Sep 08 2008

    VideoGames tra Socialità e Marketing

    Posted at 1:04 pm under web2.0, games, marketing, spore, rapala, definition, social networks

    foto from flickr - http://flickr.com/photos/29608584@N07/2830544546
    Questo post parla di videogiochi e di come il web 2 ha cambiato alcune consolidate abitudini e definizioni. Prima di partire però è meglio che io chiarisca la mia parzialità, ovvero: in generale trovo la socialità come positiva e il marketing come… variabile. Infatti, la mia personale molto generica definizione di marketing è: tutto quello che, dalla TRUFFA alla buona progettazione passando per ogni forma di comunicazione o inbonimento.. Insomma, tutto, ma proprio TUTTO quello che puoi fare per vendere di più e meglio.

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    Ma adesso, parliamo di videogiochi e -in particolare- di due mie esperienze recenti con: SPORE e RAPALA.
    Spore, lanciato all’E3 del 2006 è candidato ad essere IL super-videogioco di simulazione e -con tale autore- non potrebbe essere diversamente. L’attualità di SPORE è legata alla sua attualissima versione macintosh e persino alla sua comparsa su iPod / iPhone.

    Rapala l’ho invece incontrato un annetto fa, alla comparsa della sua versione per Wii. L’acquisto mi lasciò molto insoddisfatto ed il motivo è che… beh, si fa lunga, leggetevi il post.

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    Nel caso aveste dubbi, fugateli subito! Rapala NON VALE l’acquisto! Se è importante nell’economia di questo articolo è proprio perché fu deludente provarlo. In particolare io lo acquistai per la forte curiosità di comprendere come uno sport di attesa e di natura come la PESCA potesse essere portata dentro un videogioco. Il mio fu dunque un acquisto a fini di apprendimento e -a priori- la Wii offriva “n” opportunità in più che non un banale PC.

    Ovviamente le mie aspettative di progettista -anche se NON di VideoGiochi- erano tutte legate all’uso dei gesti tramite Wiiremote nonché alla presenza della connessione ad Internet di Wii. Beh, uno degli aspetti di maggiore delusione fu proprio il modo in cui il gioco -seppure ricco di scenari graficamente soddisfacenti- non puntava alle caratteristiche chiave del Wii.

    Le gesture erano limitate al momento in cui -canna da pesca alla mano- si effettua il lancio (ed era abbastanza poco naturale come gesto) e -peggio del peggio- la fase di cattura del pesce per nulla intereattiva o graficamente soddisfacente. MALE, MALE, MALE.

    Ma la mia anima di progettista che non si era rivoltata più di tanto per le gesture “sbagliate”, si inalberò parecchio per la totale assenza dell’uso delle opportunità offerte dalla connessione ad Internet.

    rapala

    Nella pesca, e ancor meglio in quella virtuale di Rapala, il momento di maggiore soddisfazione è quando il pesce è in barca. Soprattutto con pescioni enormi come quelli da videogioco, l’ESPOSIZIONE del pesce trofeo era da enfatizzare al massimo. Mi sarei atteso un TOOL per SCREENSHOTTARE il PESCE e MANDALO VIA EMAIL ai miei contatti o amici di gioco!

    In Rapala non c’è nulla di tutto ciò. Non puoi neanche fare degli screenshot da archiviare e niente connessione con altri. Neanche un minimale supporto della funzione email o un modo di esportare qualcosa. Per me:NIENTE DI RAPALA AVEVA SENSO SENZA QUESTE FEATURES.

    Così il gioco finì rapidamente nella parte più remota del cassetto e da lì nel dimenticatoio delle “robe da vendere su eBay”.

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    Eccovi una piccola intro su SPORE, che ho preso temporaneamente in prestito dal sito ufficiale:
    Spore è il tuo universo personale. Puoi creare e far evolvere la vita, stabilire tribù, costruire civiltà, scolpire mondi ed esplorare il cosmo. Spore è composto da cinque giochi, ogniuno corrisponde ad uno stadio dell’evoluzione: Cellule, Creature, Tribù, Civilità e Spazio. Ogni stadio presenta sfide ed obbiettivi diversi.
    CREA Il tuo universo da microscopico a macroscopico – Dalle amebe dello stagno, alle prospere civiltà, fino alle navi intergalattiche, tutto è nelle tue mani.

    Ed ora guardate questo screen shot di SPORE…
    Trasmetti a YouTube

    Non avendo ancora a disposizione una copia di Spore (video trailer), mi sono dilettato nel generare delle Creature con il

    …con SPORE CREATURES CREATOR (video) mi sono divertito un intero pomeriggio, e questi animaletti con i loro balletti e ruggiti hanno intrattenuto persino la mia bimba di due anni! E adesso, la SPOROPEDIA, li attende.

    - Spore Channel su YouTube

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    Adesso, chiarito che la mancata apertura di RAPALA è stata una delusione, mentre il progettare e condividere universi di SPORE una conquista, veniamo all’aspetto di SOCIALITA’ o MARKETING che mi ha portato a scrivere questo post.

    La mia impressione è che:

    1- Niente abbia più senso se progettato in modo CHIUSO. Il ché, non è altro che una altra versione del mio statementTutte le infrastrutture NON collegate ad internet non generano nuovi mercati e sono quindi destinate ad diventare un costo

    2- Non basta rendere un software / servizio upgradabile via Internet o chissà cos’altro. E’ imperativo connettere tra loro i propri utenti.

    3-La pubblicità diretta dei propri prodotti e servizi resta un tassello FONDAMENATALE del puzzle di comunicazione, ma ne determina soltanto il boost iniziale. Nei casi più positivi ed interessanti, saranno i mezzi resi disponibili ai propri utenti/clienti a diffondere ciò che il prodotto / servizio consente di fare. Questo approccio sarà fondamentale per tutta la rimanente parte della vita del prodotto.

    Le conseguenze di questi convincimenti sono non banali. Ad esempio, il budget di comunicazione dovrebbe andare a coprire alcuni importanti parti dello sviluppo software e -come immaginerete- il contributo di chi fa marketing attraverso i social network NON potrà più essere secondario al resto dello sviluppo del servizio. Insomma, la famosa frase:”intanto facciamo in modo che funzioni l’applicazione” è figlia di un periodo dove la complessità del mondo interconnesso non era ancora tra noi.

    Non è una questione di soli “tempi di reazione” o di “aziende in tempo reale”, è una considerazione basata sul fatto che -in assenza di una strategia- il giudizio sui nostri prodotti si diffonderà istantaneamente, globalmente e -in generale- totalmente fuori dal nostro controllo.

    Sinceramente non vedo altra possibilità per il mondo dei “social network” che non quella di finire DEL TUTTO nelle grinfie del marketing delle aziende. Come consumatore non me lo auguro di certo, ma come progettista, so che non se ne può più fare a meno.

    Vi faccio due esempi: Quanti bloggers famosi sono davvero rimesti idnipendenti e campano di altro? A parte i SUPER-famosi che possono avercela fatta, centinaia di altri famosi di mezzo sono stati costretti a passare a libro paga di qualcuno o smettere. Niente di male per carità. E’ da ganzi trovarsi un lavoro in questo modo, ma ogni volta il network “sociale” indipendente abbidica un pò rispetto a vecchi schemi su nuovi media.

    L’esempio più grande? Voi sapete chi è in testa? e se SI, da chi lo avete saputo?
    Tutta l’indipendenza e l’autorevolezza delle sorgenti web2 finisce per avere grossi limiti se viene usata, guidata, raggirata, filtrata, come -in molti- immagino stia avvenendo nel caso delle elezioni Usa.

    4 responses so far

    4 Responses to “VideoGames tra Socialità e Marketing”

    1. elenaon 08 Sep 2008 at 2:12 pm 1

      essendo il marketing 2.0 che mi consente di pagare l’affitto e lo studio delle interconnessioni (in senso lato) che mi fa stare alzata tardi la sera, apprezzo moltissimo questo tuo post.

      ma posso essere sincera? quello che mi ha fatto uscire dalla comoda tana del lurking via feed è stata la commozione di trovare qualcuno che, FINALMENTE, chiama wii al maschile.
      grazie ;D

    2. adminon 09 Sep 2008 at 9:00 pm 2

      Ciao Elena,
      ti ringrazio innanzitutto per aver letto e commentato. Mi dai l’opportunità di dire una cosa scomoda, ovvero: Mi interrogo spesso su quale background abbiano taluni maghi (o sedicenti tali) del Marketing 2.0
      Questo non per stare a dire che chi tal mestiere vuol fare debba essere laureato in chissà cosa (Jobs o Gates NON sono laureati), bensì per provare a capire DOVE sta andando la progettazione. …ed io NON VORREI MAI che andasse in mani troppo lontane da quelle che il progetto lo sanno fare davvero.
      C’è un tempo per i guru del marketing 2 così come c’è stato un tempo per gli ultras dell’usabilità. Tutto passa (anche in CNIPA), chi sa progettare -spero- resti e continui ad aumentare esperienza e larghezza di vedute.

      come ti dicevo… è una cosa scomoda da dire e difficile da dire sinteticamente senza essere almeno un pò parziali.

    3. elenaon 10 Sep 2008 at 4:20 pm 3

      non mi reputo una maga, ma cerco di risponderti =)

      ho avuto il mio primo pc in casa a 7 anni (1991) e la mia prima connessione internet casalinga a 14 anni (il glorioso 1998). complice un background ambientale particolare, ho iniziato da subito a usare questo mezzo in senso ’sociale’, e non come semplice fonte di informazioni.

      il lavoro che faccio ora non è qualcosa che ho imparato all’università (scienze e tecnologie della comunicazione) né alla business school che mi ha dato il diploma di master (marketing, comunicazione e nuove tecnologie): è frutto di una passione ormai decennale, sommata a delle caratteristiche innate - un cervello che funziona come una spugna e sa elaborare velocemente, un buon rapporto analisi/sintesi. che ora l’argomento sia il web 2.0, non è importante. i trend passano, le competenze restano.

      credo che un buon project manager debba conoscere un po’ di tutto (xhtml, css, dinamiche sociali, psicologia, trend, architettura, usabilità/standard, accessibilità, php, grafica vettoriale e raster, comunicazione verbale e non verbale, una prosa ineccepibile ;D, inglese e almeno un’altra lingua straniera, e così via) - oltre a una specializzazione particolare, che nel mio caso sto cercando di costruire nell’ambito del design della comunicazione.

      sono d’accordo sul fatto che il 2.0 passerà (sta già passando?) e chi progetta, invece, resterà. ma sono convinta che ci sarà sempre bisogno di visionari che indicheranno i trend, così come di project manager che ne gestiranno i progetti =)

      [personalmente, non vedo l’ora di sposare un ereditiero e poter così passare il resto dei miei giorni a ordinare libri su amazon, senza dover più interrompere la lettura per adempiere a degli obblighi così triviali - come andare in ufficio, per esempio]

    4. adminon 10 Sep 2008 at 4:48 pm 4

      :) che bello leggerti. Ancora grazie per il tuo commento.

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