Archive for the 'apple' Category

    Aug 16 2008

    iDELL: come la FABBRICA del PC per tutti ha reinterpretato gli iMac

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    iDELLNon so perché DELL abbia atteso tutti questi anni per “rifare” gli iMac che -nel 1998- resuscitarono la allora morente Apple. Certo non è l’ All-in-one, ma quello forse oggi non avrebbe più senso. Non almeno in salotto, dove i nostri televisori (non il mio a dire il vero) si sono evoluti in modo straordinario, passando al digitale ed all’alta risoluzione.

    Colorare i computer e rimpicciolirli oggi è dunque una questione estetica da arredo di interni. Un modo per far convidere il diavolo computer e l’acquasanta divano da soap opera.

    Comunque sia, qualcosa che mi piace c’è. Tanto vale parlarne.

    imac_flowershot.jpgNel 1997 Steve Jobs tornava come Ceo ad-interim alla Apple e -nel giro di due anni- ne determinava il passaggio dal quasi fallimento al sogno. Le sue tre armi furono:
    1) Una potente scure con cui abbatté senza alcuna pietà ogni progetto non strettissimamente core (da Newton, all’ATG, dalla dozzina di modelli desktop allo sviluppo di un nuovo OS figlio del vecchio MacOS)
    2) Usare l’OS simil Unix di Next come nuovo cuore del MacOS
    3) Reinventare il personal computer, introducendo gli iMac.

    Gli iMac colorati -i primi ad apparire sul mercato- diedero al design applicato all’informatica, uno stimolo senza precedenti.
    Per la prima volta eravamo dinanzi ad un vero all-in-one. Per la prima volta il COLORE abbatté la barriera del nero o beigé per prendere -sfolgorante delle sue trasparenze plastiche- un posto di primo piano su ogni scrivania.

    Difficilmente dimenticherò il centinaio di iMac ROSSI delle Internet-room di Harvard University. O le dozzine di iMac colorati sfoggiati da receptions di aziende e casse di negozi.

    coolers.jpg

    La corsa all’emulazione fu universale. Nacquero ogni genere di prodotti di consumo trasparentosi e colorati, con punte TRASH notevoli. Poi, improvvisamente, più nulla. La stessa Apple, si convertì al bianco e -uno dopo l’altro- i colori sparirono dalle scrivanie e -al più- si infilarono nelle tasche sotto forma di iPod, o dentro le nostre borse sotto forma di PC colorato Ferrari e altre comparsate minori.

    Certo, anche il bianco dell’iPod è stato clonato in miliardi di modi, ma le sue versioni in colore non riuscirono a destare l’impressione dei primi iCandy. Ma fu soprattutto tra i desktop che ogni tentativo di riprendere il filone del colore o introdurre nuovi materiali, fu fallimentare. Almeno sino ad oggi.



    iDELL bambooiDELL
    Girando ingiro per il web, qualche settimana fa, mi sono imbattuto nel sito della DELL. In home troneggia il desktop compatto -in stile Apple Mini- di ultima generazione. Si chiama HYBRID e vuol essere STILOSO, MODAIOLO, DESIGN CENTRICO e persino un pò ECOLOGICO.

    L’occhio mi è andato subito su la giardinetta di famiglia, un computer il cui case è realizzato in bamboo e che subito mi è piaciuto per il suo stile a metà tra il vintage e la texture di default di SecondLife!

    Osservando i sei colori proposti per Hybrid il richiamo è effettivamente a metà tra i colori di Zune e quelli della seconda serie di iPod colorati. La mascherina, sempre NERA, mette in bella mostra soltanto il led/pulsante di accensione e la scritta HYBRID. Il resto, una volta tanto è ben nascosto altrove o eliminato.

    La prima assenza rilevante per lo stile sono i mille bollini e marchi, INTEL inside, scheda grafica tal dei tali, scappellamento a destra, etc etc, con cui -di solito- i PC vengono carrozzati. Come fossero macchine da rally sponsorizzate. O come se l’acquirente dovesse compiacersi degli adesivi ed accorgersi tramite essi della potenza/bontà della roba che ha acquistato.

    Altra assenza, le COMODE PORTE POSTE SUL DAVANTI! Che hanno senso su desktop tower di quelli che di solito stanno SOTTO alla scrivania, ma che hanno zero rilevanza sui compatti di questa categoria. NOTA: Semmai, le porte andrebbero ridondate su monitor e tastiera!

    iDELL

    Ma gli iMac -colorati o no che siano- sono sempre stati ALL IN ONE, mentre questo iDELL è un desktop compatto da salotto che più che altro è paragonabile al semi-dimenticato Apple Mini. In tal senso, DELL ha pensato dei computer da collegare -anche e soprattutto- alla TV (HDTV e DVI) e non ha neanche dedicato tante attenzioni nel progettare una adeguata serie di monitor LCD.

    A proposito di monitor… A molti è proprio il piedistallo metallico della più recente serie di iMac non fa impazzire. Stiloso forse, ma minimale al limite del povero. Certo mille volte meglio del piedistallo di iDELL, che sembra un lavoro da artigiano locale del profilato di alluminio.

    Un altro dettaglio del genere “VORREI ma non posso” è la mascherina frontale, infatti -tenuto conto del duplice potenziale orientamento verticale o orizzontale del PC- mostrerebbe il LOGO HYBRID con un orientamento sbagliato in almeno uno dei due casi. Ecco che la soluzione cheap è stata trovata inserendo nel pacchetto DUE mascherine!

    Alla Apple, minimo si sarebbero inventati un sensore per leggere l’orientamento, o un logo girevole. :))

    Ok, qualcuno dirà che sui PC bisogna sempre tenere molto accuratamente d’occhio il prezzo ed un logo girevole non ci stava dentro, ma -proprio parlando del prezzo- a me vien da dire che Hybrid è già caro così.

    iDELL family

    Oramai uso l’iPhone come metro di paragone di quasi tutto quello che ha a che vedere con l’informatica. Ebbene, dal mio punto di vista, se un iPhone -ad elevato tasso di innovazione e miniaturizzazione- costa 600 euro, un normalissimo computer da salotto con il case colorato (e senza monitor) non può costare lo stesso prezzo.

    Vero, su Hybrid potete scrivere un vero testo, editare un filmato etc etc, ma se è per il salotto serve più che altro a vedere i film, le foto, etc. Ebbene, attendetevi di poter fare tutto questo con un semplice iPhone e un account Netflix o equivalente.

    Dico la mia:
    1- un iPhone non dovrebbe costare più di 399euro senza vincoli di contratto
    2- un Hybrid o MacMini 299€, perchè ha più performance e più stile del laptop da 100 dollari che -sempre a mio modesto parere- dovrebbe rappresentare la pietra di confronto.
    3- un mac air con la potenza grafica decuplicata o un desktop superpompato? 999euro!



    TORNANDO AL BAMBOO…
    La cosa mi incuriosisce e -forse- ne comprerò uno. Naturalmente soltanto quando potrò avere in combo un TV in bamboo con presa HDTV ed un servizio di Video on Demand basato su internet.

    …tanto, non so perché ma ho come il sospetto in Italia -alla solitaria “avanguardia” nel digitale terrestre- prima che trovi spazio un Netflix della situazione, i costruttori di TV avranno finito la plastica.




    NOTA: The Apple Museum

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    Jun 24 2008

    Jobs on the Borders

    Filed under apple, jobs, borders, books

    Number ONE in Palo Alto's bookstoreIl Jobs in questione è Steve Jobs, e BORDERS è la libreria (ennesima catena Usa) che sta sulla strada principale di Palo Alto (CA), proprio dinanzi ad un Apple Store.

    Sono stato spesso in questo negozio Borders ma MAI avevo notato la parete con la TOP 20 dei libri più venduti in questo punto vendita. E’ evidente la curiosità di sapere che diavolo leggeranno tutti questi geek, scienziati, professori, ricercatori e milionari vari di Palo Alto, no?

    Perché?
    Perchè Palo Alto, come Cambridge (Boston), Berkeley e pochi altri luoghi sono dei fari per il nostro mondo e ci dicono molto anche di noi stessi. Tempo fa, grazie ad una traduzione di Internazionale, mi sono ritrovato a leggere un articolo di Paul Graham dal titolo “Cities and Ambition“. Se le città che ho menzionato rientrano tra quelle per voi ideali, vi suggerisco CALDAMENTE di leggerlo.

    Bhe’, volete sapere cosa si legge qui? In prima istanza: Science Fiction (Gibson), Politica (tutti i libri che parlano dei candicati e qualche altro che parla di come Bush ha distrutto l’America), Green (come salvare il pianeta) ma soprattutto si parla e si legge di STEVE JOBS!

    Beh, ci sono parecchie ragioni per cui in un posto come Palo Alto, “Inside Steve’s Brain” del mio QUASI OMONIMO Leander Kahney di Wired è in cima alla lista, ma la più evidente è il tempismo. Si sa infatti che Steve sta nuovamente male e si teme possa essere qualcosa di grave.

    WWDC
    (Jobs esce dalla Sala al termine del WWDC - giugno 2008)
    .

    beh, sino a quando erano i blog a dirlo… beh, who cares, ma qui siamo nella Silicon Valley e Jobs abita a meno di 2 miglia dal negozio Borders. Quindi, quando l’altro giorno ho incontrato un nuovo amico in Cisco la cui figlia va a scuola con Jobs, lui mi dice:”…se lo vedi visibilmente emaciato e poi fa un keynote a mezzo servizio -il primo in cui è stato così poco efficace direi- allora cominci a preoccuparti…

    nota: Ebbene si, Jobs non è un “invisibile” e se non sei un dipendente Apple puoi persino arrischiare un sorriso senza rischiare di essere licenziato!

    beh…
    Preso anche io dalla Jobs Mania, dentro allo stesso BORDERS ho comprato 3 libri. Uno non nuovo ma che non avevo. Eccoveli:
    Inside Steve's Brain | iWoz | Pixae Touch

    .
    Inoltre, se volete saperne qualcosa di più di questa jobs-malattia, date un occhio anche a questi articoli (in ordine di rilevanza!) :
    - Apple Will Flourish With or Without Steve Jobs
    - The incredible shrinking Apple CEO
    - Steve Jobs’s Appearance Grabs Notice, Not Just the IPhone (WSJ)
    - After Steve Jobs: Handicapping Apple’s back bench (Fortune)

    Beh, spero che qualunque sia lo stato di salute di Jobs (e ovviamente spero per il meglio), la Apple sia molto più che una azienda guidata da un leader carismatico. Immagino che in molti abbiano imparato il mestiere. Adesso, ovvero nel caso che ce ne sia il bisogno, si tratta di non mettere un idiota alla guida.

    Saluti dalla Silicon Valley.

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    Jan 16 2008

    La via Otellini vs. la via Jobs

    Filed under apple, jobs, intel, otellini, macbook, air

    Immagine 9.pngQuesto post NON è un report di quanto Intel ha mostrato al CES o di quanto Apple ha appena introdotto sul mercato. Semmai è una valutazione di due approcci sostanzialmente diversi, infatti -dietro scelte di comunicazione dal format molto simile- c’è una grande diversità di vedute su quali prodotti possano rappresentare il near future e l’orizzonte a breve. Non è una disfida, perchè in fin dei conti anche Apple usa i chip Intel. Semmai una opportunità per guardare oltre. Ma cominciamo dall’inizio… Continue Reading »

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    Sep 13 2007

    La musica che compri da iTunes è embeddabile nel tuo blog

    Filed under apple, iTunes, Fuggetta

    Ho sempre ritenuto Apple molto internettiana ma poco web-oriented. Lontana dai gadgets e dalle chicche web2. Poi oggi, leggendo il sempre interessante blog di Alfonso Fuggetta (che non ha bisogno dei miei complimenti, ma è tra le poche persone che scrivono robe sensate nell’italiaca blogosfera), scopro questo tools che rende pubblici e visibili da web, gli acquisti e le preferenze che tu fai attraverso iTunes. Devo ancora decidere se il gadget è utile, nonché se voglio far conoscere i gusti musicali della mia famiglia a chi passa dal mio blog, ma… mentre ci penso, sperimenterò.
    ah, occhio, cliccando sui nomi dei gruppi vedete gli album, ma cliccando questi si apre iTUNES

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    Sep 07 2007

    Nuovi iPod, ok. …ma che impressione STARBUCKS

    workplace, home and... starbucks
    Ricordo ancora la prima volta che entrai in uno Starbucks a Palo Alto. Usavano un termometro per misurare la temperatura del mio caffelatte, e questo mi sconvolse non poco. Non li capivo ancora molto sti americani. Nel senso che parevano scemi, ma accidenti a che risultati arrivavano con le loro “banali” check-list!
    Da quella prima visita sono passati oltre dieci anni, e adesso la Starbucks è un monumento alla User Experience. Continue Reading »

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    Aug 22 2007

    iPhone… giochi (Nes) e SIM italiane

    Filed under apple, iphone

    Fare retrogaming su un iPhone è una ficata. Complimenti a chi ha fatto in modo che la cosa possa funzionare. ah, a proposito di funzionare, adesso l’iPhone “mangia” anche le SIM delle telco italiane. Non è una soluzione “ufficiale” o supportata da Apple (anche perché in molti sperano che l’iPhone per la EU sia una UMTS) e -perché funzioni- è opportuno leggere le seguenti istruzioni

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    Jun 12 2007

    Steve Jobs: ancora una lezione di strategia

    Filed under apple, jobs, iphone, safari

    Immagine 28.png
    Perché dovrebbe aver senso dare gratis agli utenti Windows il browser gioiello della corona di Apple? Non soltanto c’è il rischio che non sia rilevante per gli affezionati di explorer (leeento), ma c’è la probabilità che -se gli piace- diventi un motivo in meno per passare a mac. D’altro canto non è iTunes che -se lo metti su windows- ti fa vendere delle canzoni e degli iPod. Safari lo regali… ed allora perché?

    Immagine 39.pngBeh, si da il caso che Safari sia l’unico vero modo di sviluppare applicazioni su iPhone che è e rimane una macchina chiusa ma ha dentro l’engine di Safari e quindi qualunque cosa funzioni su Safari su web/internet funzionerà anche su iPhone. Quindi… adesso è chiaro: gli sviluppatori iPhone su Windows dovranno pur vederla da qualche parte la loro applicazione!

    Secondo me, questa è strategia ai massimi livelli. Come al solito, da Jobs c’è da imparare.
    ah, avete un amico che ha detto “che me ne faccio di Safari su PC?” beh, spero che non gli abbiate affidato i vostri soldi o -peggio- lo sviluppo di tecnologie da cui dipendete.

    update: a proposito di tecniconi che la sanno lunga, ecco il parere del mitico-istrionico-windows-centrico Joel Spolsky.

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    May 17 2007

    Non pensate di sapere già. E’ un errore che può portare ad estinguersi.

    Il documentario “Una scomoda verità” voluto e condotto da Al Gore va visto senza esitare o accampare scuse. Adesso si trova anche in edicola, in italiano.

    - video su youtube (c’è della pubblicità…)
    - trailer ufficiale dal sito Apple
    - sito dedicato con indicazione delle azioni che è possibile intraprendere

    ps. dato che Al Gore pare non più avere la possibilità di fare il Presidente degli Stati Uniti d’America, ho pensato: non potrebbe assumerlo noi come Primo Ministro? Se l’idea -anche se inapplicabile- vi piace, fate così: usatelo come benchmark. Prima di votare qualcuno alle prossime elezioni, provate a pensarlo a dialogo con Al Gore. Se il vs. candidato “regge”, votatelo. Se capite da soli che farebbe la figura del cretino o semplicemente non è all’altezza, beh… cambiate candidato.

    Anche perché, come mi disse anni addietro il mio caro amico Giuseppe dagli Stati Uniti:”Vedi, il problema dell’Italia non è che avete Berlusconi. Noi abbiamo BUSH! Il problema è che negli States le elezioni le ha perse Al Gore. In Italia le ha perse Rutelli“.

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    Jan 09 2007

    Introducing iPhone: la Apple ridisegna se stessa - update: ascoltate il podcast con Luca Mascaro

    Filed under UI, apple, mobile, podcast, design, iphone

    iPhone

    Qualche giorno dopo aver introdotto il 2007 come “l’anno della sfida“, arriva puntuale la risposta Apple. Se “rivoluzione” è il termine giusto per quelle tecnologie che cambiano aspettative e abitudini della gente (in massa), allora l’iPhone è una rivoluzione e la Apple è -definitivamente- una azienda “matura e consapevole”. Capace di innovare senza farsi chiudere nell’angolo dai competitor, così come dal proprio stesso successo.

    —-> view as slideshow (Flickr)
    Apple: no more computer multi-touch UI Immagine 74

    Nelle foto: 1. Non c’è più la “Apple Computer Inc” ma solo la “Apple Inc.”
    2. Gli input devices che hanno cambiato la storia di Apple (e del Pianeta Informatico)
    3. Gli store CINGULAR (come dire la nostra TIM) che venderanno l’iPhone

    - il video del Keynote
    - l’iPhone sul sito Apple
    - LEEANDER, entra nella raccolta di pareri e idee pubblicata dal Corriere della Sera

    iPhone Revolution: Luca Mascaro & Leeander in podcast

    - iPHONE REVOLUTION: Leeander & Luca Mascaro dibattono di iPhone, delle sue basi (UI), del “computer” del futuro, del mercato.

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    Jan 03 2007

    Apple: la sfida più grande

    Apple compie 30 anni!Per chi -come me- vive di design dell’interazione, la Apple è parte e principio di tutte le cose. Lo è per l’introduzione del mouse e le Macintosh Human Interface Guidelines. Lo è per aver dato “asilo” a menti come Raskin, Norman, Tognazzini, Cooper o -per citare qualcuno di più recente- Jonathan Ive. …
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