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Storie di Amici, Visioni, Microfoni e Coccodrilli. Storie di Frontiers.

Frontiers of Interaction V
Quando cinque anni fa, per trovare una scusa a Dirk Knemeyer -Californiano di adozione per la prima volta in viaggio in Europa- di attraversare il confine con l’Austria, pensammo di produrre un evento originale, dal nome Frontiers of Interaction, beh… non avremmo mai immaginato come sarebbe andata. (more…)

The line between ‘work’ and ‘life’ is becoming blurred

The line between 'work' and 'life' is becoming blurred

Perché fare una startup in garage, se puoi farla in giardino? Un bel pannello solare sul tetto, banda larga e… un calcio a luoghi comuni, traffico, etc etc. - http://www.officepod.co.uk/podusers/concept/ - Dove si compra?

Energia Spiegata: Visioni del Futuro

Mi ha scritto Agnese, di http://www.energiaspiegata.it, proponendomi di scrivere un commento al loro bellissimo post “Visioni a confronto per il futuro“. Io l’ho fatto e potete leggere il mio commento anche qui. Sarebbe però riduttivo, perché in fin dei conti io ho tenuto un piglio molto semplice e divulgativo (sono volutamente rimasto distante dai concetti più aziendali di da Spime Design Workshop o da Social Energy Metering), mentre sulle pagine di EnergiaSpiegata trovate innumerevoli altri pareri.

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I miei due cent
Era soltanto “ieri” che leggevo di SMART GRID e della concreta possibilità -ADESSO- di dotarsi di sistemi di produzione di energia (sole, vento, etc) e usarla per abbassare la nostra dipendenza dalla energia prodotta dalle CENTRALI ed avvicinarci -un pò alla volta- ad un modello simile al P2P informatico. Un sistema dove la rete da unidirezionale (broadcast potremmo dire) diventa più “internettiana” e per cui -a seconda del momento e della situazione- sono un ricevitore o un trasmettitore di energia. La rete intelligente -Smart Grid- bilancerebbe produzione e bisogno. Come in un moderno organismo tecno-biologico con un social network come sistema nervoso.

Poi, oggi leggo WIRED (Italia), dove si che parla di abitazioni OFF-GRID, ovvero energeticamente (e non solo) completamente autonome -e per di più fisicamente separate- dalla rete elettrica.
Così, se da un lato è molto meno seducente il modello mentale, dall’altro non dovremo attendere una smart grid. In Italia arriverebbe nel 2100 (la banda larga è ancora ferma in città). OFFGRID è ognuno per sé (o per piccole comunità). Meno seducente di certo, ma anche concretamente utile loddove c’è poco da attendere che il sistema ti connetta.

Certo, che si sia attaccati alla smart grid o si sia off-grid, il punto è che l’energia intanto devi produrla.

Qui apro una parentesi: La migliore energia è quella che NON sprechi. Poche norme ben definite hanno risolto problemi di spreco energetico in regioni chiave come il Trentino. Si può portare lo stesso approccio anche al mare! E se non bastasse, sono utilissimi i sistemi di monitoraggio energetico residenziale che vi fanno vedere IN TEMPO REALE, sia quanto consumate voi che quanto consuma un vostro benchmark. Non è rocket science. E parlo per conoscenza diretta. Chiusa parentesi.

Che energia produrre?
Siamo stati così tanti decenni con delle bombole di gas (infiammabile ed esplosivo) attaccate in casa ad un tubo di gomma (e sappiamo quante ne son saltate in aria) che non mi spaventa più di tanto il discorso delle celle ad idrogeno. Ma in città… beh… non avrebbe senso avere impianti individuali.

Magari in campagna. Già in campagna hai tutte le scelte a disposizione. Potresti persino mettere un acquilone a veleggiare un chilometro sopra la tua testa, ed accenderci un palazzo.

il fatto è che in campagna non ci abita più “nessuno”. In un mondo dove più della metà della popolazione vive in città e metropoli, non ha molto senso sperare di cavarsela con un pannello solare sul tetto. Le città DEVONO essere alimentare da centrali di un qualche tipo.

Che genere di centrali?
aborro l’atomico che il mondo oggi conosce. ne riparliamo quando avremo una fissione prima di scorie. E per le scorie non c’è un cortile d’altri dove possano essere riposte.

Le buttiamo in mare?
beh, chiunque si rende conto che il nostro pianeta è pieno d’acqua. Lo spazio in mare è enorme. Sfruttiamolo.
Però -magari- anziché per buttarci dentro le scorie dentro un sarcofago (che bella parola “sarcofago“. quanto suona Green, vero?) di cemento, potremmo sfruttarlo per le sue onde e maree. Considerando il solare e l’eolico già ad uno stadio accettabile, io investirei moltissimo nei sistemi che producono energia attraverso lo sfruttamento delle maree.

E se non vi sono piaciuti i “boccioni” da affondare che ho messo qui in immagine, date un occhio a questi pannelli solari che sanno nuotare :)
nota: FuturoProssimo merita un plauso per la continuità con la quale riesce a segnalare cose interessanti. BRAVI!

E se il mare è troppo lontano?
il nucleo del nostro pianeta è una palla di metallo infuocato. Siamo certi di avere investito abbastanza soldi in R&D da poter dire che NON SIAMO IN GRADO di sfruttare questa ed altre fonti fi energia in modo adeguato?
Per le città sarebbe perfetta. Una centrale posta su un bel buco per terra e via acqua calda per tutti.

Lo so, detta così è superficiale, però vorrei che ci fosse una gara mondiale a finanziare la ricerca per trarre benefici dalle energie più grandi e potenti della natura. Se una biglia celeste può librasi in mezzo allo spazio ed avere abbastanza energia per stare in equilibrio nelle sue infinite componenti, allora c’è spazio perché qualche sparuto gruppo di animali evolutisi li sopra, trovi di che vivere.

Che ci fanno Brian Eno, Danny Hillis, Kevin Kelly & Stewart Brand tutti insieme?


E’ un dato di fatto che -dati 100 che conoscono Brian Eno- 90 conoscono anche Kevin Kelly, ma molti meno di 50 conoscono Denny Hillis e -ancora meno- Stewart Brand. Ebbene, la prima cosa che posso dirvi è che ritengo Hillis uno dei pochi veri geni che circolano su questo pianeta. La sua Applied Minds è uno dei posti più intriganti (qui ne parla wired) dove si possa metter piede e -non a caso- il posto dove lavora l’amico Dimitri a LA. L’unica volta che sono stato lì, sembrava di stare in un posto dove tutto e segreto, mentre sulle colline antistanti, c’era un incendio degno di un disaster movie hollywoodiano! (quei giorni da UCLA a Google sono stati pazzeschi)
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Di Stewart Brand posso solo dirvi che è uno che ogni volta che scrive un libro depone una pietra miliare della conoscenza necessaria ad ogni Interaction Designer. In moltissimi conoscono Brand per il suo entusiasmante Whole Earth Catalog, mentre io mi sono imbattuto in lui a casa del mitico Antonio Rizzo, leggendo il suo How Buildings Learn.


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E veniamo ad oggi

Che ci fanno Brian Eno, Danny Hillis, Kevin Kelly & Stewart Brand tutti insieme? Loro sono l’anima ed il motore della LONG NOW FOUNDATION.

Ecco di cosa si tratta. wikipedia recita: La Fondazione del Lungo Presente, è stata fondata nel 1996 ed è un’organizzazione privata che vuole essere il seme di un’istituzione culturale a lunghissimo termine. Intende confrontarsi con l’odierna mentalità “più veloce/meno costoso” e di promuovere il pensiero “più lento/migliore”. La Long Now Foundation vuole promuovere creativamente la responsabilità nel quadro dei prossimi 10.000 anni. Per sottolineare questo orizzonte, il gruppo scrive gli anni utilizzando cinque cifre invece di quattro: 02009 invece di 2009.

Beh, secondo me è molto di più.
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Long Now non è una sorta di SLOW FOOD (anche se slow food è qualcosa di molto molto positivo), perché al modus pensanti sano ed innovativo, Long Now, associa la determinazione sufficiente per costruire fisicamente quella che potrebbe essere una delle nuove meraviglie del mondo: un enorme orologio costruito per durare diecimila anni! E quando dico “enorme”, significa: Grande quanto una intera montagna!. Ecco il sito della LONG NOW FOUNDATION.
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Ma per capire l’essenza dell’orologio della Long Now, potete leggere quanto pubblicato su LASTAMPA di cui vi cito un paragrafo per ingolosire.
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Farà tic, ma il tac arriverà solo l’anno successivo. Batterà un rintocco ogni secolo, mentre il cucù segnerà l’ingresso in un nuovo millennio. E andrà avanti così, con precisione svizzera, per almeno 10 mila anni.
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Il «Long Now Clock» è, o meglio sarà, un orologio che pensa digitale e agisce meccanico, coniugando l’antica sapienza astronomica e le più sofisticate tecnologie informatiche. Ironicamente definito il computer più lento del mondo, il meccanismo si basa su un ingegnoso sistema binario meccanico-digitale talmente rivoluzionario che ha generato nove brevetti
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Il sito che accoglierà l’ingombrante congegno, che una volta finito sarà alto una ventina di metri, è stato acquistato nel 1999. E’ la sommità del Monte Washington (3547 metri), che sorge nel «Great Basin National Park», in Nevada. Un luogo incantevole e selvaggio, a un giorno di cammino da ovunque, ricco di conifere millenarie e di silenzio. La montagna presenta uno spettacolare fronte di 600 metri di calcare bianco del Cambriano, all’interno del quale potrebbe essere scavato lo spazio necessario.

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Anche se raccontare della Long Now sarebbe già motivo più che sufficiente per un post, c’è più di una ragione immediata per cui vi parlo di tutto ciò.
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1) E’ in circolazione -in italiano- il libro IL LUNGO PRESENTE.
Nota: E’ bello che wikipedia abbia preso come immagine quella scattata da David Orban, sulla mia scrivania dell’ufficio e con -di sfondo- la lettera ufficiale con cui Davide Bocelli -traduttore del libro di Stewart Brand e responsabile italiano della Long Now- mi ha gentilmente regalato.
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2) La LONG NOW sarà presente a Frontiers of Interaction V, il prossimo 8 giugno a Roma. (ci torno tra qualche paragrafo)
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Il libro si legge davvero di getto (Davide ha fatto una buona traduzione) ed è pieno importanti riflessioni, ad esempio:

  • Il capitolo sulla durabilità delle informazioni digitali: “La fine dell’oscura epoca digitale“;
  • Lo spaventoso grafico che introduce alla Singolarità a pag. 26)
  • Il capitolo Ordine della Civiltà, con il suo illuminante grafico di pagina 39, che rappresenta meglio di ogni descrizione, come le diverse parti delle strutture della nostra civiltà si influenzino a cascata attraverso le loro velocità di cambiamento, e come -alcune strutture- siano intrensicamente più lente di altre.


Secondo me, un contributo fondamentale per rispondere alla mia annosa domanda, ovvero:”Quanto è veloce il futuro?
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Davide Bocelli (Long Now F) + leeanderLa prefazione del libro è di Brian Eno e -a proposito di Eno- vi segnalo questa intervista su LifeGate Radio, dove c’è un intervento dello stesso Davide. Due link rapidi per trovare il libro: qui sul sito della Hoepli, nonché su IBS.

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E adesso torniamo alle Frontiere…
FRONTIERS of INTERACTION V - 8 giugno 2009
Insieme a Matteo Penzo (producer storico di Frontiers), Carlo Maria Medaglia (che mi sta aiutando a coordinare questa prima edizione romana), il TOPIX, WIRED ed i tanti consueti amici, stiamo lavorando alla prossima edizione del nostro appuntamento italiano per makers ed innovatori: Frontiers of Interaction. Tornerà a trovarci Adam Greenfiled, ed avremo anche una seconda sorpresa internazionale (per la prima volta in Italia), ma soprattutto avremo una mezzora tutta dedicata alla Fondazione Long Now. Sul palco, Davide Bocelli, introdurrà una serie di video realizzati dalla Long Now per noi, compreso un vero e proprio talk di Alex Rose.
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Alex, Executive Director di LNF in realtà avrebbe dovuto esserci di presenza a Frontiers, ma la sua famiglia si amplierà con una nascita proprio in quei giorni, e non era il caso di distorglielo da cotanta bellezza. :)
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beh, in attesa di Frontiers, potete comprare e leggere il libro Il Lungo Presente. Trovare il tempo sarà facile, perché -in un certo senso- avrete i prossimi 10.000 anni per farlo.

Alexander Rose of San Francisco's Long Now Foundation
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Date un occhio ai link che ho sparso ingiro a questo articolo. Sono una piccola anteprima di quello che Alex e Davide porteranno alle Frontiere, musiche di Brian Eno comprese. Spero -credo- sarà spettacolare!

Una testimonianza video -in italiano- dal SXSW, ovvero la Conferenza dove vale la pena essere (oggi)

sxsw-cover-2009Le Conferenze come il TED, l’eTECH, il Web2.0 hanno un riflesso fondamentale su ciò che accade nel mondo della innovazione tecnologica e sulla trekstor mix mission velocità con qui le sfide e le soluzioni di propagano. L’eTech -in particolare- nelle sue edizioni precedenti, ha dato molto (beh, tutto) alla innovazione a mezzo Internet per come l’abbiamo esperita. Quest’anno però lo scenario è mutato, ed una manifestazione che guardavamo -dall’esterno- con attenzione già da due anni, ha preso possesso della scena. E’ il SXSW, ovvero la South by Southwest “Conference” 2009.

La definizione di SXSW la troviamo in cima alla home, ed è:

“In its 22 years, SXSW has grown from a tiny music festival in the Texas capital into a massive, unavoidable media beast that reflects, discusses and showcases trends in culture and media but also often creates them.” National Post, 3/13/08

Quest’anno si tiene dal 13 al 22 Marzo e -per fortuna- qualcuno di noi c’è! Con Christian Racca e Max Zaglio, del Topix di Torino, abbiamo registrato in iChat quasi mezzora di video che -spero- vi dia il mood di questo evento. Mentre per approfondimenti e link, c’è il sito che sempre i topixxiani hanno messo onair, qui: http://dpsquare.top-ix.org/

WideTag Updates: Spime Design Workshop! Il futuro di OpenSpime. Il nuovo sito. Le applicazioni WideSPIME e SEM, nonché un WideNoise… da applausi

Ogni tanto ritengo sia cosa utile aggiornarvi su quanto accade sul fronte WideTag, ovvero la nostra startup californiana che opera in ambito Internet of Things. :)

Questo update (quasi un keynote testuale), comprende i seguenti capitoli:

  • CULTURA
  • OPENSPIME
  • NUOVO SITO WIDETAG
  • PRODOTTI & APPLAUSOMETRO
  • ADVISORS

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CULTURA
logo Spime Design WorkshopVa detto: WideTag contiene uno dei team che si stanno operando di più e meglio per delineare la cultura della Internet delle Cose. Considerato che siamo una piccola company in bootstrap (non finanziata da esterni) direi che è oggettivamente lodevole la nostra presenza alle maggiori conferenze mondiali, da Los Angeles alla Silicon Valley, da Amsterdam a Ginevra. Ma non contenti di ciò -grazie al nostro ottimo David- ci siamo inventati gli SPIME DESIGN WORKSHOP che stanno avvenendo sia nel mondo fisico -ad esempio a Lisbona- che in Second Life.

Il ciclo di eventi SPIME DESIGN WORKSHOP che è in calendario in varie isole di SL è notevole e i partecipanti sono pazzeschi. Qui -ad esempio- potete leggere di CISCO e della sua partecipazione attiva. Scrive Cisco:

Knowing how to create Spimes has a competitive advantage whether your a designer, developer, engineer, analyst or in sales and marketing. Strategic branding can use Spimes in real or virtual tradeshows and events to reveal and link an object to allow interactive or passive experiences to acquire historical knowledge about everything you wanted to know about it.

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OPENSPIME
OpenSpime è stato per quasi un anno il centro della attività WideTag. Questo protocollo, 100% OpenSource, è il nostro primo contributo al nascente mondo della IoT. E’ un contributo intrigante, utile per i makers, ma per fare un passo davvero importante in avanti, ci vorrebbe qualcosa di più.

OpenSpime, per giungere alla sua versione completa e davvero importante, deve trovare degli alleati e svilupparsi nella direzione di una architettura P2P. Deve tenere la base XMPP attuale ma aprirsi anche ad altro. Deve comunicare -come già fa oggi- ma essere in grado di discendere in profondità nella catena Iso->osi e fare discovery degli oggetti vicini nonché collaborare con loro.

Questi sono obiettivi ammirevoli, ma non possono essere perseguiti dalla sola WideTag. Ecco che è nata una prima collaborazione con gli RFID LAB della Sapienza di Roma, ed altri ne verranno.

Stiamo pensando alla OpenSpime P2P Evolution. Sempre OpenSource ed aperto. Capace di rispondere a molte più esisgenze di quanto non si faccia con il solo layer di comunicazione. Capace -magari- un giorno di ambire al ruolo di Fondazione.
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Homepage WideTag, Inc - marzo 2009

NUOVO SITO WIDETAG
WideTag cresce come azienda e nei prodotti software, come wideSPIME, il nostro core product per la Massive Data Collection. Ha dunque avuto senso splittare i website che usiamo per comunicare, in due grandi aree: .COM e .ORG

Sotto il punto ORG ci sono i siti di documentazione di OpenSpime e la community dei Developers OpenSpime. Sotto al punto COM, tutte le attività di business, compresi i contenuti di vision che erano nel blog openspime.COM. Essendo oggi OPENSPIME un progetto che tende alla fondazione, il suo .COM non ha più senso e rimanda al main website aziendale.
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PRODOTTI & APPLAUSOMETRO
WideTag è una azienda dedita al software. L’hardware che costruiamo -a livello di prototipi- serve a dimostrare la fattibilità tecnica e di business di alcuni progetti avanzati che abbiamo in mente e che -senza la prova sul tavolo- sembrano appartenere al futuro ed invece sono già qui.

Come ho detto poco sopra, wideSPIME il nostro core product per la Massive Data Collection. A questo framework, che sarà poi fornito anche in modalità Software as a Services, si aggiungeranno dei moduli. Il primo tra questo gestirà end-to-end le transazioni economiche online.

A chi serve?
WideNoise, il nostro programmino per iPhone, ha dimostrato come può avere senso fare data collection su scala planetaria di uno specifico valore. Non importa se sia il mood di quando ci svegliamo la mattina o una rilevazione puntuale di precisissimi sensori. Il punto è indirizzare e gestire milioni di transazioni e comunicazioni al giorno. Mapparle, aggregarle, predisporle per il data mining, etc.

Dal punto di vista delle società che vendono prodotti world wide, la nostra tecnologia -a cui va aggiunto un dispositivo HW di collegamento- apre al monitoraggio continuo della posizione, attività ed efficienza dei macchinari. Una ricetta ideale non soltanto per chi deve tenere in perfetta affidabilità macchinari distribuiti su un vasto territorio, ma anche per coloro che -più che alla vendita- sono interessati al loro noleggio.

Questo fa WideSPIME. Massive data collection. Un MILIONE di comunicazioni in near real time con pochi server a gestire il tutto. Per questo c’è anche il modulo di pagamento, perché il cliente finale del macchinario noleggiato -o acquistato con contratto di manutenzione- possa completare i suoi acquisti o cambiare i piani tariffari in real-time.
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Punta di diamante tra le applicazioni basate su wideSPIME è il nostro Social Energy Meter: Una applicazione HW/SW completa che si occupa del monitoraggio dei consumi residenziali, opera in near real time, consente di gestire milioni di punti di lettura, è bidirezionale, criptato e fa anche il caffé. (citazione del primo Ballmer quando vendeva windoz urlando “a clock!”)

SEM, come lo chiamiamo noi, non è un prodotto B2C, ma una soluzione B2B che va veicolata attraverso le Energy Companies (meglio se locali). SEM ha notevoli vantaggi rispetto a qualsivoglia altra soluzione noi si sia vista sul mercato, perché consente una serie di attività di cross ed up selling.

SEM è fatto per quelle energy companies che vogliono abbassare i consumi dei loro clienti e -al tempo stesso- aumentarne il valore intrinseco, fornendo nuovi prodotti e servizi. Perché essere SOLO una commodity alla lunga stanca.
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Questa è la IoT che stiamo contribuendo a fare. Perché non di soli conigli si vive :)
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On more thing.
…di WideNoise si sanno un sacco di cose. E’ un giocattolino per iPhone che è stato recensito da una tonnellata di blog e che piace ai più per via della sua UI accattivante. Certo, qualcuno ha detto che misurare la quantità di rumore che c’è in un dato luogo e momento -in fondo- non è la più indispensabile delle attività umane… E anche noi di WideTag -in fondo- abbiamo scelto il rumore perché era una delle cose che si poteva realisticamente fare e che consentiva di mostrare bene questo concetto di monitoraggio globale.


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Però la fantasia degli utilizzatori supera spesso (beh, quasi sempre) quella degli autori, ed ecco che ieri ricevo una email che dice le testuali parole:

Greetings,
We just wrapped up the Greener Gadgets Design Competition on Friday, and I’ve got a sweet story about using your app onstage at the conference. I’m at 917-XXX-XXXX if you want to chat. Here’s the link though:

- http://www.core77.com/blog/…

Best,
Allan Chochinov (editor-in-chief of Core77)

Di cosa sta parlando? Di una competition che prevede premi in denaro (piccoli) e che ha raccolto proposte da oltre 60 Paesi attorno al mondo. La premiazione finale è stata durante un evento fisico.
Beh, hanno usato WIDENOISE come applausometro, ed assegnato i loro premi per acclamazione del pubblico in sala.:DD

che dire… CORE77 è fighissima e l’idea di usare wideNoise come applausometro mi è parsa davvero intelligente e divertente! Chissà, forse un giorno metteremo una funzione ad-hoc per la gestione degli applausi, nel frattempo, come dire… ci accontentiamo del suono che hanno evocato nella nostra mente.

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NOTA: Avete visto quanti concept fighi nel video di CORE77 ?? Think Green è -per definizione- Think Global :)
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ADVISORS
Come risaputo, i soci di WideTag sono Leandro Agrò, Roberto Ostinelli, David Orban. Attorno a queste tre persone, si sono aggregati talenti che aiutano non poco a rendere concreta la visione dei founders. Ma tutto ciò non sarebbe comunque abbastanza. Ecco perché abbiamo voluto con noi le persone che sto per citarvi:
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Giuseppe Taibi, Boston (USA)
Ovvero la star del software, l’italiano più noto tra gli sviluppatori iPhone (anche oggi sul Corriere).
Member of the Board of Directors, An advisor for the Italy/America Chamber of Commerce & Trade of New England, Giuseppe was a Visiting Scholar at Boston University, has taught his own course on Applied Innovation in Mobile Computing at Harvard University.

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Fabrizio Capobianco (Redwood City, Usa)


Il mago dell’OpenSource su Mobile, nonché uno dei pochi italiani della mia generazione capaci di far business in Silicon valley. Un grande CEO, come ne ho incontrati davvero pochi (direi DUE in totale) nella mia vita professionale.
Member of the Board of Advisors, CEO of Funambol, Fabrizio is an italian entrepreneur that developed his company in the californian environment. Today, Funabol is the largest opensource company in the mobile field. The email client from funambol support 1,882,821,049 devices
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Alex Papanastassiou (Bruxelles, Belgium)
L’anima finanziaria di Widetag. L’uomo dei business model, ma anche un exCeo da azienda che produce sensori. :)
Member of the Board of Advisors, Business adviser & facilitator - passionate about business quests - often operating on the frontier between business and technology. Alex was the Ceo of Maasneotech a Sensor’s Factory in Belgium.
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Carlo Maria Medaglia (Rome, Italy)


Ultimo acquisto in termini di tempo, Carlo è una persona dalla produttività incredibile. La sua esperienza di lavoro negli States e la sua apertura, sono per WideTag e per il progetto OpenSpime, un faro nella perigliosa navigazione.
Member of the Board of Advisors, 
Carlo Maria Medaglia is the Coordinator of the RFID Lab of “Sapienza”, University of Rome. 
Since 1999, Mr. Medaglia has been working at several international research institutions around the world as NASA, ESA, NOAA, etc. He is a full professor at Mass Communication / Computer Sciences Department of University of Rome.
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Joi Ito (Kyoto, Japan)
L’uomo WideTag (beh, ANCHE Widetag :D ) che ha bisogno di esser meno presentato. Quello che sarà tanto più utile quanto noi più grandi ed interessanti. Un pezzo del futuro.
Member of the Board of Advisors, Ito has founded, among other companies, PSINet Japan, Digital Garage and Infoseek Japan. He maintains a blog, a wiki and contributes to the Tokyo Metroblogging. Ito is the CEO of Creative Commons. Ito was listed by Time Magazine as a member of the “Cyber-Elite” in 1997 and was also named by Businessweek as one of the 25 Most Influential People on the Web in 2008.
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widetag logo
WideTag, Inc. è una company incorporta in California a Marzo 2008 (headquarter a Redwood City). Presente all’eTech ed un numerose altre conferenze internazionali, citata da WIRED, menzionata al recente convegno IoT indetto della Business School di Stanford, etc. ha già realizzato interessanti prodotti come Widenoise, WideSpime ed il Social Energy Meter. I suoi soci fondatori vivono in Italia e stanno lavorando al finanziamento ed alla crescita della più promettente tra le software startups “italiane”.

Il suo nome è Giuseppe Taibi ed è una star del software

Il suo nome è Giuseppe Taibi, ed è una star del softwareA dirlo non sono io, che sono troppo amico di Giuseppe per non essere di parte, ma Luca De Biase, dalla prima pagina del suo Nova. Mi diverte anche il fatto che il direttore mi citi esplicitamente (ringrazio) e dica di aver letto di Giuseppe qui sul mio blog.
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Nel frattempo, oltre che con la citata applicazione Go Learn Skateboarding (che costa ben 5 dollaroni), Giuseppe ha bissato in ambito musicale con una FREE utile a sintonizzarsi sulle Public Radio presenti su Internet, ma questa è un’altra storia.

L’articolo ci ha colto tutti di sorpresa e la notizia di questo titolo in prima pagina (di Nova) è rimbalzato rumorosamente tra i parenti, dalla Sicilia (io e Yus siamo siculi) a Milano e poi sino a Boston.
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Leeander + Yus @ JACK: Altoprofilo FoundersChe dire… è stato divertente e sono felice di aver contribuito a far nascere una “star del software” nonché prendermi la definizione di “importante ed acclamato designer di interfacce”. D’altro canto, ieri l’altro sono stato “Ingegnere, Artista, Filoso: Ibrido” su WIRED. :) Quindi potremmo chiuderla così, a lieto fine… Due amici che stanno attraversando un buon periodo.
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O forse no: Forse val la pena di ricordare che questi due ex-compagni di Liceo ci avevano provato a fare insieme qualcosa in Italia (l’articolo qui accanto è apparso su JACK nel 2000), mentre adesso uno sta a Boston e l’altro è un pendolare con la California. Non pensate che ciò sia sempre dettato da scelte ed ambizione, perché spesso è soltanto il risultato della mancanza di opportunità. La strada -in questo caso- è sempre la più dura. …D’altro canto è vero che: non siamo mica tutti meritevoli come Mr-guadagno-500keuro-all’anno-Waterloo. Senza voler infierire, ma neanche dimenticare.
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WIRED
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reuters logo
UPDATE: Adesso di Giuseppe ne parla anche la REUTERS

WideNoise! Una rumorosa news sull’APP Store di Apple

Widenoise sullo APP StoreWideNoise Website

Già ad inizio anno avevo annunciato che avremmo avuto parecchie news. La prima è stato l’aggiornamento delle librerie di data collection di OpenSpime, e l’introduzione dei workshop di Spime Design. Subito dopo è stato il momento di WideSpime, il framework Erlang che consente di gestire i dati in arrivo da centinaia di migliaia di sensori (o altro equivalente). Di fatto WideSpime è l’architrave dei servizi di monitoraggio di WideTag. :)

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Ed oggi, ecco un’altra news: WideNoise!
Arriva su iTunes APP Store la prima applicazione “openspime powered”. Si tratta del concept di noise data collection che Babele presentò in anteprima a Frontiers of Interaction IV. Stavolta l’applicazione ha trovato casa su iPhone. Questo grazie al lavoro realizzato da Folletto con il supporto di vari amici.

L’applicazione in sé non è enorme: registra qualche secondo di “suoni” attraverso il microfono dell’iPhone e poi -attraverso un algoritmo che è stato tarato con un fonometro- (grazie Turri!) tira fuori il dato equivalente in decibel.

L’applicazione ha valenza di strumento per il rapido monitoraggio dell’inquinamento acustico, ma -se volete- anche e soprattutto una valenza più da social networking, perché -da oggi- abbiamo la mappa del rumore (e -talvolta- il rumore può avere le sue valenze positive).

E’ ARRIVATO IL WIDGET!!!
Non solo potete vedere la MAPPA GLOBALE del RUMORE, ma -se avete la vostra applicazione WideNoise su iPhone- vedrete visualizzate sulla mappa le vostre detection.

Privacy: Da quando attivate il widget e lo mettete -ad esempio- sul vostro blog, sapete che il vostro iPhone aggiornerà in realtime il widget del vostro sito web (e solo quello) con vostra ultima detection con tanto di posizione GPS!


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Se vi piace, cliccate su http://tinyurl.com/buywidenoise (apre iTUNES alla pagina WideNoise)

Facciamoci l’acqua da soli!

brita advParto volentieri da questa shockante immagine pubblicitaria (Toscani Style) per raccontarvi il mio personale rapporto con le CASSE di acqua da bere. Semplicemente: NON MI VA di caricarmi l’acqua dal supermercato a casa, e NON mi va di vedere ingiro tutta la plastica conseguente.

Parto da una premessa:
Tutti dovremmo sapere che produrre le bottiglie di plastica che usiamo per imbottigliare l’acqua, viene usata una significativa quantità di PETROLIO. Tutti dovremmo sapere che le casse di acqua che compriamo al supermarcato viaggiano spesso per migliaia di chilometri su TIR e che -durante il loro percorso- possono anche rimanere settimane o mesi stoccate da qualche parte (spero non sotto al sole). Tutto questo è insensato e il design e la tecnlogia, sia in termini di processi che di approcci, sono già pronti a fornirci delle alternative. Adesso sta a noi.

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Viaggiando per gli States, già da MOLTI ANNI avevo adocchiato diverse soluzioni per “filtrare” l’acqua da rubinetto e “trasformala” in acqua che ha un buon sapore e maggiore purezza. In particolare ho visto filtri grandi inseriti in frigoriferi o che ti danno un secondo rubinetto accanto al lavabo (appunto per l’acqua da bere), piuttosto che -soluzione più easy di tutte- le caraffe della BRITA. Le trovi praticamente in casa di OGNI AMERICANO, dalla East alla West Coast.

brocca BritaLa soluzione BRITA è semplice: Hanno messo una caraffa dentro l’altra e ci hanno messo un filtro nel mezzo. Certo risparmi di portare ingiro le casse d’acqua e NON devi buttare via centinaia di bottiglie di plastica ogni mese, ma resta comunque da smaltire il FILTRO che -ogni mese- va cambiato.

Personalmente, non so moltissimo di come funzionano davvero questi specifici filtri e se smaltirli come semplice plastica è sufficiente, però mi sembra già un bel passo avanti e -da circa un anno- ho trovato queste caraffe anche in Italia e le stiamo usando in casa. Addio bottiglie di plastica. E’ un primo passo di cui mi sono -per qualche tempo- sentito soddisfatto.

Poi un giorno, girovagando alla ricerca di tecnologie da film, sono capitato su questa pagina, ed ho scoperto l’esistenza del WaterMill.
termill

Improvvisamente c’è una tecnologia che produce acqua pulita e disinfettata a partire dall’umidità dell’ARIA!!!. Pensavo l’avesse inventata Silver Surfer, ed invece è stata una azienda che si chiama Element Four e che ha come Vision:”We invest in research that will provide water to everyone on Earth by the year 2020” - NOTEVOLE! (Leggilo anche su Zeus)

Avevo già sentito di apparecchiature portatili per “produrre” acqua destinate a zone svantaggiate, escursionisti, etc. Ma NON ne avevo ancora avuto una traccia così evidente.

Pensateci un attimo: Pannelli solari e/o altro modo di generarsi da soli parte dell’energia. Apparecchiature che rendono LOCALE la produzione e purificazione dell’acqua… Non vi sembra EVIDENTE che l’intero mondo stia passando dall’ottica BROADCAST (tipo televisione) ad una ottica a Rete (tipo Internet)?
Siamo pronti a comprendere e gestire tutta questa nuova INDIVIDUALITA’ e LOCALISMO? Non eravamo su una terra piatta?

non so perché, ma comincio a pensare che l’EFFICIENZA del Pianeta dipenderà da come sapremo METTERE in RETE questi nuovi LOCALISMI (tutti bidirezionali perché nnon c’è più il produttore o il consumatore), nonché gestire in modo AUTOMATICO un sacco di diavolerie che saranno colme di sensori. Il punto è, semmai: quando si comincia?
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Disclaimer in merito ai prodotti citati
Badate bene, il prodotto perfetto -probabilmente ancora- NON esiste. I filtri, le batterie, varie componenti di brocche così come di apparecchiature degne di STAR WARS -comunque- vanno periodicamente cambiati e smaltiti.

Se volete leggere un parere adeguato su WaterMill, lo trovare sul MITICO Treehugger.

Ah, ho capito, siete comunque ancora convinti che l’acqua in bottiglia sia più pura e di miglior gusto.
…ok, l’avete voluta voi :) Date un occhio a questo video della pazza e americanissima (non è al 100% un complimento in questo caso) ditta Penn and Teller, in BULLSHIT!!!.

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E quando l’acqua serve alle Piante?

Cosa può fare la tecnologia? Si possono evitare gli sprechi ed ottimizzare le irrigazioni.
La risposta è SI. E che si tratte delle piante in balcone o di una estensione coltivata, le soluzioni emergenti sono diverse. Io ho scelto di mostrarvi questa: basata su sensori che si installano sulle foglie delle piante/alberi e sono alimentati da un pannellino solare!

Sapete che vi dico?
Se proprio non sapete come eliminare le ultime bottiglie residue, mandatele alla Motorola. Sanno cosa farne. :)

ah, a proposito di soluzioni per un mondo sostenibile, si può leggere questo libro di Lester Brown, che lascio descrivere a Beppe Grillo: “nel libro c’è tutto ciò che dovremmo imparare e trasmettere ai nostri figli”.

ed ora, un commercial video che -nella sua parte iniziale- esprime al meglio, la questione BOTTIGLIE DI ACQUA: un grande nemico. (pubblicato su YouTube il 31 dicembre 2008)

Come video alternativo eccone uno 50% serio e 50% divertente.

David ha fatto un bel video su IoT. Dagli Spime alle Reti Autonome

La RETE dei cellulari, composta da miliardi di elementi, è probabilmente l’ultima che potrà contare sulla cura che ne hanno gli esseri umani. Le prossime Reti, composte da centinaia di miliardi di oggetti, dovranno NECESSARIAMENTE essere autonome.

NOTA: (Mentre passeggi per il Bosco sembri un novello Piero Angela. Sulla sedia da negozio Dolce e Gabbana, invece, un vero Guru. Forza David)


Se vi state chiedendo come fa a funzionare una rete composta da centinaia di miliardi di oggetti, state cominciando ad interessarvi a quello che accade qui. La strada è segnata.