Mappe Stellari & Telescopio
disclaimer: D’estate tutti i vari giornali e magazine partono con slancio alla ricerca dell’articolo più insensato, leggero, inutile, etc. Non so se lo stesso morbo ha colpito leeander.com ma questo è senz’altro un post… estivo. :)
Anche quando ho avuto in mano il primo iPhone, era estate. Ricordo mi misi subito alla ricerca di applicazioni di mappe stellari. Comprai iAstronomica, una prima applicazione utile ad alimentare la mia voglia di cielo, ma lontana dall’essere ciò che davvero desideravo poter fare.
L’idea evidente era quella di “puntare al Cielo” e sapere cosa si stesse guardando. Se avesse funzionato in quel modo, sarebbe stata una applicazione perfetta per chi -come me- è un curioso delle stelle che conosce megllio l’universo di STAR WARS che quello che ha sopra la testa.
Purtroppo “a quel tempo” non c’era ancora la BUSSOLA a dire all’iPhone da che lato fosse girato, e quindi, non c’era modo di esaudire quel mio desiderio o anche di progettarsi da sé una appliazione con simili caratteristiche.
Alcuni giorni fa, dalla stessa terrazza sul mare di Vigata, ho ripreso a smanettare su APP STORE alla ricerca della applicazione “giusta”. Ho evitato un paio di fregature “HD” che altro non sono che un libro di fotografie raccolte un po’ a casaccio e con zero interazione, infine ho trovato VITO TECHNOLOGY, che -aldilà delle facili ironie sul nome- ha prodotto due APP che ho acquistato. SOLAR WALK e STAR WALK!!!
Prima di tutto, Star Walk (l’ho preso sia per iPhone 3Gs che per iPad) usa la BUSSOLA/GPS/ACCELEROMETRI per individuare correttamente la parte del cielo che si sta “inquadrando” (anche se qui la telecamera proprio non c’entra nulla) e mostra la corrispondente MAPPA DEL CIELO.
Questa funzione, aldilà di ogni altra, è ciò che rende questa applicazione un modo fantastico di mostare lo stato dello sviluppo della tecnologia degli Umani, nonché un ottimo strumento per scrutare il cielo e scoprirne alcune meraviglie.
Un po’ come SHAZAM in ambito musicale, STAR WALK è una di quelle Applicazioni che mostri agli amici (nel mio caso a mia nonna, che ne è stata stravolta) per stupirli
Altro che dare la caccia a stella polare e orsa minore, con STAR WALK in breve si diventa abili nell’individuare la posizione delle prime stelle (o Pianeti) che emergono al tramonto e dare un nome ad ognuna di esse. Io oramai -tra le altre- sono divenuto un fan di SPICA / HR5056.
Ecco che ben presto, inquinamento luminoso e vista umana, limitano però l’esperienza e un bel vecchio telescopio (che ha anche una fisicità ed un fascino moooolto superiore ad un iPad) può fare molto molto bene il lavoro per coniugare ciò che si vede bene sullo schermo -ma sembra un bel videogioco- con la natura che sta dinanzi ai nostri occhi.
Certo, l’immagine traballante dentro visto nel mirino del telescopio, può competere poco in quanto a dettaglio e quantità di informazioni che l’iPad suggerisce ad ogni pixel di cielo, ma in una notte stellata delle vere stelle sono indispensabili. :)
Il miracolo di Star Walk, sta tutto lì, nel SUPPORTARE e non nel SOSTITUIRSI all’esperienza della osservazione delle stelle a cielo aperto. E’ evidente che la APP in questione -seppur con qualche limite- funzioni anche al chiuso o di giorno, ma -dal punto di vista dell’esperienza- NON è certo la stessa cosa. Di giorno la si accende per curiosità o per mostrarla a qualcuno (e magari scoprire casualmente la posizione della Luna mentre è resa invisibile dal Sole), ma NON ha quel piglio irresistibile che ha dopo il tramonto.
E’ quando le stelle “vere” cominciano a vedersi sopra le nostre teste che accendere l’iPad e puntare il Cielo, diventa un gesto magico.
Si sa che NON è un telescopio e che musiche (tutte molto centrate) e sfondo della Galassia sono… approssimative, ma il gesto di muovere in aria questo oggetto con questo specifico software, davvero pare magia.
E’ parsa tale alla mia nonna più anziana che ha interpretato dinanzi ai miei occhi la più celebre frase di Arthur C. Clarke, ovvero: Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic.
E’ abbastanza interessante notare un paio di aspetti di questo discorso del “magico”.
Il navigatore satellitare è un oggetto incredibile. Ma anche -come preferisco raccontarlo io- “un pazzo con una mappa, un orologio, ed un dio in cielo che gli indica dove si trova in quel momento“. L’interazione con un navigatore satellitare è tutto fuorché “magica”. Certo, ci si può stupire di quanto bene funzioni, ma la modalità con cui si interagisce con un navigatore e la sua “rozzezza” fisica, associata al fatto che “abbiamo visto evolverlo”, NON gli dona alcunché di magico.
Prodotti come iPad associato a Star Walk, innescano invece una reazione pazzesca. Lo schermo gigante, la bussola + gps + accelerometri, e la impossibilità di separare il contenuto “mappa stellare” dalla sua interfaccia… i gesti nell’aria che si realizzano con questa nuova “tavola”, beh tutto ciò è molto magico.
Avendo anche bambini di differenti età (3, 4 e 6 anni) per casa, si è potuto vedere quale incredibile potenziale didattico hanno queste applicazioni di real world. Con la stessa naturalezza con cui si “accetta” un navigatore satellitare, si apprende qualcosa dello spazio ancora prima di avere chiara l’idea di… vivere su un Pianeta!
Qualche anno fa feci tutto un discorso sul fatto che usare la parola “virtule” per distinguere contenuti e prodotti “cognitivi” digitali da quelli fisici fosse solo una questione linguistica, e sarebbe finita con lo svanire nel tempo. Oggi, questi approcci BASATI SU SENSORI ed OGGETTI CONNESSI, aumentano la nostra realtà d ampliano la nostra capacità di comprendere il mondo che ci circonda.
Passato l’anno 2000, il nostro presente è già un futuro immaginato da scrittori di altri tempi. Un futuro dove al posto delle macchine volanti abbiamo preso a costruire nuovi modi di espandere le facoltà cognitive umane. Forse, una riflessione su questo, prima o poi dovremmo farla tutti.





Spazio …. ultima frontiera!
:D
Già… più Frontiere dell’Interazione di così…
Che grande presentazione di questi oggetti del futuro. Futuro ? ma sono già disponibili!! Bravo!!
Bacchettata sulle mani: hai dimenticato di chiudere dicendo che naturalmente il tutto è un flop di cupertino: magari poi ti citano sul fanfarone della sera
Anto’
tu che hai vissuto DENTRO quel palazzo di Cupertino, sapevi già dal primo istante che iPad sarebbe stato un successo pazzesco. Se riesco, voglio postare anche degli stralci di alcune discussioni che ho avuto in Sicilia con persone di alto grado culturale ma del tutto incapaci di cogliere il potenziale di questo genere di tecnologie. Discorsi dai quali si capirebbe bene quanto poco la APPLE e la TECNOLOGIA A vs B siano il focus di questo momento. Qui, oggi, stiamo ridisegnando il genere umano!
Bell’articolo!
Pensavo che il racconto sulla dimostrazione del Teorema di Fermat - che sto leggendo e ti consiglio… avvincente - fosse il massimo per rilassarmi :)
Poi ho visto il tuo articolo e lo scenario - terrazza - dal quale, incurante e rilassato, ci racconti dell’app con la quale stai scoprendo gli astri.
Un bel post estivo. Ci voleva.
Ora torno al mio Fermat.