Considerato che la mia famiglia ieri era dall’altra parte dell’Oceano. Considerato che questa non è la CA. Considerato il rischio attendibile di un ulteriore attentato. Considerato le fermate di metropolitana chiuse. Considerato il controllo con i metal detector in strada. Considerato quello che avrei visto. Considerato tutto, ieri, probabilmente non c’era al mondo un altro posto dove stare.

Sul quanto sia stata toccante la celebrazione per i dieci anni dall’attentato alle torri gemelle, ci hanno già speso e lucrato in molti. Non è il mestiere di questo blog. Semmai, personalmente, posso testimoniare che non sia stato un fatto episodico: stesso livello di forza e sentimento, considero anche la parata -e al contempo lo sciopero- che il 10 settembre ha coinvolto le città, in un modo che mai avevo visto prima altrove.


Così, tra vigili del fuoco a cavallo di incredibili Harley e presenze vintage in divisa, si sono succedute le organizzazioni dei lavoratori, ognuna incredibilmente orgogliosa del proprio contributo, così come della propria provenienza.
La loro forza, civiltà, rispetto, unione e al contempo dichiarazione delle loro necessità, è stata una incredibile lezione. Difficile, difficilissimo da spiegare e da capire.
Questo è un popolo che non dimentica ma che continua a costruire, geneticamente votato al futuro.
In ogni angolo, dalla Biblioteca Nazionale al Central Park, dallo shopping nei negozi alla fila al chiosco degli hotdog, questa NEW YORK CITY trasuda vita.


Vero, dall’11 settembre tutto è cambiato, ma anche eventi nefasti come questo possono insegnarci qualcosa.
- Gli Stati Uniti sanno di non essere invincibili e questo -oltre che l’ira- aumenterà anche la consapevolezza sugli errori commessi. La speranza data dall’elezione di Obama rappresenta un fatto memorabile.
- Tutti abbiamo pagato o stiamo ancora pagando il costo economico di queste anacroniste follie belligeranti. E tutti -spero- si sia stufi abbastanza delle crisi. Per cui, se non sarà la capacità intellettuale a farci rinunciare a certe idee, magari potrà riuscirci il portafogli
anche perchè…
- Come personalmente ho imparato da WARGAMES quando ero adolescente: solo le battaglie si possono vincere, mentre le guerre le si perde tutti sempre.
E poi, guerra tra CHI? Bianchi contro neri?
“Noi” contro “loro” è una colossale siocchezza. “Noi” è molteplice, globalizzato, complesso quanto “loro”.
Che sia male o bene è presto per saperlo e -certamente- ci sarà un repzzo da pagare, ma ciò che è innegabile è che: Stati, bandiere, colore della pelle, religioni, etc. stiano faticando ogni giorno di più a confinare i network spontanei che gli umani sviluppano tra loro secondo affinità nuove e profonde. Non è la globalizzazione baby, questa è la Rete.
Quella Rete “prodotto” unico ed irrinunciabile al punto da rendere secondario il fatto che -questo burger king in foto- faccia anche i panini. Scena questa, resa surreale dagli SWAT appostati sul tetto a protezione delle celebrazioni dell’11 settembre.


Sarà anche grazie a quei social network criminalizzati o sottovalutati, che l’umanità va a palestra di un pensiero radicalmente nuovo. Sarà forse così che -con il tempo- capiremo che il pianeta è solo uno, e che questa realtà segna la nostra totale e definitiva INTERDIPENDENZA.
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ps. Mi sono ritrovato a NYC per il decennale solo per caso. Btw, come molti di noi, avevo una ragione per commemoralo. L’11 Settembre 2001 eravamo nel pieno di un Consiglio di Amministrazione della allora Altoprofilo SpA e stavamo cercando di far capire al nostro proprietario e finanziatore che era il momento di vendere o di comprare, ma serviva crescere veloci perchè sarebbe arrivata dagli States la crsi. Era una riunion tesa e neanche facemmo in tempo ad illustrare l’intero proposito che la responsabile HR entrò -senza neanche bussare- nella sala. Era in lacrime. Quando ci disse che le torri gemelle erano state colpite da due aerei, nulla fu più rilevante. Non facemmo mai più un CDA con quell’ordine del giorno.
D’sltro canto, dato che l’11 agosto ero con mia moglie sul QUEL volo da Boston per San Francisco della American Airlines, ci era già andata bene.