PRESS
In oltre 12 anni di lavoro, è capitato diverse volte che il mio nome finisse sui giornali. Con un pò di calma dovrei riuscire a raccogliere qui alcuni degli articoli più significativi, pubblicati da riviste, quotidiani e magazine online. Non intendo usare un ordine cronologico rigoroso, ma ordinarli per macroargomenti. Un pò come la bacheca dei ricordi, magari lasciando anche un pà di posto per le cose che devono ancora accadere.
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Interviste a Leeander
Sept/Oct, 2007 - Communication Arts è una rivista Californiana che -personalmente- considero La Bibbia della grafica. Durante il mio speech al BayCHI a SunnyValle ho incontrato Sam McMillan giornalista che si occupa di Emerging Media.
E’ nato così un articolo davvero incisivo (4 pagine a colori sull’Interactive Annual di Communication Arts non sono una sciocchezza) dove si parla di SecondLife, della Electric Sheep, ma anche della mia visione sull’Embodiment (cornice culturale a cui tengo molto), e degli italianissimi K-humans.
Personalmente considero questo articolo un grande successo per tutti gli attori coinvolti. Una volta tanto, abbiamo giocato in SerieA.
- il link alla versione online di Communication Arts
- le pagine dell’articolo (via Flickr)
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Agosto, 2007. Una bellissima intervista che 7th Floor mi ha dedicato, riempiendo quattro pagine di un suo numero. Il “bellissima” è derivante dal fatto che -una volta tanto- ho potuto davvero parlare delle cose che mi interessano. Niente è stato fuorviato e -grazie anche alla impaginazione grafica della rivista- è venuto fuori un gran bel lavoro. - La versione completa è stata pubblicata online.
- il PDF scaricabile dell’intera rivista (7,3Mb)
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Marzo 2007, lunga intervista a cavallo tra interfacce del futuro e massimi sistemi. Lanciata da IGN-ADNkronos con il titolo “Interfacce Umane per dialogare con la tecnologia” è stata ripresa da varie testate online.
Di cosa ho parlato? beh, del periodo di crescita del numero e della qualità delle interfacce con cui avremo a che fare (una sorta di biodiversità) nonché di soluzioni che consentono alle persone di dialogare più efficacemente con gli oggetti.
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Assistenti Virtuali
Dicembre, 2007 - Una bella foto del team con cui lavoro al progetto K-Humans, campeggia sulle pagine di Nova (Sole24Ore). L’articolo -nella sezione PMI Tech- porta la firma di Emil Abirashid ed ha un titolo seducente: Una VAMP con anima e cervello.
Beh, “anima” qui è inteso come “carattere e comportamenti” e non in senso religioso…
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Ottobre, 2007. Clamoroso articolo su l’ESPRESSO che -in tre pagine piene di foto- parla in tono divulgativo degli assistenti virtuali. In alcuni momenti sembra quasi una intervista doppia tra me -che lavoro in Kallideas spa- e Umberto Basso, di H-care. In pratica, due competitor. O -almeno- così il mercato percepisce i due DIVERSI prodotti.
Agosto, 2007 - Il lavoro di Gabi, assistente virtuale assunta da Gabetti, mi è valsa questa intervista su IL MONDO. Nell’articolo, in fondo, si dice ben poco di davvero interessante, ma è stato divertente leggerla mentre ero in vacanza (agosto), trovando per caso la rivista sul tavolo di un nostro parente e vicino di casa.
Settembre, 2007. K-Humans first magazine cover! ADV, Strategie di Comunicazione is a 50years old business magazine for ADV community that focused the whole september issue on CRM. Agostino Bertoldi VP Genesys (world’s leader sw provider in CRM) and myself were protagonist of an effective interview, meanwhile our k-humans were used in about ten pages!
Maggio, 2007. Una intervista a me e Giorgio Manfredi (Presidente, Kallideas spa) dove diamo -in anteprima a 7th Floor- delle informazioni sui nostri K-humans. Bisogna partire dal concetto di “embodiment” sviluppato da Paul Dourish, una mente molto fine, esso è la riduzione della distanza tra bit e atomi, dove i bit sarebbero le macchine e gli atomi le persone. Noi, come dice Bruce Sterling, viviamo già in un ecosistema misto dove uomini e macchine ne sono parte integrante e di questo dobbiamo prenderne atto perchè comporta che molte volte ci troviamo ad avere un dialogo con oggetti o con altre persone ma attraverso oggetti.
- L’articolo è disposnibile online
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Parlando di SecondLife
Luglio, 2007 - Un vistoso articolo su Corriere Economia, pubblica la foto di leeander appena sotto quella del fondatore di SecondLife, nonché accanto ai volti di Steve Jobs e Jeff Bezof. L’articolo contiene alcuni altrettanto vistosi strafalcioni, ma è di grande impatto.
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Febbraio, 2007 - Un articolo parla di me ed Aaron (Babele) e del nostro talk all’Hacker Corner di Shake. Pirati Creativi, Mondi Virtuali e varie superficialità sono finite in pasto al lettore del Corriere della Sera, nelle pagine dedicate a Milano. …che dire… con articoli così è già tanto se la gente non si faccia prendere dal panico. Fortuna che io ho una copia della Guida Galattica.
Luglio, 2007. Stavolta si parte da un articolo che ho scritto io per la carta stampata (il periodico LINK), ma c’è molto di più che un articolo su SecondLife. Qui è emerso un vero dibattito tra bloggers e giornlisti tradizionali in merito ai Creative Commons nonché ai pregiudizi da sfatare. Ma c’è dentro anche la mia posizione sulla TV, ovvero in breve: “Io NON vedo la TV. Semmai seguo dei programmi. La Rete che li trasmette non influenza in alcun modo la percezione che ho io del prodotto televisivo. L’editore è un media trasparente quanto un cavo di rete.“. Leggi il resto qui su leeander.
Maggio, 2007. Questo altro articolo de La Repubblica lo metto in elenco non per gloriarmi di essere “citato”, bensì perchè rappresenta un livello di rara cialtroneria da parte del giornalista che ha estorto e poi reso fuorvianti le parole mie e di altri intervistati. L’autore del pezzo voleva dimostrare che SL è oramai corrosa dalla malavita, io mi sono limitato a dire che la malavita in SL non ha ancora un business model vantaggioso -ovvero a fare danno ci perdi dei soldi- e che -comunque- spesso basta un click per bannare (mandare via a vita) un altro user dai tuoi possedimenti virtuali. Ovviamente il “giornalista” ha comunque scritto il suo pezzullo. Lui -in questa storia- è l’unico ad aver fatto dei danni REALI. Quelli che il suo “modo di interpretare la verità” ha comportato ai lettori, ai suoi colleghi giornalisti -la cui credibilità è in caduta libera-, all’Editore stesso, nonché al nome di coloro che sono stati coinvolti nell’intervista.
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Frontiers of Interaction
Giugno, 2007. Ok non è un giornale o un magazine online vero e proprio… Ma quando altro mi capita di stare in home page al sito di un Dipartimento super-cool della californiana Stanford University. E poi, al contrario di tanti casi di giornalismo “divulgativo”, questi qui hanno scritto tutte cose sensate, corrette, puntuali. Anche questo, è raro.
Maggio, 2006 - L’ESPRESSO ha dedicato un articolo di quattro pagine con foto molto belle, a Frontiers of Interaction II (anno 2006). Questa edizione della più nota confernza italiana sul tema del design dell’interazione, ha avuto come keynote speaker Pabini Gabriel Petit (intervistata anche da IlSole24Ore Nova e da alcuni bloggers).
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Web2, Embodiment & altri spunti culturali
Genn 2008 - Ed eccomi anche su il Manifesto, dove un bell’articolo di Eva Perasso riprende una mia frase postata su Leeander.com, ovvero:”Non si tratta più di progettare un gadget isolato, bensì di conquistare interi contesti d’uso. Emulando la magia.” - citandomi come “uno dei più noti Interaction Designer Italiani“. vabbhuo’… :)
Di questo articolo mi sono piaciute parecchi dei riferimenti contenuti, ivi compreso il concetto di “Guerra dei bottoni” che fa immediatamente apparire davvero vecchia e superata quell’era analogica. C’è poi la chicca della presenza del mio socio in SrLabs, ovvero Paolo Invernizzi che ha l’occasione di parlare delle nostre interfacce handless (basate soltanto sullo sguardo) e dell’Italia come Paese all’avanguaria (grazie ad SrLabs) nel supporto (parliamo di comunicazione e interazione con gli altri e non di cure) dei malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica.
- l’articolo è interamente disponibile online su VisionPost
Maggio, 2007 - Macchine Virtuali dal volto Umano. Un intervista che risale a Maggio07 quando Arianna D’Agnino -che aveva visto la Conferenza Frontiers of Interaction- si interessò ai “miei” K-Humans per conto di Nova24.
Il supplemento de IlSole24Ore è tornato a più riprese ad occuparsi di Assistenti Virtuali, ma non sempre con grande efficacia comunicativa.
Questa pagina è stata stampa sullo Speccho de LaStampa di Torino. La cosa divertente è che l’ho saputo parecchie settimane dopo da amici che avevano riconosciuto il mio “avatar”. Ebbene, personalmente non ricordo di aver fatto nulla per avere questo articolo, quindi -il mio avatar- deve aver fatto tutto sa solo. :)
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Eye-Tracking (SrLabs)
Sono stati pubblicati molti articoli che parlano della rivoluzionaria SrLabs e dei suoi computer controllati con gli occhi ma -incredibilemente- la cosa non ha avuto grande impatto sull’immaginario collettivo. Evidentemente la tecnologia di BladeRunner che aiuta i disabili e ci proietta in un mondo alla StarTrek non è abbastanza. Qui, l’Espresso, dedica tre pagine a colori alla faccenda, ma il tutto prende una connotazione quasi “militare”, mentre le tecnologie che usavamo (2003/2005) erano sì di derivazione militare, ma -nei nostri prodotti- erano quanto di più “civile” potesse esserci. Insomma, anche Internet è di derivazione militare…
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- l’articolo è disponibile anche online
Ai tempi della New Economy
Siamo nel 2000 ed il mondo appartiene agli imprenditori della New Economy. Tra i mille articoli -comprese anche un paio di testate straniere- che parlano della Altopriflo SpA, io rimarrò sempre legato a questo primo grido di notorietà. Le pagine erano quelle di JACK -e non potevamo essere più mass market- e le foto -con l’amico fraterno Giuseppe- sono davvero cool. Altri tempi.
Oltre un anno dopo JACK molta acqua era passata sotto al ponte e Il Mondo pubblica questo articolo dove spiega -superficialmente- il business model di Altoprofilo. Noi la chiamavamo la “User Experience Company”, posizionandoci almeno un paio di anni avanti al linguaggio che il mercato avrebbe adoperato, mentre il giornale preferì parlare di siti di seconda generazione. Beh, il concetto comunque era:”passiamo dall’uso amatorial-artigianale della Rete, a business e tecnologie più consolidate e credibili”. Di fatto, Altoprofilo era una società di consulenza centrata su Internet. Come dire, quello che altre (Accenture?) sarebbero state anni dopo. …Basti pensare che quasi un terzo dei circa 90 dipendenti di Altoprofilo provenivano da società di consulenza di direzione…
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Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
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