Prob (Tt= St)=(1-Mt)k | La Formula della Mediocrità
Oggi è stato il giorno della ufficializzazione della nascita di WIRED, e credo sia uno di quegli eventi che afferma che si può far cambiare e muovere -un pò alla volta- il paese.
Questa ventata di positività fa il paio con i post che sto pubblicando di questi tempi. Prima Obama, poi il post sul “DEAD LINK“, che parlava di come, un semplice cambio di attegiamento, può produrre risultati positivi. E adesso, ho in mente un post che parla dell’entusiasmo come del motore più trascurato dell’economia.
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Il tempo volge dunque al bello? Neanche per scherzo. Non c’è cambio di atteggiamento e non c’è WIRED che tenga se questo paese resta il regno della mediocrità.
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E a questo punto, ci sta un bel discalimer: Questo post non vuole mettere gli uni contro gli altri, né pretendere di rappresentare i talentuosi vs i mediocri. Questo post contiene ironia. E se non lo capite, considerate tutto quello che contiene, una semplice CARINERIA.
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C’è una enorme disponibilità di MEDIOCRITA’ quale materia prima in questo paese. Un pò tutti ne prendiamo atto ogni giorno e -meglio di noi- lo ha fatto Antonello Caporale: autore di un libro intitolato e dedicato all’analisi della Mediocrità in italia.
Prendo spunto dal libro (di cui ho visto presentazione e recensioni ma che NON ho ancora letto), e vorrei che si capisse subito che non è un post CONTRO la mediocrità.
Semmai è un post che vuole gettare un ponte verso il nebuloso mondo della mediocrità che vince nel paese. Un post che vuole cercare di comprendere come far leva su questa enorme risorsa e volgerla in positivo. Perché se l’italia è nei guai, è (anche) a causa della “cattiva allocazione delle risorse intellettuali”.
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In fin dei conti, le poche probabilità di trovare un lavoro decente, dipendono dalla capacità di integrarsi almeno un pò in quell’ecosistema dove -almeno oggi- la mediocrità stravince. E d’altro canto, un mediocre che stia in alto, ogni tanto avrà pur bisogno di far vedere che qualcosa ha fatto. E qui rientrano in campo i presunti talentuosi: pronti ad offrire la loro opera.
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Ma perché dovremmo farlo? perché servire anziché combattare a spada tratta?
Beh, La mediocrità è per definizione incapace di decidere ed evolversi, ed è dunque il principale avversario al cambiamento (tecnologico e non). La mediocrità NON PUO’ ESSERE VINTA. Perchè lei non si batte. La mediocrità va invece compresa, inclusa per assimilazione (come i BORG di star trek) sin dove si può, e -infine- convinta ad usare il talento laddove invece è IMPENETRABILE.
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La domanda che sembra aver mosso Antonello Caporale, Autore del libro:”MEDIOCRI, I POTENTI DELL’ITALIA IMMOBILE”, sembra essere la seguente: Ma perché i mediocri sono tanto potenti in Italia? Ma quello che fa di Antonello Caporale un caso da leeander.com è che -prima di ogni denuncia e contrapposizione- lui parte dal tentativo di schematizzare e comprendere. E’ così che nasce LA FORMULA MATEMATICA della MEDIOCRITA’.
Fateci caso: Questo blog NON ha raccolto gli spunti -seppur notevoli- offerti dai libri (o dal blog) di Gian Antonio Stella & Sergio Rizzo, nè dato troppo spazio all’ammirevole-fantastico BeppeGrillo. Perché prendere per il culo o denunciare è sacrosanto, ma per far evolvere questa situazione italiana serve soprattutto COMPRENDERE e UNIRE.
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Proviamo quindi a capire la formula della mediocrità: Prob (Tt= St)=(1-Mt)k
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Dal sito dell’Editore (Baldini Castoldi Dalai),:
“Definiamo un indice della distanza che separa il talento di un individuo (T) dal suo effettivo successo in ambito lavorativo e sociale (S). La distanza assoluta tra questi due termini rappresenta il grado di inefficienza nell’allocazione del talento di un individuo. Traducendo queste considerazioni in termini probabilistici, in una società ideale la probabilità che T=S è pari a uno. Quanto più bassa è tale probabilità, tanto più inefficiente sarà la società. La variabile M rappresenta la proporzione di mediocri sul totale degli individui, k>1 è un parametro costante nel tempo, e il pedice t è un generico indice temporale.”
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La formula scritta -per Antonello Caporale- da Andrea Petrella e Andrea Tesei, ovvero due giovani economisti che vivono e fanno ricerca a Barcellona NON E’ FACILE, ma si fa capire benissimo. D’altro canto basta guardare al talento che esiste nel paese ed alle nomine “di merito” di ministri, sottosegretari e affini.
Il punto è che per “talenti” non serve necessariamente pensare a GENI tipo EINSTEIN. Semmai il punto è se avere una classe MEDIA, tutto sommato benestante e con gente competente ognuno per il proprio ruolo. Oppure una classe MEDIOCRE, ovvero dove -a via di star tutti al posto che non dovrebbe competere, si finisce per impoverire il paese e mandarlo dritto in pasto a forme di democrazia limitata.
In questo senso il messaggio è: tolti gli Eistein (0,000001%) ed i totalmente idioti, resta un 90% della gente che sta nel mezzo. Non c’è una alleanza di classe monolitica in questa terra di mezzo e quindi una eventuale ondata di cambiamento può realmente controvertire l’ordine attuale. In fondo, comincia a convenire a tutti. Perché con la ricchezza che diminuisce, le torri di avorio di fanno sottili e dato che chi ha talento comunque ALTROVE sopravvive, mentre chi non ne ha è costretto a restare…
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Si, il disastro economico incombente può AIUTARCI.
E d’altro canto sarebbe ridicolo pensare che un cambiamento così radicale della organizzazione sociale del paese avvenisse senza una traumatica ragione.
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Si, sono ottimista.
Forse, verrà un tempo -anche in Italia- dove le parole che mi disse un giorno Giorgio De Michelis, potranno suonare davvero come un complimento (come lui lo intese) e non come una condanna. Cosa mi disse? letteralmente: tu pretendi che la gente pensi. Sei un gran mal di testa per questo paese e penso dovresti andare altrove.
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Adesso magari lui neanche si ricorda. Ma io l’ho sempre considerato il miglior complimento che mi sia mai stato fatto. E c’è un che di ribelle nel persarlo. Perché come dice Antonello Caporale:”questo è un sistema sociale dove c’è chi comanda e chi patisce. Chi è fermo e s’ingrassa e chi corre e non si sfama. Due Italie, una sola storia. Un’inchiesta, forse un saliscendi: il diritto e il rovescio di un Paese che non si rassegna al suo declino“.
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E tornando alla colazione di stamani: Penso che WIRED -ad esempio- sia uno specchio nel quale tutti vorremmo vederci migliori di quel che siamo. Ma non ci può essere trucco. Non stavolta. Non reggerebbe. L’unica via di uscita è DIVENTARE migliori. Insieme.
Tags: Antonello Caporale, carineria, DEAD LINK, Giorgio De Michelis, Mediocrità

[...] se cominciassimo a mutare qualcuno di questi modelli organizzativi capaci di eleggere solo la mediocrità, faremmo strada più rapidamente. Magari, come dice Tom Kelley, il segreto è assumere degli [...]