E’ da qualche tempo che mi gira per la mente una piccola idea: usare la piattaforma gphone/androids per aggiungere un quid di “localizzazione” al “classico” dashboard eBay. A che servirebbe? beh, a trasformare te stesso -mentre vai ingiro- in un cartellone che dice cosa stai vendendo su eBay. Ovviamente, se invece stai cercando qualcosa da comprare su eBay, e vicino a te si materializza qualcuno che la vende.. beh, BINGO.
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Aldilà delle problematiche tecniche -per carità tutte risolvibili- vi starete chiedendo che senso avrebbe ridurre l’intero “mercato” eBay a tutto e solo quello di prossimità . Beh, ha comunque senso: da slancio all’acquisto di impulso e naturalmente…
beh, aggiunge socialità densa. E d’altro canto non è detto che siano solo prodotti quelli che sono in vendita.
Beh, questa parte dell’idea mi mette in un certo imbarazzo. Da un lato sarebbe un toothing avanzato (con tanto di profilo ebay degli astanti e foto), mentre dall’altro è una tecnologia che si presta ad un elevato numero di manipolazioni.
Comunque sia, uno dei punti più controversi è passare dalla “prossimità ” alla identificazione -pensate dentro al metrò- della specifica persona che sta vendendo quello che cercate. Nessuna tecnologia di prossimità può fare in modo che gli lampeggino gli abiti. :)
Però, aldilà delle possibili ed ovvie integrazioni skype, si potrebbe aggiungere un piccolo device indossabile. Potrebbe trattarsi di una spilla di eBay o -come ho visto tempo fa applicato ai lettori mp3- persino un piccolo display lcd da attaccare alla giacca e che fornisce informazioni sugli items che volete transare.
Beh, è soltanto una piccola idea. Chissà però cosa ne pensa gente come quella di Funambol.
Sono molte le cose da dire, ma DUE sono notevolmente più importanti delle altre:
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1) Già con l’iPhone era un bel dire, ma adesso -con il Google Phone- il popolo dell’indice ha gli strumenti per debellare quello del pollice, ovvero: siamo prossimi alla fine dell’interazione tipica con il cellulare (che usi con una sola mano e scrivendo con il pollice), e ci stiamo dirigendo alla velocità della luce verso una tecnica di interazione più “computeresca”, quella per cui reggi il device con una mano e ci interagisci con un dito (tipicamente l’indice) o più dell’altra mano.
2) La seconda cosa da dire è che GOOGLE ha scatenato una seconda enorme guerra anti-Microsoft. Così come il web e -più di tutto- le applicazioni web potenti, gratuite e performanti di Google (ed altri) rende quasi inutili i sistemi operativi (che servono solo per lanciare Firefox), adesso -con Androids- la battaglia è quella per eliminare Microsoft come software di basi di smartphone e dintorni e piazzarsi al suo posto. Ancora una volta non con un OS, ma con le applicazioni, ovvero quello che la gente poi usa.
Sono un Interaction
Designer
esperto di Eye-Tracking, UI multimodali e
di usabilità.
Sul web dal '95. Manager & Designer con oltre 12 anni di attività ho progettato servizi e applicazioni Internet per le maggiori aziende italiane (e non). Mi sono occupato per anni di eye-tracking, interfacce multimodali, prototipazione di device mobili e progettazione di Assistenti Virtuali con UI emotive. Ho co-fondato: Idearium.ORG, Frontiers
of Interaction e e giocato con Photoshakr. Collaboro a diverse iniziative
in Top-IX, UniMiB, Siena
Design Project (UniSI)...
A Marzo 2008, ho fondato la WideTag, Inc. una Company focalizzata sulla Open Internet of Things e con sede a Redwood City, CA. La tecnologia core di WideTag si chiama OpenSpime: un esempio di tecnologia italiana capace di calcare le scene della Silicon Valley.