Mar 30 2008
Joi Ito: More than Zero, More about OpenSpime
L’evento More Than Zero di venerdì scorso a Milano è stato un evento nel complesso interessante, ma è stato il talk di Joi Ito a alzare il tiro e farlo diventare notevole! C’eravamo tutti o quasi, i volti e i nomi legati all’innovazione (almeno quelli di Milano) ed il dopo conferenza è stato un mutuo ritrovarsi.
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Joi ha fatto uno speech di livello eTech! Magari meno passionale di personaggi alla Lessig (con cui lavora parecchio insieme visto che Joi è anche Chairman of the board of Creative Commons) ma non meno ricco di spunti.
La slide qui sopra, con cui Joi ha introdotto i suoi concetti, mostra un fatto chiave: Sono le tecnologie OPEN ENOUGH, quelle che vincono, ed è dagli enviroment OPEN ENOUGH che possono generarsi nuovi colossi come Cisco (TCP/IP) o Google (TheWeb).
In questo senso, l’Internet come fosse Scrum o Agile. Scrivi, testa, migliora, aumenta, cresci di ambizione. Senza aspettare i grandi processi di ingegneristica standardizzazione e -spesso- mettendosi attorno al tavolo DOPO aver realizzato sistemi diversi e parzialmente sovrapponibili.
Mi è piaciuto il modo con cui Joi ha detto che: la chiave dell’apertura e del successo dell’html è stato la funzione VIEW SOURCE dei browser!!!
Certo il talk di Joi è stato più che altro centrato sull’approccio Creative Commons, e -di fatto, io credo- è impossibile parlare di Diritto d’Autore senza debordare in discorsi che hanno a che vedere con i principi di base della nostra società.
Così, mentre da un lato c’è chi -con forza- chiede “ma allora come si fa a guadagnare se si mette tutto in creative commons“? dall’altro le case di produzione cine-discografica si arrabbattano per cercare di vincolare il contenuto al media che lo ospita o trasporta. Approccio, quest’ultimo che finisce ben presto per limitare la diffusione (ed in alcuni casi persino la fruizione) della conoscenza.
Ma torniamo alla domanda più spigolosa:”chi produce contenuti, come mangia?”
Joi ha che, statisticamente parlando la gente fa più soldi adesso che prima. I blogger fanno soldi con attività che prima non sarebbero state remunerabili. Internet ci ha regalato la long tail. etc. Ed a me sembra una risposta reale ed intelligente.
Certo, un bel decalogo per poterla mettere sempre in pratica sarebbe utile. Ma la verità è che ogni ricetta è specifica e diversa.
Personalmente, condivido il timore di Joi, quando dice che -soprattutto a causa dello spostamento generazionale da PC a Mobile- ci si potrebbe ritrovare nel bel mezzo di un ribaltone delle Telecom che -magari anche fruendo di contenuti gratuiti- di fatto guadagnano dal semplice accesso che i clienti fanno verso la Rete. Con l’amara conseguenza che i soldi prodotti da quei contenuti, anziché restare nel circolo del web (attraverso la pubblicità o altro), finiscono nelle tasche del CARRIER e non ritornano nella community.
Ma quello dei Carrier arraffatutto non è l’unica preoccupazione di Joi. L’altra -condivisibilissima a mio parere- riguarda i tanto osannati Social Network. Oggi i vari MySpace, FaceBook, LinkedIn e gli altri innumerevoli esempi di successo, sono tutti “grossi pezzi di software disconnessi tra loro”. La interoperabilità dei social network è il prossimo auspicabile passo.
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Come CEO di WideTag/OpenSpime, le parole di Joi Ito sono spesso state una CONFERMA AUTOREVOLISSIMA ad alcuni approcci che con David & Roberto stiamo perseguendo.
- l’approccio per cui gli standard possono nascere anche dal basso
- le applicazioni ed i prototipi aperti
- la collaborazione degli sviluppatori “amatoriali”
- la collaborazione con EFF e CC
- interoperabilità aperta tramite protocolli resi disponibili a tutti
Tutte queste scelte, gravose se alla fine punti a far business, credo saranno in breve tempo tutte capaci di darci un ritorno positivo.
Dal canto mio, la domanda che farò appena dovessi reincontrare Joi, è la seguente?
La condivisione della conoscenza NON è direttamente correlata alla auto-organizzazione o quantomeno alla democrazia diretta? Di fatto, Larry Lessig, adesso vuole cambiare il Congresso.
E sapete una cosa? Penso che rivedrò abbastanza presto Joi. Di fatto, la notiziona è che… beh, leggetelo sul sito di OpenSpime.
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btw: Joi Ito is a venture capital and angel investor and was an early stage investor in Six Apart, Technorati, Flickr, SocialText, Dopplr, Rupture, Kongregate,etology Inc and other Internet companies.
3 responses so far



Leandro Agrò - 10+ anni di Design & Management
(short
Io purtroppo mi sono perso l’evento. Avete del materiale?
E’ stato tutto registrato sia dall’organizzazione di MoreThanZero, ma anche da David Orban. Se dovessi scommettere direi che lo vedrai prima su DavidOrban.com :))
Posso permettermi di completare una delle citazioni di Joi che riporti?
OPEN ENOUGH
SIMPLE ENOUGH
Sono due pilastri, che lui ha buttato lì fra le righe, con naturalezza, ma che sono di una importanza mostruosa. Vince sempre la tecnologia più aperta E più semplice, spesso addirittura la semplicità vince sull’apertura (vedi Linux che solo recentemente sta diventando “simple enough” anche per l’uomo comune… sull’open enough non si può discutere che sia il più aperto fra tutti).