Obama 349

L’america ha scelto di allontanarsi il più possibile dall’era Bush.
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“Let us be the generation that reshapes our economy to compete in the digital age. Let’s set high standards for our schools and give them the resources they need to succeed. Let’s recruit a new army of teachers, and give them better pay and more support in exchange for more accountability. Let’s make college more affordable, and let’s invest in scientific research, and let’s lay down broadband lines through the heart of inner cities and rural towns all across America.”
— Barack Obama
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…e adesso si può ricominciare a sperare. Vedremo Obama alla prova dei fatti, sapendo già che -fuori dagli States- cambierà molto meno che dentro.
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nota: ma non è ridicolo che i giornali in edicola parlino ancora di potenziale vittoria di Obama mentre -adesso- tutto il mondo sa già che ha vinto? Non è che i giornali -se restano fabbriche di NEWS- non hanno più posto nell’ecosistema dell’Informazione? Non è che -in prima pagina- avrebbero dovuto scrivere COSA CAMBIA? Non è che ha ragione il il “Christian Science Monitor” di Boston, che -con cento anni di storia e sette premi Pulitzer in organico- ha deciso di abbandonare la carta? (via Yus). Non è che -a vedere come Obama ha raccolto i suoi fondi e dove sono state viste e lette le sue parole- oltre che i giornali dovrebbe cambiare anche la TV? Ed infine, non è che -semplicemente- non ha più senso stampare montagne di carta OGNI GIORNO e spostarle attorno al Pianeta perché non è SOSTENIBILE???
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Pensiamoci. E -magari, nel frattempo- non facciamo come quei quotidiani italiani che -stamani alle 08.00- non avevano ancora la notizia di Obama sul sito o nella loro versione mobile. …a fare i fichi che “sono su iPhone” son bravi tutti, ma poi -NEL GIORNALISMO- la differenza sarebbe bene la facessero i GIORNALISTI!
Tags: Barak Obama, Giornali, Giornalismo

sottoscrivo completamente
-Non è che Obama è mulatto e (per comodità e pigrizia cognitiva, o per incisione emotiva) abbiamo deciso che è nero?-
Non è che siamo Italia dove ancora non capisco cosa occupi le giornate delle persone, oltre il bombardamento mediatico?
Arrivano pure gli i-phone…evvai… viva la “libertà” mobile! In mani italiane ogni tecnologia diventa gabbia, ogni convinzione ideologia.
Mi sembra pertinente segnalare la pagina: linux-club.org/node/2960
Dove è possibile leggere la traduzione italiana del programma del nuovo presidente USA Barak Obama per quanto riguarda internet e le nuove tecnologie. Personalmente credo abbracci il pensiero di quanti si muovono nelle scienze sociali e nelle tecnologie, eddai magari in entrambe, applicando un approccio ETICO, per un “futuro ecosistema sociale e interconnesso eticamente sostenibile”. (ditemi se questa frase non si capisce :P)
“All’alba del primo mandato, anche George W. Bush fu costretto a congedarsi dalla comunicazione virtuale, dicendo addio a 42 contatti del proprio staff con cui era solito comunicare via mail dall’indirizzo G94B@aol.com. “Poiché non voglio che le mie conversazioni private siano rese pubbliche, l’unica scelta possibile è quella di non comunicare più nel cyberspazio” (punto-informatico.it)
Per capire la possibilità che è invece Obama per il mondo oggi vi riconsiglio di leggere quella parte del programma, per la prima volta avrei coluto essere americana! (potenza delle convinzioni :P)
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Ho appena incontrato questo tuo spazio Leandro,
ne sono rimasta intellettualmente commossa, praticamente motivata.
Spero di trovare tempo per visitarti nuovamente
ho stabilito che il tempo lo troverò.