Jan 07 2008

    LA7: Il Venture capital californiano va in TV

    Posted at 1:54 am under california, venturecapital, VC

    Immagine 1La california è uno stato mentale che è tuo e puoi avere ovunque sei, ma poi serve chi lo riconoscosca.

    Siamo soliti vedere il giornalismo affrontare con “divulgativa” superficialità i temi dell’innovazione e della tecnologia. Così, quando una email proveniente da …@state.gov mi ha avvisato di un programma TV che parlava del fenomeno VC Californiano, ho ben pensato di vedere cosa avrebbero mostrato e quanto “divulgativo” sarebbe stato il tono.

    Sappiamo tutti che i venture capital -investitori di capitale di rischio- sia importante per la Silicon Valley. La leadership USA dipende fortemente dalla capacità di innovare mercati e tecnologie, e l’80% dei VC di tutti gli Stati Uniti sono in California.

    La trasmissione TV si apre con Timothy Draper, ovvero: un manager che gestisce un fondo di investimento da 50miliardi di dollari e con una “vision” sufficiente a dare al volo 8milioni di dollari ad un “ragazzino” di 24anni che voleva questi soldi perché fossero gli STUDENTI DI STANFORD a gestire direttamente gli investimenti in startup di altri studenti. E’ nato così http://www.uventurefund.com/

    D’altro canto, l’idea non è poi così folle. Stanford è sempre stato uno scrigno di tesori per gli investor californiani e non sto certo parlando di Google o Yahoo. La “tradizione” stanfordiana nel dare i natali ad imprese incredibili ha già festeggiato il suo sessantesimo compleanno, ovvero: l’età della Hewlett-Packard, vera prima pietra miliare di quella che oggi chiamiamo Silicon Valley.

    Beh, da qui in poi la trasmissione REALITY ha mostrato un sacco di volti noti. E’ stato intervistato Giacomo Marini (co-founder Logitech, qui in veste di VC con la sua Noventi). C’è stato l’intervento dell’Ambasciatore Ronald Spogli che ha introdotto il progetto PARTNERSHIP FOR GROWTH, degli amici di BAIA Network (sempre più cool questa iniziativa!), c’era MIND THE BRIDGE con l’italianissimo Marco Marinucci.

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    Questa carrellata di testimonianze, presentazioni di iniziative, esempi di successo, etc -come al solito- mi ha lasciato un sapore misto in bocca. Da un lato l’acquolina in bocca e la netta sensazione di appartenere a “quel” mondo (come dicevo all’inizio la california è uno stato mentale che puoi avere stando ovunque) dall’altro la tristezza per il panorama a cui generalmente ci si trova dinanzi. Anche se, personalmente sono alla mia TERZA società finanziata con capitali di rischio e quindi è evidente che qualcosa si muove anche nella piccola Italia. Certo, siamo la serie B, e per partecipare alla corsa all’oro, ovvero: biotech, green rush, security è meglio prendere il talento italiano e farlo finanziare in California. Però anche noi -nel nostro piccolo- ci proviamo.

    C’è poi chi -secondo me- merita un premio al funambolismo, ovvero proprio i ragazzi di Pavia e Redwood City, la Funambol
    Loro sono dovuti andare in California per trovare chi gli desse il denaro, ma sono riuscitia farcela e a godere dei vantaggi dell’outsourcing in italia!

    Certo -parlando di VC- non in Italia abbiamo la propensione al rischio dei cugini americani… E per dirla tutta non siamo neanche capaci di quell’integrità e trasparenza di chi il mestiere di investire a RISCHIO lo fa da anni, e va avanti anche con una semplice stretta di mano.

    Però è anche vero che la percentuale di furbi che ronzano sul territorio italiano è molto superiore -ritengo- a quella degli States. Non è cattiveria, e che noi abbiamo una STORIA molto più lunga e densa.

    stanford_leeanderPersonalmente, la prima società che ho fatto con capitale di rischio è stata la Altoprofilo SpA, finanziata dalla myQube. (nota: azz… ha ancora la grafica che feci io -con Marco bressan- in tre ore un sabato del 1999). MyQube nel caso della Altoprofilo non ebbe molto coraggio ed efficacia ma -ancor di più- non ebbe per nulla fortuna (vista la crisi della new-economy e il 9/11). Naturalmente un VC sopravvive al singolo fallimento e si nutre dei -meno numerosi ma molto redditizi- successi. Per il VC la regola californiana per cui un fallimento fortifica, vale anche in Italia!

    Così, ecco che anche per myQube -con l’ottimo Enzo Torresi- c’è stato uno spazio in questa trasmissione de La7. Torresi ha spiegato come un sw possa -da una semplice telecamera- riconoscere il volto di una persona. Che ridere!!! In SrLabs (la mia seconda società sviluppata con capitale di rischio e che sta dando molte soddisfazioni) avevamo un prototipo funzionante già tre anni fa.
    Peccato che -all’aumentare del numero di facce- alla fine se ne trovi sempre una capace di aggirare il sistema e che quindi -il basso livello di sicurezza- facesse si che questo sistema andasse bene si e no per riattivare un PC loggandosi automaticamente se è in pausa. Una TELCO ci chiese di farne una versione tipo “salvaschermo che riconosceva il proprietario del PC” ma -per quanto fosse un giochino- anche qui la sicurezza poteva essere violata da un passante troppo rassomigliante o da una maschera.

    Insomma, quel sw funzionava soltanto in ambienti “chiusi” e -comunque- ci sembrò un giochino e non se ne fece più nulla. Oggi scopro dalla TV che un sistema simile -certamente moooolto più accurato- è stato finanziato (anche) da myQube ed è sbarcato negli States. Pare che vogliano usarlo nei sottomarini (ambiente più chiuso non potrebbe esserci) per riattivare i PC della sala controllo dai momenti di stasi, loggando “automaticamente” l’operatore SE RICONOSCIUTO.

    Che dire… Geniale! :)

    Chiudo come ho iniziato, ovvero: SI, la Califonia è uno stato mentale e ciò che fa la differenza è trovare qualcuno che te lo riconosca.

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    Stanford U
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    ps.
    La trasmissione era cominciata così: Una eccellenza italiana nel mondo -ovvero i motori- è figlia della Via Emilia. I nostri motori, sono anch’essi figli di un Genius Loci o -se preferite- di un distretto, come lo è la Silicon Valley.

    I contadini dell’Emilia necessitavano di carri, trattori, macchinari vari e questo lo spunto che diede inizio alla leggenda motoristica italiana dei Maserati, Ferrari, Ducati. Leggende fatte di capacità di impresa, alta qualità, tradizione e… gente semplice. Quegli emiliani laboriosi e diretti che sono mossi da passioni forti. E l’accoppiata di Via Emilia & Silicon Valley -in fin dei conti- un senso lo ha. o no? :D

    Dite che il giornalista ha ben confezionato la puntata?
    Certo che SI. Poi, passata la mezzanotte hanno fatto anche vedere qualche corpo nudo. Stavolta uomini nudi. Anzi uomini nudi alla meta: “Il calendario dalla squadra parigina di rugby Stade Francais. Un successo fra donne e gay giunto all’ottava edizione che testimonia la trasformazione del rugby da sport rude a fenomeno di tendenza.

    6 responses so far

    6 Responses to “LA7: Il Venture capital californiano va in TV”

    1. fraboton 08 Jan 2008 at 12:10 am 1

      ebbene… sono finito a leggere questa tua recensione un po’ per caso… e ti faccio i complimenti… un abbraccio, F

    2. adminon 08 Jan 2008 at 12:35 pm 2

      Grazie per il pubblico plauso :)

      per la cronaca: Frabot è stato co-founder di Altoprofilo, ovvero la già citata mia prima azienda con un VC alle spalle.

    3. Frenzon 08 Jan 2008 at 6:33 pm 3

      Di certo la comparazione tra i Venture Capital americani e italiani, ma forse non reggerebbe neanche un confronto tra le due diverse concezioni di libero mercato. Ci sarebbe molto da discutere sul confronto India - Italia per l’outsourcing, se di outsourcing si può effettivamente parlare ora in India.

      Il video da te citato è visibile a questo link http://tinyurl.com/24u9pt

    4. adminon 08 Jan 2008 at 6:56 pm 4

      Beh, ormai il concetto di outsourcing è un dipinto dell’India tanto quanto la pizza ed il mandolino lo sono dell’Italia. Non è del tutto falso, ma è per lo meno generico e superficiale. In ogni caso, l’inesistente mercato del lavoro -in Italia- e la bassa attitudine al cambiamento -degli italiani- ci rende un outsourcer più affidabile degli omologhi indiani. Certo costiamo un pò di più, ma abbiamo anche delle tutele legali migliori. Questo era il parere degli intervistati -per come io lo ho inteso- e -in parte- lo condivido.

      hei, grazie per il link. :)

    5. pinveron 08 Jan 2008 at 10:37 pm 5

      Ehi Lee, spero che non siano DAVVERO pc nella sala controllo, con salvaschermo stile acquario! A quando un bel Mac anche laggiu’?
      http://www.sci-tech-today.com/news/Army-Adds-Macs-To-Improve-Security/story.xhtml?story_id=12000DED7L5C

    6. Alessandro Rossion 09 Jan 2008 at 8:17 pm 6

      La notizia che si parli di V.C. in televisione è sempre buona, in Italia per stampa e media generalmente non è considerato un argomento interessante…comunque bisogna notare che un certo fermento recentemente comincia a vedersi anche da noi. Diamo il nostro contributo ad alimentarlo, parlandone il più spesso possibile. :)

      Un saluto,
      Alessandro

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