Archive for July, 2008

    Jul 31 2008

    Augmented Reality Shock!

    E’ da settimane che penso/lavoro ANCHE ad una nuova Applicazione di Augmented Reality. Penso che questa tecnologia sia ad una svolta. Non è solo un fatto tecnico ma anche un fatto tecnico. Non è solo un fatto di maturità progettuale, ma anche un fatto di maturità progettuale. Ma forse, ciò che davvero oggi fa la differenza, è la capacità della nostra mente di ACCETTARE questo genere di traslazioni. Godetevi questo video stra-cool e onore al suo autore. (via Babele)

    levelHead v1.0, 3 cube speed-run (spoiler!) from Julian Oliver on Vimeo.

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    Jul 16 2008

    Da San Diego all’Italia, il viaggio di Timothy Ferriss e la sua settimana lavorativa di 4 ore

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    Quando -insieme a Giuseppe Taibi e Andrea Vaccari- ho incontrato Timothy Ferriss, non l’ho preso molto sul serio. Lui era all’eTech in qualità di Speaker. Non tanto (o non solo) per presentare il suo americanissimo libro COME LAVORARE 4 ORE A SETTIMANA E VIVERE DA RICCHI, quanto proprio per divulgare la sua ricetta di vita. Beh, Timothy Ferriss è adesso il FENOMENO tra i BESTSELLER made in Usa. Vediamo un pò di che si tratta…

    Conosciuto all’eTech di San Diego, già in quella sede, pareva lavorasse -anche se in modo divertente- molto più di quattro ore alla settimana, e quindi NON mi è sembrato molto credibile. Certo è uno che lascia il segno. Positivo, simpatico, con una volontà di ferro, disponibilissimo a chiacchierare con tutti, uno che è stato su CNN, WIRED, NBC, FORTUNE, FAST COMPANY etc etc e che -oramai- è completamente calato nel ruolo del vincente autore di bestseller.

    Beh, tornato in Italia, mi sono quasi dimenticato di lui. Certo Giuseppe continuava ogni tanto a citarlo, ma con non so se per nota di colore o reale credito dato alla ricetta Timothiana.

    Maddai… ma come si dovrebbe fare a lavorare solo 4 ore a settimana e vivere da ricchi?!?!

    .
    Ebbene,
    non pensavo che avrei visto il libro di Ferriss in italiano in una delle nostre librerie di Milano. Non lo pensavo perché troppo una americanata. E’ un pò come pensare superficialmente al fatto che NON dovrebbe esserci il McDonald in un paese che ha le nostre tradizioni di cucina. Naturalmente sbagliavo! Il mondo è bello perché è vario, e l’Italia è pronta ad accogliere qualunque ricetta per cavarsi fuori dalla disperazione per il vuoto di idee. Ben venga anche Timothy dunque.

    Allora che fare? Beh, compro il libro e lo leggo. Tanto siamo ad Agosto (quasi) e almeno in vacanza lavorerò una cifra di ore vicina alle 4 a settimana.

    Beh, l’idea lanciata da Timothy è provocatoria! Lui dice che è NECESSARIO sfruttare le nuove tecnologie per diminuire drasticamente il tempo che passiamo in ufficio. Questa prima mossa, serve a metterci nelle condizioni di slegare la nostra EFFICACIA nel produrre reddito dalla quantità di ore lavorate. Rendere INVISIBILE ai terzi questo rapporto è senz’altro il primo e fondamentale ingrediente della sua ricetta.

    Timothy FerrissUna ricetta che può sembrare (beh, lo è) molto sbrigativa quando -ad esempio- consiglia di basarsi sul concetto di IGNORANZA SELETTIVA, ovvero eliminare la maggior parte delle email senza leggerle, abolire gli smartphone, leggere poche news da fonti selezionate solo una volta la settiman, etc. Questa è quella che lui chiama la low information diet.

    Tutta la ricetta di Ferriss è basata sul less is more e sulla legge di Pareto 80/20. Timothy esorta a tagliare tutto ciò che non sta dentro al 20% più produttivo (economicamente) e abbandonare tutto il resto. Senza pietà. Ad esempio, con la lettura di email e news (che a me pare il taglio più difficile) Timothy aggiunge: se necessario pagate un filippino o un indiano 4 dollari ad ora per farvi da filtro e selezionare ciò che vale la pena di essere letto!

    Personalmente, non ho dovuto attendere l’americanino campione di lotta e di tango per sentir parlare della Legge di Pareto, la quale vedo realizzarsi SPESSO anche nel mio conto economico. Purtroppo resta difficile prevedere con esattezza QUALE 20% dello sforzo produrrà l’80% del reddito, e su questo la ricetta di Ferriss non è robusta. Gli esempi che fa Timothy sono validi, ma spesso incrinati dal fatto che lui vive nel mondo nel prodotto e non in quello -ad esempio- della consulenza.

    Alcuni consigli, come ELIMINARE I CLIENTI CHE FANNO PENARE TROPPO possono essere anche validi, ma forse è più facile da fare quando il tuo mercato è globale e non l’area metropolitana di una città italiana, parte di un microcosmo economico e sociale molto preciso.
    Una cosa è mandare a quel paese un cliente del Kentucky che non hai mai visto in faccia, altro un cliente di una azienda top20 italiana con sede centrale a Milano e che ti ha comunque dato del lavoro come consulente. La tua reputazione cala facilmente (in italia consulente è spesso sinonimo di contapalle o -al contrario- di schiavo) e le opportunità di produrre denaro sono sempre un insieme limitato.

    Badate bene, Timothy non è un fanfarone superficiale. E’ uno che ci crede. Uno che va a fare talk ad Harvard o Princetown (che sono audience belle sfidanti) e mette in palio premi in denaro (che paga di tasca sua) per gli studenti che risolvono i task che offre loro in sfida.

    Sin qui però ho concentrato l’attenzione sulla parte LAVORARE MENO, ma come si farebbe a GUADAGNARE DI PIU’?

    Qui c’è il punto fondamentale che sta alla base di tutta la ricetta economica di Ferriss, ovvero: la totale separazione tra quello che SEI e quello che FAI per vivere. Quello che SEI è in effetti molto più sfaccettato e complesso di quello che può raccontare la tua professione, eppure -un pò tutti- in prima istanza tendiamo a definire ciò che uno è a partire da quello che fa. E la ricetta di appiattimento sul proprio lavoro è talmente diffusa ed accettata, che spesso definendo una persona da quel che fa, ci si azzecca in pieno.

    Dal punto di vista meramente contabile, il messaggio -come spesso capita ai bestseller americani di questo genere- si può sintetizzare in una frase, ovvero: Metti il pilota automatico alle tue entrate. Concentra l’attenzione su quelle fonti di guadagno che sono automatizzabili e NON prevedono interventi manutentivi o di postvendita o di qualunque altro genere che non sia gestibile tramite outsourcing o tramite delega.

    Nulla di rivoluzionario ovviamente. Queste “regole” sono le stesse che seguono le imprese e -semmai- il merito di Timothy è quello di riportarle al livello del singolo. Certo, avendo appena finito (si, David, adesso posso prestartelo) di leggere il libro di Leander Kahney (WIRED) “Inside Steve’s Brain”, c’è da dire che l’approccio è per lo meno opposto a quello che ha fatto la fortuna di Steve Jobs, ovvero:”Total Controll, the whole widget”. In questo caso, il successo di prodotti come iPod/iTunes è stato possibile solo perché Apple ha avuto il controllo di ogni singolo aspetto del sistema e delle sue tecnologie chiave. Altro che outsourcing, e delega: Le cose core di Apple le fa solo Apple e spesso in un team ridottissimo di persone. Basta pensare che quando lanciarono iPod, soltanto 15 persone in azienda erano consapevoli di tutti gli aspetti del prodotto. Centinaia di sviluppatori e persino i pubblicitari, avevano lavorato per mesi NON sapendo esattamente a cosa servisse il tassello del puzzle che stavano perfezionando. (…mi chiedo cosa scriverebbe Kahney della FERRARI)

    .
    Beh, dopo la deriva Apple, proviamo a concludere questo post sulla settimana lavorativa di 4 ore: ho cominciato a scrivere questo post alle 07:20 del mattino, quindi potrei essere incriminato di lavorare troppo e star facendo una cosa -infine- improduttiva relativamente al conto economico… Ma voi ci credete che il blog non porti nulla? Certo porta poco, ma avrebbe senso tagliarlo senza pietà? Mi piacerebbe sentire quanti di voi sono pronti a spegnere il loro blog perché il reddito prodotto non rientra in quell’80% prodotto con solo il 20% dello sforzo. :)

    Personalmente, sono nel bel mezzo del lancio di una startup, il chè mi da una scusa adeguata per rinunciare a qualsivoglia ricetta da 4 ore lavorative la settimana, ma sono anche consapevole che spesso (ben oltre il 50% del tempo) lavoro stando fuori dall’ufficio (abbiamo sede a Redwood e abito a Miano!), e che il controllo della alternanza tra lavoro ed altro è totalmente nelle mie mani. Insomma, sono nelle condizioni ideali, per sparire senza sparire, e soprattuto senza far sparire i miei guadagni. Chissà… potrebbe anche aver ragione lui. :)

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    Jul 10 2008

    Frontiers: oggi su Nova24

    Filed under press, nova, frontiers08

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    Uno dei pochi giornalisti in sala ha pubblicato un articolo per Nova (IlSole24Ore). Ne siamo lieti. Da questo punto di vista, l’edizione 2009 sarà INCREDIBILMENTE più forte. Stay Tuned!

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    Jul 10 2008

    Lively, il nuovo metaverso nasce vecchio! Allora meglio il NEXTVERSO :)

    Filed under SL, nextverso, lively, metaverso

    Graphic about astrophysics. (SLAC and Nicolle Rager)Lively mi ha risvegliato l’attenzione al Metaverso. Parlandone con David Orban, altro esperto di Mondi Online nonché amico e socio in Widetag, è venuto fuori che già a prima vista, Lively:
    - non c’è User Generated Content
    - non c’è moneta locale e economia online
    - non è dotata di API
    - non ha un linguaggio di scripting
    - non supporta la voce ma solo chat testuale
    - non c’è integrazione con Google Earth! (eh si, che da questo stimolo pareva fossero partiti)
    - non indica come affrontare tutti gli aspetti di interoperabilità tra i diversi mondi online su cui la Architectural Working Group sta lavorando da due anni

    Beh, ha ragione David!
    Aggiungo che l’aver tagliato fuori il mac all’inizio è una mossa profondamente sbagliata. Si sa che la comunità creativa è molto più mac che PC, e questo approccio NO UTENTI, NO APPLE, pare classica più di Microsoft che non di una star del firmamento internettiano. Oppure, come sostengo da un pò, Google non è più il posto cool dove lavorare, ma solo una Microsoft con un ristorante migliore ed un Campus più fico.

    Beh, tutto questo per dire che i mondi online avevano si bisogno di una maggiore integrazione con il web e Lively è molto più Web3.0 di quanto SL sia mai stato. Aggiungo però che al solito per Google, dopo la meraviglia per l’abilità tecnica, c’è il solito rammarico per l’occasione persa per innovare.

    Limitatamente a questo aspetto, ovvero il reale tasso di innovazione, Sinceramente, mi pare più interessante il lavoro fatto con Aaron in un paio di giornate uomo nel provare a ripensare la fisica del Metaverso, che non tutto questo mostrare i bicipiti da plug-in della corazzata multimiliardaria di Google.

    Sapete che faccio? Adesso vi racconto un pò meglio di Nextverso.

    NextVerso: Introduzione:

    Questo post ha lo scopo di delineare un possibile scenario di evoluzione della fisica dei mondi online (es. SecondLife). Un metaverso che sia progettato secondo le caratteristiche qui definite avrebbe forti vantaggi come ambiente di simulazione evolutiva, nonché aspetti di vantaggio anche nella ricerca di nuove dinamiche sociali. La fisica qui delineata tiene comunque conto dei vincoli tecnologici odierni e dunque non è da intendere come una replica della fisica reale, bensì come un passo avanti nella conquista del Metaverso. Benvenuti nel NextVerso.

    La nuova Fisica

    Le principali innovazioni relative alla nuova fisica presente nel NextVerso sono:

    1- Natura dualistica script/oggetto primitiva


    2- Impostazione dello spazio su quattro dimensioni, ovvero: allo spazio tridimensionale viene aggiunta la dimensione temporale la quale –profondamente saldata nella fisica che regola il mondo stesso- ha effetto sulla sincronicità dell’universo con side effect sulla geografia dei luoghi.
    L’universo è composto da region contigue, così come da region fisicamente distanti (come fossero Pianeti). Lo spostamento tra luoghi diversi è sempre potenzialmente istantaneo, e questo comporta la non contiguità spazio/temporale dell’intero NextVerso.


    3- Tutte e quattro le dimensioni nel NextVerso, possono essere modificate/trasformate a livello locale attraverso una funzione. Ad esempio, una regione che trasformi la dimensione X di ogni oggetto, cambierà gli oggetti in modo che gli avatar (mai soggetti ad alcuna trasformazione) possano esperire uno spazio/tempo diverso e fluttuante.


    4- Nel NextVerso lo spazio NON è vuoto.
    Il NextVerso è un continuum spazio/temporale infinito dove la materia (oggetti elementari) può aggregarsi e provocare la nascita di una nuova region. In tal senso NON esiste una mappa preordinata e esplicita, che semmai sarebbe una conseguenza delle esplorazioni e della condivisione dei dati, da parte dei singoli avatar.


    5- Come la fisica impatta l’economia del NextVerso
    L’esplorazione è una parte integrante dell’economia del NextVerso, e la scoperta di nuove region autogenerate (formalmente indistinguibili da quelle UGC) è alla base del commercio. Esplorare e trovare nuovi luoghi, consente di acquisirne un qualche diritto temporaneo di proprietà, entro il quale si può usarla per ottenere un profitto.


    Uno degli aspetti più di “sogno” che è possibile esperire in un nextverso: Oltre che volare o teleportarsi -cose che in SnowCrash erano impossibili e SL permette- con questa nuova fisica consentirà non soltanto di creare, ma persino di indurre la vita negli oggetti; lasciando poi che che ogni cosa evolva secondo le proprie regole e seguendo la fisica della region in cui si trovano.

    Curiosi di saperne di più? http://www.metaverso.org

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    Jul 09 2008

    Senza Rumore: Google lancia il nuovo SecondLife che parla (davvero) con il web

    Filed under google, secondlife, lively

    Non ho avuto tempo di scrivere qualcosa di sensato, ma qui potete leggerne. Peccato per il mancato supporto del mac! Google è sempre più una nuova Microsoft. Comunque sia, viva Lively.

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    Jul 08 2008

    Perché NON COMPRERO’ un iPhone (in Italia)

    Filed under iphone

    iPhone

    Ma avete visto le tariffe? Ma che hanno, i byte d’oro?
    Non mi piace l’idea di essere strozzato dalle tariffe del cartello TIM / VODAFONE. Non ho l’anello al naso.

    Non mi piace l’idea di essere cliente di una compagnia telefoninca che fa pubblicità da vomito come TIM. Non sono il loro target.

    Non temo di apparire poco Geek/cool quando un colletto bianco troppo pagato mi mostrerà il suo. Ancor meno se ciò avviene sotto un ombrellone! (posso dire: sei uno SFIGATO?)

    Credo che ognuno debba essere libero di comprare un iPhone SENZA contratto e pagarlo all’equivalente prezzo USA. Jobs ha promesso iPhone a partire da 199dollari, mentre -con l’attuale cambio euro/dollaro- sono un quarto dei 590euro italiani (850 dollari !!! ).

    Credo che ognuno debba poter avere una VERA tariffa flat, senza limiti che non superi 20euro al mese, e non certo i 50euro (600 all’anno!!!!!) chiesti attualmente.

    Credo sia assurdo che questi idioti del marketing delle telco continuino a parlarci di quantità di traffico misurate in Megabyte. CHE CAZZO NE SO quanto pesa la pagina di Repubblica (che non leggo, per carità) o che cosa ha messo in home il mio blogger preferito? Il Megabyte è una dimensione per MACCHINE. Trovatene una per UOMINI. Se non siete in grado di farlo, siete anche voi dei Mr. Waterloo.

    Questo ridicolo paese è tale perché guidato da piccole menti, in politica come nelle aziende. Il loro potere è nel portafoglio, ma siamo noi -con i nostri acquisti- a riempirlo. Se quindi non ho mai fatto da queste pagine il moralista su come si dovrebbe far la spesa al supermercato o quali marchi del petrolio bisognerebbe bannare, fatemi almeno dire stavolta: Non siate fessi, e lasciategli gli iPhone sul groppone. La Apple, vedendo che non vendono abbastanza, potrebbe prendere misure draconiane in un attimo.

    Infine, non so se è una buona news, vi segnalo che anche Novari -oggi in veste di angioletto difensore dei consumatori- venderà presto iPhone: http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7872

    Chissà, magari vedremo un pizzico di concorrenza.



    ps. Pur senza dovermi sentire per questo un attivista o chissà cos’altro, ho firmato questa petizione con tanto di lettera a Steve Jobs. Nel caso vi interessi fare altrettanto.

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    Jul 08 2008

    Bruce Sterling about Frontiers of Interaction (LOL)

    Filed under sterling, frontiers08

    Frontiers of Interaction > Beyond the Beyound (WIRED)

    (((With Bruce Sterling, Adam Greenfield, Nicolas Nova and Yahoo scientist Elizabeth Churchill all geeking-out in high Italian form. Includes a host of ambitious Italian tech developers. "Can I leave the room now, professor? My brain is full!")))

    - blog.wired.com/sterling/2008/07/frontiers-of-in.html

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    Jul 02 2008

    Frontiers IV: è andata!

    Filed under frontiers08

    Sterling at Frontiers of Interaction IVIeri è stata una gran bella giornata, con notevoli conferme e persino una grande positiva sorpresa (ADAM GREENFIELD!!!). Certo, la solita telecom-disastro-italia ha mortificato lo streaming esterno, ma per ogni dinosauro claudicante questo nostro paese è -ancora- capace di contrapporre talento e sudore come quello speso da DOLMEDIA e TOPIX e che consentiranno di amplificare i contenuti della giornata in modo che chiunque si interessato possa vederli in Rete.

    In quanto alla giornata… beh spero di poterne scrivere presto meglio. Intanto posso dire che -con punte di 180 persone presenti più tutte quelle che si sono collegate via streaming o su Second Life, Frontiers of Interaction IV- anche quest’anno ha dato il suo piccolo contributo al paese.

    Un grazie enorme a tutti coloro che con la loro partecipazione e -in alcuni casi- persino la loro manifestazione di supporto ed affetto, ci danno il coraggio di continuare questo incredibile percorso di servizio per l’innovazione sia culturale che tecnologica. Continuiamo a lavorare in moderato silenzio :)




    CONTENUTI
    Giusto per dare una idea a chi non c’era, ho scelto questo video che mostra il nostro DJ SET in azione. Korinami, oramai una colonna portante della nostra Conferenza, ci da la sveglia con il suo sound consentendo all’evento di staccarsi dal momento pausa pranzo e rientrare nel mood corretto. Come sempre, tutto dal vivo.

    Dopo il trambusto musicale, una funambolica intervista da Redwood City (Silicon Valley), gettando l’occhio sullo speaker a sorpresa della conferenza: ADAM GREENFIELD.


    Tutti gli interventi in video, li trovate qui: http://frontiers.dolmedia.tv/ Enjoy!

    nb. I ragazzi di DOL, hanno fatto (e stanno ancora facendo) davvero un bel lavoro. Grazie!




    ps. Una chicca: Ecco chi c’era ieri attorno al tavolo da pranzo (in ITALIA!!!): Ashley Benigno, Flavio DePaoli, Leeander, Bruce Sterling, Nicolas Nova, Adam Greenfield, Elizabeth Churchill, David Orban (invisibile perché sta scattando la foto). Senza dimenticare Stefano Sanna, Luca Mascaro, Roberto Borri, Korinami e tutti coloro che hanno illuminato Frontiers…

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