Leeander il Barbaro (alla Biennale)
Baricco ed i Barbari, Molinari & la Biennale, WIRED ed i suoi Visionari: Tutti insieme per NON dover avere PAURA del FUTURO
Questa “allucinazione” collettiva si chiama Italia 2050 e potrebbe davvero contenere qualche brandello del nostro futuro. Da ieri è ufficialmente in mostra alla BIENNALE DI ARCHITETTURA 2010, a Venezia.
Nel mio piccolo, avendo scritto l’articolo sulla Internet degli Oggetti che l’Architetto Cherubino Gambardella ha trasformato in una installazione in mostra al Padiglione Italia, sono uno dei Barbari che ha finito per essere “esposto” in Biennale. Dunque -forse- in futuro ne scriverò.
Per oggi, con Luna, Molinari e Baricco da poter leggere (fantastica occasione), non mi pare abbia senso che scriva io dell’altro. Leggiamoci insieme quello che hanno detto loro ingiro e su WIRED.
Scrive Alessandro Baricco:
… Viaggiamo velocemente e fermandoci poco, ascoltiamo frammenti e mai tutto, scriviamo nei telefoni, non ci sposiamo per sempre, guardiamo il cinema senza più entrare nei cinema, ascoltiamo reading in rete invece che leggere i libri, facciamo lente code per mangiare al fast food, e tutto questo andare senza radici e senza peso genera tuttavia una vita che ci deve apparire estremamente sensata e bella se con tanta urgenza e passione ci preoccupiamo, come mai nessuno prima di noi nella storia del genere umano, di salvare il pianeta, di coltivare la pace, di preservare i monumenti, di conservare la memoria, di allungare la vita, di tutelare i più deboli e di difendere il lardo di Colonnata. In tempi che ci piace immaginare civili, bruciavano le biblioteche o le streghe, usavano il Partenone come deposito di esplosivi, schiacciavano vite come mosche nella follia delle guerre, e spazzavano via popoli interi per farsi un po’ di spazio. Erano spesso persone che adoravano la profondità. …
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- L’intero racconto di WIRED sul team Italia 2050
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Leeander il Barbaro
Nel 2050 immagino realtà l’”Internet degli Oggetti”. Un’Internet più larga e più profonda del web 2.0, su scala planetaria, capace di farsi GAIA, la Terra, e di includere nelle reti sociali sia gli umani che le loro “macchine”. Questa terza ondata di Internet NON si posiziona solo nel Futuro, anzi è radicata nel passato: nel 2010 è già entrata nelle case della gente, accelerando il processo di re-invenzione sistematica degli oggetti. Ripensare gli oggetti di ogni giorno, così come avvenne con l’avvento della plastica, e riformarli perché siano adeguati al futuro nel quale desideriamo vivere: questa è l’opportunità che l’Italia - più di tanti altri sistemi e paesi - è tagliata per affrontare. Un’opportunità strategica, non solo per non scomparire, ma anche per entrare in un neo Rinascimento in cui tornare protagonisti. - Leggi il resto dell’Articolo su WIRED
ALTRI LINK:
- Italia 2050. Da Venezia: l’architettura tra 40 anni (Corriere)
- AILATI under construction (Bella galleria di foto su YMAG)
- Tutto AILATI su YMAG



[...] i perché più profondi del mio interesse culturale (beh, non troppo profondi, resto pur sempre un barbaro), vi raccomando al Prof. Jesse Schell, della Carnegie Mellon. L’unico che -partendo dai [...]
[...] Del primo, legato alla Biennale della Architettura di Venezia, ho già ampiamente scritto in “leeander il barbaro“. (AILATI, Riflessi dal Futuro | Ed. SKIRA | ISBN 978-88-572-0726-1) Del secondo, legato al [...]