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Energia Spiegata: Visioni del Futuro

Mi ha scritto Agnese, di http://www.energiaspiegata.it, proponendomi di scrivere un commento al loro bellissimo post “Visioni a confronto per il futuro“. Io l’ho fatto e potete leggere il mio commento anche qui. Sarebbe però riduttivo, perché in fin dei conti io ho tenuto un piglio molto semplice e divulgativo (sono volutamente rimasto distante dai concetti più aziendali di da Spime Design Workshop o da Social Energy Metering), mentre sulle pagine di EnergiaSpiegata trovate innumerevoli altri pareri.

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I miei due cent
Era soltanto “ieri” che leggevo di SMART GRID e della concreta possibilità -ADESSO- di dotarsi di sistemi di produzione di energia (sole, vento, etc) e usarla per abbassare la nostra dipendenza dalla energia prodotta dalle CENTRALI ed avvicinarci -un pò alla volta- ad un modello simile al P2P informatico. Un sistema dove la rete da unidirezionale (broadcast potremmo dire) diventa più “internettiana” e per cui -a seconda del momento e della situazione- sono un ricevitore o un trasmettitore di energia. La rete intelligente -Smart Grid- bilancerebbe produzione e bisogno. Come in un moderno organismo tecno-biologico con un social network come sistema nervoso.

Poi, oggi leggo WIRED (Italia), dove si che parla di abitazioni OFF-GRID, ovvero energeticamente (e non solo) completamente autonome -e per di più fisicamente separate- dalla rete elettrica.
Così, se da un lato è molto meno seducente il modello mentale, dall’altro non dovremo attendere una smart grid. In Italia arriverebbe nel 2100 (la banda larga è ancora ferma in città). OFFGRID è ognuno per sé (o per piccole comunità). Meno seducente di certo, ma anche concretamente utile loddove c’è poco da attendere che il sistema ti connetta.

Certo, che si sia attaccati alla smart grid o si sia off-grid, il punto è che l’energia intanto devi produrla.

Qui apro una parentesi: La migliore energia è quella che NON sprechi. Poche norme ben definite hanno risolto problemi di spreco energetico in regioni chiave come il Trentino. Si può portare lo stesso approccio anche al mare! E se non bastasse, sono utilissimi i sistemi di monitoraggio energetico residenziale che vi fanno vedere IN TEMPO REALE, sia quanto consumate voi che quanto consuma un vostro benchmark. Non è rocket science. E parlo per conoscenza diretta. Chiusa parentesi.

Che energia produrre?
Siamo stati così tanti decenni con delle bombole di gas (infiammabile ed esplosivo) attaccate in casa ad un tubo di gomma (e sappiamo quante ne son saltate in aria) che non mi spaventa più di tanto il discorso delle celle ad idrogeno. Ma in città… beh… non avrebbe senso avere impianti individuali.

Magari in campagna. Già in campagna hai tutte le scelte a disposizione. Potresti persino mettere un acquilone a veleggiare un chilometro sopra la tua testa, ed accenderci un palazzo.

il fatto è che in campagna non ci abita più “nessuno”. In un mondo dove più della metà della popolazione vive in città e metropoli, non ha molto senso sperare di cavarsela con un pannello solare sul tetto. Le città DEVONO essere alimentare da centrali di un qualche tipo.

Che genere di centrali?
aborro l’atomico che il mondo oggi conosce. ne riparliamo quando avremo una fissione prima di scorie. E per le scorie non c’è un cortile d’altri dove possano essere riposte.

Le buttiamo in mare?
beh, chiunque si rende conto che il nostro pianeta è pieno d’acqua. Lo spazio in mare è enorme. Sfruttiamolo.
Però -magari- anziché per buttarci dentro le scorie dentro un sarcofago (che bella parola “sarcofago“. quanto suona Green, vero?) di cemento, potremmo sfruttarlo per le sue onde e maree. Considerando il solare e l’eolico già ad uno stadio accettabile, io investirei moltissimo nei sistemi che producono energia attraverso lo sfruttamento delle maree.

E se non vi sono piaciuti i “boccioni” da affondare che ho messo qui in immagine, date un occhio a questi pannelli solari che sanno nuotare :)
nota: FuturoProssimo merita un plauso per la continuità con la quale riesce a segnalare cose interessanti. BRAVI!

E se il mare è troppo lontano?
il nucleo del nostro pianeta è una palla di metallo infuocato. Siamo certi di avere investito abbastanza soldi in R&D da poter dire che NON SIAMO IN GRADO di sfruttare questa ed altre fonti fi energia in modo adeguato?
Per le città sarebbe perfetta. Una centrale posta su un bel buco per terra e via acqua calda per tutti.

Lo so, detta così è superficiale, però vorrei che ci fosse una gara mondiale a finanziare la ricerca per trarre benefici dalle energie più grandi e potenti della natura. Se una biglia celeste può librasi in mezzo allo spazio ed avere abbastanza energia per stare in equilibrio nelle sue infinite componenti, allora c’è spazio perché qualche sparuto gruppo di animali evolutisi li sopra, trovi di che vivere.

Google & IBM insieme per evolvere ciò che sappiamo della medicina (usando la Internet delle Cose)

Even if the Internet appears ubiquitous, still the number of connected objects or devices is vastly inferior to those which are not connected. The coming revolution will raise from the necessity of substituting disconnected objects with connected ones, and making these more and more intelligent, and aware.

Mi scuserete se la prendo larga… In questo blog, con la piccola startup WideTag, con il sito OpenSpime, con i workshop di SpimeDesign e con tutte le nostre partecipazioni alle conferenza mondiali (e non conosco nessuna azienda “italiana” altrettanto presente), da mesi stiamo dicendo una cosa sola: La Internet delle Cose è l’abilitatore delle prossime ondate di cambiamento. Queste saranno enormi e rivolteranno come un calzino tutti i principali settori dell’economia. L’Energia prima di tutto (e speriamo presto di poter parlare del nostro Social Energy Meter), ma anche la tutela dell’ambiente, i consumi, e la Salute.

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…brevemente…
Evoluzione della Rete, dal web 1 alla Internet of Things
Non è stato sufficiente mettere in Rete i dati, come nel web 1, perché la Rete divenisse un crogiolo di attività Sociali. Con i soli dati remotizzati, il web è rimasto comunque in ottica broadcast, mentre con il web 2 e l’arrivo delle APPLICAZIONI remote, l’attività che le persone hanno potuto svolgere sono state molteplici e l’emersione di attività sociali è stata la naturale conseguenza. Adesso, è il momento della Internet delle Cose, ovvero di un nuovo livello di abilitatore fisico e interoperabile, che scatenerà le potenziali di Internet ben oltre i limiti del “digitale” e incorporerà la Rete nella nostra fisicità.
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images from blogspotMa veniamo alla notizia di oggi
L’accordo di oggi, con cui IBM e GOOGLE hanno deciso di convergere verso la piattaforma Google Health -che già permette di archiviare, gestire e condividere i dati medici su rete internet- e di farci convergere dentro i dati rilevati da centinaia di migliaia di singoli dispositivi elettronici PHR (personal health records), rischia di riscrivere ciò che sappiamo della medicina.

La capacità di elaborazione dei dati e di estrazione di informazioni utili, con un sistema di monitoraggio così esteso, aumenta enormemente. La possibilità che ciò reindirizzi il modo di effettuare una diagnosi è forte e -sembra forte a dirlo- anche della cura.

Faccio un esempio:
dal comunicato ufficiale “Google Inc., moving to improve its online health-record service, is teaming with International Business Machines Corp. to allow patients to add data generated from home-health monitoring products, such as blood-pressure cuffs and glucose meters.

Adesso, leggete questo:
- Under Skin Glucose Monitor is Painless and Acccurate

Ebbene, se è vero che da tempo sono disponibili sistemi per l’infusione sottocutanea e continua di insulina, è altresì vero che sarebbe rischioso lasciare che un piccola macchinetta con la potenza di calcolo di un orologio da polso decidesse quanta insulina iniettare in modo trasparente ed automatico al paziente.
Tutta un’altra cosa è se un dispositivo iniettivo CONNESSO, potesse ricevere ordini di SE e COSA fare, e questi ordini tengano conto delle casistiche di decine o centinaia di migliaia di pazienti che sono monitorati in real-time.

E questo è tanto un obiettivo dichiarato del progetto che IBM e Google dicono:”‘Il nostro software sarà di grande aiuto soprattutto nelle situazioni di emergenza, quando lo scambio tempestivo di informazioni può risultare fondamentale per salvare vite“.

E sapete una cosa? Saremo forse solo all’inizio, ma al connubbio tra IoT, web e Healthcare guardando queste mappe qui, comincio a crederci.

ps. sempre a proposito di insulina, ecco anche:Chewing gum all’insulina per curare il diabete

google health

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L’internet delle Cose, in questo caso, diventa un abilitatore trasparente per il campo medico. Così come può esserlo nel monitoraggio della produzione e dei consumi energetici (questi due concetti di produzione e consumo saranno spesso sovrapposti e comunque non più scindibili).
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L’internet delle Cose, così come ogni altra ondata di innovazione, porterà “vecchi player” ad accomodarsi al tavolo del grande nuovo business, ma -come sempre- ad ogni onda entraranno nuovi player. Yahoo ha regnato nel web 1, Facebook, Youtube ed altri sono stati i player fondamentali del web 2, anche detto GoogleKingdom. Adesso, per la Internet delle Cose, hanno già preso posizione Cisco, Sun, Google, IBM ed altri. Ma anche stavolta ci sarà spazio per nuovi player. E’ sufficiente crederci e trovare i finanziamenti giusti.

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ps. per chi ha voglia di deprimersi con le valutazioni sulla situazione del capitale di rischio che fanno coloro che sono riusciti a realizzare startup “italiane” di successo, date un occhio alla edizione di questa settimana di Economy. Penso che dia i brividi, ma anche il mood dell’ambiente, la frase di Paolo Ainio (fondatore di Matrix e Virgilio) che ha testualmente detto:”Meglio andare in California e fallire che riuscire a metà in Italia”.

GREEN IT: WideTag, protagonista al workshop IDC

immagine ICTblog
In WideTag lo abbiamo scritto nel nostro video di Marzo ‘08: Nessun cambiamento globale può avvenire senza il coinvolgimento delle persone. Il tema della sostenibilità NON è più rimandabile ed anzi è uno dei modi con cui ci si può muovere per uscire dalla attuale crisi finanziaria.
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In termini energetici il cambiamento atteso è radicale: La Rete elettrica e l’Internet si assomiglieranno sempre di più. Dal mondo Centrale centrico, che assomiglia al broadcast televisivo, si deve passare ad una Rete Elettrica organizzata come un Rete Internet. L’approccio dei Social Network tornerà utilissimo nel rendere efficaci le nuove Reti e produttori e consumatori avranno parecchie sovrapposizioni. L’intelligenza stessa della Rete Elettrica, sarà basata su Internet, e la Rete Elettrica in sé potrebbe essere una delle dorsali principali della Internet of Things.
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Futuro Remoto? Noi non crediamo proprio! WideTag sta lavorando con un partner multinazionale, ad una soluzione internet centrica che lavora esattamente su questi ambiti. Presto (mesi) potremo dire di più.
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La nostra tecnologia OpenSpime potrebbe essere una delle “n” protagoniste di questo cambiamento ed è già qui adesso. Anche se gli investimenti strutturali richiesti sono enormi, il vero cambiamento da attuare è soprattutto culturale. Ed oggi è così necessario per la sopravvivenza delle nostre economie nonché del Pianeta, che non si potrà far finta di nulla ancora per molto.
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Energy Insights è lo “strumento” con cui IDC spiega questi cambiamenti alle principali società energetiche del Pianeta, ed avere avuto la possibilità di partecipare al loro workshop italiano è stato davvero importante per noi.
Al workshop, Roberta Bigliani, Research Director di Energy Insights (società di IDC) ha detto: «Meglio pensare a quanto l’Ict possa fare per rendere più green il nostro modo di agire come aziende e consumatori».
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«L’information technology - ha aggiunto David Orban, WideTag - può e deve essere la soluzione. L’approccio ideale quindi è quello della “energy literacy” o alfabetizzazione energetica: è fondamentale che inizi a crearsi la percezione che gli stili di vita devono cambiare. Quindi il nocciolo della questione è la spinta culturale, che diventa poi politica».

- Leggi l’articolo su energia24

19 e 20 Nov: Parte SUSTAINABILITY

muppet showSUSTAINABILITY è una nuova iniziativa sulla sostenibilità, che viene lanciata questo 19 e 20 novembre dentro QU-ID e che l’anno prossimo verrà allargata anche al pubblico internazionale del nostro evento con conferenze in lingua italiana e inglese. Nel comunicato ufficiale si legge:

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Il lancio di SUSTAINABILITY vuole offrire il primo momento di aggregazione per avviare i lavori della community italiana con cui ci confronteremo durante il 2009 per lo sviluppo dell’iniziativa. Illustra già oggi i temi che vorremo approfondire con Voi a valle di questa prima esperienza e consentirà di raccogliere spunti e di avviare un dialogo per lavorare su un format di successo. A valle dell’Anteprima di SUSTAINABILITY verrà creato l’Advisory Board 2009 di SUSTAINABILITY, cui verrà dato il ruolo ufficiale di orientare le scelte degli organizzatori.
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Vi segnalo tutto ciò perché è una prima volta assoluta in cui emerge l’evoluzione del cittadino al ruolo che altro ve chiameremmo di CONSUM-AUTORE. Si tratta di una opportunità per raccontare il “mondo” dal punto di vista di Digital-Natives e fare -se possibile- un contraddittorio con chi ragiona ancora in ottica broadcast. E non parlo di média, ma di Utilities, Energy Companies, etc.

L’appuntamento è la mattina del 20, durante la sessione dal titolo: Il cittadino, da consumatore a utilizzatore

Relatori della sessione:
Andrea Gaggioli (ProRinnovabili, UniCatt)
• Leandro Agrò (CEO - WideTag)

nota: Andrea si è da tempo guadagnato la mia stima. Aldilà delle cose che scrive sul blog, vi segnalo le sue due IDEE più rencenti:
1. Questo lavoro sulla Ecologia partecipativa
2. Il progetto Opengenius


Info Ufficiali

ANTEPRIMA SUSTAINABILITY A QUID 2008 - 19 e 20 novembre 2008
SUSTAINABILITY, la nuova iniziativa che nasce in occasione della seconda edizione di QUID, verrà lanciata il 20 novembre e sarà dedicata ai temi della sostenibilità. “Abbiamo scelto QUID come incubatore di SUSTAINABILITY, la nuova iniziativa sulla sostenibilità che l’anno prossimo verrà allargata anche al pubblico internazionale del nostro evento.” Spiega Federico Faleschini, Direttore Evento e Managing Director di Wise media S.p.A. “Quest’anno la conferenza è in lingua italiana e l’area demo è ubicata in seno alla Hall che alberga gli espositori che si rivolgono al pubblico nazionale. L’ambizione per l’anno prossimo è di dare all’iniziativa anche una conferenza dedicata in lingua inglese”.

Sensoristica, identificazione e comunicazione sono al cuore di processi innovativi che consentono di mettere in atto le forme di controllo necessarie a rendere realmente efficaci le politiche di sostenibilità promosse dai governi e applicate sia in ambito privato che in quello business.

SOLUZIONI IT A SUPPORTO DELLA SOSTENIBILITA’
Il problema della sostenibilità grava collettivamente su governi, aziende e cittadini. Siamo tutti informati, siamo tutti sensibili al tema, abbiamo compreso le logiche di massima e le strategie che potrebbero permettere uno sviluppo sostenibile della nostra società. Lavorare per la sostenibiltà significa agire con obiettivi chiari: contenimento del dispendio energetico, riduzione dell’inquinamento, gestione rifiuti, utilizzo di nuove fonti di energia pulita e avviamento di circoli virtuosi basati sul riciclo. Occorre tuttavia che ogni singolo sforzo sia tracciabile, quantificabile nonché parte di un processo che lo valorizzi. Il mondo dell’IT fornisce strumenti avanzati per sviluppare l’infrastruttura necessaria, come anche per misurare il contributo di aziende e cittadini al programma collettivo a favore della sostenibilità: strumenti per realizzare i progetti e per garantire la necessaria accountability.

CONFERENZA DI LANCIO
Il 20 novembre l’iniziativa SUSTAINABILITY vedrà l’intervento di relatori quali Prof. Carlo Maria Medaglia, Università di Roma “Sapienza”; Eugenio Bora, Consulente - Conai; Ing. Angelo Teli, Direttore Generale – Consorzio EcoR’it; Leandro Agrò, CEO – WideTag, Inc; Andrea Gaggioli, Ricercatore; Ing. Armando Zecchi, Direttore Generale – Tecnoservizi; Gokhan Baykam, Amministratore Delegato – Relight; Vincenzo Giannattasio, Energetiqa.

L’accesso all’area demo di Sustainability e all’area espositiva di QUID 2008 è gratuita previa registrazione sul sito: http://www.qu-id.it/esposizione/preregistrazione.htm

L’indirizzo del Centro Congressi:
Centro Congressi Milanofiori
Strada 1A, Milanofiori
20090 Assago (Milano) ITALY