SXSW10: Note da Austin (update 3)

P1020327Facce da sxsw

E’ la mia prima volta a SXSW e c’è molto da dire sulla formula dell’evento, la città, gli americani del texas (e non necessariamente texani), gli italiani presenti al SXSW, il rapporto tra Cinema e Interaction, il rinascimento delle design media company come Frog, Razorfish ed ex Razorfish, etc etc.

Ma prima di ogni cosa: se eTech 2008 è stato SPIME centrico, questo SXSW 2010 è multi-touch centrico. Attorno a questa tecnica di interazione c’è tutto il mondo del mobile, la crescente presenza dei leader di contenuto e l’emergente interesse dei retailer.

Che si tratti del divano di casa con iPad o degli store di automobili con Surface, il multi-touch è -finalmente- andato molto oltre i demo site. Ovviamente è merito dell’oramai consolidato dominio di Apple. iPhone, di fatto, è la principale cosa non organica (oltre due gambe, una bocca, due orecchie, etc) che è condivisa dalla stragrande maggioranza delle persone presenti al SXSW.

Proverò ad aggiornare questo post e trasmettere il mood e le idee del SXSW. E Spero che lo stesso facciano gli altri italiani (non pochi!) qui presenti. Sempre in attesa che le AZIENDE (e non solo gli enti non profit), i GIORNALISTI (che poi chiudono con 50M di perdita le testate economiche) e le UNIVERSITA’ (che necessitano maggiore pragmatismo), si facciano vedere qui alla Frontiera, dove noi -non senza sforzo- viviamo da anni.


CHECKING IN
artichoke by night_DSC2613
L’accensione dei riflettori sul primo South by SouthWest Festival (per gli amici, SXSW) al quale partecipo, è già uno sballo. La città che si auto-definisce “Capitale Mondiale della Musica“, ci accoglie con il suo grattacielo con puntale luminoso a forma di carciofo ed una coda inimmaginabile per il badge della conferenza. In confronto, la coda del controllo passaporti all’immigrazione, è stata una passeggiata nel deserto.

Non siamo neanche in possesso del badge, che già emergono i volti noti del giro delle conferenze e tanti -tantissimi- dei tanti PROFUGHI dall’estinto eTech. Più volte la coda si trasforma in un nuovo format di improvvisato networking.


BENVENUTI AL SXSW: AUSTIN, TX
P1020450_2P1020532

Al mondo ci sono soprattutto DUE tipi di conferenze. Quelle che vivono in modo “indipendente” dalla città che le ospitano e -di conseguenza- spesso sono nomadi, e quelle che -invece- vivono in simbiosi con la città che le ospita. SXSW è Austin, Texas, e non potrebbe essere altrimenti.

Mentre noi geeks siamo qui per la track “interactive“, il SXSW è edificato sulla Musica e sul Cinema indipendente. La città è un indispensabile supporto per l’evento, così come l’evento uno dei motivi di orgoglio della città di Austin.

La musica, in particolare è il cuore pulsante di questa città.
Ad ogni angolo in centro, ma soprattutto sulla sesta strada, c’è una sfilza di locali con GRANDE musica live. NO COVER! Non si paga per l’ingresso e con una birra (beh, facciamo un paio) puoi goderti lo spettacolo. E qui spettacolo non lo fa soltanto chi è sul palco a suonare.
P1020200over human
Austin è il Texas ed il Texas è più che semplice United States. Se non ne è lo Stato bandiera, ne è il costume e la pancia. Qui ci sono più HAMMER che in qualunque altra area del globo. Qui c’è un BBQ ogni 100mentri (e si sente!!!), e l’approccio oversize è frequente e neanche troppo vistoso.


L’APPROCCIO ALLA CONFERENZA: I GRANDI KEYNOTERS
P1020630P1020777

Ehi, ma qui ci sono proprio tutti!?!?! Girando tra i CHILOMETRI di corridoi si incrociano proprio tutti: Peter Morville, Julian Bleecker, David Armano, Jason Calacanis, Jaron Spool, Danah Boyd, Amber Case, Pete Cashmore, Valerie Casey, Paul Graham, Reid Hoffman, Joichi Ito, Guy Kawasaki, Steve Portigal, Aza Raskin, Clay Shirky, Evan Williams etc etc.
…leggete questa lista di speaker e vi farete una idea.

Qui ci sono stati oltre OTTOCENTO eventi in meno di cinque giorni. Una follia del parallelismo. Una mare di opportunità dove devi orientarti o finirai per annegare. Così, un po’ a malincuore, ho deciso di NON RIVEDERE i talk dei famosi Joi, Danah, Evan, lasciare uno spazio per Valerie ma soprattutto cercare idee nuove. Ovviamente ho sentito tutta una serie di talk inadeguati, ma anche qualche chicca veramente fresca. In particolare, ci sono un paio di nomi che mi hanno colpito e che -in qualche modo- finiranno per entrare nel circo di Frontiers.


CUSTOMER SERVICE e USER EXPERIENCE IN SALSA TEXANA
Zappos: The NEW Amazon GuyP1020832

Ad Austin c’è il FREE WI-FI in Aeroporto!
Mai altra città mi aveva fornito un benvenuto così utile e premuroso. Oltre che me, hanno subito accolto le mie esternalizzazioni digitali, dando comfort anche alla mia mente e non solo al mio corpo.

D’altro canto, il wi-fi era anche sull’aereo! e -ovviamente- il wi-fi era in tutti i vari e numerosi building dove ha avuto sede il SXSW. Parliamo di un intero isolato con qualche decina di migliaia di persone ingiro con ogni genere di device e ogni genere di down/upload e tutto che gira a meraviglia.

Forse non sono stato ad Austin, TX ma su Marte.

Ma il wi-fi è solo la punta dell’iceberg del Customer Service.
La lobby dell’Hilton -aldilà degli ovvi servizi legati all’accoglienza dei PROPRI clienti allargata per l’occasione ai visitatori- non soltanto aveva un buon wi-fi, ma soprattutto centinaia di prese di corrente, poltrone, tavoli, sedie e moquette adatta ad essere presa d’assalto dalle ingenti presenze al sxsw.

L’Hilton, mi ha davvero stupito per l’incredibile capacità di gestire con snellezza il traffico di migliaia di persone. Inimmaginabile se non lo si vede.

Per strada come ingiro nelle lobby degli hotel vicini, era usuale vedere il CEO di Zappos (acquisita da Amazon per un cifra folle), parlare con la gente e distribuire i suoi biglietti da visita! (pensateci, e fate un paragone italiano…)
Le copie del suo libro, la storia del customer service come amore -in primis- del proprio lavoro, etc. hanno -anche al sxsw- fatto il giro di parecchie menti.

Tutta questa organizzazione e struttura comunque non è tale da raggiungere la perfezione. Ad esempio, in nessuna sala conferenze c’erano prese vicine alle sedie. Per ricaricare il laptop bisognava abbandonare il proprio posto e andare ai lati della Sala. L’ergonomia delle prese al conference center è stata disegnata per lasciare la gente seduta in terra.

La dedizione al cliente NON è una cosa che puoi “simulare”; Si tratta di una attitudine e di un approccio culturale. Come -ad esempio- nel locale di pesce (fan-ta-sti-co) dove abbiamo potuto scegliere granchi e dolci attraverso dei “VASSOI DEMO”, per nulla high-tech ma estremamente efficaci.
In particolare, il vassoio per mostrare i dolci è stata notevole. Anziché presentarsi con la carta del menu, il cameriere aveva con se un vero e proprio PLASTICO (non ditelo a Vespa) di tutte le torte disponibili. All’inizio pensavo fossero i dolci veri e propri, ma quando ho capito che erano delle riproduzioni, non ho potuto fare a meno di pensare quanta UX ci fosse dentro questo processo e rendering.

Ma l’apoteosi del Customer Service, è stata il talk del blogger Gary Vaynerchuk, con tanto di RAP FINALE (non so quanto improvvisato)! Una BOTTA di ENERGIA!


LA INTERNET DEGLI OGGETTI ED IL RINASCIMENTO DELLE AGENZIE
P1020354mojito
Razorfish c’era al tempo della corsa al web e -dopo un lustro di oblio- è tornata alla grande. La Internet degli Oggetti è qui, e -anche se loro ne parlano in altri termini- sta dando una nuova giovinezza alle “Agency” di un tempo.
Il web è uscito dalla cornice dello schermo e le agenzie lo hanno seguito (anzi in alcuni casi lo hanno anticipato), portando verso il mercato quel mondo di soluzioni e servizi che -per anni- sono stati soltanto concept accademici.

Razorfish, come FROG (che ha fatto presentazioni notevoli, ma questo chi frequenta Frontiers ben lo sa) ed anche Dachis Group (molti conoscono HeadShift) si sono fatte protagoniste di questo nuovo momento di rinascimento e -speriamo tutti- la cosa duri.


FORGET YOUR MOUSE: Touch (is) Everywhere
P1020595P1020464
In un mondo in cui Apple -quinta potenza economica degli United States- assume lo specialista del wearable del MediaLab, c’è poco da interrogarsi e molto da correre.

iPhone -ed altri- hanno già di fatto traghettato il mondo dal mouse (che di certo mia figlia NON conoscerà) alle interfacce touch. Le mille ragioni per cui “touch è meglio” si possono racchiudere in una parola: esperienza.

Ma forse una sintesi così estrema non da adeguata importanza ai side effect di questo cambiamento, ovvero: le tecnologie divengono più facili. La base utilizzatori si ampia (chissà quanti digital-divisi riceveranno un iPad in regalo da figli e nipoti) ed i sistemi operativi scompaiono sempre più in profondità dentro la pelle delle tecnologie.

In termini di evoluzione, abbiamo compiuto un passo generazionale. Da qui non si torna indietro.


AREA ESPOSITIVA ed EFFETTO FARFALLA per WIDENOISE
P1020376leeander making viral widenoise adv @sxsw

Questa qui è una storia tipica da SXSW.
Con Giuseppe Taibi (Board Member Widetag) e Folletto (Principale realizzatore di WideNoise, la iPhoneAPP di Widetag) ci siamo posti l’obiettivo di fare un po’ di buzz attorno alla nostra presenza lì. Austin -per via della musica- è di per sé un posto rumoroso, quindi abbiamo pensato di mettere WideNoise gratis durante il SXSW e vedere come le persone lo avrebbero usato.

nota: Oggi ho visto Alex Lightman, padre di The Infinite Internet usare WideNoise per scegliere il ristorante in base al livello di rumore che c’era all’interno!

Così, armati di qualche stampa in B/N da attaccare con un favoloso scotch fornito da FedEx, abbiamo diffuso la voce sia sul posto che su twitter.

In un solo giorno, così come nel tipico effetto farfalla, WideNoise ha scalato le classifiche, finendo -per due giorni appena- prima in classifica TOP FREE della sua categoria. Non male. :)


COS’E’ DUNQUE QUESTO SXSW?
P1020505P1020645
Ecco le due immagini che ho scelto per descrivere cosa è accaduto qui: Musica e Movimento.

SXSW è un evento di categoria Happening, come Picnic ad Amsterdam. Un posto figo e incasinatissimo, dove si viene più per il networking che per i contenuti.
La lezione appresa è che NON ha senso pensare di crescere senza le Conferenze. Non ha senso puntare tutto su una Conferenza. Ha invece senso, entrare un po’ alla volta nel giro degli eventi internazionali: Esserci & partecipare.

E adesso, archiviato il SXSW, concentriamoci su Frontiers e pensiamo ognuno di noi attraverso il networking e le opportunità di ascolto di talk, come farne un asset personale.

ps. l’immagine qui sopra a destra è parte di una serie di pareti stracolme di offerte di lavoro.

Tags: , ,

Hi, Stranger! Leave Your Comment...

Name (required)
Email (required)
Website
Message