Io mi occupo di Interaction Design e non di Intelligenza Artificiale, ma di questi tempi i confini di molte discipline si sono sovrapposti per dare vita a prodotti di nuova generazione. In ogni caso…
Se una macchina risponde al telefono e via web per risolvere i problemi di helpdesk. Se questa macchina risolve da sola il 10% delle richieste, mentre facilita gli operatori umani -di seconda linea- al punto da fare risparmiare loro il 25% del tempo… Se questa macchina esistesse, ROI a parte (qui il ROI è evidente), la definireste “intelligente”?
Personalmente ho ritenuto che l’idea di Gabetti di entrare in SL fosse molto interessante e che anche il ritorno di comunicazione di sarebbe senz’altro stato. Sinceramente però -io stesso- non mi aspettavo COSI’ TANTO ritorno. Guardate la lista delle testate -soprattutto straniere e Wired compreso- e ditemi se non è impressionante. Se avessero comprato un intero villaggio turistico (reale) investendo milioni di euro, non so se il ritorno sarebbe stato uguale. Ed anche questa riflessione va fatta con consapevolezza.
Oggi sono stato nella sede centrale di Gabetti Property Solution a Milano, dove il Ceo Maurizio Monteverdi ha presentato alla stampa il loro progetto SecondLife.
Non solo tutto questo è raro per l’Italia e rarissimo per la categoria Real Estate, ma -considerato che il mondo immobiliare è spesso associato a quello dei furbetti del quartierino e le loro fiche-modelle- direi che oggi ho visto un’Italia migliore.
Sono un Interaction
Designer
esperto di Eye-Tracking, UI multimodali e
di usabilità.
Sul web dal '95. Manager & Designer con oltre 12 anni di attività ho progettato servizi e applicazioni Internet per le maggiori aziende italiane (e non). Mi sono occupato per anni di eye-tracking, interfacce multimodali, prototipazione di device mobili e progettazione di Assistenti Virtuali con UI emotive. Ho co-fondato: Idearium.ORG, Frontiers
of Interaction e e giocato con Photoshakr. Collaboro a diverse iniziative
in Top-IX, UniMiB, Siena
Design Project (UniSI)...
A Marzo 2008, ho fondato la WideTag, Inc. una Company focalizzata sulla Open Internet of Things e con sede a Redwood City, CA. La tecnologia core di WideTag si chiama OpenSpime: un esempio di tecnologia italiana capace di calcare le scene della Silicon Valley.