Quando, dieci anni fa, cominciai a lavorare come Interaction Designer, sapevo una cosa: il futuro non avrebbe potuto fare a meno di noi. Peccato che quel futuro fosse sempre un passo più avanti e -nel frattempo- se non fosse stato per Internet sarebbero stati tempi cupi. Adesso però la musica è cambiata! Continue Reading »
Credo che NON racconterò nulla dei contenuti di Frontiers, ieri in Bicocca. Spero lo facciano altri (tecnorati: frontiers07) e vorrei linkarne il più possibile. Ho invece un pò di altre cose che -credo- valga la pena di dire.
L’Italia è un paese di followers, povero di opportunità e con poca attenzione ai temi dell’innovazione. Ogni tanto però avvengono dei piccoli miracoli! …come quello di ieri in Università Bicocca, dove un network NON-istituzionale di PERSONE ha reso possibile la riuscita di Frontiers of Interaction III. Di questa Rete vorrei dire un paio di cose… Continue Reading »
Ho
letto "l’ascesa della classe creativa",
di Richard Florida, quando il libro era appena uscito. Ho subito pensato che
una roba simile NON avrebbe attecchito in Italia, ma -per fortuna- mi sbagliavo.
Qualcosa sta succedendo e se c’è un modo di soffocare subito questo
tentativo, è far finta di nulla è girare la testa da una altra
parte. Al contrario questo articolo -per quanto critico- vuole a dire che
sulla questione dell’innovazione in Italia e sulle 3T di Florida, c’è chi
qualcosa la sta facendo!
Alla
Apple non usano paroloni accademici, e non hanno più i superguru dell’ergonomia,
ma continuano ad innovare come nessun altro.
Dimenticate che la Apple sia una marca di computer e cominciate a vedere come
la musica ne sia divenuto un motore fondamentale. Jobs ha finalmente
trovato la chiave per promuovere il suo mantra sul digital
lifestyle ed io ritengo che l’interaction design lo abbia aiutato parecchio. Continue Reading »
Ho
già molto scritto e parlato dei limiti che il mouse impone all’evoluzione
delle interfacce per computer, ed io stesso –nella SRLABS- lavoro a
progetti dove l’interazione è priva di mouse ed i computer si controllano
con sguardo e voce.
Nonostante ciò, è probabile che sarà ancora
lungo il periodo di tempo che ci separa dalla “scomparsa” del
mouse, e vale certamente la pena osservare come le interfacce basate sulla
metafora del desktop, provano ad evolversi nel rispetto dei constrain di
mouse e schermi.
La metafora del teletrasporto, che frantuma e ricompone i corpi degli uomini
di Star Trek, è perfetta per spiegare il rapporto che l’utente instaura con
le proprie pagine smaterializzate dal TCP/IP. Naturalmente, nel fare la disamina
dell’usabilità del teletrasporto, non sarò del tutto scientifico, ma -in questo
caso- non credo che questo sia un aspetto rilevante.
NOTA: Questa è la RIPUBBLICAZIONE del primo articolo apparso -il 9 novembre 2001- su Idearium.ORG Continue Reading »
Come spiegheresti cos’è l’interaction design a tuo nonno? e la definizione di ergonomia cognitiva? Cosa bisogna sapere degli utenti, e a cosa può servire fare computer più belli?
In questo articolo, ampiamente ripreso da un intervista, provo
a spiegare la mia concezione di design dell’interazione, dandone una definizione
e provando a spiegarne la necessità dell’esistenza. Dal mio personale punto di vista: L’Interaction Designer è un nuovo architetto della relazione.
Usa lo spazio come un architetto, la tecnologia come un inventore, la forma come
un designer.
Sono un Interaction
Designer
esperto di Eye-Tracking, UI multimodali e
di usabilità.
Sul web dal '95. Manager & Designer con oltre 12 anni di attività ho progettato servizi e applicazioni Internet per le maggiori aziende italiane (e non). Mi sono occupato per anni di eye-tracking, interfacce multimodali, prototipazione di device mobili e progettazione di Assistenti Virtuali con UI emotive. Ho co-fondato: Idearium.ORG, Frontiers
of Interaction e e giocato con Photoshakr. Collaboro a diverse iniziative
in Top-IX, UniMiB, Siena
Design Project (UniSI)...
A Marzo 2008, ho fondato la WideTag, Inc. una Company focalizzata sulla Open Internet of Things e con sede San Francisco, CA. La tecnologia core di WideTag si chiama OpenSpime, e -tra le altre applicazioni- viene utilizzata per il monitoraggio della CO2 (video).