gli sviluppatori iPhone (anche oggi sul Corriere).
Member of the Board of Directors, An advisor for the Italy/America Chamber of Commerce & Trade of New England, Giuseppe was a Visiting Scholar at Boston University, has taught his own course on Applied Innovation in Mobile Computing at Harvard University.

.
Fabrizio Capobianco (Redwood City, Usa)


Il mago dell’OpenSource su Mobile, nonché uno dei pochi italiani della mia generazione capaci di far business in Silicon valley. Un grande CEO, come ne ho incontrati davvero pochi (direi DUE in totale) nella mia vita professionale.
Member of the Board of Advisors, CEO of Funambol, Fabrizio is an italian entrepreneur that developed his company in the californian environment. Today, Funabol is the largest opensource company in the mobile field. The email client from funambol support 1,882,821,049 devices
.
Alex Papanastassiou (Bruxelles, Belgium)
L’anima finanziaria di Widetag. L’uomo dei business model, ma anche un exCeo da azienda che produce sensori. :)
Member of the Board of Advisors, Business adviser & facilitator - passionate about business quests - often operating on the frontier between business and technology. Alex was the Ceo of Maasneotech a Sensor’s Factory in Belgium.
.
Carlo Maria Medaglia (Rome, Italy)


Ultimo acquisto in termini di tempo, Carlo è una persona dalla produttività incredibile. La sua esperienza di lavoro negli States e la sua apertura, sono per WideTag e per il progetto OpenSpime, un faro nella perigliosa navigazione.
Member of the Board of Advisors, 
Carlo Maria Medaglia is the Coordinator of the RFID Lab of “Sapienza”, University of Rome. 
Since 1999, Mr. Medaglia has been working at several international research institutions around the world as NASA, ESA, NOAA, etc. He is a full professor at Mass Communication / Computer Sciences Department of University of Rome.
.
Joi Ito (Kyoto, Japan)
L’uomo WideTag (beh, ANCHE Widetag :D ) che ha bisogno di esser meno presentato. Quello che sarà tanto più utile quanto noi più grandi ed interessanti. Un pezzo del futuro.
Member of the Board of Advisors, Ito has founded, among other companies, PSINet Japan, Digital Garage and Infoseek Japan. He maintains a blog, a wiki and contributes to the Tokyo Metroblogging. Ito is the CEO of Creative Commons. Ito was listed by Time Magazine as a member of the “Cyber-Elite” in 1997 and was also named by Businessweek as one of the 25 Most Influential People on the Web in 2008.
.
.
.
.
widetag logo
WideTag, Inc. è una company incorporta in California a Marzo 2008 (headquarter a Redwood City). Presente all’eTech ed un numerose altre conferenze internazionali, citata da WIRED, menzionata al recente convegno IoT indetto della Business School di Stanford, etc. ha già realizzato interessanti prodotti come Widenoise, WideSpime ed il Social Energy Meter. I suoi soci fondatori vivono in Italia e stanno lavorando al finanziamento ed alla crescita della più promettente tra le software startups “italiane”.

WIRED: l’attesa è finita

WIREDWeWiredIMG_0891
Arriva una mattina -con troooppi anni di ritardo- che la tua edicola ha WIRED in bella mostra. In italiano. Non una traduzione, bensì tante storie italiane tutte da scoprire.
.
Nonostante la mia assoluta dedizione al WIRED degli anni belli e l’impostazione pro-WIRED, non posso non dire che la copertina è stata un pò una deluzione. La Levi Montalcini ha 150 anni e -per quanto possa meritare rispetto infinito come scienziato- non è un bell’esempio. Come ho letto su un twit “la RLM in cover ha WIRED è la dimostrazione che l’Italia non è un paese per giovani“.

Non c’è cattiveria nel non gradire lady montalcini in cover. E’ un Nobel, un mito, merita certamente questo ed altro… (di politica oggi non parlo). E poi sono grato a RLM: Mi ha anche fatto sorridere, perché -con la veste argentea con cui è stata riprodotta- la cosa a cui assomigliava di più era l’immagine di HAN SOLO sotto grafite (STAR WARS)!!! :) - Così, da geek assolutamente senza rispetto, un attimo dopo l’aveva già ribattezzata nonna-in-domopack.
.
Cover a parte, questo lancio di WIRED è stato un lungo, positivo ed interessante percorso. Pur non volendo considerate ciò che ho visto in quanto persona che è stata -in qualche modo- coinvolta (colazione da wired, etc), restano moltissime attività utili o ludiche (tutta la parte 2.0) messe in piedi dal buon Riccardo Luna ed il suo team.
.
Anche se non si tratta di PLAYBOY, le edicole sono gonfie di WIRED e ingiro -in metropolitana, aeroporto, etc.- vedi proprio la rivista nella mani e sotto gli occhi dei suoi lettori. Da ieri, persino io nel mio piccolo, avrò ricevuto una dozzina di sms, email, etc. di persone -non addette ai lavori- che mi avevano visto su Wired.
.
Oggi, a SKYTG24 c’è stato un breve intervento di Riccardo, in ora di pranzo, che definirei davvero utile ed importante.
.
In questo paese infatti INTERNET è citata soltanto quando nella stessa frase c’è pedofilia, sboom economico, le cavallette, o chissà cos’altro. Vedere un tranquillo ragazzo sino a “ieri” ignoto ai più, che al TG del pranzo, parlava di Louis Rossetto, dell’importanza di non essere una rivista di tecnologia bensì un luogo per le idee che cambiano il mondo, mi ha rincuorato. Nel suo intervento, Riccardo ha anche spiegato perché la Montalcini e WIRED: banalmente perché il suo sguardo è ancora rivolto al futuro!
..
wired-italy-0Dentro WIRED
Ho amato il primo numero Zero. Magari ancora un pò incasinato nella impaginazione e nel colore ma con storie lunghe e pazzesche. Ho intravisto il secondo numero zero, con delle foto di qualità pazzesca ed il coraggio di anticipare le storie e non limitarsi a raccontre quelle che sono già a lieto fine (intendo di successo).
.
Questo numero uno mi piace per i suoi ItAliens, per il pezzo sulla dimenticata Echelon, per il fatto che -parlando degli italiani che non mollano- usa le parole “Paese” e “Coraggio“. Trovo fantastica la infografica spalmata su tutto il numero e -come impaginazione- preferisco la seconda parte della rivista, da PLAY in poi. Eccellente la foto della “tana” di Will Wright. Buona anche la parte Gadgets. Quelli non non ti lasciano i neuroni in subbugli come le storie, eppure non bastano mai.
.
Alcune firme ed alcuni ritorni sono davvero uno spettacolo. I rubrichisti da cui mi attendo di più, certamente Nicola Nosengo e Raf Valvola (ma anche Matteo Bittanti). Quelli da cui mi aspetto di meno, Linus e Vito Di Bari. Molte delle persone che ruotano attorno a WIRED, poi non li conosco nemmeno, e questo ritengo sarà un valore enorme di WIRED. Tutti vogliono fare RETE con WIRED e quindi, se WIRED non sarà un dead link e farà da HUB, il valore di questa “Rete Italia” aumenterà di certo.
.
.
Il risultanto dello squadrone messo in campo (anche in termini di quantità di gente coinvolta) e che ci sono un sacco di storie su questo WIRED in edizione italiana. Percepisco meno presente la pubblicità rispetto alla edizione Usa e -finalmente- le cartoline ci sono ma non si sparpagliano per terra appena afferri la rivista. aaahhh!
.
infine…
Ho trovato molto positivo anche il modo in cui WIRED sta dando voce a cose belle e troppo poco conosciute (nonostante tutto) come il Meet The Media Guru. Non vedo l’ora di riascoltare Cory Doctorow, il 6 Marzo in Mediateca a Milano.

.
..

wired_by_technicoblogProviamo a muoverci verso qualche conclusione…
Sto ancora sfogliando e risfogliando la rivista, come volessi assimilarla e -sin qui- il principale difetto mi pare la poca presenza di URL. Vorrei andare subito ai rimandi delle persone e delle storie che ho letto, ma devo passare da google per trovare la maggior parte di esse.

In termini di strumenti e attegiamenti più di Rete, mi aspetterei un tot di cose da WIRED.
Ad esempio che le foto pubblicate possano -almeno in qualche caso- divenire patrimonio pubblico. Immagino l’account WIRED su Flickr non debba mostrare soltanto la redazione al lavoro, ma servire da WIRED-Repository per tutti i WIRED-People. Queste parti pubbliche potrebbero essere gestite con licenza Creative commons e crescere nel tempo.
Dentro alla rivista, vorrei anche avere chiare le policy di interscambio (ri-pubblicazione) di contenuti presenti altrove.
Ad esempio, se un pezzo è una traduzione, vorreai sapere di quale WIRED in quale data. (es. visto su WIRED USA, IT o UK)
.
Ma queste sono tutte finezze che si possono affinare nel tempo. Quel che importa -per adesso- è che WIRED ci sia. Adesso spero non ci tocchi fare i wired-people… :D
.
..

Le ultime righe le uso per parlare ancora della copertina.
Personalmente, non avrei avuto dubbi, nel volere fortemente una faccia italiana in cover, e -senza esitazioni- ci avrei schiaffato il faccione da stregone di laboratorio: Maurizio Banzi. Arduino non è rocket science. Pare un giocattolo banale, ma ha introdotto il concetto di opensource hardware, conquistato MAKE e l’attenzione di migliaia di sviluppatori attorno al Globo. E’ una delle poche cose italiane che hanno fatto il giro del mondo partendo con tre soldi in croce. Innovazione dal basso. Messaggio di speranza per gli altri inventori che vogliono tirarsi fuori dal pantano. E noi italliani -grazie alla latitanza dei capitali di rischio e non certamente all’assenza di talento- Google, Yahoo, Flickr, Facebook, youtube etc etc NON CE LI ABBIAMO MAI AVUTI!
.
Io non so se WIRED sia in italia per far profitti vendendo gadget ed eventi che celebrano il marchio (io ne comprerei) o per dare un contributo di cambiamento a questo martoriato paese. Quello che so è che c’è bisogno del WIRED che viene dal futuro. Della rivista -anche un pò sperimentale ed ottimista- che ci aiuti a pensare che l’unico limite sia il cielo. E dato che non tutte le storie fniscono bene, WIRED -immagino- avrà il ruolo di raccontare i tentativi, gli errori ed i successi di quelle menti inquiete che hanno ereditato l’italico DNA di inventori e naviganti.
.
…E come dice Louis Rossetto, è meglio tentare di raccontare il futuro e sbagliare che accettare supinamente le idee preconcette o basate sul conformismo…
.
.
Non siete ancora stanchi? tuffatevi su:
>>>>> WIRED.IT è ONLINE <<<<<<<<<<

(messaggio per chi WIRED lo fa davvero: Gran bei content anche online, ma visto l'aggregatore e visto il sito... accidenti che disastri!!! ah... c'è qualche banner di SKY... )

.
..
Ancora accanto a Capo. :)

Welcome to Silicon Valley

Molte volte, in molti Paesi, si è usata una espressione che recitava più o meno come “la Silicon Valley italiana” o irlandese, moldava o chissà cosa altro. La verità è che la Silicon Valley è soltanto una, ed è il risultato di cinquanta anni di investimenti non facilmente replicabili.

Di base, questa, è una CATTIVA notizia per tutti quelli che NON sono nati negli States o vogliono fare business altrove. Ma neanche le cattive notizie durano per sempre e -in fin dei conti- viviamo in un mondo globalizzato. Che i vari Governi se ne rendano conto o meno, questa globalizzazione -almeno in prima istanza- la fa il business e non le politiche varie. Ecco dunque che qualche porta si apre e che ricette “stravaganti”; come quella che vide protagonista la fù Altoprofilo SpA nel 2000 (Company già allora nata bipolare tra Milano e Boston), e che adesso -con interpreti forse più efficaci e ma soprattutto con portafoglio NON italiano- è divenuta il culto del momento.
.

Fabrizio Capobianco, Founder & Ceo di Funambol è una delle persone più in gamba che abbia conosciuto in tempi rencenti. Fabrizio non soltanto ha creato la sua company a cavallo tra Pavia (dove c’è lo sviluppo) e Redwood City (dove c’è la testa ed il portafoglio), ma adesso ha anche lanciato il progetto Gymnasium, dove è pronto ad ospitare altri italiani che vogliano sbarcare in Silicon valley.

Beh, qui sotto trovate il video di Fabrizio che propone la sua iniziativa. Grande! Ma questo post non finisce qui.

.
Come probabilmente ho scritto già troppe volte, la mia attuale attività è una startup focalizzata su Mobilità Avanzata (leggi iPhone/Android) e Internet of Things. Vedi il nostro sito aziendale e quello legato alla nostra tecnologia OpenSpime. Beh, il punto è che WideTag è una Inc. 100% californiana ed i suoi uffici sono a Redwood City a due passi dalla sede di Funambol. Noi abbiamo scelto il Plug and Play Tech Center (nota: Gymnasium non c’era ancora :) ) e qui di seguito trovate una ISTRUTTIVA intervista ad uno dei leader del PnP, Amir Amidi.

Amir è una persona amabile e proviene da una famiglia che ha una storia notevole. Come in tutte le storie da American Dream, la famiglia Amidi è una famiglia di immigrati. Hanno cominciato vendendo tappeti pregiatissimi ai ricchi clienti californiani e che hanno costruito un piccolo impero immobiliare prima, ed un fondo di investimento high-tech dopo. E quando azzecchi investimenti come PAYPAL (di cui Amizad è stato il primo investitore) le cose possono anche mettersi molto bene. Come vedrete nel video, adesso la ricetta Plug’n Play è una istituzione in Silicon Valley e recentemente (e devo dire grazie a WideTag) la hanno scoperta anche club molto attivi come il SiliconValleyStudyTour (ciao Paolo!), lo SVIEC, il Politecnico di Milano ed altri. Per ulteriori informazioni, leggete questo articolo del Corriere.

beh, so già che con questo post mi tirerò addosso qualche critica ed una cascata di domande in merito a come partire in Silicon Valley. Sono pronto a rispondere e mi interessa rispondere. In ogni caso, eccovi due FAQ semplici:
1) Non sono io a potervi dire come avere un visto!
2) Nel 99% dei casi, se dovessi dire da dove partire per operare in Silicon Valley, non avrei dubbi!

E adesso, godetevi i video di Fabrizio Capobianco con Gymnasium e di Amir Amidi con il suo Plug and Play Tech Center.


.

Interview About Plug and Play Tech Center from leeander on Vimeo.

Il video di Amir è disponibile anche qui (GoogleVideo)