L’evento More Than Zero di venerdì scorso a Milano è stato un evento nel complesso interessante, ma è stato il talk di Joi Ito a alzare il tiro e farlo diventare notevole! C’eravamo tutti o quasi, i volti e i nomi legati all’innovazione (almeno quelli di Milano) ed il dopo conferenza è stato un mutuo ritrovarsi.
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Joi ha fatto uno speech di livello eTech! Magari meno passionale di personaggi alla Lessig (con cui lavora parecchio insieme visto che Joi è anche Chairman of the board of Creative Commons) ma non meno ricco di spunti. Continue Reading »
Poche tecnologie alle quali ho avuto modo di contribuire direttamente, si sono propagate con la rapidità del progetto OpenSpime. Se ne è parlato molto ed in sedi -giornalistiche e tecniche- rilevanti.
Una volta tanto, i giornalisti che ne hanno scritto, non hanno preso troppe cantonate (con SL è stato un delirio). Qui trovate davvero tante informazioni su SPIME e sul progetto che stiamo portando avanti. Divertitevi Continue Reading »
An interview of David Orban and Roberto Ostinelli has been published today on IT Conversations. Co-founders David Orban and Roberto Ostinelli join Phil Windley and Scott Lemon to discuss the concepts and technologies. Enjoy.
Leggendo stalkked.com ho trovato il riferimento ad un interessante articolo di Gartner. Di solito, questa futurologia da stregone del mercato mi lascia abbastanza indifferente, ma -una volta tanto- le previsioni che fanno non si allontanano troppo da quello che è anche il mio personale punto di vista sul near future.
2009
- Più di 1/3 delle organizzazioni IT adotterà uno o più criteri ambientali come criteri chiave per l’acquisto di beni informatici;
2010
- Il 75% delle organizzazioni adotterà il ciclo di vita dell’energia e l’impronta CO2 quali criteri vincolanti per l’acquisto di PCs;
2011
- Gli early adopters tecnologici (coloro che sono all’avanguardia nell’adozione delle tecnologie) acquisteranno il 40% delle loro infrastrutture IT come servizi, rinunciando a sostenere spese in conto capitale;
- I fornitori delle grandi aziende globali avranno la necessità di dotarsi di credenziali ambientali certificate per conservare lo status di fornitori preferenziali;
2012
- Il 50% dei traveling workers lascerà a casa i propri notebooks, optando per altri tipi di dispositivi portatili;
- L’80% di tutto il software commerciale includerà tecnologie open source;
- Almeno 1/3 della spesa per applicazioni software in ambito business sarà destinata alla sottoscrizione di servizi piuttosto che all’acquisto di licenze;
David ha fatto in tempo a fotografare questa slide mentre eravamo all’eTech. In qualche modo, questa slide raffigura la mia personale visione dello scenario Internet of Things.
Infatti, parlare di coda lunga dei gadgets connessi, è un pò come dire che: accanto ai cellulari di oggi, ed agli sfidanti iphone/androids che nel complesso occupano l’intero nostro sguardo, vanno emergendo nuove forme di comunicazione internet SENZA computer, come chumby, ambient orb, nabaztag, etc.
beh, comunque la sia metta -in prospettiva- il numero ed il genere degli oggetti connessi aumenterà enormemente, rendendo MINORITARIO il numero dei cellulari (ed affini) rispetto alla biodiversità presente nella parte lunga della coda. Ovviamente, tutta questa variabilità di oggetti, dagli spime più basilari, ad oggetti monofunzionali di ogni tipo, necessita di un linguaggio comune. Ed è questo quello che noi stiamo costruendo. In modo Aperto.
C’è una forte attenzione dei media attorno al progetto OpenSpime. Personalmente ne sono davvero felice e i miei compagni di avventura stanno davvero facendo i numeri per star dietro a questa esposizione mediatica con numeri e fatti.
In particolare sono mooolto contento dell’incontro che abbiamo avuto con un mito della Silicon Valley, Phil Windley di ITconversations. Raga, manca solo la CNN… :D
Beh, nell’attesa che Phil Windley pubblichi l’intervista con David & Rob, gustatevi il video realizzato da Yahoo Dev Net.
La cosa più rilevante di tutte: Tim O’Relly, Saul Griffith e Lawrence Lessig, parlano -in modo diretto- di una allenza per cambiare il mondo che abbia la “tecnologia” e quindi Geeks ed Hackers come motore.
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Questa edizione 2008, con David Sifry, Chris Anderson, Nicolas Nova, Peter Norvig (CTO di Google), Elizabeth Churchill (capo di Yahoo Research) ma anche companies che FANNO LE COSE quali PCH International (il maker di Chumby), OpenMoko, BugsLab. Le parole chiave di questa edizione -e non scherzo- sono state CLIMATE CRISIS e SPIMES. Parecchie le investigazioni in una direzione e nell’altra, la più vistosa delle quali è quella di FireEagle, dipartimento di Yahoo che si occupa di tracciamento gps ad uso personale. …mah!
Deludentissimo invece lo speech di Androids. Con tutto quello che avevano da dire, hanno fatto una stupida presentazione di marketing. L’uditorio era inferocito e si è poi rilassato un poco quando, alla domanda:”ma qual’è il business model di Androds”, i googloliani hanno risposto che “in realtà la profittabilità non è al momento una priorità “.
Visionario ed artistico l’intervento di Natalie Jeremijenko. Stra-interessante la presentazione di DarkStar (Karl Haberl) ovvero il progetto di Sun dedicato ai Massive Multiplayer Online Game. Bello visivamente ed interessante, il prossimo passo nei social network, ovvero TWINE. Divertentissimo e coinvolgente invece l’intervento sui giochi per mobile di Jury Hahn e Dan Albritton. Moooolto belle le immagini e la presenza della gente di STAMEN Design.
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.. Curiosità :
E’ l’anno del definitivo sorpasso. C’erano moooolti più mac che PC
C’era una sacco di gente del Dipartimento della Difesa Americano
Mai così tanti italiani (10 credo)
Per la prima volta NON hanno detto in quale albergo si terrà la prossima edizione (si vede che il Marriot non è piaciuto)
Una volta tanto SUN non ha fatto la parte dei looosers. ANZI!!!
E’ stato lanciato l’hardware 2.0, ma immagino ce ne dimenticheremo presto!
Piccoli Blog crescono. L’Etech non ha mai avuto una copertura stampa “tradizionale” e tutto il movimento è legato a passaparola, bloggers, etc. Quest’anno però i bloggers sono nel frattempo maturati e divenuti potenti. ITConversation, BoingBoingTV, Treehugger, alcuni podcasters, sono soltanto un esempio.
Per la prima volta, l’Etech non era STRA-colmo. Intandiamoci, c’era un sacco di gente (direi almeno 400 persone) ma sono rimasti lì una cinquantina di zaini dell’evento e parecchi gadgets. Secondo me, sono mancanti all’appuntamento un 15% dei delegati tipicamente presenti
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Ed infine… Consentitemi di dire che con il team che ha lavorato alla tecnologia OpenSpime ha azzeccato tema e timing. Per la prima volta, una TECNOLOGIA EMERGENTE ITALIANA è all’eTech. Per la prima volta, un italiano fa uno speech in plenaria. Per la prima volta un talk al BoF. Insomma, quattro edizioni fa, ero l’unico italiano presente, e -almeno in questo contesto- l’Italia non esisteva. A questa edizione, c’era. Eccome!
Speriamo contribuisca a svegliarci tutti. A non temere il fallimento e mettersi alla prova. Non è certo sufficiente, ma da qualche parte bisogna pure iniziare.
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Oggi qui a San Diego è stata una giornata formidabile. Non soltanto abbiamo incontrato player diversissimi (dalle Telco, alla EFF, passando per potenziali clienti ad importanti Fondazioni interessate alla protezione dei dati) e raccolto forti consensi attorno al progetto OpenSpime, ma soprattutto abbiamo vissuto una storica giornata.
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Larry Lessig, nel Keynote serale, ha lanciato una nuova incredibile campagna. Stavolta nel mirino non c’è la tutela della libertà dei singoli nell’uso dei contenuti digitali, bensì il modo stesso in cui gli Stati Uniti -ed in qualche modo il mondo intero- sono governati.
Moltissimi i messaggi forti (vedi il mio twit), con tanti in fila a far domane (compreso il padrone di casa Tim O’Reilly ed il nostro david) e stand innovation finale. Session da brivido.
Ieri all’eTech si è parlato moltissimo di Crisi Climatica (Saul Griffith), di nuovi paradigmi di interazione (gestures soprattutto), di device che si comportano come un widget ma non hanno alcuna componente da PC (David Rose con il suo nuovo business, Vitality), abbiamo visto Arduino in tutte le forme possibili e ascoltato chi parlava di Open Source Hardware come dell’ultima frontiera. Ebbene si, se Tim O’Reilly ci vuole tutti Hackers, il suo fido Phil Torrone, ci vorrebbe tutti Makers. Personalmente condivido il fine, sorvolo sul mezzo.
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In serata, prima del party organizzato dalla Walt Disney, ho avuto il mio battesimo come “speaker” al Birds of Feather Sessions. Una cosa molto tranquilla, che ha interessato soprattutto un drappello di SUN, di cui ho scoperto anche un gran bel progetto: Jumpstart your Startup.
Sul fronte OpenSpime, oltre al BoF, c’è stata una gran bella intervista video per BoingBoing TV (mitico David) e un paio di incontri davvero notevoli. Sul web, segnalo anche gli articoli di Ugo Trade e di Alberto Dottavi.
Mentre -dal vivo gomito a gomito- ho avuto modo di incontrare Elisabeth Churcill (di Yahoo e che speriamo di vedere al prossimo Frontiers of Interactions), il gigante delle .com che ha reso l’MP3 quello che è oggi Michal Robertson e il mito della Silicon Valley: Ester Dyson. WHAO!
L’ETech non ha soltanto una favolosa cornice naturale e un hotel molto bello (meno dell’Hyatt degli scorsi anni) che lo ospita. L’ETech è e resta soprattutto il luogo dove è più facile incontrare i grandi personaggi che si occupano di innnovation tecnologica. Ovviamente abbiamo visto, parlato, incontrato Tim O’Reilly (che l’estate scorsa era in vacanza dietro casa mia, a Selinunte e ha definito gli antichi abitanti della Sicilia, “Hackers” che è il maggior complimento che lui sappia fare) come anche Chris Anderson (competenza infinita! quest’uomo è molto oltre la semplice “long tail” per cui è famoso).
I nostri SPIME sono stati nelle mani di tanti geek e numerosi personaggi molto interessati a quello che stiamo facendo. Dall’Inghilterra, all’Australia, passando per ogni angolo della Silicon Valley, l’attenzione per l’ambiente e la voglia di far business in questo campo.
Avere avuto uno speech (Ignite) dopo il keynote di O’Reilly, con la sala plenaria ancora piena è stato un successo enorme. Nessun italiano e nessuna azienda italiana era mai stato sul palco dell’eTech, e non importa se David sia mezzo Ungherese e WideTag sia incorporata in California, avevamo tutti un tricolore ricamato sulla maglietta.
Sono un Interaction
Designer
esperto di Eye-Tracking, UI multimodali e
di usabilità.
Sul web dal '95. Manager & Designer con oltre 12 anni di attività ho progettato servizi e applicazioni Internet per le maggiori aziende italiane (e non). Mi sono occupato per anni di eye-tracking, interfacce multimodali, prototipazione di device mobili e progettazione di Assistenti Virtuali con UI emotive. Ho co-fondato: Idearium.ORG, Frontiers
of Interaction e e giocato con Photoshakr. Collaboro a diverse iniziative
in Top-IX, UniMiB, Siena
Design Project (UniSI)...
A Marzo 2008, ho fondato la WideTag, Inc. una Company focalizzata sulla Open Internet of Things e con sede San Francisco, CA. La tecnologia core di WideTag si chiama OpenSpime, e -tra le altre applicazioni- viene utilizzata per il monitoraggio della CO2 (video).