Mar 11 2007
L’anti-wii-remote.Stai fermo e pensa.
Queste sono le classiche cose che per crederci davvero bisogna provarle, quindi… vi rimando subito alla fonte.
Adesso però proviamo a dare la notizia per buona e discuterne un attimo.
Da un punto di vista HCI, un dispositivo in grado di leggere la nostra mente così raffinato da poterlo usare per muoverci all’interno di un videogioco è una cosa grandiosa. Pensate ad esempio all’impatto che avrebbe nel supporto alle disabilità motorie più gravi. Se posso controllare un gioco posso controllare anche un esoscheletro!
D’altro canto quello è un caso in cui, anche il design più invasivo (e brutto) sarebbe giustificato. Quindi non è un problema avere quella gabbia di sensori in testa.
Forse -personalmente- sarei disponibile anche a provare l’elmetto di sensori per certi giochi di simulazione aerea, spaziale, etc. Ma la sensazione è che non si torni più indietro dalle tecnologie di controllo come il Wii remote ed i moderni eye-tracker.
Avendo personalmente contribuito alla creazione del primo computer al mondo senza tastiera e mouse -basato su un eye-tracker ed il riconoscimento vocale- so bene quanto queste tecnologie siano importanti per il supporto alle disabilità (altro che stupidate sulla web-accessibility), ma IL GIOCO E’ UN’ALTRA COSA e vorrei potermi muovere sempre di più dinanzi allo schermo. Agendo magari -per il futuro- sull’augmentare la visualizzazione del gioco anziché sprofondarmi ancora di più staticamente sul divano.
Secondo me, il motore acceso dal wii è qui per restare. Magari rivoluzionerà SOLO il business del fitness e NON quello dei giochi… Ma davvero dell’Xbox con grafica strafica -al momento- non so che farmene.


Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
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