L’Uomo in lattina, e la visione della “casa portatile”
Un paio di giorni fa, nella mia visita periodica al mitico YANKODESIGN, mi sono ritrovato dinanzi questa immagine:

L’articolo, ed il concept che vedete, ha a che fare con un modo più comfortevole di esperire i non-luoghi come gli aeroporti e le stazioni dove ci si possa ritrovare a trascorrere un certo numero di ore.
Il concetto è dunque di una “casa temporanea“.
In realtà, forse la sua forma di ruota, associata alle pareti che fungono da schermo e le dimensioni davvero quasi da scatoletta contieni umano, mi hanno riportato a questa mappa del disappearing computing che ho concepito per WIRED (numero di Dicembre), dove proprio il mio concetto di “Man in a Can” è stato il più discusso nelle revisioni interne, nonché l’unico a NON essere tradotto in italiano.
Pensate se queste route abitabili fossero capaci di muoversi su strada, agganciarsi ad altri autoveicoli…
Forse potremmo persino parcheggiarle impilate in città o -come nel “sogno” della infografica- potrebbero essere parcheggiate in aria (per non occupare spazio in ambienti sovraffolati). A recuperarle a terra e custodirle ci penserebbero dei robot-isola geostazionari, collegati tra logo da “treni volanti” che impilano le “case su ruota” e fanno in modo che si trovino sempre sul drone più vicino a voi (basta un buon software di routing).
In un futuro così :) nei miei giri ingiro mi basterebbe aprire l’apposita applicazione iPhone con cui chiamare il robot-drone volante pronto a consegnerarmi in pochi minuti la mia “routa abitabile” ovunque o -se proprio la zona NON è coperta- andare allo spazio porto più vicino a recuperala.
Ricevuta la mia casa portatile, potrei riposarci dentro, usarla come ufficio e persino farci brevi spostamenti. Insomma, come la roulotte, ma grande quanto una moto. Solo che questa “moto” posso lasciarla ovunque e sapere che mi seguirà e sarà sempre disponibile ovunque io vada.
Certo, i difetti ci sono persino in una casa portatile di questo genere…
La ruota abitabile -ad esempio- NON ha il bagno o la cucina.
Per accedere a queste commodity, serve un “mobile social network” di “ruote abitali” a cui aggregarsi. E a quel punto, sarà quasi come andare ai raduni harley.

Tags: harley, man in a can, routa abitabile


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