Oct 08 2008
In 40 anni, almeno una cosa buona…
Oggi compio quaranta anni e NON avevo certo pensato che lo avrei bloggato (mai parlato del privato sul web). Proprio oggi però, praticamente su tutti i TG della sera (Rai, Mediaset, Sky) ho visto le immagini di un grande Stefano Borgonovo -affetto da SLA- ed ugualmente capace di radunare due dozzine di campionissimi ed il popolo del calcio. Non voglio star qui a raccontare perché e per come, ma -in un giorno “milestone” per me- non ho potuto far altro che pensare che -anche senza i billion dollars di Youtube o Flickr- si può essere soddisfatti del proprio lavoro.
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SI, qualcosa di buono ho avuto l’opportunità e la fortuna di farlo. E oggi NON mi viene in mente il sito web2, il prototipo avveneristico, la community tenuta in piedi dal 2000, o l’ultima conferenza organizzata, il team di talenti creato o chissà cos’altro mi sia capitato di fare in quasi 15anni: oggi penso solo che Borgonovo ha potuto dire la sua perché -già dal 2004- abbiamo lavorato duramente e bene alla tecnologia che lo assiste. E credo sia una cosa buona.
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Adesso spero che Stefano Borgonovo possa lanciare altissimo un urlo che frantumi il silenzio che c’è attorno alla SLA e consenta alla ricerca di accelerare e sconfiggere la malattia, così come ai produttori di ausili per disabili e tecnologie correlate, di poter migliorare gli strumenti ogni giorno di più. In fin dei conti, fatto il core e le tecniche di interazione di base di iAble- alla fine anche io sono andato a fare altro. C’è invece chi lavora ogni giorno con l’obiettivo di perfezionare ogni dettaglio di quel sistema e -specialmente a loro- che vanno di rado sotto ai riflettori e NON diventeranno mai Facebook, al loro debugging quotidiano, alla loro icona “un filino più grande”, va il mio massimo rispetto.
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FIRENZE, 8 ottobre - “Penso che insieme abbiamo fatto nascere qualcosa che distruggerà la stronza”. - Stefano Borgonovo

“La sclerosi laterale amiotrofica - ha affermato Luca Coscioni - è una malattia che toglie la quasi totalità di movimento. Il pensiero corre ma nessuna capacità motoria riesce a stargli dietro per esprimerlo. La tecnologia oggi può restituire la parola a persone che sono schiacciate da malattie dure come macigni. Le istituzioni, questa è la mia battaglia, devono corrispondere a questo bisogno di parola, a questa libertà, e ringrazio i ricercatori e la società che hanno sviluppato questo nuovo metodo di scrittura con gli occhi, nell’auspicio che una sempre maggiore conoscenza in questo campo possa restituire voce, diritto e speranza a tutti quei malati che ne hanno un vitale bisogno.”
Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
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