Se l’iPad/iPhone riconosce con che parte della mano toccate lo schermo

Mi vengono in mente un milione di shortcut, di “gesture” di contesti d’uso ed anche un tot di applicazioni (giochi, grafica, fotografia, etc) che potrebbero giovare da tale riconoscimento. Certo, in qualche caso questo questo potrebbe alzare la curva di apprendimento, ma volete mettere il gusto?

UX Health: reality check 2011

UXCONF | 29 ottobre 2012 | Lugano

L’ottimo Luca Mascaro mi ha inguaiato ancora una volta :))
…e come se fare uno dei keynote a UXCONF (Lugano) non fosse già abbastanza sfidante, io mi sono assegnato un mega-compito: fare il punto sulla UX in ambito health. Bazzecole… :D

Beh, non so se sarò all’altezza del compito ma ci sto lavorando e spero che la storia, anzi le tre storie, che racconterò possano piacere a chi ascolta. Questo post, sia per invitarvi a venire a Lugano, ma anche per lasciarvi sbirciare in anteprima una delle tre storie. Quella di VIDEUM, di cui ho già scritto qui, e che entra in Closed Beta il 27 ottobre, quando presenteremo a Berlino durante l’edizione europea di Health2.0.

Questa foto, scattata oggi in una solare Milano, raccoglie parte del larghissimo team di Videum. Un progetto fortemente voluto da Publicis Healthware & Dotsub, unitesi in questa joint venture, con un obiettivo piccolissimo:

Cambiare per sempre il modo in cui la conoscenza in ambito medico viene messa a disposizione degli abitanti di questo Pianeta.

Videum.com | David Orban, leeander, Michael Smolens

Ci vediamo a Lugano.
ps. Grazie Luca. :)

Morgan Freeman, presenta la Long Now (keynote a foi09)

A parte che una trasmissione di Scienza (beh, divulgazione scientifica) con Morgan Freeman è già di per sé super cool, la puntata con Alex Rose e la LONG NOW Foundation è davvero ispirante.

Se non vi ricordate di Long Now, c’è questo articolo che avevo scritto ai tempi: Che ci fanno Brian Eno, Danny Hillis, Kevin Kelly & Stewart Brand tutti insieme?

Chi era a Frontiers 2009 a Roma si ricorderà del video di Alex Rose e di questo lungo video di presentazione dell’Orologio costruito per funzionare per diecimila anni, introdotto dall’ottimo Davide Bocelli.

Piccola ma molto intrigante la sede di Long Now, posta proprio difronte al Golden Gate. Devo proprio tornare a trovarli.

Progettare gli Oggetti della prossima Internet (TEDx)

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Il TED come Wikipedia, come le AI Class aperte da Stanford, come Singularity University e come -nel suo piccolo- anche Frontiers, sono un patrimonio eccezionale che l’umanità ha oggi a sua disposizione.
Esserne, in qualche modo partecipe, fornisce opportunità di incontro con persone davvero eccezionali. E ispirati da loro, si può trovare motivazione per aspirare ad essere persone migliori. Anche ieri, a TEDxBologna, ne ho viste di persone così.

C’era Bruno Murari, per me un mito, in quanto inventore del MEMS (di cui avevo parlato qui) e -insieme a Faggin- rappresentante di quell’Italia che HA INVENTATO alcuni dei pilastri del MONDO IN CUI VIVIAMO.
Certo, come lui stesso ha detto:”nulla si inventa da zero, nessuno lavora da solo, tanti sono i protagonisti dietro ad ogni piccola innovazione”. Ma è sempre necessario un “motore” e certi essere umani hanno quel quid in più. Ecco alcune foto (wired) che credo diano l’idea.

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E’ stato fantastico l’incontro con Simonetta Di Pippo, persona davvero SPAZIALE (e non solo perchè ha dedicato la sua vita allo Astrofisica) a cui ho potuto chiedere una validazione altissima di un fatto citato nella mia presentazione. Parlavo di Space Junk e volevo essere certo della effettiva pericolosità di questi oggetti rispetto alle missioni orbitanti. …chiederlo direttamente al Direttore dell’Agenzia Spaziale Europea, non capita tutti i giorni!

Ho anche re-incontrato uno degli innovatori italiani di più lunga e coerente carriera, Andrea Carignano leader della Seac02, un luogo dove tra affreschi e sale nobili, vivono computer dediti a rendering 3D in tempo reale, realtà aumentata ed altre diavolerie high-tech.

Ispirato da Gianumberto Accinelli, ho scoperto cose nuove ed interessanti, come: l’amore per gli insetti. E non come Gian, che vuol solo mangiarseli.

E che dire, del viaggio incredibile, da Milano a Shangai, realizzato dalla “auto senza pilota” di Alberto Broggi. Non vedo l’ora che questa prospettiva passi da “invenzione” a “prodotto”. Alcuni aspetti di queste “auto che vanno in giro da sole” sono infatti follemente divertenti ed estremamente utili, ed ho sia delle aspettative da “cliente” che idee da “progettista”, che spero di soddisfare presto.

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E poi, appena tornato da flatlandia, c’era Massimo Marchiori, matematico italiano insignito di premi e riconoscimenti che lo collocano tra i migliori cento del mondo (Technology Review) e che -stranamente o testardamente- vive ancora a Padova! Persino avendo contribuito -con le sue ricerche- al successo di Google. Gente simpaticamente strana, no?

E la storia non finisce lì: C’era chi si concentrava su fusilli di luce, sul trasferimento wireless della energia, sulla fusione fredda… Tutto emozionante, così come -probabilmente- un po’ meno alla portata dei miei poveri neuroni. Fortuna che un po’ di musica e qualche disegno e qualche mappa mentale, mi hanno rimesso in asse.

Infine, va detta una cosa:
TEDx, come le altre occasioni del genere, non sono mai “solo” i relatori. C’era tanta energia anche tra i partecipanti, e di tutto questo -come al solito- bisogna ringraziare innanzitutto gli organizzatori. Come Frontiers, faccio questo “mestiere” da sette anni. Rubando tempo a famiglia e sonno per mettere in piedi un palco e delle opportunità che -con coerenza estrema- non lasciano un euro ma donano preziosissima energia e sorrisi pieni di soddisfazione. Per questo, per quanto ogni edizione prima o seconda sia sempre perfettibile, il mio grazie va ai ragazzi del team di Bologna e alla DUCATI, padrina di casa assolutamente gentile e trasparente. Ne so pochissimo di moto, ma da ieri loro hanno il mio rispetto.

Un grazie -anche- per aver reso possibile che io raccontassi questa storia:

Progettare gli Oggetti della prossima Internet (TEDx)

Su slideshare ci sono già le note alle slide, mentre spero che il video e/o altre versioni del mio live siano presto disponibili e possano dare pienamente l’idea di quanto sta oggi accadendo sia nella IoT in generale che nello specifico della eHealth in particolare.
Per chi fosse interssato a questi argomenti, in PHI ho dato vita ad una eZine specifica: GEEKS of HEALTH, dove da Amber Case agli scenari IoT, di cose ne stanno passando.

Una nota finale: Questa presentazione deve molto al lavoro svolto come fondatore e CEO della WideTag, Inc. Tre anni fantastici trascorsi fianco a fianco con David Orban (oggi a NYC) e Roberto Ostinelli (volato definitivamente in CA). Grazie Ragazzi.

TEDx Bologna: 15 ottobre | Slide e Speech sono pronti

http://www.tedxbologna.com/speaker-15-ottobre-2011/

Grazie Steve

Grazie Steve

Il mondo senza quest’uomo sarebbe stato un posto diverso. Se non vicino all’incubo del Grande Fratello (che una volta non era una cazzata televisiva), sarebbe stato un mondo dominato da un certo tipo di mediocrità frenante. Basta guardare a cosa fa ogni giorno LOTUS alle nostre menti ed alla nostra produttività. Basta guardare tutti quelli che hanno saputo avere un prodotto perchè sapevano da dove copiare. Basta pensare a quello che erano i telefoni (Nokia, è qui tutto ciò ceh sai fare???) o il male che l’industria della musica stava facendo a se stessa.

Insomma, persino il più acerrimo competitor deve a Steve Jobs un enorme grazie. Moltissimi abbiamo giovato di ciò che lui ha avuto come visione. Persino mia figlia di cinque anni, per l’iPad che usa e che le ha consentito di imparare infinite cose.

nota: vi ricordate cosa erano i tablet prima di iPad? e cosa potevi imparare usando quella robaccia?

Grazie.

Spero non ci fermeremo qui.
Il dopo Steve è iniziato.
E’ iniziato in Apple, dove -per la prima volta- ieri hanno avuto qualche mini errore sul palco. Hanno un team egregio e per 3/4 anni una roadmap già segnata. Infinito cash… sopravviveranno -spero- senza passare al lato oscuro.
Così come è iniziato fuori Apple. Già pochi giorni fa, Bezof si fingeva Jobs presentando Kindle a colori.
La leadership culturale di tutto una rilevante parte del mondo, è vacante, e spero -almeno- noi si sia fatto in tempo ad imparare la lezione.

Per chi fa questo mestiere dell’interaction che io faccio da sempre, è stata Apple che ha insegnato al mondo COSA sognare e come realizzarlo. Jobs ha saputo far desiderare ed amare i suoi prodotti (roba mai vista prima), ma è davvero futto un fatto di VISIONE.

Ieri, presentando SIRI, hanno compiuto il sogno vecchio immaginato 30 anni (1987) prima. Ma il regalo più grande è stata la disfatta del good enough. Possiamo anche essere costretti ad usare un LOTUS a caso, ma sappiamo bene che fa schifo e che è inaccettabile come standard per il 2011.

Questa consapevolezza che pretende maggiore qualità ed una tecnologia positiva, è il suo regalo. Abbiatene cura.

Vedere cosa poteva essere e quale visione Apple ha saputo OPPORRE è incredibile.

Da qui emerge anche un pensiero per chi pensa di avere un qualche potere aziendale:

Oggi, sappiamo che progettando le cose “giuste” non c’è crisi che tenga, puoi comunque diventare il più forte e ricco del mondo. Non importa se la vostra poltrona è comoda! Importa circondarsi di giovani designer, talenti del digitale, personaggi ibridi, visionari. Importa fare la storia o rassegnarsi all’essere mediocri. Non è con un ctrl/alt/canc che sedurrete il pianeta.

Oggi, io Steve Jobs, voglio ricordarlo con questo video… umano, senza un prodotto, con accanto a lui qualcuno che gli fa una review.

Pensateci, una scena così, sarebbe dovuta accadere in Italia, chissà forse ad IVREA e non a Cupertino.

Adesso, basta scrivere. Ho dei pulsanti da spostare, dei wireframe da sistemare, della visione da condividere. Spero di avere imparato bene e per questo non posso che dire:

Grazie Steve

Da imparare a memoria.
..

Se questo è un paese

Sciopero wikipedia

Corriere della Sera: Un divieto senza senso

Il Fatto quotidiano - Giulia Bongiorno: “Non sarò relatrice di questo obbrobrio

La Repubblica - Caselli: “Togliere le intercettazioni è come eliminare ai medici le Tac

Wikipedia - Sciopero contro la “legge bavaglio

Valigia blu - Comma ammazza-blog: un post a rete unificata

La libertà è partecipazione informata - raccolta firme contro la legge bavaglio

Welcome to Budapest Jungle (PREZI)

>> STORIA ORIGINALE DAL BLOG DI FRONTIERS

This is the Story of Maria, IxD Designer that found her dream job at #foi11, and now she works as designer in PREZI. It was Adam Somlai Fischer in person to talk to us about her, and now we are sharing the story with all you.

Few questions and a long video interview. Have fun.

Frontiers 2011 - Day 2

1. how did you hear about Frontiers of Interaction Conference and WHY you decide to join.
I heard about Frontiers of Interaction at Domus Academy. In that period I was making my thesis project about Healthcare, among other classmates. Going to FOI was part of collecting some fresh knowledge and making some contacts with people involved in the Healthcare Industry. So I decided to join, because I was very interested in participating in the E-Health workshop and to hear the speeches.

2. what company/speaker you already knew before listening to them at Frontiers
I knew some companies like Prezi, Evernote, Frog Design and some speakers like Arna Ionescu from Proteus Biomedical or Fabio Sergio and Thomas Sutton from Frog Design. The one speaker who has been a true discovery for me, is Amber Case, who spoke about the Cyborg Anthropology and the Evaporation of the Interface.

3. how easy was it to meet people and speakers at frontiers
It was very fluent, people were very open to speak with anyone, I can dare to say that everyone was looking forward to make some good connections.

4. will you be part of next frontiers 2012? what do you expect from the next year event?
I will try to be part of the next Frontiers, as for me it has been a good opportunity to meet great people, to hear interesting lectures and to debate during the workshops. I will expect more women as attendants, more brain oxygenation with motivating topics and brilliant speakers who will give an immersive knowledge experience.

Welcome to Budapest Jungle: yes it’s PREZI from leeander on Vimeo.

La UX nel mondo del SW ha fatto un salto: dal cartone al mattone

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Apple ha festeggiato dieci anni di negozi (il primo nel 2001) e di successi. A New York, dove dinanzi al Central Park c’è quello che forse è l’Apple Store più famoso in assoluto, è tutto un cantiere. Un enorme cubo composto da oltre 90 piastre di vetro speciale non era sufficiente e -adesso che la tecnologia lo consente- è il caso di rifare tutto per avere un cubo di vetro uguale ma composto da sole 15. …si direbbe che in Apple non abbiano ancora deciso come usare la montagna di cash su cui sono seduti…

Qualche tempo fa, perduta nella memoria, ha letto di fantomatici MICROSOFT STORE. …così irrilevanti che ho dovuto cercare la voce su wikipedia… ma ci hanno provato. A proposito… qualcuno ne ha mai visto uno dal vivo?


Adesso leggo di GOOGLE STORE!!!
Forse hanno pensato che il problema dell’insuccesso dei Microsoft Store fosse la poca presa del brand negli States e dunque hanno deciso di:
1. Non rischiare il main brand, chiamando questi negozi: CHROME STORE
2. Aprire prima a Londra. Non ho ben capito se puntano più alla minore diffidenza locale o temono tanta la magra da non rischiarsi a farla in casa.

Sono convinto che tutte queste cose, chi legge, le sappia già. Il punto di interesse è però il seguente: c‘è un che di filosofico nel tentare di dare fisicità a questo mondo digitale.

Appena i DVD di installazione spariscono, il software si compra e scarica direttamente dal computer, Apple non consegna più software in scatola al mondo educational… ecco che si costruiscono tempi e tempietti divinatori che cercano di dare forza e atomi al software.

Ecco, però che -occupandomi di UX e non di religioni o filosofie- la mia conclusione va al titolo: Nel software, il nuovo punto da cui far cominciare la progettazione della UX, è il mattone.

Disegnare adeguatamente l’esperienza in Store -oggi- è determinante per il successo degli stessi. E dato l’impatto che sia il succeso che l’insuccesso possono avere sul brand, forse -se ci si cimenta- è davvero il caso di farlo sul serio. btw: avete visto l’arredo del Google Store?!?! E’ esattamente come le loro interfacce: assolutamente prive di carattere ed innovazione.

…maddai…

Videum: health in any language

Questo è uno di quei giorni in cui si può essere orgogliosi del lavoro fatto, ed il video qui sopra può dir poco: è solo un trailer.
Quello che c’è dietro è nato da una intuizione non casuale (ne banale) ma che potrebbe davvero rappresentare una svolta nel come viene generata e diffusa la conoscenza in ambito medico.

Ma voglio raccontarvela dall’inizio…

Come sapete ho avuto per tre anni il piacere di lavorare con David Orban a WideTag. David è adesso il CEO di DOTSUB.

dotSUB, www.dotsub.com, based in New York City, is the leading technology and services provider powering video viewing via captions and translations as subtitles in any language to increase access, engagement and global reach. dotSUB’s Enterprise Solutions are easy, fast and cost-effective, and its clients include Adobe, Bank of America, Electronic Arts, GE, Sotheby’s, Symantec, The Port Authority of NY/NJ, US Army, TED and the World Bank.

Di contro, come è noto, da Febbrario io ricopro l’incarico di Global UX Director in Publicis Healthware.
PHI, come la chiamiamo in breve, è un soggetto davvero unico: basti dire che è una società nata in quel di SALERNO (ed ancora ben ancorata lì), che è però diventata leader nel proprio mercato, al punto da essere parte dell’universo (enorme!) Publicis ed avere acquisito varie companies negli Stati Uniti (headquarter Nord America a NYC)

Insomma, dati i presupposti, non c’è da stupirsi se è scattata la scintilla tra TRADUZIONI e SALUTE ed è nato VIDEUM.

E per dirla nel modo che ci piace… Di fatto, in un mondo connesso in una unica Rete, e dove la conoscenza è quasi sempre già disponibile, la LINGUA è l’ultima barriera.

Lato UX, questo è stato uno dei progetti più impegnativi ed innovativi che ho seguito ultimamente. Ci siamo inventati delle tecniche di interazione come il “live filtering“, abbiamo pensato tutto un sistema di voto/richiesta delle traduzioni, messo a fattor comune la disponibillità dei traduttori volontari con quella dei professionisti, nonchè realizzato una funambolica integrazione tra le diverse componenti di publishing, video, interaction e translation engine.

Insomma,
dopo essere stato presentato sul palco della HEALTH 2.0 Conference di San Francisco… adesso non vedo l’ora che videum.com venga alla luce come beta pubblica (il 27 e 28 Ottobre a Berlino).

La speranza è che -davvero- questo progetto possa contribuire alla diffusione della conoscenza.

Il 29 Ottobre, quindi dopo Berlino, sarò keynote speaker a UX CON a Lugano. Il mio speech si chiama “UX Health: reality check 2011” con tutta l’intenzione di condividere quanto realizzato con Videum.com.