La via Otellini vs. la via Jobs

Immagine 9.pngQuesto post NON è un report di quanto Intel ha mostrato al CES o di quanto Apple ha appena introdotto sul mercato. Semmai è una valutazione di due approcci sostanzialmente diversi, infatti -dietro scelte di comunicazione dal format molto simile- c’è una grande diversità di vedute su quali prodotti possano rappresentare il near future e l’orizzonte a breve. Non è una disfida, perchè in fin dei conti anche Apple usa i chip Intel. Semmai una opportunità per guardare oltre. Ma cominciamo dall’inizio…

La via di Otellini —-

Qualche giorno fa al CES, Paul Otellini -Ceo di Intel- ha mostrato tutta la capacità che ha la sua azienda nel tracciare il futuro. Ovviamente, aldilà di esoteriche dichiarazioni sui prossimi processori, ha chiamato sul palco diverse aziende partner, perchè -loro si- hanno un prodotto da mostrare sl pubblico.

Ma partiamo dalle valutazini di comunciazione…
Lo show di Otellini ha funzionato benone. Probabilmente la sua apparizione al keynote di Jobs -quando la Apple passò ai processori Intel- deve aver marcato il suo futuro, convincendolo della necessità di trasformarsi da ceo-ingessato in ceo-showman. Insomma, seguire le orme del maestro di tutti i ceo, a questi livelli non è un optional.

In pieno stile Jobs, Paul Otellini non ha esitato a portare sul palco anche player “sconosciuti”, come BigStage. Anche la Intel -come Jobs ney Keynote- ha dato molto spazio alla musica, mostrando però più tecnologia che amore per le sette note.
In pratica, Otellini ha costruito un super mash-up dove musicisti reali che suonano live in posti diversi, vengono trasformati nei loro omologhi avatar e radunati su un unico palcoscenico virtuale (la ricostruzione del garage di uno dei membri del gruppo).

Immagine 12.pngLa scelta musicale, ne di classe ne da hit (almeno non recente) non ha avuto lo spessore degli artisti tipicamente presenti in casa Apple, ma è stato molto divertente e dannatamente californiano. E così mentre le note di Walking on the Sun (top della classifica almeno un lustro fa) svelavano che l’ospite “misterioso” già microfonato e seduto casualmente in prima fila, null’altro fosse che il cantante degli Smash Mouth.

Una nota: quando Paul Otellini, ovvero colui che ha in mano un gigante capace di accelerare o frenare lo sviluppo tecnologico del Pianeta, ha introdotto “Johnathan” di BigStage per fare l’avatar del singer degli SM, si è visto un siparietto davvero niente male. Un ragazzino della startup emergente, con la star della musica ed il monarca dei processori, ridevano insieme dandosi pacche sulla spalla (molto americano) e scherzando sull’anello al naso dell’avatar appena creato, sulle rispettive carte di credito, etc.

Davvero una ENORME scommessa che Intel ha fatto nel supportare con tale “familiarità” la BigStage. E’ come presentare al proprio pubblico un ragazzino e dire, ehi guardate questo ragazzo: la sua tecnologia è parte del futuro.

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NOTA: sto scrivendo questa nota mentre viaggio in treno nella nebbia della pianura padana. La nebbia sarà uguale a quella che si vede a Frisco ogni mattina d’estate, ma un ragazzino che ha l’opportunità di fare quello che ha fatto oggi Johnathan, quand’è che riuscirò a vederlo anche qui?

Andrew, della Organic Motion, è stato l’ospite successivo. Questi ragazzi qui fanno real time tracking dei movimenti, ed il mix delle tecnologie ha permesso una jam session -con i musisisti che erano fisicamente il luoghi diversi e che erano stati precedentemente trasformati in avatar- hanno suonato in un spazio 3D. eJamming, BiGstage, Organic Motion, con i soldi e la potenza di Intel, hanno costruito qualcosa di davvero niente male.

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Ma cosa ha presentato davvero la Intel?
Otellini ha parlato con frasi forti, come “Bring a new level of capabilities and usefulness to the internet”, oppure “We care about the “personal internet” that is proactive, predictive e context aware”.

Oterllini ha dedicato i primi dieci minuti ed oltre per mostrare un device mobile dotato di grande schermo e telecamera. Non un iPhone o una fotocamera, ma un super-palm-gps-wifi-cazz&mazz con interfaccia utente basata su augmented reality capace di cose incredibili, come:
- tradurre da/verso il cinese in real time usando ASR e TTS;
- individuare nella scena ripresa dalla telecamera, scritte e segnali, ricostruendone visivamente la traduzione ed inserendola nella scena ripresa dalla camera.
- Collegare queste ultime a contenuti digitali.

Un esempio pratico? Foto e recensione di un piatto tipico, ottenuta mentre con questo device punti il menu cartaceo posto fuori dal ristorante.

….certo che super-device come questi o 3D virtual live jam session sono roba da show e non -ancora- prodotti reali davvero così completi ed affidabili, ma immaginare e provare a reallizzare il domani è l’unico modo per arrivarci.

Per questo Paul Otellini ha spostato il risultato di questo hardware device da sogno a 5 anni avanti, senza però omettere sul COME la Intel intende raggiungere questo obiettivo. Certo Intel dovrà affrontare un serie di ostacoli non banali, come:

1) natura dei transistor, per dare una potenza di calcolo esponenzialmente più alta e consumi sempre più ridotti
2) wi-fi (anzi, wimax) sempre e ovunque.
3) context awareness (a more personal internet is a two ways street)
4) more natural user interfaces (each step in input devices we see a more active engagement)

Ovviamente, la Intel ha risposte sensate e robuste soltanto per i punti UNO e DUE di questa lista, mentre si sfalda rapidamente quando si toccano tasti che non sono fatti di silicio.

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Beh, comunque sia, Otellini e la Intel hanno mostrato robe molto fiche e ha chiuso con la favolosa frase di Bob Noise (Intel co-founder): Don’t be encumbered by history, go off and do something beautiful.

Tutto bello e distante anni luce dalla Via di Jobs.
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La via di Jobs —-

Mentre Paul Otellini ha giocato a fare il visionario, indicando cosa -insieme alla Intel- le aziende informatiche e dell’elettronica di consumo avrebbero potuto fare, Steve Jobs -al solito- mostra cose finite e funzionanti che si possono comprare il giorno dopo. Potremmo dire che -per assurdo- Jobs è il pragmatico.

In concreto, essendo la Intel una azienda comunque centrata sui processori e poco significativa nel creare prodotti completi, la cosa VERA più bella che ha mostrato Otellini, è stato il subnotebook della Toshiba.

Apple invece non è un’azienda di componenti ma di prodotti finiti. Apple è il “target” a cui Otellini parlava (brand awareness a parte) ed ha la capacità di progettare tecnologie hardware così raffinate che la stessa gente della Intel -a volte- si chiede come faccia a funzionare. L’ultima della serie è senz’altor il MacBook Air, ovvero: il mac portatile ridotto allo spessore di un iPhone, ha un design incredibile. Così come iPhone e persino come il flop Apple-TV, Air è un prodotto che fa un numero specifico di cose per un target bene identificato.

Al contrario dell’impostazione del futuro device che risolve ogni istanza, Apple ragiona ed offre un presente -continuamente aggiornato- fatto di device che si specializzano in qualcosa e ruotano attono alle necessità degli utenti.

Mentre Otellini liquida in tre frasi la questione “interfacce più naturali” e mostra metaversi e augmented reality; Jobs introduce il multi-touch anche sulla trackpad dei laptop. Questo non è banale, perché è la prova tangibile che il futuro vedrà un fiorire di approcci diversi, gettando -forse- gli utenti in una casbah di interfacce, ma contribuendo anche a spingere verso quella irrinunciabile evoluzione della desktop metaphora.

Ma parliamo un attimo di AIR.
Comincio dalla fine, ovvero: Apple ha prodotto il computer più rischioso della sua storia. L’iMac -in confronto- era una scommessa sul sicuro. Venderà? Penso di SI, ma non sarò io a comprarlo.

La prima cosa che colpisce di Air è certamente la linea, ma -come dicevo- si tratta di un computer che crea una rottura nel mondo dei laptop. Le vere innovazioni tecniche non sono date da cià che di tecnicamente evoluto c’è dentro, bensì da quello che è stato tlto, ovvero estremizzando:
- manca l’hard disk
- non c’è la porta ethernet!
- non c’è il lettore/masterizzatore CD/DVD

E’ il computer perfetto per chi è sempre connesso wi-fi alla rete. E non solo perché per attarci un caso ethernet bisognerebbe ricorrrere ad un adattatore USB, bensì perchè il tempo di pretendere di essere always connected è giunto.

Il lettore di CD finisce in soffitta, relegato ad un box esterno. E’ la stessa fine che anni fa fece il floppy, e anche allora -quando proprio la apple lo tolse dalla dotazione standard- la cosa indignò i più.

- l’hard-disk -che da tempo sui laptop non riesce a creacere di capacità- viene sostituito da costose memorie statiche. La velocità di accesso si abbassa ed il costo aumenta sproporzionatamente alle performance di questo mac, ma -almeno- qualcuno ha avuto il coraggio di tracciare la strada del near future. E’ presto per dire che l’hard disk è morto, ma jobs era lì vestito di nero a prendergli le misure.

Nel complesso, questa macchina “estrema” nelle scelte, diventa ritagliata addosso ad una specifica fascia di utenti. Certamente internettiani (bloggers), certamente NON dei videogiocatori (molti videogiochi chiedono che il cd/dvd di installazione sia presente o si basano su acceleratori grafici ATI o Ndivia, mentre Air ha una un motore grafico Intel), certamente non dei devastatori di CPU (è comunque un macbook di potenza limitata), sicuramente non dei maestri del gadget da attaccare con qualche diabolico cavo.

ppleprototypesflickrgroup_1Come divevo, la macchina più rischiosa mai prodotta da Apple. Anche perché il settore dei portatili -nonostante tentativi di innovazione drastica, come tablet ed ibridi- ha sempre resistito nella sua “forma classica”. Non dimentichiamo che Apple ha soppresso molti più modelli di portatili e device (dal Newton al eMates, dal laptop progettato da Giugiaro dei primi anni ‘90 al un fantomativo tablet senza tastiera disegnato internamente) di quanti altri siano mai stati in grado di concepirne.

In generale, mi pare che la strategia di Apple sia centrata sulle ATTIVITA’ delle persone, mentre altre visioni -compresa quella già più qualificata di Otellini- emerge ancora vistoso il profilo tecnico e l’approccio “ficcagli un hardware in tasca” e poi vediamo cosa farne. Cosa che poi sta dando ad Apple il vantaggio di cui gode, e non parlo di percentuali di vendita (comunque in crescita) ma di impatto sul modo con cui il pianeta usa le tecnologie.

Conclusioni
Beh, seppur come potenziale acquirente questa tornata di prodotti Apple NON MI ABBIA CONVINTO, la mia sensazione è che la “retta” via al near future sia molto più nelle mani di manufactors come Apple che non in quelle di produttori di componenti come Intel. Sebbene potenzialmente costellata di errori, è l’evoluzione del prodotto a cambiare gli scenari possibili e non viceversa.

La strategia dei device dedicati è -a mio parere- quella giusta da seguire, ma si deve essere pronti a pagarne il prezzo. Il fallimento di questo o l’altro modello (ho detto AppleTV?) è sempre alla porta.

La migliore via per predire il futuro RESTA quella di inventarlo. E se vista in termini di ecosistema, queste sconfitte rendono comunque ciò che si genera più robusto. E’ evoluzione selettiva e -sin qui- chi sta avendo il coraggio della Apple?

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6 Comments on “La via Otellini vs. la via Jobs”

  • mi sembra che apple sia una società che sta innovando e cambiando il modo di lavorare e interagire con la tecnologia. Alcune scelte sono contestabili e forse adatte per ora al solo mercato americano, ma questo è il futuro.

  • Beh i dischi per i portatili crescono… solo non così tanto. :)
    Se vogliamo lo storage dei dischi è una delle cose che cresce più lentamente in tutto il mercato informatico.

    La CPU non credo sia così povera, voglio dire: non ci fai video editing, ma mettiamola in prospettiva: la percentuale di persone che USA la CPU davvero è a mio avviso sotto il 10%.
    E per gli altri, solitamente l’attività più intensiva è guardare un film.
    Quella CPU, per dire, è di almeno un ordine di grandezza più potente del mio computer, con il quale potrei tranquillamente andare avanti… se non rientrassi in quel 10%.
    L’hardware di quel portatile è quindi a mio avviso quasi - esagero, ovviamente - sovradimensionato per il target al quale è diretto.

    ~

    Mettendo da parte questi dettagli che sono comunque puramente tecnici… dannazione, aspettavo un upgrade dei MBP. :D

    Una cosa che è quasi passata in secondo piano, ma che trovo interessante: Il MacBooc Air ha un nuovo software (credo sia solo software) di gestione del trackpad e supporta zoom, rotate e simili come l’iPhone.
    Questo secondo me è uno di quei piccoli dettagli interessanti, soprattutto dal punto di vista di “cosa cambia per l’utente” e di “cosa posso farci”.
    Perché in fondo, Air è innovativo solo per quello che uno fa FUORI dal computer, dentro è uguale a qualunque Mac con Leopard… se non fosse per il touchpad!

  • Io prediligo la “nuova” visione di Otellini che è leggermente di più orientata sul “Vi mostro cosa potremmo fare e dove stiamo andando” piuttosto che quello che tra le righe si legge nella visione di Jobs “Solo noi facciamo questo, solo noi siamo gli innovatori, produciamo per vendere”.
    Non si discute sulla validità delle innovazioni di Jobs, sta piano piano cambiando un mercato dagli mp3 ai film ma rimane il fatto che sta cercando di alzare enormi barricate intorno al suo business.

    Ogni volta che vedo queste presentazioni, anche con la partecipazioni di giovani talenti, mi chiedo cosa diavolo ci faccio ancora in Italia ;)

  • Anche io non sono ancora riuscito a capire se la nuova gestione della trackpad è giusto una roba software. E’ certo che -con qualunque trackpad- puoi usare delle gesture semplici, come far scorrere la pagina se scorri DUE dita sulla trackpad. Questo gesto funziona anche se UN dito è fermo a far da perno e l’altro “ruota”. Il software legge il movimento e lo trasforma in uno scrolling. … quindi direi “ok” è tutto nel software. Allora perché non tirar fuori subito qualcosa che vada bene su tutti i mac? E come mai anche i soliti sviluppatori esterni non hanno fatto qualcosa?

    E’ importante avere queste gesture multi-touch?
    Direi che è STRATEGICO per chi -come Apple- vuole dare una certa visione del futuro (e imporre un modello di interazione è cosa non da poco), ed è UTILE per chi vive di portatile e internet e NON SA MAI DOVE POGGIARE IL MOUSE. :)

  • btw: il link al video originale di Otellini
    - http://tinyurl.com/26tr3g

  • gps personal tracking devices…

    The built in proximity alert system lets you set alarms when you get close to these areas. That allows you to avoid the headaches that might come from traffic or speeding through a school zone….

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