Leeander.com

What I do: UX + Management

Awarded the Apple Design Project in 1997, Leandro has played a key role in a wide array of impactful digital projects.
His work has been recognized by numerous organizations, such as:

  • Venice Biennale of Architecture: “2050 Visionary” (2010)
  • Association for Industrial Design: Compasso D’Oro finalist (2010)
  • New York Times: Top10 Internet of Things Products (2009)
  • WIRED: Nominated ItAliens, 12 best italian innovators (2009)

Facebook è… una Minaccia!

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Se vi aspettate il “solito” articolo detrattivo nei confronti di Facebook, beh, questo forse è persino un opposto.
Il punto non è infatti la tutela della privacy degli utenti, il sospetto complottista che dietro facebook ci siano le agenzie di spionaggio o chissà quale altra roba.

Il punto è che stamani ho vissuto una esperienza in cui FACEBOOK è stato una UTILE MINACCIA.

Vedete quest’uomo?
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Questo signore regala alla città di Milano una merda al mattino. Ogni giorno. Puntuale. Lo vedo da almeno tre anni, ed avrà quindi già regalato alla città almeno mille merde.

(mi spiace il termine, ma questo è)

Chiamasi passeggiata mattutina per far fare i bisogni al cane. Cosa favolosa sinché -appunto- quando i cane ha prodotto, non ci si deve chinare e ripulire la strada. Allora, il signore in questione, usa una scusa con se stesso: “…ero al telefono…” ed ovviamente lo è sempre. Durante l’intera passeggiata.

Io lo vedo quasi ogni mattina e NON l’ho mai visto senza telefono.
Ho visto il suo cane produrre in molteplici occasioni, e nessuno ha mai ripulito.

Di solito lo vedo mentre tengo per mano mia figlia che -soprattutto d’estate- porta scarpe aperte e -comunque sia- si abitua all’idea che in strada si debba continuamente guardare in terra per evitar le cacche.

Stamane però è successo qualcosa di diverso.
Stamane è partita la foto e -sempre mentre lui era sl telefono- si è sentito dire:

Caro signore, io la vedo ogni mattina. Lei, il suo cane, il suo stare al telefono, il suo non raccogliere la cacca. Oggi però con questo mio telefono ho scattato foto sue e del suo cane. Quindi adesso torni indietro e ripulisca la strada, in modo che mia figlia non debba camminare sulle sue cacche. La consiglio vivamente di farlo, oppure mi sentirò autorizzato a postare questa sua foto su facebook. Avrò cura che la sua faccia si veda bene, che il suo percorso mattutino sia chiaro ed evidente. Questo basterà perché qualcuno su Facebook la riconosca e ci aggiunga sopra il nome! Il resto può immaginarlo da se.

E’ stata la MINACCIA di FACEBOOK e non -chessò- l’idea di portare le foto ai VIGILI URBANI a convincere l’uomo che -anzichè mandarmi a quel paese- era meglio tornare indietro a ripulire… tra l’altro io una sua foto riconoscibile non l’ho mai avuta. Ho solo quella postata qui sopra.

E adesso, dopo esserci occupati di quest’uomo spandi-merde, rinfranchiamoci lo spirito con qualcosa di divertente.


E’ strano come alcune persone possano sentirsi minacciate da talune tecnologie. Strano ed un po’ assurdo il comportamento che queste provocano.

Mi viene in mente quella volta che nel 1997, con tanto di richiesta della Domus Academy controfirmata dalla biblioteca che stavamo visitando, stavo studiando gli spazi della biblioteca e facendo qualche scatto (rigorosamente senza flash e in stanze vuote). Uno dei sorveglianti si avvicinò e mi disse perentorio:”le foto qui son vietate!

Ed io, di rimbalzo, anziché tirar fuori il permesso che -a dire il vero- non citava esplicitamente alcuna foto, risposi con convinzione:”ah, ma questa è una macchina fotografica digitale!!!” E lui… “ah beh allora…

amen.

ps. Se non state ridendo è perchè siete troppo giovani per sapere quanto esotica fosse una fotocamera digitale nel 1997. :D

Widenoise in bella mostra (in attesa della 3.0)

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Con la stupenda compagnia del progetto THE ITALIAN MOOD del CATTID, il nostro WIDENOISE campeggia nella prima pagina dei progetti (pag 51) del catalogo QUI SI RIFA’ L’ITALIA, con cui WIRED ha festeggiato i 150 anni dell’Unità d’Italia a Torino (Mostra Stazione Futuro).

Aver ricevuto stamani la copia del catalogo, mi ha fatto cominciar bene la settimana. :)
Tra l’altro, proprio mentre lavoriamo alla 3.0… con nuovi alleati importanti ed un progetto open… Spero di poterne parlare presto!

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ps. Adesso, c’è solo da vedere se dopo l’addio alla Luna, Wired saprà darsi nuovi e ancora più ambiziosi obiettivi.

Il diritto a UI migliori & l’estinzione

Stamani mi è arrivato un sollecito di pagamento (30€ scarsi) per una serie di domini internet di cui il provider in questione ha la gestione del DNS.

Il sistema di pagamento è notifica è cervellotico. Non esiste un sistema automatico di rinnovo. Una volta loggato al loro sito, in amministrazione NON esiste un unico punto dove c’è scritto il saldo e puoi pagare. Devi fare browsing tra i numeri di codice dei contratti (non è indicato il sito di riferimento), verificare quali siano in scadenza, calcolarti il saldo, andare in una altra finestra per effettuare il pagamento.

Dovrei fermarmi a lungo solo per capire che diavolo vogliano e perché e non ho tempo di farlo subito per cui… nel frattempo, l’azienda, continua a mandare email pseudo automatiche per avvisi, solleciti, etc. Il tutto -immagino- con un costo di gestione che è facilmente superiore al costo della transazione.

Personalmente, ho molto rispetto del mio tempo e molta considerazione dei miei DIRITTI di UTENTE, ma so anche di aver sottoscritto un contratto con loro, per cui, mi metto di buona lena a cercare di risolvere la questione.

Peccato che 30min NON mi siano stati sufficienti ad orientarmi nel loro cervellotico sistema (giuro che se trovo chi lo ha fatto organizzo un intero spettacolo pubblico basato sul prendere per il culo le scelte assurde poste in opera) quindi ho deciso di rinunciare ed ho inviato alla loro amministrazione questa email:

spiacente, non vi pago perché il vostro sistema di pagamento è pietoso e mi richiede troppo del mio tempo per capire cosa volete.. D’altro canto, il sistema ed il costo dei vostri maldestri tentativi di recupero dei pagamenti è altrettanto fallimentare.

Passate ad un sistema di rinnovo automatico, o fate interfacce migliori o estinguetevi per il bene dei vostri clienti.

Se volete posso consigliarvi qualcuno bravo per la riprogettazione di questo disastro. Chissà, forse, può ancora salvare il vostro posto di lavoro.

Se, come avete minacciato nel sollecito volete chiudere dei miei siti, fate pure come vi pare, ma -se non migliorate in fretta- alla fine vi resterà da chiudere solo la vostra azienda.

Saluti
leeander

Questa mia “micro-arrabiatura” non è solo per l’inadeguatezza del sistema con cui ho avito a che fare (persino peggiore delle macchinette dell’ATM, del blackberry e di Lotus Notes), ma vuole essere qualcosa di più. Personalmente credo che:

  • Nessuno dovrebbe sentirti abilitato a parlare di crisi se non si fa nulla per innovare, sedurre, sempliificare. La perdita di competitvità, di clienti, la crisi economica e la perdita di posti di lavoro NON sono figlie del caso, ma -soprattutto in un paese come questo- sono spesso causate da semplice inedia (ancor prima dell’incompetenza).

  • In un mondo così altamente digitalizzato, credo che gli utenti abbiano diritto a protestare verso l’inefficienza dei sistemi digitali a loro propinati almeno quanto abbiano diritto di protestare per una fila troppo lunga all’ufficio postale o altre inefficienze simili

Adesso esagero un po’ ma voglio essere stra-chiaro:
Credo che se applicassimo i concetti di violenza psicologica alle UI, una serie di ben note companies internazionali potrebbero essere accusate di crimini contro (l’intelligenza) dell’umanità :D , con anche devastanti conseguenza economiche. Misurate l’efficenza di gmail vs. lotus notes, considerate quanta gente è COSTRETTA ad usare Notes e ditemi: chi paga questo conto?

nota: lo so che molti usano notes senza alcun problema. L’essere umano è sopravvissuto sino ad adesso proprio grazie alla sua adattabilità. In ogni caso, mi guarderei bene dal far progettare il nostro futuro a chi ha realizzato quel sistema così come da chi non ne comprende il limite e vi si adatta TROPPO supinamente.

Consumatori, lavoratori, utenti che siate, considerate il vostro DIRITTO ad avere UI MIGLIORI. E se la vostra azienda NON le sta adottando, PRETENDETELE ADESSO, o poi non lamentatevi della crisi.

Per capire quanto questa cosa sia urgente ed economicamente rilevante, vi voglio dare questa big picture:

Per oltre 25 anni, l’uomo e l’azienda che hanno spiegato al mondo come si fanno i soldi è stata MICROSOFT, ovvero il regno del good enough. Da quasi dieci anni a questa parte, l’uomo e l’azienda che spiegano al mondo come si fanno i soldi è APPLE. E non c’è spazio per le brutture e l’offesa continua dei propri clienti.

Quando sentite nei corridoi frasi come:”Il “nemico” globale è la Cina” o robe simili, pensate al vantaggio competitivo inespresso che avete in ambito digitale e chiedetevi: cosa sta veramente facendo la vostra azienda per diventare una numero uno digitale?

Frontiers 2011 - workshops
L’immagine qui sopra è quella di Luke Williams a Foi11. Buona parte dell’umanità è oggi ad uno stadio della sua evoluzione per cui è da considerare non più circoscrivibile nei modelli industriali o post-industriali. Abbiamo ampiamente cominciato ad essere protagonisti, inseguire la autoespressione ed il “bello” in senso lato. E se non l’avete capito: siete estinti.

Servizi, Salute, Scuola, NON POSSONO più attendere che la qualità delle proprie estensioni digitali passi da politici ignoranti, manager inadeguati, provider stolti, fornitori di servizi di bassa qualità. Il digitale influenza profondamente la nostra società in ogni luogo e bisogna pretendere dei RISULTATI MIGLIORI. Adesso!

infine, un messaggio per il mio provider: NON SONO ANCORA ARRABBIATO, se no vi avri vcitato esplicitamente con tanto di screenshot del vostro ridicolo sistema. …ma posso diventarlo.

#foi11: Leeander’s Recap

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Non mi era mai stato difficile fare un recap dell’evento Frontiers prima di quest’anno. Stavolta lo è.
Abbiamo speso e ricevuto tutti tantissimo e -per un paio di giorni- abbiamo vissuto sull’onda emotiva dell’evento. Chi non c’era -come già accaduto in passato- penserà che io (noi) sono uno stolto e che -in fondo- sto solo parlando di una conferenza. Chi c’era, sa qual’è la differenza.

Il mio recap potrebbe finire qui, parlando dell’energia, dell’emozione, della CERTEZZA che -almeno per due giorni- non siamo stati indietro a nessuno. Lo ha detto anche l’ottimo Fabrizio Capobianco, veterano della Silicon Valley:

I was invited to attend the Frontiers of Interaction conference in Florence today. It is a fantastic event, sort of the TED of Italy, with speakers coming from all over the world. If you close your eyes, you would think you are in Silicon Valley, then you eat at the coffee break and you realize you are in Italy ;-) The best of both worlds.

…ma in fondo aveva detto la stessa cosa Riccardo Luna, già DUE edizioni fa, quando eravamo ancora all’Acquario Romano.

DI fatto, oggi Frontiers è l’evento che annulla la distanza tra Italia e California. Il momento in cui NON esiste il gap di talento, azione, opportunità.

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Sia chi ci ha elogiato che chi si ha costruttivamente criticato, ha fatto riferimento -come termine di paragone- al TED, ovvero i numeri uno al mondo.

…adesso… ci vorrebbe il MIGLIOR CROZZA con una delle sue uscite:”Ragassi… ma siam pazzi?”
Guys, il TED è un pilastro per l’umanità. Ha un suo format, diverso da Frontiers e delle sue location, diverse dall’Italia.
Inoltre, particolare trascurabile, TED costa 6000 dollari a cranio e vende 1000 biglietti ad evento. Solo vedere lo streaming costa 500 dollari!

Sul biglietto non voglio dilungarmi. E’ certo che per far le cose serve il denaro. E’ certo che chi si aspetta che il biglietto sia gratis vedrà sul palco SOPRATUTTO coloro che hanno pagato il suo biglietto. …e di contro, credo NON stupirà nessuno sapere che i 69/300 euro di ingresso sono stati sufficienti a vedere il solito teatrino: la multinazionale che vuole iscriversi come startup, il professore universitario che richiede l’ingresso studenti, il VC -evidentemente in “momentanea” crisi di cash- cercare di entrare con trucchetti vari, la Fondazione (anzie “le”) che rinunciano a venire perché saperlo un mese prima è ppoco tempo… mentre -di contro- ho visto un fellow -a cui l’ingresso spetta gratis di diritto- comprare il biglietto il giorno stesso che si sono aperte le vendite!

Beh, togliamoci di dosso anche l’ultima foglia di fico…

Noi non siamo solo il risultato degli artefatti che usiamo, come dice Basalla. Nel breve, siamo ciò in cui investiamo.

Ve lo dice uno che -in sette anni- non ha mai preso un euro da Frontiers, ed anzi ce ne ha messi di suo. Non per ottuso eroismo ma per semplice tornaconto: Se vogliamo una ITALIA migliore, dobbiamo costruircela.

…e allora, per costruircela questa Italia migliore, abbiamo bisogno di entusiamo, energia, luoghi, eventi, che annullino il nostro percepirci come secondi. Abbiamo bisogno di “innovators” che non vogliano più mancare ad un evento come Frontiers; abbiamo bisogno di politici capaci di sposare l’idea di foi e saper poi saper stare fuori dal palco; di sponsor capaci di comprendere e far leva sul format (e mai come quest’anno gli sponsor di Foi hanno compreso e reso efficace l’approccio); ed infine, avremo sempre bisogno dei fellows.

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Una nota sui contenuti.
La lista degli speakers era nota… e -personalmente- sono uno che attraverso l’oceano due volte l’anno per sentire gente così. Qualcuno dirà che c’è la Rete e che non serve esserci…

certo!
che “predator” fosse un drago lo sapeva mezzo pianeta che lo ha visto su youtube. Avercelo “in casa” ha strappato a metà del suo speech, il più lungo e spontaneo applauso della storia di frontiers. Questa emozione (uno dei fellows mi ha confessato di aver sfiorato la lacrima) è energia pura! Son quelle robe che ti fanno CREDERE DI POTERCELA FARE. E non è lo stesso che vedersi su youtube il video di uno che sta avendo il suo successo a zilioni di miglia da te!

Che Amber Case, Mark Coleran, Steve Portigal,Whitney Hess, Thomas Sutton, AJ Triano, Andrei Herasimchuk, Richard Cunningham, Robert Hoekman, Lynn Teo, Dave Malouf fossero delle colonne nei rispettivi settori lo sanno anche i sassi, ma il loro apporto sommato alla loro disponibilità in ogni momento di networking è stato impagabile. Li abbiamo capiti anche nel loro essere “normali” e non alieni.

Lynn… non la ringrazieremo mai abbastanza per la gentilezza e la flessibilità mostrata. Amber, ci ha inviato una email di ringraziamento che è bellissima ma privata. Per leggerla dovete venire a casa mia, dove l’ho incorniciata e appesa ad una parete, perchè non c’è denaro per pagare emozioni del genere. Andrei è un amico e non c’è una parola più ampia e profonda nel mio dizionario. Steve, Dave, Robert ci hanno dato subito fiducia e sono stati eccezionali in questo. Whitney… che dire: pura gioia di vivere infarcita di talento (e ha fatto i salti mortali per esserci). …Mark… beh, lui alieno lo è davvero :D

Un discorso a parte meritano i talenti messi in campo da FROG e da PUBLICIS HEALTHWARE.
I due team, entrambi fortemente internazionali, hanno portato a Frontiers molti talenti, ma entrambi erano capitanati da personaggi super senior 100% italiani: Fabio Sergio (Executive Creative Director di Frog) e Roberto Ascione (Presidente di PHI): dei numeri uno mondiali nei loro rispettivi ruoli.

infine… c’è Luke Williams.
Luke si è accollato il rischio di un workshop PLENARIO alle 18.00, in chiusura di in una giornata colma di attività, con in teatro gente che si è svegliata anche alle 5.00 pur di arrivare a foi. Eppure è stato un enorme successo. Da Luke avremo da imparare per anni, e non c’è video (e non c’è scuola!) che possa valere l’essere stato a foi11 ADESSO.

Frontiers 2011 kick off - day 1

E ADESSO a foi11 c’erano tantissimi “innovators” -70% italiani- pieni di talento. Persone come Cristiano, che ha trovato il tempo di fare questi splendidi riassunti visuali o come il team della Logotel (guys, che bella azienda) che ha trasformato l’occasione di foi11 in un gita studio e ne ha fatto un mini-film con musica dance (mi fa pensare si siano divertiti un sacco).
E poi c’erano anche gli “healthwarians” che hanno trasformato la sponsorizzazione della loro azienda in un eccezionale carosello di attività in tutti i workshop. VEDETEVI QUESTI VIDEO!!! (sarà un caso che io lavoro con questa gente? :D )

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Twitter, Prezi ed Evernote -oltre che allo speech- hanno portato quella presenza delle nuove grandi companies californiane, proprio lì, tra noi. E tutte e tre stanno assumendo a man bassa!

Perché come ho avuto modo di dire a Frontiers meets Tuscany, se a Frontiers c’è un talento, questo avrà la tentazione di sfruttare l’opportunità per entrare in contatto con qualcuno che lo possa far emigrare. Se ci sono dieci talenti, questi inizieranno a far venire voglia alle aziende di essere a Frontiers per cercare attivamente i talenti (e a foi11 c’erano cinque grandi aziende in caccia). Ma se i talenti diventano centro, allora questi cominceranno ad auto-organizzarsi e parlare di startup, di collaborazioni, di progetti. E alle aziende che vorranno prendersi questi talenti, non resterà che aprire una sede anche in Italia. E’ dato che il nostro è il paese che cede più laureati in assoluto al mondo, anche questo può e deve essere un obiettivo.

E adesso… fatemi dire una cosa tutta italiana.
Massimo Scognamiglio e Paolo Guglielmoni hanno rappresentato davvero bene l’intelligenza e la capacità di approfondimento -tipico di chi ha la nostra cultura- anche in un contesto così colmo di talenti e di specializzazioni. Non so a voi ma a me pare un evento!
Daniele Galiffa, Paolo Ciuccarelli, Donato Ricci, Christian Morbidoni, Luca Quattrin, Silvio Cioni, Massimo Zaglio: anche il motore vero dei workshop è stato italiano!

Inoltre, ci tengo a sottolineare che tutti coloro che stanno facendo qualche complimento a foi11, lo stanno facendo ad un team 100% italiano. Come sono io, Marcello, Valentina, Matteo, la crew video di Alessio, Orf, babele, il sound di Korinami, i video di Joe Ferrari, il silenzioso e incredibilmente utile apporto di Mirko Lalli. Tutti italiani, riuniti in Toscana, terra di Leonardo da Vinci e -per due giorni- terra di frontiera.

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2012, verso l’infinito e oltre: Comunque vada, noi faremo di Frontiers l’evento internazionale su Interaction Design e Innovazione che si tiene in Italia. Adesso sta all’Italia decidere se lasciar passare anche questo treno o -almeno per egoismo- saltarci sopra. Ci vediamo, nella città che saprà considerare Frontiers una opportunità irrinuncibile, a Giugno 2012.

Un pensiero a proposito di Wikipedia

wikipedia

Se un secolo fa, fosse esistito un singolo oggetto, interrogabile solo da un luogo specifico, contenente tutte le informazioni che abbiamo oggi su wikipedia (anche se nei contenuti lo attualizzassimo a cento anni fa), io penso che qualcuno avrebbe finito per scatenare una guerra per conquistare quel luogo o possedere quell’oggetto.

Da questa riflessione emergono due componenti che superano il contenuto di wikipedia e sono: 1. il fatto che wikipedia sia aperta a tutti e persino costruita con il contributo di molti. 2. Che wikipedia sia accessibile in modo semplice e da praticamente qualunque luogo.

qui il resto dell’intervista fatta per The_iMagazine (fighissimo) pochi giorni prima di #foi11.

foi11: sarà la più grande edizione di sempre e… MANCA SOLO UNA SETTIMANA! :O

#foi11: Quest’anno abbiamo un sito che spacca (merito del team di WideTag, del contributo di qualche “solito” amico e di qualche talento aggiunto) e su Frontiers sapete tutto attraverso il web ed i vari canali Social.

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Gli Speakers…
beh, gente incredibile a foi non ne è mai mancata, ma vederne tanti tutti insieme… è proprio una bella soddisfazione.

Ma in questo post non c’è spazio per presentazioni, anteprime, chicche… siamo oramai troppo addosso all’evento. Dobbiamo solo FARLO. E lo faremo qui… in un teatro lontano dal tempio dei Geeks dell’Acquario Romano (stupendo e capace di dare emozione solo a vederlo, ma anche terribile nell’acustica e nella gestione del palco) e più prossimo alla musica dal vivo, lo spettacolo, la tecnologia. Sperimentando ancora, cambiando ancora. Perché la frontiera non è un luogo statico, ed il viaggio è ben lungi da esser finito.

Adesso, su questo palco, immaginateveli tutti.
foi11 otel firenze

Speakers | Frontiers of Interaction 2011 (20110614) 2

Vi aspettiamo a Firenze, il 20 e 21 Giugno.

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