La corsa alla Applicazioni iPhone è OK, ma chi fa i test? E Android?!?!
Quando iPhone è nato, iTunes c’era già e pensare ad una cosa come APP STORE è stato -per Apple- abbastanza naturale. E’ così che -quello che era un telefonino- è diventato la NUOVA PIATTAFORMA DI RIFERIMENTO per lo sviluppo di software. Più immediato di Mac, con margini di diffusione da Windowz, con una facilità di programmazione -almeno per le webapp- paragonabile al Flash della prima Era. Insomma, iPhone è stato una manna dal cielo ed i MILIARDI DI DOWNLOAD dall’APP STORE hanno cambiato per sempre la storia dell’ICT.
Con queste premesse e con i consueti ritardi, anche l’Italia si sta svegliando. Sento ogni giorni di una qualche company che sta per lanciare la sua applicazione iPhone: Bravi!
Putroppo, vedo però ingiro, applicazioni che sono state realizzate per pura opportunità di comunicazione. Senza strategia. Senza conoscere quanto esiste già sul mercato e senza aver studiato un minimo i propri asset perché la App realizzata possa almeno avere qualche opportunità di successo.
Andiamo ancora peggio quando si parla di interfacce o User Experience.
A meno dei soliti trenta che sanno di quel che parlano e sanno quel che fanno, sembra di stare ad una Corrida dei dilettanti, sia lato cliente che lato fornitore, affidandosi più alle linee guida che Apple ha infuso negli strumenti di sviluppo ed alla sua revisione manuale (spesso criticatissima) che non a reali competenze di progettazione.
Personalmente, avendo contribuito a progetti 3G da quando il 3G esiste ed avendo lavorato (con con gli amici di SrLabs) a set-up sperimentali per la verifica dell’usabilità di applicazioni mobile sin dal 2004, mi sento piuttosto in imbarazzo quando vedo quell’entusiasmo con cui sia aziende grandissime che startup centrate su iphone, si presentano ingiro con vanteria.
Alla semplice domanda: ma hai fatto dei test? è rarissimo sentire di aziende che rispondano di averci pensato almeno un istante o che effettuino dei test adeguati. Forse si pensa che essere su iPhone è già cool enough e che non ha senso spendere degli altri soldi perché la propria applicazione abbia successo.
La mia posizione in tal senso è ben diversa, e proprio perché penso che iPhone ed Android (e qui vengono i dolori) siano una enorme opportunità di business, ritengo fondamentale ripartire dalle basi e introdurre adeguati concetti di usabilità.
Per farlo, sono andato a vedere a cosa stessero lavorando in SrLabs e -come al solito- li ho trovati davvero avanti.
Oltre che avere un minimo di tecnologia (e già di questa ingiro ne ho vista pochissima), quel che è decisivo è “essere sul pezzo”! Avere quella esperienza stratificata negli anni e focalizzarla poi -di volta in volta- verso quella tecnologia -oggi iPhone e Androd- che modifica lo scenario.
Personalmente, ritengo sempre utili i test, ma è persino vero che qualche volta lo sono ancora di più: divengono fondamentali! In questo caso, la situazione più ALLARMANTE è relativa alle applicaioni Android.

Se infatti le applicazioni iPhone possono “godere” della mano pesante di Apple nella revisione delle applicazioni, su Android c’è lo sviluppo allo stato brado. Tutte le parti di interfaccia utente sono spesso lasciate al buon senso degli sviluppatori, mentre lo stesso Android Market gestito da Google è disastroso.
Altro che “stile Apple”. Con questo modello da coder in testa, le applicazioni Android rischiano davvero di sembrare un patchwork di icone e testi sconnessi.
di contro…
La pioggia di nuovi modelli hardware ed il rapido ingresso di questa piattaforma nei cataloghi di ogni Telco che si rispetti stanno per costituire la massa critica necessaria, ed io intravedo già i disastri (leggi investimenti costosi e sbagliati) che le Telco di turno faranno per “rendere custom” l’esperienza dei propri clienti. In moltissimi, soprattutto in chi possiede contenuti che non invecchiano troppo rapidamente, hanno dinanzi una opportunità favolosa che attende soltanto di essere colta. Fatelo subito! e, vi prego, fatelo bene.
Concluioni:
Mi spiace, non ho una conslusione adeguata per questo articolo. Spero solo che la superficialità non abbia la meglio e che quella che può essere una grande opportunità di business per molti, non venga trasformata in un O.K. Corral dove perdono tutti. Anche in Italia, i talenti ci sono, i metodi esistono, l’esperienza c’è. Non facciamoci del male.
Tags: Android, iPhone, srlabs, usability test, UX


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Credo proprio che la maggioranza delle applicazioni siano dilettantistiche.
Alla fine però la qualità emerge nel successo