foi10: Makers & Ministri sotto lo stesso tetto
Frontiers è un motore che genera energia. L’Acquario Romano -durante Frontiers- un Tempio dei Makers. Possiamo tenere per noi soli questo gioiello fragile, oppure provare a condividerlo, correndo il rischio che vada in frantumi ma anche che si irrobustisca sino a divenire -ogni anno- una nuova pietra posta miliare sulla strada del futuro che desideriamo costruire.
Avere sul palco di Frontiers gente delle Istituzioni quelle vere, banche e Telecom Italia come sponsor, un gruppo Jazz. Avere fatto una azienda per gestire Frontiers. Di novità ce ne sono e -per alcune di queste- forse anni fa avrei persino storto il naso.
Ma il fatto è la Frontiera si sposta sempre.
Oggi, una frontiera ardua è l’incapacità degli italiani di collaborare a qualsivoglia piano comune. Darsi una strategia. Provare ad uscire insieme dal pantano.
Oggi, la coerenza con Sè stessi è una variabile. La capacità di donarsi al progetto altrui, una caratteristica estinta. Le competenza, camere stagne. E così, l’Italia non può che estinguersi.
Partendo dalla missione che ci siamo dati, va compreso che il momento è speciale e difficile, e che siamo cresciuti al punto di non poter delegare ad altri la responsabilità dal fare. Siamo MAKER anche per questo. Qui sta la differenza tra chi fa le tribune e chi agisce.
Io sposo l’idea di Riccardo Luna (vedi Editoriale scorso) che sta a noi che capiamo la Rete, la Tecnologia ed abbiamo una VISIONE del Futuro, il compito di condividerla con il resto del Paese.
Incontrare i Ministri nel teatro dei Makers è un passaggio fondamentale di questo nuovo percorso. Non per “entrare in politica” ma per raccontare alla politica che esistiamo anche noi.
Idealmente, non portatori di “rivendicazioni” ma -almeno in potenza- portatori di BENESSERE. Perché se è vero che noi con la testa dentro l’innovazione NON possiamo farcela senza il seguito del Paese, è anche vero che il Paese NON HA SPERANZE di sopravvivere se non attraverso l’innovazione.
Sulla base di questa consapevolezza, Frontiers non ha cercato il Ministro A o B dal nome più meno roboante, bensì il Ministro con la delega per l’innovazione. Questa delega è già in corso da due anni ed altri ne ha dinanzi, volenti o nolenti condiziona la nostra esistenza e -nostro tramite- quella di tutti.
L’opportunità -di per sé abbastanza incredibile- di un faccia a faccia tra makers e Ministri può essere sfruttata per chiedere conto di quanto già compiuto (btw: questo possono farlo anche tanti altri) oppure per far giungere al Ministro il nostro messaggio, le nostre domande sul futuro. In modo da poter esprimere quello che è importante per noi.
Cosa ritengo sia importante?
Se mi consentite la digressione, tra le mille cose che un Governo dovrebbe fare con urgenza, ne scelgo una a grande impatto culturale e pratico, e -tutto sommato- basso impatto in termini di costo di realizzazione.
Qui sotto trovare screenshot e link (sull’immagine) per:
- Open Government Data Principles: I principi base per la democratizzazione dell’accesso alle informazioni che una Nazione genera e -oggi- in pochi controllano e fruiscono
- Open Congress: Il sito che mostra -quasi in tempo reale- l’andamento delle attività legislative al Congresso degli Stati Uniti. Ad oggi, il massimo esempio di trasparenza, nell’esercizio delle funzioni di un Governo.
- Data.gov: Una infinità di dati “grezzi” come anche geoposizionati. Sistemi di analisi semantica e applicazioni. Tutto LIBERO e disponibile per quei cittadini, ricercatori, Enti che volessero avere una fotografia di come va il mondo. Questa iniziativa, che rende disponibili dati prevalentemente di provenienza dal Governo Federale Americano, è stata una delle priorità del Governo Obama.
- CrimeSpotting: Per dare l’idea di quanto queste “statistiche” possano impattare la quotidianità di tutti, farò un esempio non sull’Ambiente o la Salute (che tutti trascurano più del dovuto) ma sulla CRIMINALITA’. Vedere o non vedere GEOPOSIZIONATI ed AGGIORNATI, dati e statistiche sulla criminalità, direi che vi cambia la vita SUBITO.
Se vi piace questa idea, votatela sul blog temporaneo dove vengono raccolte le domande da fare a Brunetta durante Frontiers of Interaction:
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Tornando al discorso…
Questo del 4 giugno è una sorta di incontro ravvicinato del terzo tipo. Basta un nonnulla (ricordate la colomba di Mars Attack) perchè tutto vada storto. Ma se vogliamo avere un ruolo reale nel cambiamento di questo paese, beh queste sono il genere di occasioni che ci servono. E dobbiamo esserne all’altezza.
L’essere “talenti” o il semplicemente sentirsi “superiori” non ci salverebbe se improvvisamente l’Italia subisse una crisi come quella Greca. Il pensare che l’isolamento possa essere salvifico è -di per sè- un concetto medioevale. E SE RITENIAMO che la nostra classe politica -aldilà delle eccezioni- sia fortemente impreparata su tutto ciò che è tecnologia e innovazione -allora- spetta proprio a noi fare qualcosa.
Vedete, secondo me, dobbiamo essere consapevoli di alcune cose:
1. Certo non possiamo rendere onesti i disonesti, o redimere i mafiosi. E certo esisteranno sempre cose e persone più importanti -per un Politico- che noi.
2. Bisogna rendersi conto che NUMERICAMENTE parlando, i fautori della modernità sono una minoranza minuscola e dispersa. Ma questo non deve scoraggiarci.
3. Siamo il Paese con la penetrazione maggiore di cellulari, nonché il Paese che ha esperito una pazzesca diffusione di Facebook. Certo NON abbiamo ancora una adeguata banda larga ma, per come la vedo io, evolvendo i nostri “telefonini” in smartphone che ci tengono sempre connessi al tessuto sociale, avremo delle vere AUTOSTRADE dove comunicare insieme. Tutto questo, banda larga o non banda larga, finirà comunque per per cambiare il tessuto del Paese. Nessuno può pretendere di fermare tutto questo e quindi -in un certo senso- abbiamo già “vinto”.
4. Forti della consapevolezza di questa “serenità distante” per aver già vinto, dobbiamo coltivare il SENSO DELL’URGENZA ed AGIRE per cambiare le condizioni di un Paese che -spesso- si comporta come se NON AVESSE bisogno di noi innovatori, scienziati, ricercatori, formazioni di alto livello, etc.
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Accogliamo dunque -in modo positivo ed intelligente- il Ministo nel Tempio dei Makers.
Dimostriamo con il nostro comportamento e talento, che noi STIAMO GIA’ cambiando il paese (mentre altri chiacchierano).
Facciamogli capire che NON si torna indietro, e che nessuno può ricacciare INTERNET dentro una cassa e nasconderlo in soffitta.
Come nessuno potrà nascondere o cercare di “controllare” un dato, una informazione, una semplice visualizzazione, quando la Internet degli Oggetti comincerà seriamente a permeare il tessuto sociale.
Evolversi, Estinguersi, Emigrare. Ognuno faccia la sua scelta.






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[...] foi10: l’abbiamo fatto ancora Sognatori, Eroi o forse -semplicemente- peccatori recidivi. Lo abbiamo fatto ancora. Abbiamo rifatto Frontiers of Interaction per la sesta volta. E più andiamo avanti e più ci prendiamo gusto. Abbiamo edificato un vero e proprio Tempio dei Geek, e poi -non contenti- lo abbiamo aperto e condiviso [...]