Oct 23 2008
“Get Real or Go Home”: Sequoia, i VC e la gestione del panico
Qualche settimana fa, mi è capitata sotto gli occhi questo articolo di TechCrunch: Sequoia Capital’s 56 Slide Presentation Of Doom.
Sequoia Venture Capital Warning to CEOs - Get more Business Plans
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Douglas Leone, uomo dall’esperienza infinita, di antica radice italiana e VP di Sequoia Capital, ammonisce le aziende in cerca di VC sulla necessità di tornare alle basi. Si tratta di consigli “semplici”, come ad esempio: DEVE esserci un PRODOTTO, con un chiaro business model e dei CLIENTI che possano PAGARE. Ma ammonisce anche il mercato in generale, indicando dei cambiamenti necessari che consentiranno di sopravvivere soltanto ai più veloci. E -sempre secondo Sequoia- persino nomi come CISCO, AMAZON, YAHOO e ADOBE, non sono veloci abbastanza.
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Beh, è giusto così. Con quello che sta succedendo in borsa, non c’è certo da attendersi che TUTTI gli investitori siano con il portafoglio aperto e grondante di contanti, ma va detto che Sequoia -in genere- si occupa di grandi deal (di solito niente startup in cerca di seed) e che questa visione realistica della crisi diventa -forse- persino un pelo pessimistica.
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Di certo anche qualche altra valutazione può essere fatta.
Ad esempio, a metà tra ilarità e ragionamento cinicamente serio, oggi ho sentito il seguente commento:”Il primo punto è: tu VC o fondo, dove tieni il denaro che devi ancora investire? Perché se la risposta è in Banca… oggi come oggi… mi viene il panico solo a pensarci“.
E già. Non soltanto i conti corrente sono poco redditizzi, ma non sai se la tua Banca ci sarà anche domani!!!
Adesso sto estremizzando, ok, ma c’è almeno una altra valutazione che val la pena di fare: Chiunque abbia denaro da investire ai livelli di Sequoia, non può semplicemente SMETTERE di farlo. E’ il loro mestiere e grandi deal avvengono ogni giorno (DealPedia). Certo potrebbero attendere ma… in attesa di cosa esattamente? Una startup NON soltanto non è in balia della borsa, ma ANZI può approfittare del momento per prendere talenti ed asset a prezzi stracciati..
Quindi, se da un lato il messaggio di concretezza di Sequoia è estremamente adeguato ai tempi, dall’altro, questo è il momento dei SALDI.
Ed infatti, alla fine anche Leone indica che esiste una “soluzione”. Basta andare alla slide 52! (per un attimo ho pensato fosse: 42) La soluzione è: diventare al più presto possibile cash positive e restaci, risparmiando ogni centesimo.
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Vien da dire che aziende così virtuose sono rare e quelle poche -in fin dei conti- forse possono anche fare a meno dei VC…
Ma di contro, quello che penso io, è che proprio gente grande come Sequoia o Kleiner più di altri, subiranno forti pressioni politiche per continuare ad investire tanto. Soprattutto in una fase di crisi di liquidità delle Banche come questa.
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Chi facesse pressioni su di loro, lo farebbe persino “a fin di bene”. Infatti, ammesso e non concesso che le banche avessero liquidità e voglia di farla circolare, questa NON sarà sufficiente per tutte le aziende che ne necessitano. E non voglio neanche pensare ai sistemi di valutazione (direi sperequazione) che le banche potrebbero mettere in campo. Invece, se c’è una cosa che i VC in generale fanno ogni giorno, questa è SCEGLIERE.

E non importa se non tutte le scelte saranno quelle giuste. Almeno però saranno dettate da metodo ed esperienza e non da improvvisazione o rotazione casuale.
Certo, a meno che anche tra i VC non sia scattato il metodo Pelin. Ovvero il modo umorale, istintivo e pericolosissimo, con cui il candidato alla Presidenza degli Stati Uniti che spero perderà, ha scelto la sua vice.
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Beh, per fortuna, anche i VCs hanno i loro rating!
Amen.
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ps. Se non avete cliccato i link di questo post… beh, dateci un occhio, sono tosti.




Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
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