Apr 20 2008

    Un focus per la Ricerca Italiana (+ altre considerazioni)

    In ITALIA la Ricerca è la cenerentola delle priorità. Intesa così irrilevante che oramai non la si sventola neanche in campagna elettorale. (nda. Campagna che mai è stata più stitica ed inutile). Di Ricerca si è invece occupato uno studio della Observa, Associazione senza fini di lucro che MAI avevo sentito citare sino a qualche giorno fa, ma che mi pare muoversi in modo interessante…

    Ad esempio, citando un loro recente rapporto dal titolo:”Gli italiani e la scienza, Primo rapporto su scienza, tecnologia e opinione pubblica in Italia” si evince che:

      Gli italiani hanno grande fiducia nella scienza, ma chiedono un maggior coinvolgimento.
      L’81% ritiene che senza investimenti in ricerca l’Italia sia destinata al declino. Molto elevata la credibilità degli scienziati, ma non mancano i giudizi critici su trasparenza e meritocrazia: per il 64% “nel mondo della ricerca fa carriera solo chi è raccomandato”. Oltre un intervistato su due si aspetta un maggiore impegno da parte dei ricercatori per informare i cittadini.

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    A proposito di questa difficoltà di comunicazione tra scienza e società, non posso che dar ragione all’intuizione di GianAndrea di Ibridazioni che -con slancio e passione fuori dal comune- sta predisponendo un barcamp davvero sfidante.

    SciNet vuole essere un ciclo di eventi. Si parte dalla seguente impostazione: Internet sta modificando profondamente la relazione tra società e Scienza. Nel primo incontro del 17 Maggio 2008 si parlerà di:
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    * La fame di divulgazione scientifica
    * La produzione di conoscenza scientifica
    * La Cultura Open nel mondo accademico

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    Ma questa crisi della relazione tra società e scienza al tempo del P2P e dello User Generated Content non è soltanto un momento di stanchezza tra innamorati.

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    Una parte minoritaria ma significativa della società civile è già pronta ad usare la Rete come strumento e divenire sempre più protagonista. Questo non solo per far chiacchiere su Twitter, ma anche per mobilitarsi, discutere del nuovo Governo e chissà cosa altro.

    Citando ancora Observa (dati riferiti all’Italia):


      Numerosi studi e vicende nazionali e internazionali, negli ultimi anni, hanno evidenziato una crescente domanda di coinvolgimento nelle questioni scientifico-tecnologiche da parte dei cittadini, ad esempio come attivi sostenitori di ricerche su malattie rare. Una tendenza che appare ancora più chiaramente dalle ultime rilevazioni.
      - vedi url originale

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    In pratica, secondo l’80% degli italiani, i cittadini dovrebbero essere più coinvolti nelle priorità e nelle scelte che riguardano la scienza.

    Il che è potenzialmente come dire che: Se i Governi non riescono a svolgere più neanche questo compito (indirizzare la Ricerca o quanto meno occuparsene, finanziandola adeguatamente), allora vengono assorbiti, sostituiti, resi obsoleti dai cittadini.

    ad esempio….
    Giov17 Aprile, su Nova24, leggevo il dettaglio di questo studio Observa ed ovvero: l’elenco dei campi in cui -sempre secondo gli italiani- la Ricerca dovrebbe focalizzarsi. Udite, Udite…

    • 1. Energia Rinnovabile, 45,7%
    • 2. Studi sui mutamenti del Clima, 16,4 …(questo è esattamente OpenSpime)
    • 3. Biotecnologie, 12,9
    • 4. Energia Nucleare, 6,5
    • 5. Neuroscienza, 6,4
    • 6. Telecomunicazioni, 3,2
    • 7. Nuovi Prodotti Chimici, 2,9
    • 8. Nanotecnologie, 2,6
    • 9. Ricerca Spaziale, 1,1

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    Personalmente sono stato sopreso dalla presenza della CHIMICA nell’attenzione della gente. Allo stesso tempo Biotecnologie e Ricerca Spaziale si dimostrano molto più distanti dalle priorità dei cittadini di quanto i politici non pensino. Per certi versi, il progetto OpenSpime, coglie l’attenzione questo aspetto, e prova a stare dalla parte di ciò che è davvero rilevante per la gente.

    Insomma, ancora una volta, la priorità va data alle energie rinnovabili e la comprensione dell’ambiente! E questo messaggio, prima o poi, dovrà scalfire la mente di qualche governante.

    Personalmente ritengo INDEGNO che nell’agenda della campagna elettorale appena conclusa, ci sia stato così poco spazio (forse nullo) per questi temi. E trovo inutile che -passando in rassegna il calendario degli ultimi 12 mesi- qualcuno tiri fuori la conferenza tal dei tali, dove il politico tal dei tali, ha dato un messaggio prevedibile quanto scontato.

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    Certo bisogna anche essere coscienti che non è con il marketing della Crisi Climatica che si risolve il problema. Percepita l’urgenza, serve anche dare una cornice culturale sufficiente per evitare grossolani errori di valutazione. Personalmente NON ho alcuna ricetta specifica da fornire, e neanche la tecnologia di OpenSpime è rilevante in tal senso. Semmai ha MOLTO senso parlare di un cambio di paradigma, e -parlare di Peer to Peer Science, come facciamo con OpenSpime- può essere un enorme segno di discontinuità con il passato.

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    Improvvisamente c’è la tecnologia (parlo in generale e non solo di OpenSpime) sufficiente per dire “IL PIANETA ME LO GUARDO IO”.

    Per leggere questo cambiamento, si potrebbe anche spiegarlo nei termini che adopera Roberto Ostinelli (mio socio in WideTag) che preferisce parlare di “human sensor“. NON più un dato sterile di un sensore meccanico, bensì una Rete che risponde ad una domanda specifica fatta da un utilizzatore. Ad esempio: è SANO il luogo in cui ti trovi?

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    E’ così, dagli spime sociali, si passa ad una qualche forma di capacità di condivisione di dati che comporta una maggiore capacità di elaborare risposte. …che è un modo arzigogolato di definire ciò che NON si vuole chiamare “intelligenza”. E badate che -questa roba qui- la si fa soltanto se esistono metodi di comunicazione (protocolli) aperti e condivisi!

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    Non solo la strada per un futuro rinnovabile, ma persino quella della democrazia digitale, passa da qui.
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    Ma tornando alla classifica, voglio dirvi una cosa. Secondo me il prossimo Google sarà verde e centrato su meccanismi sociali. Dico balle? beh, può darsi :) non ho mica la sfera di vetro, e comunque… beh, c’è un altro tizio che dice esattamente la stessa cosa!

    Bill Joy is co-founder Sun Microsystems (and is now a partner at the VC firm Kleiner Perkins Caufield & Byers). In an interview with Business Week, he said that the potential of the green technology field is enormous, and it will be where the next Google will be found.
    - LINK a TREEHUGGER

    btw: A San Diego ho conosciuto personalmente l’editor/presidente di Treehugger, Ken Rother: Gente tosta!

    Inoltre, Bill Joy non è solo uno che ha avuto “culo” nel fare SUN. Leggetevi il suo “Why the future doesn’t need us” su WIRED.

    beh, fate le vostre riflessioni, magari spendendo la prossima ora con con Bill Joy e capirete perché è così importante dare una spinta VERDE al tipo di innovazione tecnologica che -come umanità- vogliamo sia parte del nostro futuro.

    One response so far

    One Response to “Un focus per la Ricerca Italiana (+ altre considerazioni)”

    1. Gianon 20 Apr 2008 at 9:46 am 1

      Grazie Lee :)

      SciNET vuole essere allo stesso tempo uno stimolo sui 3 temi che hai citato ma anche espressione della voglia di tornare a sperimentare forme di incontro e produzione di stimoli costruttivi e fertili nella parte attiva della rete italiana.

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