ETech DAY1: BoF, BoingBoingTV e molto altro
Ieri all’eTech si è parlato moltissimo di Crisi Climatica (Saul Griffith), di nuovi paradigmi di interazione (gestures soprattutto), di device che si comportano come un widget ma non hanno alcuna componente da PC (David Rose con il suo nuovo business, Vitality), abbiamo visto Arduino in tutte le forme possibili e ascoltato chi parlava di Open Source Hardware come dell’ultima frontiera. Ebbene si, se Tim O’Reilly ci vuole tutti Hackers, il suo fido Phil Torrone, ci vorrebbe tutti Makers. Personalmente condivido il fine, sorvolo sul mezzo.
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In serata, prima del party organizzato dalla Walt Disney, ho avuto il mio battesimo come “speaker” al Birds of Feather Sessions. Una cosa molto tranquilla, che ha interessato soprattutto un drappello di SUN, di cui ho scoperto anche un gran bel progetto: Jumpstart your Startup.
Sul fronte OpenSpime, oltre al BoF, c’è stata una gran bella intervista video per BoingBoing TV (mitico David) e un paio di incontri davvero notevoli. Sul web, segnalo anche gli articoli di Ugo Trade e di Alberto Dottavi.
Mentre -dal vivo gomito a gomito- ho avuto modo di incontrare Elisabeth Churcill (di Yahoo e che speriamo di vedere al prossimo Frontiers of Interactions), il gigante delle .com che ha reso l’MP3 quello che è oggi Michal Robertson e il mito della Silicon Valley: Ester Dyson. WHAO!
Potete leggere altri updates su OpenSpime.com
Tags: Climate Crisis, David Rose, Elisabeth Churcill, Ester Dyson, ETech, Makers, Michal Robertson, Open Source Hardware, Phil Torrone, Saul Griffith, Tim O'Reilly


Ciao non capisco molto il commento su “condivido il fine e sorvolo sul mezzo”
In realtà tutto il lavoro che o’reilly ha fatto per documentare un movimento “grassroot” di gente che non ha esperienza con la tecnologia e si mette a costruire cose è molto importante.
Il mezzo secondo me è interessante perche poi chi progetta “il mezzo” sono piccoli gruppi, micro aziende, aldifuori di un sistema delle grosse aziende e di certi circoli accademici polverosi che non sempre sono veloci abbastanza da capire e seguire i nuovi trend.
Basta vedere sun spot per capire….
Il “mezzo” di O’Reilly è Phil Torrone. Phil è uno che ammiro per il notevole talento che ha, da molto prima che entrasse (anzi ispirasse) in Make.
Certo però non è uno che brilla per la disponibilità, gentilezza e capacità di collaborare. Spesso da l’impressione di sfruttare ogni cosa possibile come… un consumato editore. E questo a me non piace molto.