iPhone4: La videochiamata, (torna) dieci anni dopo
Dieci anni fa, nella primavera del 2000, non soltanto eravamo nel pieno REGNO DEL WEB, ma anche nel momento della emersione della tecnologia UMTS.
Mi ricordo abbastanza bene sia di qualche aneddoto che ha preceduto l’arrivo vero e proprio dei “nuovi” cellulari… come quella telefonata con un amico che progettava le reti 3G a cui chiesi: ma quanto sono grandi questi nuovi telefoni? E lui risposte:”ad oggi è un furgone con sopra un paio di PC desktop e qualche antenna”. …che anche il momento in cui le licenze UMTS erano già state assegnate.
Ricordo di avere incontrato molte volte la gente di quella che -allora- si chiamava ANDALA, oggi H3G, che -di questa rivoluzione del video- era lacapofila.
In quei giorni ero a capo della Altoprofilo SpA ed H3G/ANDALA aveva indetto una gara tra le “web agencies” per trovare il proprio fornitore. …il bello era che NON ESISTEVANO ANCORA i terminali UMTS, e quindi bisognava immaginarseli. Indovinare le specifiche, pensarne le forme, immaginarne le reali performances e quindi costruirne servizi ed interfacce.
Era una sfida fantastica e noi -armati di un taccuino COMPAQ che tutto era tranne un telefono- costruimmo un videoscenario centrato sulla videochiamata. Non si vedeva un solo bit di servizio o un solo pixel di interfaccia, ma trasmetteva l’emozione giusta, e fu un grande successo.
Quando arrivarono i “videofonini” tutti videro subito che si trattava di enormi mattoni di plastica, ma l’entusiasmo -per un po’- resto alto.
Due anni dopo, la nostra esperienza di utenti dell’UMTS era ancora davvero poco cosa. I telefoni dei veri trasportabili che finivano troppo facilmente in aree non coperte.
La videochiamata restava assolutamente costosa, emotivamente poco efficace, scomoda ergonomicamente. Insomma, un disastro.
Così, nel 2002 scrissi per idearium.ORG un articolo dal titolo “Nel nostro futuro la video-comunicazione è obbligatoria. FALLIRA?“, di cui qui vorrei riprendere qualche stralcio.
Perché era obbligatoria la videochiamata? …pensavo fosse ovvio.
Tutti gli stereotopi di futuro che ci sono stati mostrati comprendono la videocomunicazione. E’ come chiedere
il perchè delle macchine volanti!
Ma la realtà che stavamo vivendo nel 2002, era ben diversa, ovvero la videochiamata un vero fallimento. Un fallimento così grande che -in fin dei conti- fu persino silenzioso. Della “videochiamata” da cellulare, oggi NON SENTIAMO PIU’ PARLARE DA ANNI.
D’altro canto, chi conosce un pò di storia della tecnologia potrà subito citare anche vari altri fallimenti del videotelefono.
Pensate, il primo videotelefono della storia è datato 1964 (la AT&T lo presentò alla Fiera Internazionale di New York) e -nella fiction fatascientifica- i videotelefoni esistono dal 1914 (Tom Swift and his photophone).
Nell’articolo io feci un discorso del tipo: l’sms è un media blando che consente anche a degli estranei di entrare in punta di piedi nella vostra vita, mentre la videochiamata è fortissima e può andare bene quando si vuole davvero condividere un luogo, un momento, una emozione.
C’era spazio per tutti, quindi viva anche la videochiamata che -però- ci avrebbe messo più tempo a guadagnarsi il suo spazio.
Nell’articolo scrissi:
Forse l’innovatore della videochiamata sarà una ragazzina del liceo, che per far vedere la propria stanza a qualcuno che non ha mai invitato in casa lo videochiamerà , scatendando l’abitudine ad essere introdotti in casa soltanto dopo una interazione più debole, come una videochiamata che ti renda familiare quell’ambiente.
oppure
Forse l’innovatore sarà un regista di 14 anni che, per creare delle live-fiction che esiste giusto perchè raccontate in tempo reale ad un pubblico composto da una sola persona (quella raggiunta dalla sua videochiamata), improvviserà una videochiamata PULP o fingerà di trovarsi in capo al mondo stando davanti ad un poster.
Ebbene, è andata esattamente così!
Peccato che non abbiano usato ne la video chiamata, ne un telefono cellualre, bensi YOUTUBE!
Abbiamo dovuto attendere che fosse la VIDEOCONFERENZA via PC e i Network Sociali sulla Rete a renderci più capaci di comunicare in remoto in modo -talvolta- anche emotivamente connotato.
Ma adesso, FORSE, siamo davvero pronti. Adesso, quel genio di Steve Jobs e che meglio di ogni altro essere umano capisce QUANDO è il momento di una tecnologia, ci ha portato FaceTime. Dieci anni dopo.
Come nel mio vecchio articolo del 2002, chiudo con una curiosità. l’hard-WIRED “Reality Check“, libricino colorato che nel 1997 provava ad indovinare esattamente in quale anno sarebbe stata disponibile una certa tecnologia, cita i “videotelefonini universali”. In che anno hanno previsto i videotelefoni? Nel 2003 ovviamente!
Cosa ne penso oggi?
In un mondo occidentale che invecchia, la videochiamata funzionerà davvero solo quando sapranno usarla anche i nonni. E’ una questione più di device e di interfacce (o di interaction design si sarebbe detto una volta) che non tecnologica.
Oppure, volendo ammodernare i termini, è una questione di “Internet degli Oggetti”.
Personalmente, da tempo, penso di avere le idee giuste in testa… ma quale Telco le ascolterà e/o andrà in quella direzione?
Non certo chi si è perso, per dieci anni di fila, la connessione tra DEVICE e SERVIZIO, in chi si è perso la CENTRALITA’ DEL SOFTWARE, ed è rimasto ad un modo wireless di trasportare voce e dati. Un tubo che, per mere ragioni TECNICHE e solo in alcune aree è diventato invisibile, ma che CULTURALMENTE -nella testa dei più- è rimasto SOLO UN TUBO.












Sulla base di questa consapevolezza, Frontiers non ha cercato il Ministro A o B dal nome più meno roboante, bensì il Ministro con la delega per l’innovazione. Questa delega è già in corso da due anni ed altri ne ha dinanzi, volenti o nolenti condiziona la nostra esistenza e -nostro tramite- quella di tutti. 




